La nuova squadra

La nuova squadra

Atletica Franciacorta

Atletica Franciacorta


Il mio credo in queste parole

Il mio credo in queste parole


Il vero leone lo vedi solo fuori dal branco.
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco ed i puntini sulle i piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza pers eguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire dai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualche cosa che conosce. Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo maggiore del solo respirare. solamente l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendita felicità.

(P.Neruda)

RICORDATI DI OSARE, SEMPRE!!!!


giovedì 4 marzo 2010

Un gesto stupendo!!!!



Qualche volta i bikers vengono presi in giro per la loro mania di mangiar fango, per la loro voglia di macinare km su sterrati e strade bianche ma, altre volte ancora, hanno un cuore talmente grande da far luccicare gli occhi.
La scorsa estate uno dei componenti degli Slowbikers di Brescia, in vacanza al mare, fece amicizia con un ragazzo diversamente abile, Roberto, residente a Ranica (Bg), appassionato di ciclismo ma le condizioni fisiche gli impediscono di praticare questo sport in sicurezza.
In pochissimo tempo i bikers bresciani gli hanno approntato una bicicletta a tre ruote e, presentandosi a casa sua nel paese bergamasco, lo hanno ufficialmente “adottato” in squadra con tanto di maglia, casco e guanti.
Al nuovo componente degli Slowbikers un augurio: un milione di pedalate!

lunedì 1 marzo 2010

Memorial Menegatti

Memorial Menegatti
Gare Uisp su strada, tra il Veneto e l'Emilia Romagna, quasi tutte in circuito.
Alla prima esperienza su strada,con la sua partecipazione al circuito stesso porto a casa un terzo posto a pari merito.
Di seguito la classifica ( www. cicloclubestense.it)

SAMPAOLESI EMANUELA - COCLI SIMONCINI- PUNTI 24
LEVRATI PAOLA- CICLI SOPRANI- PUNTI 18
PITTON CATERINA- G.C.ISEO- PUNTI 18

Se son rose fioriranno!

domenica 28 febbraio 2010

Aironbike 2010…..la devo rifare!




Purtroppo per riavvolgere la giornata non trovo il bottone… e devo tenerla cosi ma tant’è che la mia Aironbike l’ho fatta anche quest’anno.
Prima prova dei River Marathon Cup, secondo anno che porta questo nome ma l’avevo conosciuta prima, quando ancora era il Trittico del Po, tre gare di seguito sulle sponde e rive dei fiumi della bassa pianura Padana.
E’ diventata una piacevole consuetudine perché oltre alla gara è una visita in casa di amici, i ragazzi del Team Sculazzo Italia con cui ho un bellissimo rapporto di amicizia che spero di consolidare nel tempo, magari con qualche iniziativa in comune con la mia di squadra, il G.C.Iseo.
Comunque sia, sabato pomeriggio si parte, in solitaria stavolta visto che Dado per problemi fisici ha dato forfait; colonna sonora del viaggio i Dire Straits a manetta lungo tutta la strada.
Arrivo al Lido Po di Guastalla alle sei di sera ma la frenesia si sente nell’aria, è tutto un andare e venire di macchine con transenne e cartelli e striscioni, i ragazzi del team a correre di qua e di la per finire prima di notte.
Ne saluto alcuni e mi fermo per due parole ma capisco anche che devono finire il lavoro e mi ritiro presto e mi preparo per la serata con un piatto di riso ed un libro a farmi compagnia.
Altri camper sono vicini a me, siamo una specie di tribu itinerante tra un campo di gara ed un altro, ci si riconosce ed un cenno di saluto è sufficiente per risaldare un legame invisibile, fatto solo di quella passione che ci rende uguali ed unici allo stesso tempo.
Qualcuno mi chiede “ ma sei sola? Non hai paura? “ e di cosa dico io…….
La solitudine non mi ha mai spaventata, anzi ho sempre pensato che potesse rafforzare il carattere di una persona eppoi non sono sola, ho tanti di quei pensieri che girano per la testa che fanno un rumore del diavolo!!!
Un poco di musica, qualche capitolo di un nuovo libro e quando spengo la luce e guardo dalla finestrella mi accorgo che l’accampamento si è ulteriormente arricchito e che gli arrivi si susseguono nonostante l’ora tarda.
La notte passa in un lampo ed il mattino mi accoglie con i rumori di ogni gara di Mtb, le transenne tirate lungo la strada e che stridono, gli uomini che finiscono di tracciare e segnare il percorso e si chiamano man mano, i primi bikers che corrono a prendere il numero ed il pacco gara per evitare la coda del’arrivo in massa verso le nove; un caffè caldo e due fette della torta di mele che mi sono portata da casa ( e se non è bilanciato pazienza..però è buona) ed eccomi pronta a ritirare il mio numero, 118, come per chiamare l’ambulanza.
Profetico.
Mi vesto con calma e preparo Valchiria, tutto è pronto e mi sento bene, ho voglia di pedalare anche nel fango; incontro Paola e facciamo un pezzo di strada assieme per scaldarci e mi porta fino sull’argine dove c’è un assembramento di ragazzi in bike….a guardare una discesa!
Alla faccia!
Resto basita….per me è un muro verticale insormontabile e dalle espressioni del viso di molti mi accorgo che siamo in tantissimi a pensare la stessa cosa: come diavolo si scende da li???
A piedi di sicuro per quel che riguarda me, non mi salta neppure in mente di provare, no no, lasciam perdere và che è meglio.
Paola ride ma poi mi confessa che qualche problema l’ha anche lei…meno male, mi sentivo un po’ complessata.
Incontro Natale Naty nonno volante e porto la anche lui…. Stessa espressione del viso!
Ma lui è leggerissimo ed ha molti meno problemi della sottoscritta di sicuro; comunque ad ognuno la sua gara, io lascio volare gli altri e vado piano.
Poco prima della partenza incontro anche Vania dei Kinomana al rientro in bike dopo mesi di stop forzato ed un attimo solo ci penso quando mi chiede di fare la gara con lei: certo che la faccio con te, volentieri.
Facciamo fatica ad entrare in griglia, alcuni ragazzi sono dentro da mezz’ora e gli spazi sono quel che sono ma riusciamo ad infilarci in un varco ….ed eccola la voce della mtb, Alfio Biker Montagnoli che, a gran voce al microfono chiede: ma che fine ha fatto Kathy Pitton??
Ussignur…….e tutti li col dito ad indicare me: è qui è qui!
Voleva che dicessi due parole, come ad ogni gara quando c’è lui, per il mio modo alternativo di fare mtb…. Ma stavolta non riesco proprio Alfio, quando arriverò al traguardo dai!
Pronti via lungo la strada per il primo giro e segui Vania che però non riesce a tenere il ritmo degli altri e presto, andrà pianissimo, con tanto di fiatone e tossendo spesso.
Mi sa che come prima gara al rientro dopo mesi di stop non ha scelto la migliore per ricominciare.
Le faccio compagnia per tutto il primo giro e per parte del secondo poi mi dice di andare; mi è dispiaciuto lasciarla sola ma credo abbia capito la mia voglia di correre; non ho mai nessuna velleità di conquista ne di posizione ma voglio solo arrivare al traguardo e sentivo le gambe girare bene e le sensazioni erano belle per cui via al galoppo in sella a Valchiria.
Sento la moto in lontananza, ho perso un po di tempo nel primo giro ma sono quasi alla fine del secondo e tutto è ok; lascio sfilare accanto a me i grandi della velocità e mi avvicino a quel muro da scendere con un timore reverenziale… ed infatti lo farò a piedi, tutta di traverso, facendoci pure una risata.
Mauro dell’Emporio Team mi passa accanto e mi urla un saluto, sarà lui ad ospitarci ad Asola la prossima settimana per la X Bionic e, poco dopo, Roby, il mio istruttore di spinning che mi fa pure una carezza sulla schiena…. L’incontrare gli amici è la parte piu bella della mia mountain bike, quelle sensazioni positive che mi porto dietro fino alla gara successiva, quello star bene che è impagabile ma poi, in un attimo, cambia tutto e resta l’amarezza ed anche un po’ di rabbia.
Un biker dalla maglia arancione e nera, per superarmi e guadagnare forse tre secondi ed arrivare esimo comunque mi ha letteralmente sbattuta a terra a 200 metri dall’arrivo, neppure si è preoccupato di vedere se stavo bene anzi, mi ha mandato pure un “ va a ciapàl…”.
Mi sono lussata la spalla sinistra, faccio una fatica dell’accidente ad usare la mano ed ho delle fitte tremende al fianco grazie a questo galantuomo.
E qui apro la parentesi del Ci sono “signori” e Signori.
I Signori sono i campioni che ti passano accanto, come Fabio Pasquali o Fappani o il Dottor Zappa, loro combattono per il podio assoluto ma ti passano vicino e neppure ti accorgi di loro perché la loro è una bravura da Campioni veri e da Uomini.
Poi ci sono i “signori”, dei pinco pallini chiunque che credono di essere dei bravissimi personaggi sportivi solo perché, mettendo da parte ogni morale o etica sportiva che dir si voglia, arrivano prima di altri fregandosene altamente se per fare questo passano letteralmente sopra ad altri mandandoli pure a quel paese.
Ed a questo gentiluomo in particolare voglio dire una cosa:
io sono un NESSUNO qualunque ma ti garantisco che nessuno è come ME e sai per quale motivo?
Rispetto per gli altri oltre che per me stessa!
Tu sei solo un povero palla, anzi, visto che hai usato il dialetto lombardo per mandarmi a quel paese ti rispondo a tono: va a ciapàl te, gnorant!!!
Quello che più mi è spiaciuto è il non aver potuto finire la mia Aironbike, il dovermi fermare con ancora un giro da fare e non essere neppure in classifica, il dolore alla spalla passa in secondo piano dal mio punto di vista, pazienza, sarà per la prossima edizione.
Pasta party anzi no, tortellino party, torta e Lambrusco, un caffè e due chiacchiere con Gianluca/Gianlupo Bellezza e Paola Parmeggiani ( bravissima oggi, seconda assoluta femminile oltre che campionessa Italiana mtb Uisp) e lentamente me ne torno verso il camper.
Gli abiti sporchi di fango nel sacco, le scarpe pure, Valchiria nel garage interno ed è ora di ritornare verso casa.
Un saluto ai ragazzi del team e via verso l’autostrada ed il mio lago; avrò una settimana di tempo per guarire le “ferite di guerra”, solo quelle visibili però, le altre, quelle dentro, restano per più tempo ed è solo il tempo stesso che le fa passare.
Domenica prossima sarà un'altra griglia, un'altra gara ed un altro percorso e stavolta non provateci a non farmi finire la X Bionic perché vi azzanno al collo e vi farò molto ma molto male.
Kathy Pitton

