La nuova squadra

La nuova squadra

Atletica Franciacorta

Atletica Franciacorta


Il mio credo in queste parole

Il mio credo in queste parole


Il vero leone lo vedi solo fuori dal branco.
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco ed i puntini sulle i piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza pers eguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire dai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualche cosa che conosce. Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo maggiore del solo respirare. solamente l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendita felicità.

(P.Neruda)

RICORDATI DI OSARE, SEMPRE!!!!


sabato 20 luglio 2013

Le Risorgive Padane Trenzano


Una delle tante gare del Gliso e del suo circuito 4C.
L’avevo fata lo scorso anno e mi ero divertita, la rifaccio quest’anno con moltissimi chilometri in meno nelle gambe ma ho voglia di pedalare ed è qua vicino a casa per cui via alle sete e mezza del mattino con la bici nel baule ed i pantaloncini da ciclista addosso.
Una lunghissima fila per l’iscrizione, tantissime ragazze finalmente e la cosa mi fa piacere… quanti anni sono stata l’unica presente no una delle pochissime che gareggiavano, ora vederne ben 12 schierate alla partenza in una gara da 150 partenti è un successone direi.
Il numero da attaccare alla bici, un caffè al bar, due parole con Beppe che, finalmente, è tornato alle gare dopo tanto tempo di latitanza, un po’ per colpa del lavoro un po’ per mancanza di voglia sta di fatto che mi fa piacere vedere alcune delle mie maglie in giro qualche volta a farmi compagnia.
Un giro in giro per scaldare le gambe decisamente arrugginite e ben presto è ora di partire e pedalare per davvero.


Pronti via e vai sulla strada per qualche chilometro per poi entrare nelle stradine tra i campi e non uscirne più.
La moto mi fa compagnia per un poco, mi chiede se va tutto bene e quando gli rispondo che è tutto ok mi precede e non lo vedrò piu cosi comincia la mia pedalata in solitaria.
Mi piace guardarmi attorno mentre pedalo e sebbene abbia piovuto negli ultimi giorni in alcuni punti vi è addirittura polvere; certo un po di fango lo trovo ma fa parte del gioco altrimenti come faccio a sporcarmi???
Comunque pian piano il giro finisce, i primi 13 km li ho macinati e via per il secondo giro.
E mentre pedalo penso che , in fondo, anche s e con pochissimi chilometri nelle gambe macino strada ugualmente e mancherà veramente poco al traguardo quando il gruppone dei primi mi doppierà.
Il sorriso di Beppe al traguardo, arrivato poco prima di me, le solite battute ed il cambiarsi seduta nel baule della macchina chiacchierando con i vicini di parcheggio, solo i biker lo fanno.
Le fette di anguria e melone per dissetarsi, la coca cola divisa con Beppe come se fossimo compagni di banco a scuola ed il tornare a casa di corsa, come sempre, perché nel pomeriggio lavoro.
Quanto mi manca il tempo libero trascorso in sella…… sembra che quest’anno il lavoro abbia preso possesso delle mie ore, tutte e 24, lasciandomi pochissimo spazio per le passioni, per me stessa.
Spero che passi in fretta questo periodo, rivoglio la mia vita di prima!!!!!

A presto ragazzi.

giovedì 11 luglio 2013

Correre a San Polo x Aics

Quest anno va così, bike poca, tempo ancora meno, lavoro tanto anche troppo ed il poco tempo che ho lo passo camminando, marciando, cercando di correre.
È venerdì sera me ne vado a San Polo per una corretta a piedi, complica c'è un amica maratoneta che si è messa in testa che anche io corro... NA roba ragazzi!!!!!,a metà strada chiamo Zambo per info, manco so dove sia sto quartiere cittadino, mi da due dritte ed arrivò davanti a quel condominio famoso per il suo squallore, tutto un colore, che si vede dalla tangenziale e dall' autostrada. I cartelli indicano dove girare ed il vedere una marea di gente con scarpette e pantaloncini che corre qua e la aiuta non poco a trovare la giusta direzione.
Parcheggio e vado ad iscrivermi, mi danno un numero  da attaccare alla maglia ed una bottiglia di vino che portò in macchina, mica posso corre con quella in mano!
Ci sono un sacco di stand colorati, tavoli apparecchiati, musica dal vivo e le immancabili griglie che stanno cucinando di tutto.
 VIa che si parte.
Seguo il gruppo e correre nonnèprorpio semplice per chi non è prorpiamente abituato a farlo, io pedalo di solito... Ma Marina mi trascina er i capelli, peggio di un iscrittore dei Marines urlando i nelle orecchie  daiiii corriiiii alza le ginocchia, respira regolare, su dai non mollare non si molla dove è la KathynRambo dove è finita la donna che non molla maiiiiiiiiiiii!!!!!!!!
Se non mi è venuto un accidente poco ci è mancato!
Sembrava mi si stessero spaccando le ginocchia, la schiena non la sento ancora adesso e mi facevano male anche le unghie, tutto questo fino a quando non abbiamo imboccato li gaso del Parco Ducos con i suoi laghetti.... È li ho visto un angelo!
Un Rambo in terra correre con un a falcata da pantera nera, capelli lunghi trattenuti da un laccio di cuoio, occhi verdi, due spalle così è due o tre tartarughe sparpagliate sugli addominali..... Madonna se era bello!!!!! È lo hanno notato anche tutte le altre tanto che due sono anche inciampate l una sul l'altra cadendo lunghe e distese.... Io ho semplicemente fatto dietrofront per un pezzo con Marina che mi tallonava ululando Ma dove vaiiiiiiiii!!!!!!
È lo so io dove stavo andando.... Volevo toccarlo per  vedere se era vero........
Va beh insomma mi sono distratta per un momento  dalla corsa ed ho dimenticato tutti i mali..... È così poco alla volta sono arrivata al traguardo con un tempo da schifo ma meglio di così garantisco che non potevo fare, 1h 15 minuti per 10 km. Acqua come se spiovesse, due panini ed una fetta d'anguria e stavo quasi bene dopo.... Quasi...... Molto quasi perché poi credo di aver sentito tutti i muscoli, anche quelli che non hanno ancora scoperto, che cantavano una sinfonia Dell acccidenti, un male della Madonna!!!!!!!!! Guidare verso casa sembrava una specie di battaglia con le gambe che non volevano saperne di stare sotto il volante... È la doccia. Casa con un ai aiaaiaia aia aia aia continuo, perfino dormire è stato un vero battagliare con le lenzuola...  Male ovunque!
Però l'ho fatta, adesso vado bici va che fa meno male.... Credo.... Poi ne riparleremo.....

giovedì 27 giugno 2013

Val Rendena per 6 h

Eccola.
A settembre le avevo detto addio quasi con le lacrime agli occhi, chiusa un epoca di lunghe ed estenuanti 24h in sella tra quei paesini diventati quasi casa ogni settembre negli ultimi 10 anni.
Ma poi rinasce, in una formula, diversa, molto diversa.

Una 24h solo per solitari, un percorso nuovo e ben diverso da quello degli anno passati, una location tutta nuova, sul lago Mago di Caderzone Terme.
Ed io non resisto e mi iscrivo sebbene non abbia ancora la certezza di essere libera dal lavoro ma è come se fossi una falena attirata inesorabilmente da quella lucina che brilla lassu…..
E di sabato mattina alle 5 me ne vado verso il lago d’Idro, seguo la strada che porta in Trentino e, due ore dopo, eccomi arrivare a Caderzone Terme e seguire le frecce verso la ciclabile, tribolare non poco per passare con il bestione, parcheggiare accanto alla strada ed andare a chiedere informazioni sul dove ritirare il pacco gara.
Rimango un po’ male quando mi dicono che devo scendere fino a Strembo per ritirare il tutto ed allora monto in sella e ci vado in bicicletta.
Ritiro numero fatto, due saluti, un pit stop al negozietto locale dove per anni ho fatto la spesa durante le 24h, e ritorno al campo gara dove deduco che è meglio che sposti il camper in un parcheggio poco lontano visto che faccio solamente la 6h e me ne andrò ancora in serata.
Per anni in questa manifestazione ci si ritrovava in tantissimi, più di mille a volte ed essere cosi pochi, poco più di 150 fa cosi strano! Ma l’organizzazione ha fatto delle scelte ben precise, solo solitari appunto, per cui poca brigata vita beata!
So che il percorso è duro per via dei post ricevuti dagli amici che hanno avuto l’opportunità di provarlo nei giorni scorsi, non ci penso neppure a provarlo prima della gara, avrò tempo a sufficienza per faticare nelle sei ore che seguiranno dal via in poi pertanto mi preparo un panino e mi guardo attorno, bel posto, mi sa che ci torno con un libro ed una sedia sdraio per riposare un poco.
La partenza verrà data sempre davanti al municipio, una deviazione verso Bocenago per salutare” il paese che ci ha ospitato nelle scorse edizioni ( e non dimentico lo strudel di quella signora che lo passava direttamente dalla finestra della sua cucina ), un passaggio lungo la strada di Strembo e poi via verso il percorso e si inizia davvero….. a tribolare di brutto!
Una cementata dietro l’altra, un piccolo respiro tra l’una e l’altra, lo scollinaere al ristoro e poi giu a scavezza collo lungo la strada cementata in discesa verso la ciclabile, a freni tirati dalla paura facevo i 30 all’ora.
E lungo la ciclabile per rifiatare, il passaggio al traguardo per poi iniziare nuovamente e fare quella salita spacca gambe che arrivava nel bosco dove il sentiero, inesistente fino a pochi giorni prima, si snodava lungo il ciglio di una scarpatella ed a furia di passare le radici affiorano e si scivola tanto è che un ragazzo ci vola giu restando appeso agli arbusti e la sua bike più giù di un pezzo.
Dopo il primo giro no avevo piu parole ma a testa bassa, a piedi, ho continuato.
5 giri, una nullità a confronto di chi ne ha fatti 10 volte tanti ma di più il mio corpo non lo permetteva.
Ed arrivare alla fine delle sei ore tanto stanca da non riuscire quasi a salire a bordo del mio camper, dovermi attaccare ai corrimano laterali.. robe da matti.
Sembra passato tutto cosi velocemente, la premiazione poco dopo, il pasta party con degli amici, i complimenti alla mia “rivale” arrivata prima ma essere felicissima del mio secondo posto, della mia medaglia di legno che metterò con tutte le altre e del cesto pieno di squisitezze, dell’intervista, di tutto quell’essere li insomma che ogni volta mi ripaga di quanto faccio o fatico.
Un saluto agli amici, le battute con i ragazzi, il camper da portare a casa e dover guidare piano piano con tre soste intermedia per via delle ginocchia che sembravano prendere fuoco per lo sforzo….. ma nonostante questo non riesco a smettere.
Si dovrebbe far scarico dopo una gara ma se si lavora 12 ore fai ben poco cosi o rulli o aspetti il giorno di riposo e stamattina, con un vento gelido a farmi compagnia saltare in sella e salire sul monte Alto spingendo con fatica sui pedali ma non fa nulla, ci sono ancora.
E sto gia pensando alla prossima volta…..

