CENA SOCIALE 28/10/2016
9 anni fa
Voglio raggiungere l'orizzonte e toccarlo........
Arrivo in una ventina di minuti in questa zona di Brescia citta, Chiesanuova per la precisione, mi iscrivo e le facce da running qua attorno sono ormai conosciute come quelle da biker.
Non posso mancare, no non posso proprio!
Mi sto divertendo davvero. E cosi sarà per tutto il lungo percorso fino alla fine, tra scivolate nel fango e cadute salvate all'ultimo secondo, i sorpassi dei ragazzi più veloci di me ed io che mi sposto con piacere visto che loro han fretta ed io no.... ho il tempo di assaporare il percorso, la luce del sole che a dispetto della pioggia della notte rischiara la giornata e riesce a scaldare l'aria tanto da farmi togliere la giacca anti vento, qualche scorcio del grande fiume che si segue per un bel pò...... ed il rendersi conto che sono quasi arrivata, riconoscere il ponte che passa poco lontano dal traguardo, immettermi nel lungo fiume cementato e vedere l'arco dell'arrivo..... e lo passo a testa bassa, non mi fermo neppure, mi avvio verso il lavaggio bici ed il mio camper, il fango da lavar via non è poco per cui è un piacere lo scorrere dell'acqua calda sulla pelle.
Sono fuori forma ed allenamento a la voglia è sempre quella: provarci.
Parto il venerdì sera ed in un ora o poco più eccomi in questo paesino sulle colline di Verona; la villa la trovo facilmente visto che l'organizzazione ha ben pensato di mettere frecce segnaletiche ovunque; sebbene sia sera inoltrata lo spettacolo per gli occhi è grandioso! mamma mia che posto, sembra di essere alla corte di un re!
Visto che parcheggiare tra le piante secolari senza luci che non mi facciano sbattere qua e la contro i rami, decido di avviarmi verso il paese; poco distante dalla villa c'e un centro sportivo, parcheggio li e mi avvio verso la palestra ed il parco li accanto dove risplende nella notte l'insegna di una pizzeria; cena veloce e visto che non sono riuscita a finire il pasto la ragazza mi offre gentilmente di mettere tutto in un contenitore e portarlo sul camper... ok, colazione carboidrati-ca per domani a posto.
parcheggio sotto le piante e mi avvio verso la villa cercando di capire dove sarà la segreteria e la partenza. Che spettacolo il parco! Una casetta in pietra troneggia sul laghetto all'interno del parco, sullo sfondo i vigneti ed il bosco poco dopo; scopro che il percorso di gara sarà totalmente all'interno del parco della villa, 4800 metri con 125 mt di dislivello a giro! ammazzate!
Stile Le Mans, ovvero correre a piedi per raccattare la tua bici e saltare in sella.
ripongo la bici, mi faccio una doccia calda e me ne vado nel negozio della tenuta a far spesa di vini pregiati; spenderò un botto ma un bicchiere ogni tanto lo voglio buono, il tavernello lo lascio bene agli altri.
Aspetto l'arrivo degli altri ma ben presto, causa un temporale da paura, interrompono la gara; Massimo mi fa vedere l'altimetria, in 4 ore ha macinato piu di 1700 mt in altimetria... un botto per una gara endurance.
Un aperitivo in cantina, una cena servita al tavolo da camerieri in livrea, un cibo decisamente di altissimo livello ed un eccellente vino in tavola, bottiglia di Pregal Rosso della casa, un vino d'anata da 40 euro a bottiglia...... ed un ottima compagnia, con Giuseppina Coppola ed il suo compagno, altri ciclisti seduti ai tavoli rotondi per cui la serata diventa una piacevole conversazione sulle gare, i percorsi, le avventure su ruote... ed in un attimo arriva mezzanotte, tanti se ne sono già andati, altri come me retano per la notte,
Un po mi fermo, son stracotta; riparto dopo aver mangiato ancora qualcosa; due parole con Ongaro, coscritto e compagno di corsa, un altro piccolo riposo e la visita in bici di Zamboni, mitico compagno di avventure in bici ed ora Triatleta.
La mia sfida, solo contro me stessa è vinta. E ne sorrido, ne piango, mi accascio su di una sedia e bevo fin quasi ad annegare, mi tolgo finalmente le scarpe e guardo la desolazione dei miei piedi feriti e gonfi, con le vesciche che tendono la pelle fin quasi a farla scoppiare mentre le unghie degli alluci son nere per il trauma continuo contro la punta della scarpa... che macello! mi incerotto ed infilo, a fatica, un paio di infradito... e con quelle salirò sul podio quando mi chiamano per ritirare il premio che credo di essermi guadagnata.
Ma io la vedo come se avessi vinto una sfida contro tutto, contro i medici che mi han sempre detto " in sella non ci torni più", contro i sorrisi di quanti mi guardavano in griglia e sorridevano pensando "ma quella dove va"... so che non dovrebbe importarmi di ciò che pensano gli altri, ma a volte certi sguardi fanno male, come se il mondo fosse solo di chi è giovane, magro e bello. Ma ci sono anche io, che giovane e bella non sono più, che magra magari non sono mai stata ma che ha dentro tanta di quella forza, tanta voglia di rivalsa e voglia di rimettersi in gioco.....
Lo sguardo sgomento poi, sull'ospedale, uno scarno angolo in una struttura scadente, un tavolaccio di legno come sala operatoria, medicinali scaduti che sono l'unica risorsa possibile per tentare di curare malattie e malanni che da noi farebbero sorridere ma che in alcuni paesi significano ancora poter morire per una semplice infezione.