mercoledì 24 febbraio 2010

Un giorno cosi...

La sveglia ha suonato all'alba ma la aspettavo da ore, dalla sera prima; neppure un attimo le ferite dell'anima ti danno pace e passi la notte ad affrontare i tuoi fantasmi, le tante paure e le poche certezze.
Mi sono trovata davanti allo schermo del pc in ufficio senza sapere neppure come ci ero arrivata, e già dopo poco tempo una rabbia sorda mi ha preso lo stomaco e me ne sono andata, senza spiegazioni e senza domande, via da li, da quei quattro muri che mi rubano l'aria.
Tre ore a casa sul divano, arrotolata in una vecchia coperta a pensare e riflettere su tante cose, sugli errori che credo di non aver fatto, sulle delusioni e su questo sentir dolore dentro, in gola, che non spiego ma che non va via.
Ed un attimo dopo un raggio di sole va a colpire la cornice di una foto oscurandone solo una parte e lasciando in chiaro l'immagine di Valchiria.
Ho sempre creduto solo nelle solide e concrete realtà, il destino è una cosa che ci costriuamo da soli, passo dopo passo; nella mia vita ho costriuto forse poco ma ho sfruttato ogni singola occasione, ho vissuto ogni singolo momento come se fosse l'ultimo ed ho preso dalla vita stessa tutto quello che ho potuto.
Valchiria è una parte di essa, un "oggetto" divenuto parte di me, della mia esistenza, un essere inanimato che prende vita come per magia in un attimo con me, con la mia presenza.
Pochi istanti dopo avevo abbandonato la calda e confortevole sensazione di calore per scendere giu e strappare gli abiti da ciclista dagli appendini, spogliarmi e vestirmi allo stesso tempo, lasciando tutto a casa e scappare sulla sella della mia libertà.
Sono due le salite in Franciacorta che mi hanno sempre lasciato col fiato spezzato e mai le ho finite in sella, non ce la faccio di solito, ma ho ascoltato Lei, la mia controparte su ruote e mi sono ritrovata ricoperta di fango all'inizio della salita del Monte Alto dal quale scende un ruscelletto d'acqua, residuo delle copiose piogge dei giorni scorsi e sono salita, su e su e su senza fermarmi mai, fino a quando non ho visto la sponda bergamasca del lago, Sarnico adagiato ai miei piedi...e mi sono seduta a ricordare per un momento, guardando giù, fin quando il freddo si è fatto sentire nonostante il sole debole ma caldo di oggi.
Mi sono buttata a capofitto dalla discesa, la stessa che , spesso, alla Vignalonga ho fatto a piedi per paura di cadere, sentendo le ruote slittare e sbandare ma in quel momento non contava niente, solo il sentirmi ferita si, ma viva.
Nella mia vita ho avuto molto ed ho perso altrettanto ma credo di poter dire che non ho nessun rimpianto, ne ne avrò mai... fose qualche rimorso, quello si ma rimpianti no.
Ho vissuto ogni singolo momento come la cosa più importante del mondo e ringrazio Madre Terra di avermi dato la forza che ho dentro, perchè sono forte e saprò esserlo ogni giorno di più, cavalcando la mia compagna di vita fino a quando non potrò dire: IronKate e tornata.
E saprò aspettare, sempre.

domenica 21 febbraio 2010

San Valentino con ….tuffo!!





Non è che per forza la Granfondo di San Valentino deve essere il 14 febbraio, anzi i ragazzi del Ciclotazze Mtb team hanno pensato bene di farla il 21 di febbraio ed al bando tutte le convenzioni!!
E credo sia stato proprio la data anomala a farmi venir voglia di partecipare a questa gara in Veneto, una delle prove del Super Challenge; iscrizione e via, senza il compagno per eccellenza delle mie scorribande in mtb per l’Italia, Dado…pazienza.
Gli ultimi giorni di questa caotica settimana li ho passati in fiera a Milano, alla Borsa del Turismo, tra agenti di viaggio e tour operator, studenti a caccia di gadgets e strani personaggi che chiedono cose improponibili e l’unica cosa a cui pensavo era “speriamo che sabato sera arrivi presto cosi parto…..”.
Ed anche se non cosi velocemente come sperato, il sabato pomeriggio arriva e via da Milano di corsa, un attimo di tempo una volta a casa per un caffe’ in santa pace, carichiamo tutto sulla mia casa viaggiante e dai che si parte alla volta di Locara San Bonifacio.
Non ci vuole poi cosi tanto tempo per arrivare ed è facile capire da dove parte la gara domattina, le transenne sono già disposte a lato strada ed il palco è già montato di fronte alle scuole del paese; parcheggio facile a 200 metri dalla partenza gara accanto ad altri camper ed ora si riposa davvero però, altrimenti domani non si pedala proprio.
Sono le gare descritte come “facili” quelle che mi spaventano di più, perché non sai mai esattamente cosa ti aspetta ed è abbastanza facile lasciarsi ingannare da ciò che senti dire dagli altri concorrenti… ognuno di noi pedala in modo diverso ed ha un allenamento diverso, pertanto, ciò che è facile per alcuni può essere molto difficoltoso per altri.
Oggi non mi aspetto nulla in particolare, farò la mia gara tranquillamente e come andrà andrà.
Ritiro numero e pacco gara ( notevole devo dire), due chiacchiere con una delle ragazze presenti conosciuta alla Divinus Bike lo scorso anno ed il tempo passa tra la “vestizione” da biker ed il “settaggio” del mezzo, la mia adorata Valchiria!
Aria alle gomme, una controllata generale, due gocce d’olio e una mezz’ora a zonzo sulla strada su e giù per scaldarmi, cercando di mescolarmi tra quelli che in bici ci vanno davvero come bolidi da corsa.
Come ogni volta i visi famigliari spiccano tra altri, Viviani e Arici del Team Rosola, i ragazzi del Mbo di Brescia, Silvia Pasini e Giorgio Pasotti dello Zaina, ci si scambia un saluto ed è tutto quello che in fondo serve; gli altri, quelli che son li a guardare, ci scrutano cercando di capire cosa sia quella strana frenesia che prende una marea di persone (ed erano piu di 800 stamattina ) ad alzarsi all’alba ed al freddo saltare su di una bicicletta e pedalare nel fango………..si chiama passione!!!
Ed ha una forza enorme ed inarrestabile.
Griglie per categorie e pronti via.
Tanto asfalto all’inizio poi inizia il Nutella Party su di un terreno tanto strano che basta!
Sembrava roccia frantumata con una spalmata di fango sopra, praticamente pedalavo e scodinzolavo di qua e di la e pensare che è solo l’inizio.
Ed è una gara facile….
Dislivello? Poco, circa 250 metri…..pero tutti assieme, bang su ed avanti…..
Una ragazza a piedi quasi quasi andava più veloce di me in sella!
Ultimi 200 metri ( a detta del ragazzo addetto al percorso), a me sembravano un eternità, meno male che si comincia a scendere appena dopo il ristoro.
Discesa a razzo tra ghiaia, asfalto e sempre quello strano terreno tipo gelato al torroncino ma ho anche il tempo di guardarmi attorno e devo dire che mi piace quello che vedo..e quella la in fondo sembra proprio una vecchia abbazia.
Mi sorpassano dei veri e propri trenini di bikers con quello davanti a far l’andatura e gli altri a seguire senza mollare mai un secondo….
Mi è parso di fare una buona gara, la media non è poi tanto bassa ed, essenzialmente, sono contenta cosi, sono quasi al traguardo e non sono stanchissima.
Avete presente le vecchie ultime parole famose?
Quelle che dicono che non si deve mai fare il conto senza l’oste…..?
Bella spianata in un campo, un sentiero ai cui lati ci sono due fossati…. Ecco che vado a scodinzolare un po troppo vicino al bordo e retaplam mi ritrovo con le braccia fino ai gomiti in acqua, il naso a bagnar la punta ed anche una lavatina alle lenti mentre il resto del corpo resta in bilico sulla riva con le gambe incastrate sotto la bike!
Se cerco di riprovare a prendere quella posizione probabilmente non saprei da dove cominciare, sta di fatto che va beh che avevo sudato ma siamo pur sempre a febbraio e per quanto ci sia qualche raggio di sole fa un freddo dell’accidenti!
Ho battuto ogni record di velocità ad arrivare al traguardo, mezza congelata, ricoperta di fango da capo a piedi da far ridere.
La coda al lavaggio bici era infinita ma non posso caricare la bike sul camper in queste condizioni e, con molta pazienza, aspetto il mio turno mentre il fango mi si secca addosso.
E dopo tocca a me e mi ci vorrà un bel pò per rendermi presentabile ed andare al pasta party con Giorgio e Silvia ed aspettare le classifiche e le premiazioni.
Silvia è settima ed a premio ed io tredicesima; aspetto al sua premiazione per farle l applauso, stamparle un bacio sulle guance e darle appuntamento alla prossima gara.
Si torna a casa e la stanchezza comincia a farsi sentire ma stò bene, come sempre.
Domenica prossima sarò in Emilia, lungo gli argini del fiume maestro, il grande Po, per correre con gli amici del Team Sculazzo, l’11° edizione dell’Aironbike, ma quella è una storia che deve ancora iniziare.
Alla prossima ragazzi
Kathy Pitton