sabato 8 giugno 2013

Night on Bike - Campagnola Emilia



Devo avere un qualche cosa che mi attira in terra emiliana, fatto sta che, di quando in quando, mi ritrovo a scappare dal lavoro, buttare la bici in macchina ed andarmene da quelle parti per pedalare.
Ritorna il circuito Night on bike, lo avevo fatto per due estati di seguito ed il poterlo rifare mi piace parecchio. Non che combini granchè sui pedali, quest’anno poi non so cosa diavolo sia ma ogni sacrosanto giorno c’e qualche cosa che mi impedisce di pedalare, il lavoro, mia figlia, la casa, la spesa, i corsi, gli aggiornamenti, la pioggia…. E che due maroni però…
Ma stavolta ci sono…
Via dal lavoro alle cinque, bici gia pronta in macchina, un cambio stile superman super veloce e via lungo l’autostrada verso la Brennero Modena…
Un traffico dell’accidenti e ad un certo punto plong plong plong….un copertone di camion che saltella sulla corsia di mezzo!!!!
Non ringrazierò mai abbastanza chi ha inventato il sistema frenante della Mercedes. Da 130 all’ora a zero in un lampo….. e meno male che quelli dietro erano attenti altrimenti sai che macello.
Comunque seguo la solita strada che mi porta al di la del Po’ e dall’uscita dal casello seguo le indicazioni del navigatore e presto sono a Campagnola Emilia .
Il ridere è che seguendo le frecce sulla strada verso il campo gara vado da tutt’altra parte e le macchine dietro a me idem! Hanno visto una bici in macchina per cui tutti accodati pensando che conoscessi la strada ed invece no ed ecco che sbuca Umbi a salvar tutta la carovana.
Seguiamo lui ed in un attimo siamo al centro sportivo, parcheggio tra le tante macchine gia presenti e via di corsa alla verifica tessere.
Il Team Sculazzo al completo all’opera, chi alla verifica, chi al ristoro, chi a finire di fettucciare il percorso, bella atmosfera come sempre.
Preparo la bici, infilo le scarpe e nel frattempo mi raggiunge Alberto, arrivato col camper. Un caffè in compagnia e poi via a provare il percorso, un susseguirsi di zig zag nel campo, una curva dietro l’altra che presto mi farà sentire giusto un po’ ubriaca.
Ed è ora di partire.
Per categorie e noi siamo tra gli ultimi.
Un giro dopo l’altro, un continuo cambio di ritmo ed anche se in pianura ti ritrovi presto senza fiato ma il bello è anche questo, il sentire pulsare il sangue veloce nelle vene, il cuore che batte forte e regolare e pensi che, nonostante tutto, pedali ancora e ci sei.
Ed il traguardo è bello passarlo anche se in coda agli altri.
E gli amici sono dei tesori immensi.
Alberto cavallerescamente mi lascia fare la doccia in camper anziché nelle docce comuni ed assieme andremo alle premiazioni. Lui conosce tutti ed io la metà circa dei presenti per cui è un bel chiacchiericcio fino a quando non mi chiamano per la premiazione che in teoria non mi spetterebbe in quanto sesta ma mi premiano lo stesso… grazie ragazzi!!!!
Ed aspettiamo il Team Sculazzo al completo per cenare a base di pesce in compagnia…. Una mangiata incredibile! Dovrei rifare un altro paio di giri per smaltire un po’ di quel buonissimo piatto di pasta allo scoglio ma ben presto devo decidermi ad abbandonare tutti ed andare verso la macchina, ci sono 160 km da fare fino a casa ed anche se è “presto” come dicono i ragazzi, io arriverò a casa alle due di notte per cui…..
E tornando nel buio della notte penso che è bello cosi, fatica ricompensata dalle risate tra amici, dalle chiacchiere tra ciclisti ed anche per il tifo di un gruppo di pakistani che prima mi hanno guardato storto visto che ero a gambe nude e se ne sono andati quando gli ho urlato dietro che le loro abitudini non venivano importate in automatico al loro arrivo qua, poi facevano il tifo lungo il percorso….

Bah il mondo è bello perché è vario….

giovedì 23 maggio 2013

2° Starter Bike


Lo scorso anno l’avevo fatta seppur a fatica, quest’anno rinuncio!

Il percorso è bello, nulla da eccepire, ma asciutto però!

Con la pioggia che cade da mesi con pochi attimi di tregua non aiuta certo le polente come me per cui, dopo averla provata giovedì 9 maggio, decido che bagnata non la faccio e do la disponibilità a fare la bandierina lungo il percorso.
E cosi è infatti per cui, domenica mattina, mi presento alle otto alla palestra e ricevo bandiera arancione e giubbino catarifrangente ed in sella della moto di Paolino me ne vo su per la montagna fino alla curva denominata del Peccato…….e si in quell0’angolo di monte iseano credo siano stati concepito almeno la meta dei ragazzi nati negli anni 80… hehehehe!
Va beh comunque scene piu o meno hard a parte siam li a sbandierare tutta mattina, con le moto che risalgono la strada per Polaveno a tutta birra e con cui si litiga non poco per farli fermare.
Finisce tutto in fretta ed all’uno sarò già al lavoro con un po di amaro in bocca.
Risali in sella Kathy va che è meglio…..

1° Cross del mella




E’ di sabato pomeriggio, vuoi che non ci vada?
4 maggio, per di piu risulto di riposo per cui non devo chiedere favori a nessun collega, meglio cosi.
Ed a mezzogiorno e mezzo sono per strada, vado un po a naso in verita, prima verso Rovato poi seguendo le indicazioni che mi da il tablet e mi trovo a passare per un immenso cantiere, quello della Brebemi. Una devastazione unica, campo sbragati con buche immense per far posto ai piloni dei prossimi cavalcavia, spianate gigantesche dove prima c’erano delle cascine e le poche sopravvissute sono accerchiate da cantieri ovunque, mi domando come facciano ad entrare in casa loro… se loro è ancora….
Chissà che casini di espropri che avranno fatto…..
Bah.
Comunque eccomi ad Azzano Mella, paese natale di Fabio Pasquali che, se non ho capito male, ha aiutato il Gliso a disegnare il percorso di questa gara.
Una coda lunghissima alla verifica tessere ma intanto si chiacchiera del piu e del meno. Poi col numero in mano me ne torno alla macchina e preparo la bicicletta.
Convinzione zero oggi, quest’anno gira cosi e non riesco a scrollarmi di dosso questa malinconia che sembra segarmi le gambe. Non che abbia mai avuto grandi velleità ma almeno le gare le facevo e finivo e mi divertivo; ora invece ho sempre la testa altrove, lavoro e problemi correlati, salute, casini vari….. Come mi piacerebbe tornare indietro di qualche anno, ero felice a modo mio, sorridevo spesso… adesso è sempre una giornata no.
Comunque mi preparo, pedalo qua e la, saluto le ragazze che hanno gia il coltello tra i denti e si misurano a vicenda, pronti via che è ora.
Parto in fondo al gruppo per non dar fastidio, me la prendo con calma e via….
Giro di lancio più due giri.
Quasi alla fine del giro di lancio, seguita dalla moto naturalmente, sento la bike che scoda…. E no è cristo!!!!!
Bucato!
Ecco, degna conclusione di una giornata no.
Metto il fast tribolando non poco con la valvola che non voleva aprirsi, finalmente riesco e sembra tenere, più o meno, e continuo.
Al passaggio sotto l’arco dell’arrivo mi avvicino alla macchina e prendo un'altra bomboletta, sparo dentro anche quella e riparto facendo mezzo giro e fermandomi sul ponte dove tutti stavano gia tornando indietro.
Che garone che ho fatto ragazzi.
Praticamente li ho lasciati passare tutti e mi sono accodata per finire il giro e tagliare comunque il traguardo mesta mesta.
Cosi non si fa Kathy, facevo meglio a stare a casa oggi. Smonto la ruota, metto tutto in macchina e vado al ristoro dove trovo Beppe Salemi in borghese. Pedala poco anche lui ormai e ci facciamo un gelato consolatorio parlando del più e del meno, riesce sempre a farmi ridere con le sue battute.
Poco dopo me ne vado a casa rendendomi conto che è stata proprio una giornata no.
Lasciamo perdere Kathy va…. Forse è meglio.

giovedì 9 maggio 2013

24h di Cremona tra pioggia e rane


Mi viene in mente solo l’acqua, nulla di più.
Quest’anno la 24h di Cremona è stata caratterizzata da un diluvio, acqua, fango a chili, rane che gracidavano, cadute e scivoloni nel fango, tutta una roba cosi insomma.Anche le premesse della stagione 2013 erano state cosi, un diluvio ad ogni gara in special modo il River Marathon Cup, ma speravo che con il continuare della stagione il tempo avrebbe messo la testa a posto, invece nada de nada, avanti con spolverini anti acqua e le bike da portare dal meccanico ogni volta.


Ho aspettato parecchio prima di mandare l’iscrizione, i turni di lavoro primaverili non erano ancora usciti e non ero certa di essere a casa quel fine settimana, ma poi visto che ero libera di corsa a mandare il fax a Massimo Ansoldi e regolarizzare l’iscrizione.
Ed ho iniziato a guardare le previsioni del tempo ogni singolo giorno e mi veniva il magone ogni volta vedevo pioggia ed ancora pioggia…….ed ho deciso di passare alla 6h.
Lo so che non è uguale ma dovevo fare il conto anche del fatto che di chilometri nelle gambe quest’anno ne ho pochi e forse era la scelta meno azzardata… e poi pedalare sotto la pioggia sei ore non è proprio come passarne 24 per cui va bene cosi.
Ed arriva la telefonata di Anna che mi chiede si ci vado a Cremona e la prima cosa che le chiedo è: ci vieni con me?
Non pensavo di farle un regalo, non immaginavo che la sua partecipazione alla gara sarebbe dipesa dalla mia risposta ed ecco che mi trovo con una nuova compagna di avventura!

Ci si accorda per la partenza, lei deve sistemare i gemellino di sei mesi mentre io devo sistemare solo il gatto…. E via che si parte di sabato mattina alle otto verso Cremona dopo aver caricato di tutto sul camper.
Chiacchiere lungo la strada e per la prima volta non metto uno dei miei cd rockettari per farmi compagnia; arriviamo, parcheggiamo in modo da essere vicine al campo di gara ma sistemate bene anche per la notte e si va a prendere il numero ed il pacco gara.
Le facce sono quelle di sempre solo rasta man è diverso… senza i lunghissimi rasta che lo distinguevano dalgruppo.
L’atmosfera è rilassata, prepariamo le bike e si pranza con quanto portato da Anna…..per la prima volta prendo un endurance con calma assoluta, senza quel timore che mi prendeva lo stomaco, forse è la sua presenza a tenermi buona… boh!
Ed ora si va al campo gara!
Ci siamo quasi, tutti schierati nel pantano ad aspettare la partenza stile le Mans, di corsa fino alle bici e poi via sui pedali….ma io non corro e con calma raggiungo Valchiria ed inizia la nuova avventura.
Il percorso è leggermente diverso dallo scorso anno e lo trovo più bello e scorrevole ma il fango ben presto prenderà il sopravvento su di noi e sulle biciclette. Quanto fango, quanta pioggia e quanto arrancare per andare avanti senza cadere.
Quando passavamo vicino a delle buche le rane cantavano come per avviarci di non entrare nel loro territorio e le vedevo saltare a lato dei sentieri ed ho invaso più volte la loro proprietà entrando fino alle ginocchia nel laghetto cercando di lavare la bici perché non girava più nulla e con me molti altri, tanto bagnati per bagnati…
Un giro dopo l’altro, sempre più piano fin oa quando non ho deciso di accettare l’invito di un amico biker, Bodo, che a bordo percorso con il camper, mi offriva pane e salame… Anna ha tirato dritto perché essendo celiaca non può mangiarlo ma io mi sono fermata eccome! E diavolo, faticare d’accordo ma anche un pò di piacere va bene no????
E le chiacchiere scoprendo che sia lui che Morris hanno rinunciato per guai meccanici e vedere tutti gli altri sempre più lenti per colpa del fango accumulato, per guasti vari e per la pioggia incessante.
Alle otto di sera la mia gara finisce e devo dire che non mi meraviglia affatto sentire che, poco dopo, verrà sospesa anche la 24h perché il percorso era diventato impraticabile nonostante tutti i tagli fatti dall’organizzazione per cercare di evitare i punti più pericolosi.
Cosi niente toboga, niente busa, niente caroni….. ed ogni volta che passavo mi sembrava diverso, un taglio del taglio insomma…
Doccia calda in camper con Anna dispersa da qualche parte, la bike sistemata alla bene e meglio nel gavone e poi al pasta party, le chiacchiere con i ragazzi dl gruppo Gufi di Trento e scoprire che sono terza in classifica e non lo sapevo no se non me lo diceva capo Gufo in persona!
La premiazione, gli applausi……quel piccolo momento di gloria che passa veloce ma che mi resta sulla pelle per tanto tempo e fa dimenticare la fatica, il fango, le unghie spezzate nel montare e smontare le ruote ed il mal di schiena.
Anna era rimasta al camper con la scusa che non può mangiare ciò che viene preparato per gli altri e ci ritroviamo verso le 22, si prepara il letto e si riposa, le continuerà la gara domattina, dovrebbe riprendere alle 8 circa. E dire che è ferma da un anno e mezzo per la gravidanza ed i suoi piccoli hanno solo sei mesi ma la grinta è rimasta quella di sempre, la sua voglia di pedalare non finisce mai.
Ed alle otto del mattino si riparte, mentre lei pedala io le faccio assistenza sotto un diluvio pazzesco.
Le porto noccioline e borracce, le chiedo ogni volta se le serve qualche cosa mentre il cielo scarica valanghe di acqua e tutti procedono piano piano cercando di non cadere e di non farsi male come purtroppo è successo ad Astrid e Raffaella ed a molti altri.
Ed alle 13 sento una voce che mi chiama dal lato opposto dell’arrivo… Renato, un compagno di corso massaggio Ayurveda. Mi ha fatto la sorpresa di arrivare fin qua per scattare foto e resterà sotto il diluvio fino alla fine della gara, con me, a fare il tifo ad Anna ed a tutti gli altri. Ci siamo concessi un caffè e due chiacchiere prima della sua partenza ed è stata una piacevole compagnia. Grazie Renato!
E poi finisce tutto e sembra passato solo un minuto anziché un giorno intero anzi due, ed è ora di tornare a casa chiacchierando come se fosse la cosa più normale del mondo che due ragazze con pezzi di fango tra i capelli e le scarpe inzaccherate ridano a crepapelle lungo l’autostrada che riporta a casa.
Ma nonostante tutto stiamo gia pensando a quello che potremmo fare assieme in un'altra occasione.
Chissà….