lunedì 15 febbraio 2010

Una nuova avventura.....


Me le sogno di notte!
Tra un rotolone e l'altro nel piumone ( lo trovo smontato tutte le mattine)sogno di svolazzare in sella alla mia Valchiria in giro per l'Italia,di volare su di un parapendio tra cime innevate e guardare i boschi dall'alto e..........di correre la maratona di New York!!
Ma immaginate quanto deve essere elettrizzante correre a Central Park e sul ponte di Verrazzano.....da sballo!
Si ma per andarci ci si deve iscrivere un anno prima e magari essere pure iscritto ad una società di atletica..........e io decdido che mi tessero con l'Atletica Franciacorta, comincio a correre e ci vado! Il regalo dei miei 50 anni sarà la maratona negli States!
Sono fuori di testa, ma non mi salvo più neppure se vado a Lourdes anzi se vado li do fuori di matto del tutto allora è meglio se stò qua... e bisogna tenermi cosi come sono e non si può fare niente altro!
Foto consegnata, moduli compilati, visita medico-sportiva ok; mi hanno dato anche una di quelle tutine da corsa che la parte sotto va beh è ok ( col panettone bello in vista sai che spettacolo), ma la parte sopra non è cosi facile da farci stare...se penso a quelle che vanno a farsi fare un imbottitura additiva mi viene un nervoso che basta! io non so mai dove metterle....
Va beh Kathy, hai voluto la bici adesso pedala, anzi no comincia a correre va che è meglio!!

sabato 13 febbraio 2010

Un colpo di Cannon…….dale e Bingo!!!!!!!!

Era li, sola soletta in un angolo del garage da due anni, poi le ho cambiato posto e l’ho appesa ad un gancio a ruote in giu’…. Devo dire che mi sentivo un po’ in colpa; come si fa a comprare una bici da corsa e non farla correre? E per di più una Cannondale in carbonio rossa e gialla a strisce tipo zebra e che si chiama Merlino!
Lo so che dovrei usarla un poco più spesso e che il “fondo” anche per la mtb andrebbe fatto con la bike da strada ma non è semplice, è un concetto totalmente differente e poi i voli che faccio ogni volta… perché mi dimentico che ho le ruotine e penso ad altro e mi ritrovo a svoltare per sentieri ed il resto immaginatelo da soli!
Però stavolta faccio sul serio!
Vorrei riuscire a fare almeno 1000 km su strada entro fine stagione che sommati a quelli in preventivo sulla mia mtb fanno una bella cifretta.. per me quanto meno, per i draghi su ruote probabilmente sono bazzecole ma devo fare i conti con l’orario di lavoro strano, la casa, la spesa, mia figlia, una serie infinita di impegni tra varie associazioni ed organizzazioni… mi ci vorrebbero giornate da 36 ore e mezza e forse, ma solo forse, avrei più tempo per allenarmi.
Comunque, tornando all’inizio della storia Merlino è li che mi guarda tutto impolverato e detto fatto, mi metto all’opera, lo spolvero e lo porto da fattore Ciclo per una revisione completa, gomme, freni e tutto l’ambaradan ed eccolo pronto a partire tutto lustro.
La prima uscita è un mezzo disastro, la posizione in sella è totalmente diversa dalla mia mtb, mi sento fuori posto e scomoda e provo tutte le varianti possibili (che non sono poi cosi tante), ma torno a casa con un mal di schiena che la metà basta; e non è solo la schiena a far male ma anche i gomiti e quelli proprio non capisco perché!
Forse perché la bici è rigida, non come la bike che è ammortizzata, ogni piccola buca è un sobbalzo; un'altra cosa che mi lascia un po’ perplessa è il traffico, cioè le macchine ad un pelo e mezzo dal manubrio.
Sulla strada non puoi perdere l’attenzione e la concentrazione, il traffico è li, presente e costante e non puoi ignorarlo; qua non posso staccare la spina come quando sono per sentieri o all’interno di un bosco in solitudine e quel silenzio che tanto amo non esiste sulle strade ma, nonostante tutto, ha un suo fascino… la velocità.
Come ogni biker sono abituata a continui cambi di ritmo, salite e discese ripide, pedalate fuori sella per contrastare la pendenza o per rendere più efficace la pedalata e scalare questa o quella asperità, su strada mi sembra di fare meno fatica e la velocità che raggiungo difficilmente la eguaglio in mtb.
E la decisione è dietro l’angolo: faccio una gara su strada!
Siamo a febbraio, troverò ben un qualche garetta mica tanto lunga da qualche parte e, sul web, ti scovo il Memorial Menegatti, 12 o 13 prove su strada, quasi sempre in circuito, organizzate dalla Uisp ma aperte a tutti i membri della consulta e credo di essere della consulta anche io come Fci e se non lo sono mi iscrivo lo stesso poi vediamo.
Devo dire che tra il dire ed il fare ci metto parecchio tempo a decidere, ho un po’ di strizza…. E se cado? E se partono tutti come dei missili e resto li come un oca in bici?
L’unica cosa che mi consola è che sono prove a circuito, male che vada mi fermo dopo qualche passaggio sulla linea di partenza.
Fatto stà che stamattina alle otto e mezza ho caricato tutto in macchina e pronti via alla volta del Veneto; viaggio tranquillo in autostrada fino a Verona e poi sulla transpolesana che praticamente non ho visto da tanta nebbia che c’era!
Quando intravedo uno spiraglio tra tutta quella “gheba” vedo il cartello stradale che indica l’uscita di Ca degli Obbi…..che poco dopo diventa Ca delgi Obbi… Giuro!!! E scritto bello grande su di un cartello della Transpolesana. Hanno sbagliato a scriverlo ed hanno invertito la l al posto della g.
Bello!
Va bene cosi,ed arrivo ad Occhiobello, trovo il posto dove ci si iscrive e, visto che devo aspettare un ora circa, decido per un the caldo.
Ci fosse un bar gestito da italiano però… tutti cinesi!
Non ho mica niente contro l’impero d’oriente ma se almeno parlassero italiano visto che gestiscono bar e paninoteche in Italia…..mi è toccato far vedere la teiera con le mani e mimare il the… ussignur mi sentivo a Paperissima.
E per il toast lasciamo perdere che è meglio.
Un signore anziano seduto li mi ha sorriso e detto in dialetto veneto: “mi domando un ombra de vin ma no me dan sempre la stesa cosa…..”
È ora di partire e mi sento come se dovessi affrontare un mostro; chissà perché, in fondo è solo una bici con le ruote sottili!
Mi metto sulla linea di partenza, ci chiamano per nome e numero ed un attimo dopo siamo sul percorso di gara, lanciati ad una velocità folle quelli davanti, io ed altri sette o otto un po’ più lenti dietro; dai Kathy pedala.
E pedalo si visto che la mia media è (per me almeno) alta, non li faccio spesso i 35 all ‘ora in mtb!
I giri si susseguono ed imparo a seguire un certo criterio ed evitare le parti di asfalto piu rovinato dalla pioggia e giro su giro accumulo km nelle gambe ed una piccolissima parte di esperienza.
Alla fine, dopo 50 km, non mi sembra più cosi difficile gestire le mie due ruote sottili e, anche se non è Valchiria, trovo la stessa soddisfazione di quando esco con lei.
Mentre mi cambio e ripongo la bici in macchina sono si stanca, ma soddisfatta allo stesso tempo.
Ho fatto un buon tempo e mi porto a casa il premio per la prima donna….una fornitura di bagnoschiuma per un esercito! Sarà contenta Elsa.
Il sole cala in una rossa palla all’orizzonte mentre torno verso casa e la musica mi fa compagnia lungo la strada.
Tirando le somme devo dire che come prima esperienza su strada non è stata male, anzi!
No lascerò mai la mia mtb per correre su asfalto ma nel mio calendario agonistico qualche gara su strada troverà certamente posto, qualche cosa di tranquillo naturalmente, non credo che sarò mai in grado di affrontare una 9 Colli oppure una Dolomiti; è comunque uno sbocco nuovo, una nuova sfida da affrontare a viso aperto e senza timore.
Basta crederci.
Alla prossima ragazzi
Kathy Pitton