martedì 16 aprile 2013

1° Edizione baobab running Cup

Mamma!!!!
praticamente è stata questa la parola urlacciata da mia figlia domenica mattina quando le ho detto che andavo a correre a piedi.
Ed a tagliar corto ho trovato sto volantino sul sito di Brescia che corre e mi ha ispirato, sabato pomeriggio ho fatto un giro fin laggiu in bike per vedere dove fosse la partenza ed eccomi qua domenica mattina alle otto in scarpette da corsa, canottiera dell'Atletica Franciacorta e pantaloncini.
Mi sento un poco fuori posto, le facce che vedo sono sconosciute salvo Giovanni Lazzaroni che porta i miei stessi colori come squadra di atletica e, poco piu tardi, di un paio di ragazzi che corrono anche in bicicletta, sorridono nel vedermi ed io con loro.
La lunghissima fila per l'iscrizione divisa per gruppi di età, un sacco di bambini con cani gatti e C., una marea umana che alla fine si conterà in più di 800 persone si concentra presso questo oratorio ed è musica e colore, facce sorridenti, maglie colorate, c ani che abbaiano che portano a loro volta una maglietta adattata alle loro forme, un caos incredibile insomma.
Compro un libretto con il calendario delle gare in provincia, si sa mai che i scatti la passione, mi danno un pacco gara con un sacco di gnocchi e mi prendo una maglietta della manifestazione, farà il palio con tutte le altre che ho a casa ed aspetto la partenza bevendo un caffè.
Alle nove ed un quarto via che parte il primo gruppone, quelli della 10 km....
E poco dopo noi "lenti", quelli che di km ne faranno solo sei.
Su strada all'inizio e le scarpette non propriamente professionali si fanno sentire, non ammortizzano bene lo sbattere contro l'asfalto, ma poi si entra su alcune strade bianche tra i campi e va meglio e riesco perfino ad accelerare, superando un po' di gente. Si incontra di tutto, mamme con passeggini che perdono le ruote, bambini urlanti che non vogliono più camminare ma stare in braccio, persone che hanno deciso di seguire chi corre, gente in bicicletta che taglia di qua e di la, persone a cavallo che passano tra le gente spaventandone alcuni.... insomma un rebelotto dell'accidenti che è quasi peggio delle gran fondo con 1000 partecipanti.
Sinceramente mi è passato il tempo velocemente, solo il mal di schiena rompeva un poco ma ben presto ecco il traguardo ed è cosi strano essere gia qua quando nelle gare in bike se va bene ci metto tre ore per arrivare.
Un pezzo di dolce, una bottiglia di acqua, il timbro sul libretto che attesta che ho ultimato la gara e via verso la macchina e verso Monticelli Brusati, qua dietro 'angolo dove stanno correndo i ragazzi della Brescia Cup e tra di essi Giusy, compagna di squadra ed amica.
Avrebbero dovuto esserci altri due ragazzi dei nostri, Mauro Zambo che invece fa da spettatore e Diego Babaglioni, rimasto a casa per una brutta tonsillite.... e sto li un poco a guardare l'arrivo, i passaggi, il fango sui volti e sulle bici facendo compagnia a Grazia che fotografa tutti e chiacchierando con chi mi chiede che ci faccio senza bici stavolta...
Stavolta è andata cosi, non in sella ma a piedi ma ho tante domeniche ancora, tante gare davanti nel corso dell'anno e lo dico anche a Luca Guarneri, inviato di Pianeta Mtb mentre sta facendo foto a tutti.
Ed ora a casa che all'una e mezza devo essere in servizio in questa bellissima seppur diversa domenica di aprile.


venerdì 12 aprile 2013

South Garda Bike

Sono un disastro annunciato, garantito al limone.
Ma di stare a casa la domenica mattina non se ne parla, sto male al pensiero.
E se poi ci si mette il lavoro che mi fa fare orari sempre piu strani, tempo per allenarmi zero se non un paio d'ore sulla bike da spinning, vedi tu se riesco a pedalare. Lo scorso anno a quest'ora avevo 1600 km nelle gambe, adesso arrivo a malapena a 600 gare comprese il che significa che non solo non vado ma che non pedalo quasi neppure su strada in pianura.
Che scatole!
E meno male che con i turni nuovi dovremmo avere tutti piu tempo libero, ma mi sembra di essere presa bellamente per il fondoschiena....
Praticamente i miei weekend sono una passeggiata col camper qua e la per la regione, un saluto agli amici, due pedalate il resto a spinta, una caduta qua e la condita con rotture varie sia meccaniche che di scatole, il broncio per tre giorni, il culo che si arrotonda ed il morale che si affloscia....
bastaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
E che cazzo!!!
Qua o litigo con i capi, o mi licenzio e cambio lavoro o trovo un riccastro un pò rimbambito a cui piacciono le bionde mature e cicciotte e lo faccio morire a letto dopo una settimana altrimenti in bike non ci vado più!!!!
E dire che la South mi piace, mi piace il girare per le coline moreniche e salire fino alla rocca, mi piace l'atmosfera e l'ambiente ed il pacco gara che ogni anno è bellissimo, il piacere ogni volta di stare in compagnia di amici, io tempo per me sulla mia casetta su ruote ed anche se quest'anno ho dovuto far scattare l'allarme più volte perché giravano loschi individui nel parcheggio che occhieggiavano cruscotti e bike, non riesco a fare a meno di questo pezzo di settimana, quello delle gare.
Sarò di sicuro malata....
Comunque quest'anno la South garda è stata un disastro, ho passato più tempo piede a terra che altro e ci mancava pure il forcellino ed i freni andati cosi la botta l'ha presa anche il portafoglio... va beh portiam pazienza.
E spero in un poco di sole nei prossimi giorni altrimenti non mi alleno neppure quel poco che serve per stare in equilibrio sulla bicicletta!

martedì 2 aprile 2013

Ed il River è andato....

River Marathon Cup 2013 finito!
Ed una volta tanto all finisher con tanto di gadget a provarlo ma, come sempre, l' aver pedalato in qua ed in la per la pianura padana, sulle rive del Po e di alcuni suoi affluenti mi è piaciuto anche se di acqua ne ho presa a vagonate quest anno.
Trasferta iniziata come sempre il venerdì pomeriggio con il carica scarica sul camper, accorgerai che ho finito il gas per il riscaldamento e l'acqua calda della doccia ed accordarmi con un amico speciale di laggiù per farmi trovare la bombola a Pomponesco al mio arrivo; e per una volta  evitare l'autostrada provando strade alternative per la bassa mantovana e scoprire che sono quasi trenta km in meno, arrivare verso le sei e parcheggiare nel posto di sempre accanto al campo sportivo ed al lavaggio bike..... Insomma tutto come sempre, solo il giorno è diverso, si corre di sabato pomeriggio e non di domenica, un recupero della gara annullata a febbraio per la troppa neve.
Alby arriva con la bombola di gas e meno male perché iniziavo a gelare, tribolare non poco per allacciare correttamente tutti i tubi e farci un The bollente con i biscotti per scaldarci un poco e passare del tempo assieme a chiacchierare fino alla sua partenza verso casa e famiglia. Un libro a farmi compagnia come sempre, la televisione accesa in sottofondo e ben presto il sonno si farà sentire così come le gocce di pioggia sul tetto del camper.... Quest'anno non c è verso, tutte le gare sono bagnate e fangose e freddo, tanto freddo che entra nelle ossa e scricchiolo tutta.
Ed il mattino arriva presto con la sveglia data dal cellulare che squilla e Paola che arriva per prelevarmi ed assieme andiamo a berci un caffè e scambiare quattro chiacchiere, il tutto condito da una buonissima brioches nel bar del paese che da sulla piazza.
Lei rinuncia alla gara, troppa pioggia, io ci penso un po' su e decido di .... Decidere dopo.
Arrivano le macchine e gli amici ciclisti, tanti restano in macchina in "borghese" per la pioggia, pochi finora che hanno deciso di partire ed io decido che prima mi faccio una pasta poi ne parliamo!
Ma al tavolo da pranzo ci sediamo in tre perché ho amici che arrivano da lontano con un Amelia in saccoccia e decido di invitati a pranzo, Gianmaria ed Alberto, e sarà piacevole passare del tempo in chiacchiere tra il parto non parto che faccio? Che mi gira per la testa....
Ma alla fine mi vesto e nonostante la pioggia battente sarò in griglia alle due ed un quarto con altri 260 pazzoidi sui 450 iscritti, pioggia battente che non da tregua sulle spalle e sul viso, un freddo che attanaglia le ossa ma non so che farci, siam matti così è basta.
È via per il giro di lancio per ripassare sul tappeto ed iniziare il giro di gara, accorciato di più di venti km visto l'inclemenza del tempo.
Ed è il solito giro, una gara senza storia per me partita nelle retrovie intenzionalmente per evitare i chili di fango tirato su dalle ruote degli altri e non ritrovarmi con il Viso ricoperto di melma stile fanghi termali.
È quando pedalo nel fango, con fatica, ripenso alle tante volte in cui ho detto... Basta non le faccio più..... Per poi ritrovarmi sistematicamente in griglia tra gli altri, con gli anni che Van su, le ossa conciate sempre  peggio ma con quella voglia ragazzina di giocare ancora a fare la biker.ed arrivata sull argine a pochi km dall'arrivo salgo su asfalto cercando di scrollar di dosso da Valchiria i kg di mota, scendendo l'uno la strada fino al traguardo, facendo il giro alto e non nel fango in basso, tagliando il traguardo ed andare a dire al giudice che  avevo passato un pezzo di percorso non sul tracciato originale ma sul pulito.... Ho voluto essere onesta ma non ne potevo più di mangiar morchia.
La corsa al camper per scaldarmi sotto una doccia bollente ed essere al pasta party poco dopo con tanti altri, dividendo il tavolo con Alberto, Gian, Raffaele ed aspettare le premiazioni per ritirare il gadget che ci spetta per aver fatto tutte e cinque le gare, un paio di guanti tecnici che ritirerò anche per Gianmaria visto che deve corre a casa.
L aver  fatto trecento metri in meno nel fango mi fanno scivolare all ultimo posto della classifica Donne B ma va bene così, non credevo neppure di esserci in verità e poi scopro che c è gente che ha tagliato sette o otto km di gara facendo il percorso dei bambini ed arrivando in posizioni di classifica normalmente irraggiungibili! Alla fine ho avuto ragione io, l'onesta paga sempre in fondo.
Metti tutto a posto, lava quanto rimasto in giro dalla sera prima e dal pranzo in compagnia e.  riparto alla volta di casa facendo di nuovo la strada normale, passando per paesi che non avevo mai visto.
Pasqua e pasquetta al lavoro ma so già che domenica sarò da un altra parte, sempre sui pedali, sperando che stavolta la pioggia ci dia un poco di tregua.
Alla prossima ragazzi

martedì 26 marzo 2013

14° Aironbike



Eccola di nuovo.
Ed è la mia “scusa”per scendere nuovamente in Emilia col mio camper, fare la turista in solitaria con la bicicletta al seguito, far visita ad amici e passare del tempo con loro e divertirmi a rotolare nel fango.
Questa è, in somma e di fatto, il mio fine settimana a Guastalla.
Ma iniziamo da sabato mattina quando, dopo aver sistemato il tutto, parto alla volta dell’autostrada del Brennero e con i Pink Floyd a manetta arrivo a Pegognaga alle 11.30 del mattino, sosta obbligata ormai sotto minaccia che, se non mi fermo, troverò chiodi sparsi per tutti i campi gara mtb della ragione; pranzo in compagnia di Resia e Giuseppe, quattro chiacchiere in allegria davanti ad un piatto di lasagne superlativo e dopo caffé, dolce ed ammazza caffé, mi rimetto in marcia verso Guastalla dove arrivo verso le tre e mezza.
Parcheggio praticamente allo stesso posto da almeno 5 anni come se ci fosse una specie di prenotazione a mio nome e poco dopo sono al tendone a ritirare pacco gara enorme e numero di gara tra le risate e chiacchiere dei ragazzi dello Sculazzo.
Solo il pacco gara ripaga del viaggio fin quaggiù, un cotechino, uno zampone, una bottiglia di lambrusco, una salvietta grande in cotone, un uovo di pasqua, una scatola di preparato per dolci, una barretta ed una borsa porta oggetti da appendere….
Il cielo è grigio ed è tutto velato da una nebbiolina sospesa ma decido di farmi un giro in bike giusto per smaltire il pranzo.
Arriva fazione casali in bike per confermare l’invito a cena a casa sua e ci accordiamo sull’orario, passerà sua moglie a prendermi verso le otto e, partito lui, mi cambio, metto il casco, tolgo la bike dal gavone giusto in tempo per uno scroscione di pioggia dell’accidente!!!!
Torno dentro, mi asciugo, cambio nuovamente e mi metto giocare col portatile per far passare un poco di tempo.
Verso le sei meno venti suona il telefono, Alberto che mi chiede un favore, ritirare i pacchi gara di tutti gli amici perché non sa se arriverà in tempo visto che parte da Novi ed alle 18 chiudono tutto per cui si torna al tendone con la lista infinita di nomi e ritiro tutti i pacchi, ci metterò mezz’ora a trasportare tutto in camper e dopo mezz’ora a ri-trasferire tutto sulla macchina di Alberto che, nel frattempo, era arrivato a destinazione.
Due chiacchiere ed un caffè ed il tempo scappa con le gocce di pioggia sempre più pesanti che fanno da contorno alla conversazione.
Alle sette e mezza lui se ne va ed ar
riva la moglio ei fazione per la serata in compagnia, in cinque minuti siamo a casa loro ed inizia una bellissima e piacevole serata. Fazione si è dato alla “prova del cuoco” con un buonissimo risotto gamberi e zucchine, un pesciolino all’acqua pazza con verdure e patate, gelato, il vino seppur rosso l’ho portato io e devo dire che, alla fine, si sposava non male con il riso ed il secondo nonostante fosse pesce.
Ed il tempo è volato via con i suoi figli che parlavano e giocavano, le chiacchiere sulle bike e sui viaggi, la musica e tanto altro tra i quali il lavoro, la politica e tutto quel parlare che si fa tra amici quando non ci si vede da tempo. E dulcis in fundo Fabio si arma di chitarra, prima con un paio di assolo, e di tromba poi per passare infine al flicorno appena acquistato!
Suonerà a breve per una reunion con il suo vecchio gruppo e mi dispiace non esserci…. Ma chissà, magari riesco…
Verso le 23 mi riportano al campo base e vado a nanna con la pioggia che batte sul tetto facendomi compagnia.
La sveglia suona alle sette del mattino ma il continuo ticchettare della pioggia mi fa girare dalla parte opposta con la testa sotto il piumone, chi ha voglia di uscire al freddo con questo tempo, cavolo ma quest’anno di pioggia ne ho presa un bel po’ in bici, adesso basta daiiiii.
Alle otto arriva Alberto e con lui Raffaele e non so come o cosa tant’è che ci troviamo in sei sul camper tra caffè in bicchieri di carta, ciambelle divise a metà e fettine di crostata alla Nutella che gira sul tavolo, tutti li a guardare fuori sperando che la pioggia dia un attimo di tregua
Due decidono di non partire, io ed Alberto siamo parecchio indecisi mentre Raffaele sembra più convinto che mai ad affrontare fango, freddo e pioggia.
Alla fine si decide, partiamo!
Mi preparo, metto i Sali nella borraccia e mentre tolgo la bici dal gavone Alberto mi si avvicina e dice: io vado, mio padre non sta bene, devo partire subito.
Aveva gli occhi tristi, come se sapesse già ciò che sarebbe stata la conclusione della giornata, l’ho salutato ed abbracciato e mi sono avviata alla partenza sotto una triste e gelida pioggia battente.
Via che si parte, il solito pezzo di asfalto a velocità controllata e poi via tra argini, sentieri, strade bianche e ciclabili e fango, tanto, tantissimo fango.
Mi ero messa un sacchetto di plastica sul casco per stare all’asciutto in testa almeno un poco di tempo, avevo addosso un anti acqua lungo ma sono riuscita a bagnarmi fino al midollo, arrancando nel fango fino a sentire le mie vecchie ginocchia fare cric croc.
E l’ultimo discesone lungo l’argine fino nel bosco, dove cadevano a decine beh ho deciso che non lo facevo, sono tornata indietro ed ho fatto la scarpata con le pietre facendomi aiutare da un altro ragazzo che alla fine l’ha pensata come me… un altro volo no!!!!
E da li via verso il ponte famoso perché segnalato dall’Arci Gay come punto di ritrovo e nel fango ancora fino a 100 metri dall’arrivo dove passo sotto l’arco blu e dove mi fermerò, il secondo giro lo lascio fare ad altri, io do forfait!
Il caldo tepore del camper, lo spogliarmi fuori per non portar dentro chili di fango, la doccia prima tiepida per evitare i geloni alle mani ed ai piedi resi insensibili dal freddo e poi bollente per sentirmi finalmente al caldo, il vestirmi comoda e non invidiare per nulla i ragazzi fuori al freddo con le labbra livide e le mani gelate e reputarmi fortunata ad avere questa casa viaggiante che mi è costata un capitale ma che è di un comodo che basta!
Ed il pasta party, le premiazioni dove io naturalmente non centro nulla, il caffè in compagnia di un amico ed il lungo ritorno a casa lottando con il vento fortissimo che spingeva sui lati del mio bestione facendomi venir le spalle dure e dolenti lungo l’autostrada che mi riportava a casa, la triste telefonata di Alberto che mi comunicava la morte di suo padre ed un poco di tristezza ha avvolto anche me.
Ma ancora, nonostante questo, non penso ad altro che alla prossima volta, magari con un poco di fango in meno ed un po di sole in più ma ancora sui pedali, alla mia maniera, piano, magari con la macchina fotografica nella tasca posteriore della giacca tra gli sguardi incuriositi di quanti vedono questa old Lady che tribola da matti ma che riesce ancora a divertirsi.