domenica 7 febbraio 2010

Oglio Chiese….persa nella nebbia!!


Vado o non vado, ci vado solo se esce il sole……poi sono da sola e non c’ho voglia……
Lo scorso anno era una marea di fango il percorso, quest’anno non credo sia nulla di diverso visto le piogge degli ultimi giorni, eppoi fa un freddo dell’accidenti.
Cosi, mentre per la testa mi passavano tutti questi pensieri, intanto preparavo la bike e la sacca con le scarpe ed il casco, fatto gasolio al camper ed a dormire presto che la sveglia è alle 5 e mezza.
Dado non ne aveva voglia e non ha ancora la tessera nuova per cui si parte in solitaria, buio pesto, alla volta di Leno, per il 10 Memorial Massetti, terza prova del Provinciale d’Inverno e prima tappa dell’Oglio Chiese Challenge.
Non credevo di trovare cosi tanta gente già alle sette e mezza alle iscrizioni al campo di rugby e mi tocca pure fare un poco di coda prima di ritirare il 903 da attaccare alla bicicletta.
Il caffè me lo faccio sul camper e trovo anche il tempo di leggere una rivista mentre aspetto che arrivino almeno le otto e mezza, prima di vestirmi e scendere a scaldare le gambe un po’.
In poco meno di un ora il parcheggio si è riempito di macchine e vedi ragazzi andar su e giù in bici lungo la strada ed all’interno del vecchio ippodromo, tutti a provare il percorso e la bike e vedere se tutto è a posto, se il “mezzo” risponde come si deve nelle frenate e se le forcelle lavorano o no….
Io gironzolo qua e la, saluto un po’ di gente e faccio quel “salotto” che descrive sempre il mio compagno di squadra Zambo.
Il freddo è pungente ed accanto a me una ragazza alla sua prima gara che trema letteralmente dal freddo battendo i denti e, sia Angela Peroboni che io cerchiamo di farla muovere e parlare per rincuorarla un pochettino prima della partenza.
Se non vedo male siamo in otto stamattina, Silvia con Jorge el mexicano e figlia al seguito e Laura che non vedevo da tempo, un brutto mal di schiena l’ha atterrata per un bel po’ ma ora, più grintosa che mai pronta al via di questa gara…e si leva la nebbia!!!
Danno il via per categorie ogni due minuti e, quando tocca a noi, il primo tratto all’interno dell’ipodromo sembra dissolto da un velo bianco a mezz’aria; manca un pelo che perda di vista il tracciato e dovrò togliere gli occhiali poco dopo la partenza, credevo fossero appannati, tipo talpa sui pedali insomma, ad inseguire le altre poco piu avanti di me e la moto scoppiettante dietro a ricordarmi che sono una polenta e mezza.
Adesso come adesso non saprei dire quanti km ho fatto a piedi e quanti in sella, so solo che qualche volta mi piantavo nel fango e pedalavo ma non andavo da nessuna parte, ma proprio non mi muovevo da dove ero, tipo pino solitario alternativo.
Che roba ragazzi.
Ma si può, invece di stare a casa a dormire al caldo sotto il piumone, essere qua, al freddo, in mezzo al fango a cercare di guadagnare terreno sotto le ruote oppure procedere a piedi e sprofondare nel fango e mi scappa pure da ridere!!
E poi mi metto a pensare a tutti quegli articoli letti durante le pause sulle riviste di settore (mtb naturalmente), leggere di persone che si fermano in cantina a guardare la bike in letargo agonistico invernale e ad ogni segno sul telaio collegare una storia, ad ogni sbavatura di fango rimasto sulle gomme collegare un uscita ed al fango raccoltosi sotto la sella attribuire quella discesa in quel sentiero tosto ma conquistato…..e penso a quante volte mi ha beccato mia figlia in cantina ad accarezzare la sella di Valchiria e portarmi a casa, come sempre un “ ma te sei fuori mamma..”.
Torno al presente nel sotto passaggio, invaso dall’acqua tipo piscina e meno male che c’è, penso io, cosi mi libera un po dal fango sulle ruote…..si però se ci cadi dentro come quel ragazzo davanti a me non è il massimo, fanghiglia marrone a gogò, e se poi bevi pure……..
Il traguardo è vicino e so di dover fare un giro in meno, me lo hanno praticamente urlato poc’anzi dalla moto che scortava il primo, Fabio Pasquali.
Sembra che il fango non lo fermi, ci vola letteralmente sopra….un superman in mountain bike!
Che forte che è, ed oggi anche suo padre, Pasquali Senior, era tra di noi in sella a gareggiare….Bella storia.
Per lavare la bike si fa a turno ed aspettare mi infreddolisce ancora di più ma ci sono solo due attacchi per l’acqua e 200 bike da lavare sono tante ma si chiacchiera e ci si confronta, il tempo sembra scorrere più velocemente e dopo aver lavato alla bene e meglio la bike è ora di pensare di lavare me.
Camper caldo ed acqua bollente, che bello, sembra portarsi via anche la stanchezza con i residui di fango.
Il ristoro è un richiamo irresistibile, the caldo e brioches, consegno il numero di gara e guardo le classifiche che sono già esposte…….grandi i ragazzi dell’Oglio Chiese, a volte aspetti le classifiche due ore prima di sapere in che posizione sei.
Sono quinta!
Credevo di essere piu indietro ma scopro che Silvia ed un'altra ragazza si sono fermate ed un'altra si è ritirata e sono a premio; ritiro il mio sacco, applaudo le altre premiazioni e poi si torna a casa.
Mi ci vuole sempre un po’ di tempo per mettere tutto a posto, lavare scarpe e tuta dal fango, il casco pieno di schizzi e controllare che Valchiria sia a posto, olio alla catena ed una carezza alla sella prima di spegnere la luce della cantina………….ciao cavallina.
Quel piccolo brillio del titanio li, dove si attacca al carbonio, quella piccolissima luce emessa per riflesso quando tolgo corrente, è il suo saluto.
Alla prossima ragazzi.
Kathy Pitton