Io ero la, io c’ero……

lunedì 18 marzo 2013

Pont to Pont- Visano



Terza prova del River e dopo aver ascoltato le previsioni del tempo che davano tempeste e fulmini tutta la settimana ed aver ogni giorno sorriso per il fatto che di gocce o di fiocchi non ve ne fosse l’ombra, eccomi alle sei e mezza del mattino a partire verso la bassa. Che sonno tremendo, stanca morta dopo aver passato la giornata in fiera a Milano con mia figlia alla ricerca delle ultime novità in campo bricolage ed aver dormito poco perché il mio amorino peloso ha deciso di non lasciarmi dormire miagolandomi nell’orecchio buono, avvio il camper pronto da ieri e parto alla volta di Visano. Deep Purple a manetta per svegliarmi del tutto e dopo una cinquantina di chilometri eccomi a Visano, seguo i cartelli di parcheggio e mi metto in una piazzetta con latri bestioni come il mio; sono un poco lontana dalla partenza e dalla verifica tessere ma resterò li anche perché, nel frattempo, mi hanno parcheggiato attorno delle macchine e non riuscirei ad uscire agevolmente. Ritiro il mio numero ed alla consegna del pacco gara opto per quello maschile… va beh che sono ciccia ma mettermi sempre delle maglie xs nel pacco uffa….. almeno la canotta da maschio mi va bene ed il paio di boxer mi fa ridere ma giuro che li metto, magari in palestra ma li metto...assieme alle calze rosa naturalmente! Si torna al parcheggio ed un amico biker bergamasco mi offre un caffè mettendomi in mano una banconota da  venti euro lasciandomi un attimo li a pensare a cosa dovevo farne….pago i caffè??? “No no, me li avevi prestati l’anno scorso alla Conca d’Oro e mi sono sempre dimenticato di renderteli” ed io che manco me ne ricordavo…. Adesso che sapete che non mi ricordo le robe però non mettetevi in fila a chieder soldi perché cadete male ragazzi! Poco dopo mi chiama Alberto e chiede dove sono scoprendo che ci si parlava al cellulare a venti metri di distanza l’una dall’altra, siam messi bene oggi, se questo è l’inizio chissà come finisce la giornata.Fa un freddo dell’accidenti ed in un messaggio di mia figlia scopro che a casa piove mentre un compagno do squadra mi manda un messaggio in cui scrive: qua nevica! Spero tanto che il tempo regga, il percorso  non è male ma gli argini bagnati sono un mezzo disastro per cui cielo sta su che poi piovi nel pomeriggio….Bike pronta, io anche e vai a fare due giri per riscaldare le gambe gelate, decido di mettere anche un anti acqua si sa mai ed almeno non fa passare l’aria gelata e mi tiene calda un po’ di più.E si entra in griglia; siamo in 450 e la partenza ogni volta mi spaventa a morte, basta un nulla per attaccarsi dentro e volare e di montoni di ciclisti a terra alla partenza ne ho visti nel corso degli anni. Due chiacchiere e poco alla volta i venti minuti passano e si parte per il lungo giro di lancio in paese di 9 km; poco dopo vedo uno dei ragazzi tornare indietro, il viso completamente segnato da una gran brutta caduta e mi pare giusto fermarmi un attimo per vedere se posso aiutare ed arriva l’ambulanza per cui riparto…. E pffffffffffffff!  Diavolo erano anni che non bucavo, anni davvero e sono terrorizzata di non saper più usare il fast mentre invece va a posto e seppur non con la gomma al top riparto in solitaria. Un addetto al percorso mi dice “ ma cosi non li raggiungi piu…” ma non sa che va bene cosi, che da sola non dovrò litigare nei single track e che non mi dispiace neppure un po’.
Passando per le cascine si legge uno striscione, Diego pedala con voi, ed i pensieri non possono non andare a quel ragazzone che ci ha lasciati non tanto tempo fa lasciando tutti senza parole e queste gare, questi percorsi sono dedicati a lui, alla sua memoria. Passo sotto l’arco blu e ricomincia il giro, quello lungo stavolta. Come ho scritto prima l’essere in solitaria non è poi cosi male, mi faccio i sentieri senza affanno, ho il tempo di guardare il fiume che scorre e di riconoscere percorsi e sentieri gia fatti in altre gare; se non ricordo male questa medio fondo è la somma di molte altre gare dell’Oglio Chiese, da un ponte all’altro, prima in un verso e poi nell’altro.
E mi piace perfino quel sentiero stretto con i tronchi sporgenti che di  solito mi spaventava ma essendo sola appunto non devo affannarmi per cercare di non intralciare altri concorrenti.
A dieci km dall’arrivo cambia tutto, mi supera Mariuzzo e qualche secondo dopo Fabio Pasquali e da li in poi, sempre per non rompere i maroni a chi alla classifica ci tiene davvero, farò alcuni pezzi a piedi accanto alle fettucce ma sempre nel percorso. Come qualcuno non fa però…. Certo è più comodo seguire la stradina sull’argine anziché zigzagare tra le piante lungo il fiume,  risparmi tempo e fatica ed al cartello di controllo 26 me ne passa uno davanti proveniente da quella parte, borbottando pure perché secondo lui ero io in mezzo alle scatole! E’ semplicemente una questione di onestà cosa che , a quanto pare, qualcuno dimentica spesso a casa con le buone maniere come chi, a più di mezz’ora dal primo, urla come un pazzoide scatenato perché vuole strada ed è ancora a duecento metri da te….ooooooooooo socio, Fontana li fa i mondiali da un'altra parte neeeeeeeeeee!!!!
Ma poi c’è la parte bella, i ragazzi che mi dicono  “non mollare”, o che passando  mi piazzano una pacca sul fondo schiena (e stavolta non ho capito chi fosse), Sonia che nonostante stia lottando per il podio passando mi chiama per nome o altri ancora che conoscendomi e sapendo che lascio strada passano ringraziandomi, questa è la mia mtb….
E c’è anche la parte brutta, antipatica e dolorosa, quella del pezzo di percorso a gobbe che una volta era l’arrivo della gara di Acquafredda, dove faccio un volo della madonna atterrando sulla spalla già segnata dalle cadute negli anni, ma quello che mi lascia sconcertata è stato l’addetto al percorso che pur vedendomi a terra in difficolta non ha pensato che magari mi servisse aiuto mentre i ragazzi e le ragazze man mano passavano chiedevano a gran voce se dovevano chiamare aiuto. Mi sono rialzata a denti stretti e ripartita seppur più lentamente ancora e sono arrivata alla fine anche se con un giro in meno in 2h 34 minuti. Due bicchieri di coca cola, due chiacchiere e via verso il camper , la doccia calda ed il sacchetto del ghiaccio per la spalla. Ripongo tutto al suo posto, mi rivesto e con Alberto che mi da un passaggio fino al pasta party mi avvio verso la zona premiazioni dove mangio un panino in compagnia e scappo verso casa accompagnata dalla pioggia che , per grazia ricevuta, non ci ha tormentato durante la competizione.
A casa ho tempo di leccare le ferite e curarmi con i miei kinesio tape, controllo Valchiria e scopro che la foratura era parecchio seria e forse un angelo ha deciso di darmi una mano facendomi arrivare fino al traguardo visto che il taglio nel copertone era di ben due cm ma ora ho tempo per rimettere tutto a posto, aggiustare la ruota e me stessa perché domenica si va a Guastalla e non mancherei alla Airon dei ragazzi Sculazzo neppure se cascasse il mondo!!!!