domenica 31 gennaio 2010

1° Cross delle Torbiere






Il GLiso è sempre il Gliso e dobbiamo tenercelo cosi, un vulcano perennemente in eruzione ad inventare percorsi ed a trovare sentieri che manco morta ho trovato in tutti questi anni in mtb!
E dire che ne ho macinati di chilometri in Franciacorta sulla mia bicicletta ma lui, puntuale come un orologio svizzero, ecco che ti trova le varianti e se non ci sono, le inventa a suon di piccone e badile.
Facciamo un passo indietro e procediamo per ordine.
Sono tre anni che faccio il Campionato Provinciale invernale del Csi e quest’anno, sorpresa, scopro che c’è una gara nuova, il Cross delle Torbiere appunto, organizzata dalle Guide Mtb Iseo, ovvero sia il Glisoni su citato!
Il fatto poi che è a Clusane, a circa 1 km da casa mia poi è praticamente un invito a nozze e certo che la faccio… si ma devo imparare a fare i conti con le mie gambe però, che protestano di brutto visto che ieri sera hanno dato tutto quello che avevano alla ciaspolata a Vezza d’Oglio e che, stamattina, sono mosce e mogie che non vado neanche a spinta.
Cominciamo bene, anzi no, cominciamo con la sveglia che suona alle sette e mi sembra di essere appena entrata nel letto e, nello scendere, sento un cric croc alle ginocchia che mi fanno storpiare non poco il naso..ahi ahi ahi che male!
Si ma arriva Dado a prendermi col furgone, caffè praticamente tiepido e dai che andiamo la dietro la collina.
Cavolo c’è una marea di gente e coda alle iscrizioni.
Giorgio el Mexicano e Silvia, un sacco di ragazzi che ormai riconosco dal colore della giacca, qualche battuta e presa in giro ed arriva anche Zambo; poco dopo siamo a farci un altro caffè sul lungolago, meno male che devo scaldarmi!
Non c’è storia, le gambe non girano, sono stanca e la dimostrazione è la salita appena dopo la partenza; il fettucciato con la neve sgrana il gruppo ma, dall’inizio della salita in poi, non vedo piu nessuno! Mamma che impiastro e mi dispiace che Eugenio e Luca debbano fare da scopa e fine gara.
Luca mi dara anche un paio di spinte lungo la salita e mi dispiace un sacco che abbia dovuto aspettarmi e sopportare la polenta qua presente!
Devo imparare a scegliere ciò che voglio fare, due gare in due giorni sono impossibili ormai, ma mi piace cosi tanto stare in mezzo a questo “ branco di cavalli da corsa” che diventare un ronzino non mi attira proprio, anche se lo sono già…. Ma faccio finta di essere un cavallo baio di razza.
E con questa affermazione mi sono giocata anche l’ultima carta.
Ve beh, giu dalla discesa e quel sentiero con la scarpatella accanto che mi fa paura e sono cotta al punto che ho voglia di girare la bici ed andare a casa.
Quando sopraggiunge la moto che segnala l’arrivo del primo, Pasquali, mi sposto e lascio passare, da qua in poi con molta calma seguo il tragitto e mi avvicino a CLusane.
Luca è andato avanti, non sono più sola e sono contenta cosi, lascio passare quelli più veloci e cerco di non intralciare e quando entro nella parte finale del tracciato segnato dalle fettucce bianche sono sinceramente contenta di essere stata doppiata e che la mia gara finisca qua.
Vedo uno dei ragazzi del R.S. Bike che era in valle ieri sera e mi fa i complimenti, perché, lui dice di non essere riuscito neppure ad arrivare fino a qua in bike stamattina, figurati fare una gara.
Si ma lui è mica mezzo matto come me però.
Mi scappa dia ridere. Ieri sera sono stata brava ed ho corso e raggiunto l’obbiettivo prefissato ma oggi sono stata un vero disastro.
Il bello è che il disastro lo hanno anche premiato con un quarto posto ed un sacco di prodotti alimentari.
Mauro Zambo scappa a casa, deve lavorare oggi, Nonno Volante Natale Reboldi oggi ha fatto da spettatore perché, con i ragazzi del Mtb Iseo Racing, parte per Capo Verde nel pomeriggio per una settimana di relax ed allenamenti al mare… che invidia.
Dado mi accompagna a casa e si ferma un attimo a lavare la bike e per un bicchiere di succo; adesso mi metto tranquilla e cerco di riposare un momento, credo di essermelo meritato.
Chissà perché, seduta sul divano, mi ritrovo con le mani piene di depliants di gare in bike e ciaspolate varie in giro per la Lombardia…..
Deve essere una ben strana malattia la mia, chissà se è curabile o se sono condannata a vita.
Chissa’…..
Alla prossima ragazzi

Kathy Pitton

Correndo sotto le stelle

10à edizione della Ciaspolata al chiaro di luna di Vezza d’Oglio…. Credo di averle fatte tutte e dieci ed alla fine di ogni camminata o corsa che fosse dicevo: non ci torno piu…..
Ma non è mai cosi e, puntuale come ogni anno, mando l’email per l’iscrizione, ciaspole proprie con cena, la soluzione che ho adottato anni fa cosi, dopo la gara, mi fermo a cenare sotto con centinaia di partecipanti nella struttura del centro eventi Adamello di Vezza d’Oglio prima di ridiscendere a valle e tornare a casa.
Sono partita presto questo sabato gelido di gennaio e, con la scusa, mi sono fermata per un caffè a Breno dal mio amico Roger, ex maratoneta e componente della Protezione Civile che, nel corso degli anni, ha sempre fatto servizio a questa gara diventata una classica di ogni inverno in valle Camonica.
Stavolta non ci sarà a fare servizio ed a farmi da supporter, non sta’ troppo bene per cui sono io che faccio il tifo e correrò per lui.
Un bacio Roger.
Arrivo a Vezza presto, sono le tre e mezza e mi fanno parcheggiare al parking 8, veramente lontana dal centro ma mi assicurano, ci sarà un bus navetta che farà da collegamento tra i parcheggi ed il centro del paese.
Ritiro il numero e c’è già coda, siamo veramente in tanti; ogni anno aumentano gli iscritti, credo il numero sia vicino ai 4800 questa volta ed io sono il numero V 550.
Bene, ora devo aspettare un bel po’ ed un the caldo ci stà proprio bene ma i bar sono stracolmi di persone e fatico non poco a trovare un posticino dove stare un ora circa ad aspettare.
Mentre aspetto che il mio the si raffreddi un poco ho tempo per pensare a come “impostare” la mia gara… forse sembra una parola grossa ma ogni anno ho cercato di migliorare il tempo e sono passata dalle quasi 4 ore del primo anno (10 anni fa), alle due ore ed un minuto dell’edizione 2009 per cui, stavolta, voglio stare sotto le due ore e passare dal 101 posto assoluto ad una posizione nei primi 80…. Almeno ci voglio provare!
Arriva un duetto di “cantautori” camuni che, con fisarmonica e chitarra, si mettono a cantare canzoni in dialetto e ballate locali, intrattenendo gli ospiti del bar e devo dire che ci si diverte non poco.
E’ ora di andare.
Alle sei e mezza è praticamente impossibile entrare in piazza per la partenza ma conosco questo paesino di montagna abbastanza bene per sapere che se saldo da quel vicoletto arrivo a ridosso della chiesa e, praticamente, sulla linea di partenza….
Che rabbia però vedere una marea di gente che, tranquillamente, parte prima e taglia il percorso….
Ma perché dico io, allora non iscriverti e fatti la camminata senza chip per il rilievo del tempo ed il numero di pettorale! Quello che più mi fa arrabbiare è che la maggior parte sono ragazzoni grandi e grossi con tanto di scarpe da corsa ed un fisicaccio che te lo raccomando, quelli che poi, al bar, raccontano..…” e ma io sono arrivato qui, sono arrivato la….”…..ma aspettare lo sparo dello starter no è??????
Va beh, ognuno e responsabile per se stesso.
A piedi e spintoni lungo la strada che scende alla piana davanti al centro Eventi e poi ciaspole ai piedi e via; un po’ a piedi un po’ di corsa, non è facile con tutta questa marea di gente ma sento che le gambe vanno e mi scaldo e mi fermo solo al primo ristoro per un momento ed un bicchiere di the bollente.
Ormai la moltitudine di persone si è spalmata lungo il percorso e quando inizio a rientrare, dal lato opposto del torrente, vedo decine di lucine di persone che hanno deciso di fare la passeggiata nella notte sotto una luna che si nasconde spesso dietro alle nuvole con moooooooltaaa calma, cantando canzoni montane e con un bicchiere di vin brulè in mano.
Sento che posso farcela a migliorare il mio tempo ed anche se alcuni degli agonisti mi sfrecciano accanto veloci e leggeri, le mie gambe stanno tenendo bene ed il fiatone è sotto controllo.
Ed ecco il cartello con scritto 500 metri!!!
E le luci dell’arrivano sono come il richiamo di una sirena.
Il timer ufficiale segna 1h39minuti e 18 secondi al mio passaggio, ben 22 minuti in meno dello scorso anno!
E mi gaso non poco quando scopro che sono 49esima assoluta al traguardo; considerando poi i partiti prima e quanti hanno tagliato…beh sono contenta, tanto ma proprio tanto!!
Alla faccia di quanti non sanno cosa sia l’onesta’.
Sono sudata fradicia ed è assolutamente necessario cambiare la maglia ed ho una fame da lupi!
Quando poi le signore del servizio mensa mi portano il vassoio della cena scopro che la fame non è cosi tanta come credevo e sarà ben poco quello che mangio effettivamente: sarà l’adrenalina, sarà la stanchezza oppure semplicemente la contentezza fatto è che mangio la torta, quella si, il resto resta li ed un po’ mi dispiace.
Mi ci vuole più di un ora per tornare a casa e, quando arrivo, passo parecchio tempo sotto il getto dell’acqua bollente; adesso che tutto è passato la stanchezza mi salta addosso ed è l’ora di riposare un po’ perché, da testa matta quale sono, domani mattina ne combino un'altra delle mie…..
Alla prossima
Kathy Pitton

martedì 26 gennaio 2010

Vediamo un po'...


Per chi ama la mtb come me certo che cè ne sono di gare da scegliere nel calendario di Pianeta Mtb.
Ma ognuno di noi ha quella più congeniale, quelle a cui è più affezionato oppure quelle a cui è più portato.
Bisogna saper scegliere ed adattare se stessi e la preparazione a quello che si vuole raggiungere a fine stagione.
Leggendo il Blog di beppe 65, amico oltre che new entry nel gruppo degli autodefiniti Diavoli Rossi del G.C.Iseo, ho trovato un suo post con la domanda " e tu da che percorso sei?"
Bella domanda.... e si perchè indubbiamente ti fa pensare....
Dunque: Cross Country ci provo e riprovo ma al di la della partecipazione pura e semplice e del venir doppiata alla fine del primo o secondo giro non vado; mi spiazzano queste gare veloci, adatte ai giovani od a quelli che l'allenamento non lo pianificano ma lo fanno (io lo pianifico, lo affino, lo sogno... poi gironzolo senza senso per campi ma una vera tabella di allenamento non c'è...)!
Granfondo: si , quelle si, ho tempo per scaldare le gambotte, percorsi lunghi che mi lasciano il tempo di adattare il cervello ed il corpo allo sforzo.
Endurance: mi piacciono da matti! posso andar piano, essendo una solitaria o Lone Rider che dir si voglia, alcune sono in contesti paesaggistici stupendi, altre in luoghi conosciuti ed organizzate da Dio con tanto di musica e fuochi d'artificio, altre ancora sono uniche nel loro genere e ci vuoi andare perchè almeno una volta nella vita si deve......
Poi c'è tutto il resto: ciaspolate, corse a piedi, una maratona (solo nei sogni più reconditi ma c'è), una partecipazione all'europeo amatori che vorresti fare ma che è in Austria e non riesci ad andare perchè è lontano e sei al lavoro, nuote longhe attraverso il lago o altri laghi...........
Una pazza scatenata di 50 anni che non ha nessuna idea di mollare.....
Lo so lo so che magari dovrei stare a casa un pò di più ma sai che NOIA MORTALE?
Poi magari mi metto pure a fare l'uncinetto......
Bah.....magari tra 10 o 15 anni............. adesso non se ne parla proprio!
E domenica si va a CLusane al Cross delle Torbiere, prima o dopo arriverò anche io....

domenica 24 gennaio 2010

Via, si parte!!!



Ci siamo, anzi meglio dire ci risiamo, altra stagione sui pedali, altro giro di boa……o di circuito!
Prima gara del Campionato Provinciale Invernale del Csi, 12° Trofeo A. Merici a Desenzano.
Eppure sembra appena passata la scorsa edizione, non mi capacito del fatto che sia passato un anno intero ed eccomi qua di nuovo a cercare di far girare le gambe ed i pedali e salire su quelle ripide ascese disegnate sul percorso, seguite subito dopo dalle discese su sentieri nel bosco dove, qualche volta, finisco con lo sfiorare i rami bassi e saltello sui sassi e sulle radici che affiorano qua e la.
Nonostante la durezza della gara mi piace e stavolta abbiamo fortuna e non troviamo il fango della passata edizione ma solo tanto ma tanto freddo.
Una gelida mattinata mi ha accarezzata stamattina quando ho aperto la porta di casa e messo Valchiria sul camper e sono quasi corsa in casa a scaldarmi mentre aspettavo che arrivasse il compagno di viaggio storico, Dado.
Si lui, Dado, che brontola ogni singola volta che gli dico “guarda che domenica c’è la gara tal dei tali o tal altra…..”, che mi guarda storto ogni volta passo dal suo laboratorio e gli lascio qualche locandina che pubblicizza una nuova garetta più o meno vicino a casa; eppure eccolo qua, puntuale come sempre, a buttar la sacca sul sedile dietro e mettere la bike accanto alla mia ed accettare il mio caffè americano slavato come dice lui, tanto poi ci fermiamo a berne un altro…..
Guida lui oggi, autostrada e poco dopo siamo a Desenzano a cercare il mobilificio/sponsor dove fare le iscrizioni; le facce note di sempre e le battute al Gliso oggi in veste segretario; è cosi strano vederlo seduto dietro al tavolo delle iscrizioni e non sulla sua bike ma oggi va cosi per lui.
Ci trasferiamo alla partenza con relativa pausa caffeina lungo la strada ed eccoci alle prese con la vestizione e la preparazione della bicicletta tra saluti e sfottò, facciamo finta di scaldarci altrimenti ci stanchiamo subito e le nove e mezza arrivano in un attimo: tre giri previsti per le donne e quattro per gli uomini.
Pronti via ed ecco subito la prima salita da fare a piedi, tutti in fila indiana ma poi si sgrana il gruppo e resto indietro e, con calma, comincia la mia gara.
Mia perché diversa dall’agonismo dei più, io vado piano anche perché più di cosi non riesco a fare.
Alcuni pezzi a spinta altri ancora sui pedali, senza fretta e senza prendermela troppo; seppure sia un percorso duro mi piace, ha quel non so chè che non me lo fa pesare come spesso è successo in altre gare. Ed eccolo il traguardo che passo e riprendo il giro, il secondo, sempre con calma e con i ragazzi dell’Mbo schierati sulla strada che mi urlano Daiiiiiiiiiiiiii.
Ho la mia musica con me ed intanto penso e, come sempre, stacco la spina ed i pensieri vagano qua e la, ci pensa Charlye a riportarmi alla realta passandomi accanto e facendomi una battutaccia, come al solito!
Eccola l’ultima salita con le pietre e so che poco dopo c’è il traguardo, in fondo alla discesa sul sentiero e c’è Dado ad aspettarmi che mi prende in giro con il suo: “Ma ti sei fermata a chiacchierare con tutti? Ti ho dato 20 minuti…….come al solito!”
Mettiamo le bike nel garage del camper, due chiacchiere poi doccia calda finalmente!!!! Mi rendo conto solo ora di quanto sia il freddo che ho incamerato, ho i piedi e le mani congelati e mi scaldo volentieri accanto alla stufa e mi accorgo che già ho dimenticato la fatica di poco prima.
Ci si deve ritrasferire alla sede del mobilificio per rendere i numeri e ritirare le tessere e scopro che le ragazze le premiano tutte: quinta.
Niente di che come risultato ma comunque un risultato, il mio.
Ci mangiamo un panino al ristoro, del the caldo gradito da tutti, qualche dolce e le uova sode che non assaggio ma che Dado gradisce molto, anzi troppo… non le ho contate ma credo sia meglio cosi: colesterolo a mille!!!!!!
Premiazioni e foto di rito e tutti a casa pensando già alla prossima domenica.
Stò un gran bene mentre torno verso casa, stanca si ma rilassata al contempo; sono tornata nel mio mondo fatto di ruote grasse e fango, fatto di ragazzi che corrono come delle saette e vincono, di uomini che si mettono in discussione ed alla prova in ogni gara e di ragazze che sono femminili come non mai seppur coperte di sudore e fango…ed anche di questa Old Lady quasi cinquantenne che si diverte a stare in mezzo alle scatole di tutti, arrivando tra gli ultimi ma finendole tutte!
Alla prossima ragazzi