lunedì 11 marzo 2013

22° Fosbike


A questo punto credo che quest’anno il River sia caratterizzato dal fango, dalla pioggia e dalla neve!
Vero che ne abbiamo ancora tre ma dall’andazzo generale mi sembra che ne vedremo delle belle da qua in avanti, si perché la prima è stata rinviata per troppa neve, la seconda sembrava di girare per campi incollati dal bostic e la terza, la Fosbike appunto, sembrava una distesa di fango senza fine.
Comunque sia, io ci sono sempre, in particolar modo quando c’e da tribolare un po’.
Il fine settimana è iniziato sabato mattina con la partenza in direzione Pegognaga, le promesse le mantengo sempre e gli amici del campo terremotati mi aspettano sempre. Pranzo in compagnia di Resia e Giuseppe, Ivan e Mara arrivano poco dopo, Carmela e Sante sono li giusto per il caffé ed in un attimo arrivano le tre del pomeriggio ed è ora di raggiungere Carpi.
Ha iniziato a piovere ed al guardarmi attorno cio che vedo è una marea d’acqua! I campi a lato strada sono allagati, sembrano tutte risaie e conoscendo il percorso di gara mi vien male al pensiero.
Comunque il pensarci prima non risolve nulla per cui parcheggio al solito posto nel parcheggio poco distante dalla partenza, sistemo tutto e preparo il camper per lo stazionamento:
i residenti della via mi conoscono ormai, sono la “signora di Brescia che va in bici domani…” e mi salutano all’arrivo, come se facesse loro piacere che sia li.
Anni fa chiedevo se dava fastidio il camper parcheggiato nella loro zona anche se il parcheggio è grande ma sin da allora la risposta è sempre stata un sorriso ed ho perfino l’impressione che mi facciano da guardia sapendo che sono da sola.
Mi guardo un po la tele, leggo un capitolo o due e poi mi trasformo nella versione elegante di Kathy, abito nero e scarpe col tacco, ho un invito a cena da parte di un amico biker di queste parti.
Alby arriva alle sette, destinazione Bamboo per una cena a base di Sushi e sarà una serata piacevolissima tra chiacchiere e risate mentre attorno a noi il ristorante si riempie all’inverosimile.
Il cibo è fantastico e la compagnia anche.
Ma tutte e due abbiamo la gara domani ed alle 22 sarò a nanna col pensiero alla gara di domani, al fango ed alla pioggia che non ha ancora smesso di scendere.
Le gocce sul tetto mi fanno compagnia mentre mi addormento sotto il piumone.
La sveglia suona alle sette e mezza sebbene sia sveglia da tempo, un caffé per svegliarmi del tutto ed iniziamo a pensare seriamente alla gara di oggi vah….
Ha smesso di piovere ed il sole fa capolino nel grigiore del mattino di pianura, sembra perfino che ci sia un poco di nebbia sui campi circostanti… con l’umidità che c’è è quasi scontata no?
Verifica tessere tra le chiacchiere dei presenti, la comunicazione che per motivi di sicurezza il percorso verrà accorciato di un giro per il fatto che un ponte sul fiume Secchia è sott’acqua e che la Protezione Civile preferisce non rischiare che succeda qualche cosa.
Bene o male siamo tutti d’accordo e dopo aver girolato qua e la con la bike cercando di scaldarmi, mi infilo in griglia rischiando di cadere nel fango ancora prima di iniziare.
E meno male che i tre fossi che c’erano fino a qualche anno fa sono stati chiusi, sai che ridere uscirne in queste condizioni.
Ed ascoltiamo la musica, chiacchiero con Vania e Stich dei Kinomana e si ride, tanto anche… si perché Stich fa di tutto per rendere l’atmosfera allegra…. Il su e giù della sella telescopica con battutacce relative…….ed il suo “scodinzolare” le anche di qua e di la quando sente il nome della squadra Sculazzo………..insomma la voglia di ridere c’è, quella di pedalare un poco meno…
Alberto ha deciso di fare la gara con me sebbene lo sappia che vado piano e che sia il ginocchio che il polso destro i creano non pochi problemi a stare sulla bike ma io non mollo, non s ene parla proprio. Se mi segheranno tutte e due le gambe forse…. Vado piano e prima o dopo arrivo.
E via che si parte e già l’uscire dal campo della partenza è un cinema per me.
E sono gia con la scopa, che è in bici stavolta. Scopro che è un ciclista per passione che se ne va in giro per l’Europa in bici, su fino a Capo Nord, il giro della Germania o della Francia… come lo invidio…..
Ed inizia questa lunga e dura gara per me.
Dura da matti con tratti in cui non solo non riuscivo a pedalare ma sprofondavo nel fango, scivolavo e non andavo neppure a spinta.
Non so perché ma in un tratto durissimo con 15 cm di fango mi è venuta perfino una crisi d’ansia, avevo un groppo in gola ed ho trattenuto a stento le lacrime, il perché non lo so ma sono stata di un male per quei dieci minuti che basta.
Ma a testa bassa sono andata avanti cercando di uscire dal fango e di stare sull’erba come consigliato da Alberto e poco alla volta, dopo due ore e passa sono arrivata al traguardo, decisamente stanchissima. Avevo sete, avevo fame ma quello che desideravo di più era una doccia calda per togliermi di dosso chili di fango; perfino la mia bici credo pesasse almeno 10 kg di più!
E dopo la doccia sembrava tutta un'altra storia.
Il piattone di polenta calda, la bottiglia di acqua, la compagnia degli amici e scoprire che mi spetta un premio, che mi avevano chiamato sul palco ma ero a cambiarmi e mi presento da Stefano dicendogli “ credo di essere la decima…. Ed il premio è come sempre la gastronomia locale, un sacco enorme di prodotti che porto a casa con piacere.
Poi a casa scopro che in realtà ero nona ma va bene cosi ugualmente!
Ed arriva l’ora del ritorno, caricare tutto, spegnere gas e caldaia, salutare gli amici e partire verso casa dove arrivo quasi due ore dopo, dopo aver fatto due soste in autostrada per un caffè.
E ci vorrà ancora un ora per lavare la bike, mettere tutto in lavatrice e cercare di tornare ad essere la signora Kathy senza bici, seduta sul divano di casa a parlare con mia figlia di tutto e di nulla, pensando che però, come ogni volta, è bello sapere che la settimana prossima ci sarà un'altra pedalata da fare, da qualche parte…

lunedì 4 marzo 2013

Bostic X Bionic


Avete presente le big Babol, quelle cicche rosa giganti che facevano venir male alle mandibole a furia di masticarle? Ecco, spalmatele ben bene in quantità industriale sui campi e sulle strade e sentieri di Asola ed avrete lo scenario della 5° edizione della X Bionic!
Allora io già vado piano di mio, pedalo per passione e non per competizione anche se mi piace mescolarmi tra la folla dei ciclisti scatenati nelle gare della domenica, ma se mi trovo in un campo e non vado avanti perché sembra che ci siano una serie di gnomi del fango che con le loro manine mi tengono li, ancorata al terreno, non arrivo più….
Come ogni anno ormai è una consuetudine iscrivermi al River, ho fatto tutte le edizioni, anzi ancora prima, quando si chiamava Trittico del Po, e stavolta l’inizio è stata Asola anziché Pomponesco, causa neve a gogo sul percorso di gara.
Sono arrivata con il mio camper ancora sabato con l’intenzione di fare la camminata non competitiva dell’edizione zero della XBionic Run, parcheggiata lontano dal tendone per riuscire a dormire un poco di notte visto che li fanno festa fino a tardi ed i litri di birra si sprecano, farro regolare verifica tessere e ritirato il pacco gara e passo dal bancone accanto per iscrivermi alla Run non competitiva.
E mi danno le calze con la mucca come pacco gara!
Dureranno da Natale a Santo Stefano, me le fregerà Elsa di sicuro.
Alle tre meno un quarto, d’accordo con Luca Guarneri, che farà la competitiva, e sua mamma, mi presento alla partenza sotto l’arco blu e via che si parte, macchina fotografica in mano, per la passeggiata ecologica di circa 7 km.
Scattiamo alcune foto e piano piano si torna verso l’arrivo aspettando Luca e gli altri che hanno il percorso piu lungo; due foto, due chiacchiere e poco dopo me ne torno al camper per la mia serata in solitaria con la compagnia del computer e della tele che, non ho ancora capito perché, mi fa vedere tutte le pubblicità in italiano ed il film in lingua originale! O ma non riesco proprio a metterlo a posto e…..
Nanna agitata come ogni volta e la sveglia che suona alle otto del mattino; che bello, avrei dovuto alzarmi alle sei, guidare fino qua e fare tutto di corsa mentre invece cosi ho riposato due ore di più, sono già con la bike a posto ed il numero attaccato.
Tranquilla in pigiama preparo un the e faccio colazione vedendo altri che arrivano e corrono a ritirare numero e pacco gara; mi chiama Alby chiedendo dove sono e ci mettiamo d’accordo sul dove trovarci, vorrebbe fare la gara con me…. Tanto lo so che la farò da sola, vado troppo piano per lui.
Comunque alle nove sono pronta in versione mangiatrice di fango,due pedalate qua e la, la Giusy che arriva trafelata come sempre, altri amici ed ex compagni di squadra che passano veloci e salutano…. Tutto come sempre insomma.
E si va in griglia, la seconda per la precisione, posizione data dal fatto che sono iscritta ad un circuito, due chiacchiere con i vicini, due saluti a chi mi chiama ed è ora di partire. Lungo giro di lancio al contrario rispetto all’anno scorso e poi inizia il bostic.
Ma al primo giro non stai li a fare tanto la difficile no?
Si ripassa sotto l’arco della partenza ed inizia la gara vera.
1100 cavalli scatenati che ti passano anche sopra pur di passar davanti, la partenza è la mia preoccupazione maggiore, il terrore di quanti mi passano ad un centimetro e sentirti sfiorare dai manubri delle altre bici sapendo che se si cade qua è un macello ma si va avanti, anche troppo velocemente per i miei gusti. Se stai in mezzo al branco e vanno a 35 all’ora devi tirarti il collo altrimenti sei nei guai.
E poi inizia il lungo giro per campi, argini, sentieri, strade bianche e tanto ma tanto collante naturale sotto le ruote che mi sfianca.
Vero è che quest’anno di chilometri nelle gambe ne ho pari a zero, tra una cosa e l’altra il tempo per la bike non l’ho più avuto da settembre in poi ma questo terreno è davvero micidiale.
In alcuni punti non andavo avanti neppure a spinta e con me Ivan, un altro partecipante che era più spesso piede a terra che altro.
In alcuni punti i passaggi erano ridotti a sottili strisce di terreno asciutto largo una spanna, giusto il passaggio di una bici ed allora che faccio? Mi metto da parte, passo nello sporco per lasciare campo libero a quelli che vanno più veloci di me.
E ad un certo punto mi supera Morris che urla:” dai Kathy che ci piace tanto e facciamo un altro giro…”!
Non mi ricordo se gli ho detto di andare a quel paese ridendo o se gli ho risposto che neanche morta….
Ero cotta! Anzi no stracotta.
L’ultimo chilometro avevo le visioni di letti con materassi di piume, massaggiatore per la schiena dolorante e non riuscivo a venire fuori dal campo tanto che ne ho fatto due terzi a spinta ed il resto sui pedali e poi c’era ancora l’ultimo pezzo nel parco con quel dossetto che faccio ala disperata con Giovanni della Odolese che mi urla Daiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii.
Sono arrivata che quasi stramazzo.
Mi sono avventata sul ristoro sperando di trovare della frutta ma non c’era e devo aver bevuto due litri di coca cola con la pia illusione che mi desse un poco di carica per pedalare ancora duecento metri ed arrivare al camper e farmi una doccia.
E mamma se stavo bene sotto il getto dell’acqua calda. Quasi mi scioglievo.
E poi il pasta party, le chiacchiere con gli amici, Leo Arici che si siede con me e gli chiedo degli italiani fatti ieri… insomma tutto quello che fa parte della giornata dopo gara.
E poi si torna a casa pensando che in fondo è stata una bella giornata nonostante il mal di schiena e le ginocchia doloranti, il polso destro che scricchiola e la stanchezza assoluta che mi assale lungo la strada facendomi rallentare.
Ed arrivo a casa, smonta tutto, togli Valchiria dal gavone, lava tutta la roba cosi asciuga bene perché la prossima gara non è poi cosi lontana ed anche se le previsioni danno acqua so gia che ci andro comunque.
E poi ci sono i miei amici, quelli che mi prendono in giro, bonariamente o meno, perché vado piano, perché peso troppo, perché nonostante tutto ho voglia di sorridere o rincorrere Cecco che tutte le volte mi supera mi da una palpata al fondo schiena…. Ma ti prenderò un giorno o l’altro ragazzo ed allora sarà sta vecchia signora qua a palparti… magari ridendoci sopra!
Alla prossima ragazzi.