Kathy Pitton

sabato 9 gennaio 2010

Risaia Bike


Quando è suonata la sveglia stamattina alle sette ho nascosto la testa sotto il cuscino, anche perché sentivo sulla grondaia delle gocce molto poco rassicuranti.
Noooo sotto la pioggia non mi va oggi, se piove mentre sono in bike ok ma partire sotto l’acqua è tutta un'altra storia.
Chissà com’è sta di fatto che alle nove è mezza ero in garage a mettere Valchiria in macchina, sacca pronta ed io con i pantaloni da ciclista nascosti sotto la tuta, si va a Jolanda di Savoia, in provincia di Ferrara, appena dopo il Po’ credo, si credo…. perché non ho la piu pallida idea di dove sia questo paese.
Ormai la macchina conosce la strada quasi a memoria per l’Emilia Romagna e da casa mia per l’autostrada ci si mette proprio un attimo; ascolto la radio ed il tempo passa veloce fino a quando non cominciano a cadere le prime gocce di pioggia anche qua.
Le previsioni davano brutto tempo ma verso il Veneto dovevano esserci delle schiarite ma poco prima dell’aeroporto di Verona stavo per voltare la macchina e tornare a casa: un diluvio incredibile tanto che, seppure in autostrada, si viaggiava a 30 km all’ora!
Solo che non puoi fare un inversione ad U e tornartene tranquillamente indietro per cui avanti cosi ed alla prima uscita esco, ultime parole famose! Solo che poi pensi che magari la non piove, che è solo una situazione locale, e piu scuse trovi e più vai avanti e non ti fermi e le uscite si susseguono a lato e non esci…
Sono un impiastro!
Quella striscia di cielo appena più chiara che vedevo laggiu poi sembrava una specie di richiamo della foresta, sicuro che la non piove… il dove sia il là non si sa pero’ andiamo avanti.
Sulla Transpolesana il diluvio prima aumenta poi inizia, finalmente, a calare.
Chissà perché mi fanno sempre questo strano effetto le terre piatte della pianura, sembra sempre che manchi qualche cosa e che l’orizzonte sia spoglio, vuoto; ovunque guardo vedo canali, pozze, piccoli laghi artificiali, fiumi e poi lui, il Signor Po, immenso come sempre, stracolmo d’acqua da far paura! Non deve essere il massimo vivere a ridosso degli argini, con quello che si sente poi al telegiornale son grata alle mie montagne che, seppur faticose da risalire, mi danno quel senso di protezione che qua mi mancherebbe sicuramente.
Eccolo il paese di Jolanda di Savoia ed ecco il centro sportivo da dove parte la 10° edizione del GP delle Venezie e 1° Trofeo centro Sportivo Jolanda; alcune macchine sono già qua anche se è presto e come spesso accade ultimamente, mi ritrovo con il numero 1 da attaccare alla maglia.
Ho tempo per sgranocchiare qualche cosa e le 14 arrivano presto con la partenza dei ragazzi del ciclocross e del duacross, a noi ruote grasse toccherà la partenza delle 15.
Preparo la bici, vesto me stessa ed inizio a pedalare per far passare il tempo e scaldarmi un po’, fa freddo ed il vento forte alzatosi da poco non aiutano certo ma dopo poco più di un km di percorso decido che lo percorrerò tutto in gara ed ora gironzolo solo per le strade qua attorno: sembra di essere in una gigantesca risaia.
Mi dicono che stamattina presto ha diluviato e lo si vede nei campi, enormi laghetti dove si sprofonda fino alle caviglie e dove le ruote fanno ben fatica ad avanzare: sarà una bella battaglia oggi!
Ed ecco il fischio di richiamo, ci si schiera e via lungo il tracciato nei campi.
Non credo di aver mai faticato tanto a fare il primo giro di gara ed il pensiero di doverne fare altri 5 mi demoralizza non poco; anche gli altri ragazzi arrancano nel fango e nell’acqua, alcuni sono letteralmente ricoperti di fango dalla testa ai piedi, io, andando piano e non stando a ruota degli altri, riesco a stare “pulita”…più o meno!
Il primo mi doppia a 100 metri dal passaggio sul traguardo e mi fa un regalo: un giro in meno e gara finita un momento prima,,,, lui non lo sa ma l’ avrei baciato!!
Sarà veramente tanto il fango da lavare via alla fine della gara, sia da me che dalla bike; meno male che il centro sportivo è bel attrezzato e si lava via tutto o quasi, altrimenti sai che macello arrivata a casa! Non ho la moglie o compagna che urla vedendo il fango da pulire una volta arrivata a casa, sono io stessa che qualche volta dico: ma in che cavolo di situazioni ti cacci Kathy!!!
Smonto la ruota di Valchiria, butto tutto nel baule della macchina e mi concedo una pausa caffè al bar del centro sportivo dove riconsegno il numero e ritiro il mio premio ma è ora di tornare a casa e le gocce di pioggia iniziano nuovamente a cadere: ci hanno proprio lasciato finire la gara più o meno asciutti ma adesso il Signor Inverno ha deciso di fare il suo lavoro, per cui pioggia e vento tornano a far da padroni.
Il ritorno verso casa è, come sempre, e forse è solo una sensazione, più veloce ma ho il tempo per pensare e sorrido al fatto che stamattina non volevo neppure uscire dal letto mentre invece sono stata in un paese a me sconosciuto, a 200 km da casa, a pedalare in campi e sentieri talmente intrisi d’acqua da sembrare risaie; potremmo lanciare una nuova moda, uno sport alternativo, un Risaia Bike Park…. Potrebbe essere un successo!
Arrivata a casa ho messo la macchina in garage ma non ho tolto la mia bike dal bagagliaio perché domani, forse……
Ma quella è un'altra storia.
Alla prossima ragazzi

Kathy Pitton

mercoledì 6 gennaio 2010

37° Caspolada della Val di Non




Vi capita mai di avere un pensiero fisso in mente, una di quelle cose del tipo” io la ci voglio andare…”, ecco quella li!
A me capita di continuo, come se avessi un baco nel cervello che va di qua e di la lasciandomi la voglia di andare a fare questo o quello… e la Caspolada di Fondo in Val di Non era una di queste; migliaia di persone che letteralmente prendono d’assalto il paese di Fondo che, ogni anno, prendono parte a questo evento sportivo divenuto nel tempo prima prova di Coppa Italia di corsa con le racchette da neve, poi prova di Coppa Europa.
Atleti di molte nazionalità diverse che si mescolano ai semplici amatori, anziani a braccetto che cantano e genitori che si trascinano i figli al seguito sulle slitte, una varia e colorata umanità che si mescola per dare vita a questa festa sportiva, ad una gara nella neve.
Erano anni che volevo venir fin quassù e stavolta sono partita addirittura prima, arrivando il mattino precedente; un ottima organizzazione aveva previsto l’arrivo dei camperisti e ci siamo sistemati vicino ad un palazzetto dello sport, poco distante da dove passa il bus navetta che trasporta da un paese all’altro tutte ste’ persone; solo che il giorno prima il pettorale lo consegnano solo a Fondo ed allora decido di andarci a piedi a mò di allenamento… quanto mai! 5 km all’andata ed altrettanti al ritorno con 5 gradi sotto zero! Mamma che freddo.
Sono tornata al camper semi congelata, altro che mamma Terminator come dice Elsa!
Devo dire che ho dormito un gran bene però ed al mattino a parte un leggero doloretto alla schiena, tutto ok e pronta a ciaspolare su e giù per sta valle che non conosco!
Alle otto colazione, pantaloni da fondo e giacchino leggero e sono pronta a raggiungere Romeno da dove si parte….e siccome sono fulminata che di più non si può decido di andarci a piedi tanto per scaldarmi un poco; non ricordavo fosse cosi lunga però!
Mi accorgo che il telefono squilla e mi chiedono dove sono, ovviamente arrivando in bus sono già tutti alla partenza e mi tocca pure correre per arrivare in tempo ma non sono pronta a quanto mi trovo di fronte: un fiume immenso di persone, circa 6000, con ciaspole ai piedi, zaino in spalla, cani al seguito, un rebelot da paura!
Ed io che volevo correre…alla faccia.
Addirittura mi accorgo che sono già partiti mentre decine di autobus stanno ancora scaricando centinaia di partecipanti poco distanti dalla partenza…va beh io parto!
Correre all’inizio è quasi impossibile, una ressa tale non è facile da tagliare ed allora mi metto a lato percorso dove la concentrazione di persone è decisamente meno e via, finalmente riesco a correre un poco, niente di che ma almeno vado abbastanza veloce.
Quello che vedo davanti a me è un immenso serpentone di persone, un sacco di donne vestite da Befana visto la ricorrenza odierna, ma ci sono anche un sacco di ragazzi con le parrucche più incredibili ed i trucchi da clown sui loro visi; certo che han proprio voglia di far festa,altro che gara!
I cartelli dei km si susseguono a lato pista, ed il tempo passa come passa il freddo iniziale ma ho fatto bene a vestirmi poco, è un po’ come in bike, il corpo muovendosi si scalda e meno sei vestito meno ti stanchi… coperti si ma senza esagerare; vedo tante persone che iniziano col togliersi le giacche a vento ed i pile più pesanti ma poco dopo avranno freddo….. non saranno pochi quelli che dovranno essere portati al traguardo con le motoslitte dell’assistenza lungo il percorso.
Quello che mi dispiace è che ad un certo punto la pista disegnava una curva piuttosto lunga ed ampia e molta gente ha tagliato il percorso, guadagnando almeno un paio di km e molti di loro avevano il pettorale da agonista….
Ognuno decide per se stesso come fare le cose ma se decidi di affrontare una sfida, personale o meno che sia, abbi almeno il coraggio di portarla fino in fondo; certo, si fa fatica, è dura e se magari non sei allenato ti fa male la schiena.. ma allora stai a casa! Cosa ti metti in gioco a fare se poi non hai il coraggio di finire ciò che hai iniziato………questo ovviamente è il Kathy-pensiero, ciò che IO reputo giusto, il resto del mondo può fare ciò che vuole.
Al ristoro sidro di mele caldo e qualche biscotto poi via di nuovo e mi piace il freddo sulla faccia mentre le mie gambe scottano per la fatica.
L’ultima salita e si entra in paese tra le strette stradine di Fondo, una folla festante di persone che guardano, applaudono o chiamano chi conoscono o riconoscono tra i corridori.
1h18 minuti ed una manciata di secondi.
Classifica?
Non lo so, anche perché per la categoria non agonisti viene stilata solo in ordine alfabetico ma so’ per certo che alcuni agonisti sono dietro a me… piccole soddisfazioni per una Old Lady.
Ciò che so invece è che due ore dopo arrivava ancora gente, cantando con i bicchieri di Vin Brulè in mano, gruppi di ragazzi che ridendo passavano il traguardo tra gli applausi della gente mano nella mano o a braccetto e diretti di corsa ai banchetti in piazza per un panino con i Kalb-bratwurst cotti li al momento e buoni che mmmmmmmmmm… ne ho mangiati due di panini.
Mi sono fatta stampare il diploma di partecipazione e lo metterò nel mio album dei ricordi con le foto ed il numero di pettorale, come faccio sempre quando torno da uno dei miei “raid” come li chiama mia figlia.
Il bello è che, mentre scendevamo lungo i tornanti che portavano all’autostrada alla volta di casa, nonostante un fastidioso mal di schiena stavo pensando che , magari, l’anno prossimo andrò a fare quella in Val Gardena di ciaspolata, oppure quella di Pragelato in Piemonte ma è meglio che stia zitta con i miei a casa… sssssssssss segreto, altrimenti iniziano a rompere già da ora!!!
Alla prossima ragazzi.
Kathy Pitton