sabato 2 marzo 2013

X bionic Run


Ci provo dai.
Certo non faccio la competitiva, non mi pare il caso, ma la camminata ecologica posso farla, sono poi solo sette km scarsi...
Elsa nn sta benissimo da alcuni giorni e tentenno un poco prima di partire ma sarà lei stessa dirmi : mamma vai fuori dalle balle ed eccomi a bordo del camper con bici al seguito, sacca piena e scarpette da ginnastica.
Parcheggio il bestione e vado al tendone dove ritiro il pacco gara per domani e mi iscrivo alla Run di oggi, calze con una mucca che ride come regalo e via.
Aspetto Luca ed Ornella Guarneri, si beve un caffè in compagnia e sono le tre, ora di partire.
Il correre non mi è congeniale, sono troppo pesante ma cammino veloce e tra due chiacchiere con Ornella e due o tre scatti della macchina fotografica si marcia veloci.
Faccio il tifo a Claudio e Luca, Anna che farà anche la gara di domani, e via che mi avvio al traguardo, senza fretta. Arriviamo giusto un attimo prima che Luca tagli il traguardo e la foto che lo immortala è bellissima, con un sorriso trionfale che ripaga della fatica e del sudore.
È stata una giornata diversa per me, di solito pedalo ma stavolta ho voluto camminare e non è così male in fondo. Ora riposiamo in camper un poco, domani mi aspetta la x bionic in bike, 50 km tra erba ed argini sperando non ci sia tanto fango.

lunedì 25 febbraio 2013

13° Memorial Massetti -Leno

Quasi quasi facevo prima con le ciaspole al posto delle ruote!
Hanno rinviato il River per troppa neve a Pomponesco ed io che faccio?
Vado a farne un'altra come se di neve non ce ne fosse anche qua e parto alle sei e mezza del mattino in una tormenta fitta che ricopre tutto tanto che la tangenziale sembra una pista da fondo.
Intonsa, immacolata, una distesa bianca dove non solo non è passato ancora nessuno ma neppure uno spazzaneve che dovrebbe passare no? E dire che sono giorni che nevica per cui non è tutta sta novità….. va beh, procedo a passo di lumaca col bestione di 4 tonnellate eppure, nonostante la stazza e le ruote gommate da neve qualche volta sento che “scoda” ed un qualche spavento me lo prendo.
Leno non è molto lontano da casa mia, una quarantina di chilometri o poco più e decido di passare da San Zeno, strada che conosco che poi continua lungo una larga tangenziale; di solito ci arrivo in una mezz’ora abbondante, stavolta arrivo dopo più di un ora ma vedo che molti altri sono prudenti lungo il percorso, non ha senso rischiare di schiantarsi solo per andare leggermente più veloci.
Arrivo, parcheggio, accendo il riscaldamento ed il boiler e mi avvio verso la verifica tessere passando tra cumuli di neve marcia e pozzanghere che non riesco ad evitare tanto è che ben presto ho i piedi fradici nonostante le scarpe invernali.
Siam tutti li con quel “parto o non parto”, anche Leo Arici tentenna…… non promette nulla di buono!
Conosciamo il percorso, sappiamo che si passa in campi arati che gia son duri asciutti, zuppi di neve gelata sono un mezzo incubo e nonostante sia in pianura quei due strappetti di due metri in piedi stile muro mi preoccupano non poco, non per la salita ma per la discesa! Cado nel fosso accanto di sicuro!
Va bene, o si o no ed opto per il si.
Vesto pesante perché vado piano, soprascarpe per cercare di non congelarmi i piedi, guanti termici, sono un bambolotto di strati di maglie ma il freddo è micidiale ed anche se pedalo qua e la per tenermi calda e la crema riscaldante stia facendo il suo lavoro, batto i denti dal freddo; tanti altri sono nelle mie condizioni e bastano dieci minuti per ritrovarsi con i piedi congelati e doloranti per i geloni nonostante le calze tecniche da neve e gli accorgimenti presi ed il pedalare qua e la no aiuta tanto.
La partenza si fa un poco attendere, prima partono i ragazzi e poi tutti noi, un groppone di 120 persone che hanno deciso di sfidare freddo e neve che, alla partenza, scende copiosa e spessa. Forse hanno avuto ragione gli altri 130 che non si sono presentati al via nonostante fossero prescritti alla gara ma come sempre se non siam fuori non ci vogliono.
Pronti via e comincio a pedalare ma non ci penso neppure un attimo a star dietro al gruppo anche perché non ci riesco proprio; un giro dell’ippodromo e mi ritrovo alla partenza, passo e via…… ma mi trovo una transenna e mi dicono “ vai di la…”!
Giro e mi ritrovo sul percorso ma qualche cosa non quadra visto che la moto che ho dietro il culo è quella del primo e non dell’ultimo come dovrebbe essere!
Ussignur mi hanno fatto deviare prima della conclusione del secondo giro di lancio dell’ippodromo, ed ora che faccio?
Pedalo.
E mi sento la voce di Fabio Pasquali dietro la schiena che chiede strada ed avrei pianto dal nervoso per essere in mezzo alle balle del primo ostacolandolo.
Ci sono rimasta cosi male.
Faccio sempre di tutto per non rompere le palle agli altri che corrono per il posto in classifica ed il ritrovarmi in mezzo senza averne colpa mi è dispiaciuto un sacco davvero.
Mi fermo, faccio passare tutti e mi accodo alla fine, dove è il mio posto.

Quanto fango, quanta neve e quanto di quel pantano odoroso dato dal letame gelato dove sprofondavo fino alle caviglie.
E dire che pago anche per fare sto cose qua, devo avere proprio un qualche problemino a livello corticale, non potrei essere come tutte le signore di 50 anni ed una sporta di virgolette che va a fare shopping al centro commerciale,beve il caffé con le amiche al bar, prepara l’arrosto con le patate la domenica……………. Mi sta venendo l’orticaria a scriverlo, figuratevi a farlo…..
No no meglio fango, freddo, gelo e letame che almeno rido un po’.
Ne farò un gran bel pezzo a piedi, in sella quando riuscivo ma rigorosamente nel percorso.
Nel boschetto dove l anno scorso ero caduta malamente rompendomi la spalla stavolta non ci fanno passare e li trovo un gruppetto di persone tra le quali il Jo della Odolese in versione spettatore con la solita cresta sulla testa, simpatico il ragazzo….. ed io continuo a piedi.
Gli ultimi km li faccio in sella, solo all’ingresso nel ippodromo non riesco proprio e spingo.
Ed anche se un addetto al percorso mi indica di passare sotto la fettuccia per tagliare il pezzo nel fango dicendomi “ Kathy a te lo concediamo” mi rifiuto e dico Cristo farò anche un giro solo ma lo faccio tutto e giusto.
Perfino il traguardo lo passo a piedi ma io sono contenta cosi.
Sono letteralmente ricoperta di fango, sono congelata e sono felicissima di avere il camper, caldo e confortevole dove posso finalmente riscaldarmi e massaggiare i piedi blu semi congelati fino a farmi male pur di riattivare la circolazione, passeranno due ore prima che smettano di pulsare.
Il ristoro è una manna dal cielo con il the bollente, penso di averne bevuto due litri mentre saluto le ragazze e chiacchiero con altri li attorno.
Un po’ di parapiglia perchè hanno fatto le classifiche mettendo le junior tra le master cosi che Sonia, arrivata prima, si ritrova terza dietro alle ragazzine che hanno fatto un giro mentre lei ne ha fatti tre ma poi si aggiusta tutto, guardo le premiazioni e me ne vado verso casa stanca, semi congelata ma sinceramente contenta.
Non era in programma questa gara sebbene la faccia da anni, solo il fatto che ne abbiano rinviata un'altra a cui ero iscritta in circuito ha fatto si che continuassi la tradizione di questa gara invernale che affronto sempre nello stesso modo, alla mia maniera cioè ridendoci sopra.
Fin quando riusciro a divertirmi sarò presente, dopo non so ancora, mi inventerò qualche cosa di alternativo ma pur sempre in movimento, stile pendolo, in un moto all’infinito…..
Alla prossima ragazzi.