lunedì 4 gennaio 2010

Ufficialità.... Ferrara Winter Cup 2009

FERRARA WINTER CUP 2009 MTB DONNE

cognome nome società 1^ 2^ 3^ 4^ 5^ 6^ 7^ 8^ 9^ 10^ 11^ 12 tot pos.

PITTON Caterina Iseo 0 0 0 0 0 18 0 0 24 0 0 24 64 1^
PAMINI Giulia Pamini 12 12 12 0 0 0 24 0 0 0 0 0 60 2^
UGATTI Silvia Borghi 0 0 0 0 0 0 0 0 0 24 0 0 24 3^
EMALDI Gabriella Ped.B.N. 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 24 0 24
ZANGHERI Laura Baracca 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 20 0 20


Classifica completa su www.cicloclubestense.it

domenica 3 gennaio 2010

Dopo la battaglia col fango

13° Gran Premio Bosco della Panfilia


Ieri la Pineta di Volano, oggi il bosco della Panfilia ma sempre di mountain bike si tratta!
Dopo la cena decisamente grandiosa di ieri sera, eccoci a cercare il paese di Sant'Agostino, dalle parti di Ferrara, accompagnati da un freddo gelido.
Visto che siamo in Emilia Romagna e che anche oggi c'è una gara di mtb perchè non farla, dico io.... "tu sei fuori..." dice mia figlia!
Ma lei è li che dorme pacifica ed io cerco il centro sociale di questo paese dove si fanno le iscrizioni e col numero uno in mano, vado a vedere dov'è la partenza.
ci andiamo in camper, si parcheggia facilmente li vicino, preparo Valchiria ancora infangata da ieri, mi vesto bene per proteggermi dal fango e mi avvicino all'argine e lo risalgo per la partenza.
l'erba gelata scricchila sotto le ruote ed è un continuo esercizio di equilibrismo seguire il sentiero indicato dalle fettucce ma non si può stare fermi, si gela.
Mi sento chiamare e con sorpresa vedo Fabio Pasquali, sorpreso quanto me di vedermi cosi lontano da casa: lui la conosce.dice che il percorso è bello ma ha sentito altri cilcisti del posto preoccupati per il sentiero lungo il fiume, esondato nei giorni scorsi ed ora ritiratosi ma lasciando 20 cm di fango gelato... speriamo non si scongeli allora!
Pronti via, siamo in pochi e partiamo assieme, mtb e ciclocross; un ragazzo che fa duathlon decide di fare il percorso solo a piedi senza bici e capiro poco dopo il perchè.
il primo tratto è scivoloso ma bello, alcuni passaggi su dei ponti di legno ma poi inizia la colla, il mastice, il duello col fango....non vai avanti, non riesci a camminare, le scarpe non escono piu dal fango e quando cado non riesco ad alzarmi senza l'aiuto di un altro nelle mie stesse condizioni.... una cosa da matti! non mi era mai capitato un fango del genere, colloso e tremedo come le sabbie mobili.
Quando Pasquali mi doppia mi grida " ma le andiamo a cercare col lanternino però è......".
Credo proprio sia vero!
Ma non mollo e continuo a girare fin quando il giudice di gara non ci ferma e dichiara finita la gara...o la lotta nel fango che dir si voglia!
BValchiria pesa almeno 4 kg di più, un impiastrata pazzesca ed io non sono da meno.
Cerco il punto lavaggio bike e mi trovo una fontanella che basta si è no per dar da bere agli uccellini, lasciam perdere va là che è meglio.
carico tutto sul camper e pazienza se mi ci vorrà una giornata a pulire tutto...... ho vinto di nuovo la mia categoria ed invece di trofei o coppe mi danno una fornitura di caffè, pasta e detersivi per sei mesi, a me va bene cosi.
Il ritorno verso casa, lo scaricare tutto, lavare la bike (e mi ci vorrà quasi un ora), mettere tutto a posto... lo faccio meccanicamente ma la testa è ancora la, tra quelle pinete e quel bosco, perchè nonostante il fango ed il freddo, io mi sono divertita e già penso a quando sarà la prossima....

14° GP Pineta di Volano


Volevo iniziare bene il 2010, cosi il 1 gennaio via a pedalare con Dado e Mauro lungo il lago, una cosa tranquilla ma volevamo inaugurare la stagione pedalando.....e non solo! almeno per quanto mi riguarda.
Il pomeriggio stesso camper pronto, Valchiria tutta lustra nel garage della mia casa su ruote e via, alla volta delle Valli di Comacchio.
Ho trovato sul web questo volantino del Ciclo club Estense dove vio era anche questa garettina, il 14° Gran Premio Pineta di Volano e, visto che non conosco la zona ed il mare è bello anche d'inverno, via ad iscrivermi.
Il ritrovo è al Bagno Pinguino, sulla spiaggia; ho riso mezz'ora, visto che di solito chiamo "pinguini" i rompiscatole, numero 6 sulla maglia e via al Bagno Cormorano... mi sa che mi perdo tra i volatili oggi.
La partenza è nel bosco, prima il ciclocross poi la mtb ma ecco che inizia un grandioso scroscione di pioggia, seguito poco dopo dalla grandine, poi acqua gelata, neve, acqua di nuovo, vento che non ti fa stare in piedi... bell'inizio!
il percorso si snoda nel bosco e segue, a tratti, alcuni canali dove il vento è davvero tremendo, stare in piedi tra fango e pozzanghere già non è semplice, con il vento di traverso rischio sempre di finire in acqua ed il clima non è proprio l'ideale per un bagno fuori stagione.
E' una strana giornata e mi sembra che finisca molto velocemente questa gara, sei giri del percorso segnato nel bosco, gli applausi dei alcuni spettatori ed alla mia faccia sorpresa rispondono che le altre due ragazze si sono ritirate, risulto prima assoluta femminile ed, inoltre, vincitrice della Ferrara Winter Cup per somma di punti, quattro gare invernali su sette totali.....
Sorpresa è dir poco; mi fa piacere certo ma realizzo solo verso sera tutto l'ambaradan! ed allora si festeggia, si torna a cena ad Ostellato al Borgo Tassone, dove siamo stati piu di unmese fa e dove non eravamo riusciti a mangiare i secondi perchè troppo abbondanti i primi piatti..... stasera salama da sugo! specialitò ferrarese che mi ha sempre intrigato e che non ho mai assaggiato..una favola! una bomba nel vero senso della parola ma dopo una pedalata va bene cosi.
Vado a dormire stanca ma contenta perchè vado piano in bike ma però non mollo mai e la testardaggine aiuta qualche volta!
Domani sarà un altra corsa....
Alla prossima ragazzi.