La nuova squadra

La nuova squadra

Atletica Franciacorta

Atletica Franciacorta


Il mio credo in queste parole

Il mio credo in queste parole


Il vero leone lo vedi solo fuori dal branco.
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco ed i puntini sulle i piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza pers eguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire dai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualche cosa che conosce. Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo maggiore del solo respirare. solamente l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendita felicità.

(P.Neruda)

RICORDATI DI OSARE, SEMPRE!!!!


lunedì 16 luglio 2018

Corsa in Maddalena

Fa parte del circuito Brescia Running e decido di andarci. Anche Giorgio Quaresmini mi ha confermato la sua presenza, anche se lui fa il lungo ed io arranco.
Il percorso è quello della gara Xc mtb tenutasi ieri e che, anni fa, facevo pedalando, ora riesco a mala pena a farla a piedi figurati in bici.
Partenza da casa abbastanza presto, lassù non è che ci sia tutto sto gran parcheggio, su e su per i 12 tornanti fino alla cima dove, per puro culo, trovo un parcheggio tra i tanti gia occupati. salgo la collinetta fino al banco d'iscrizione, mi danno un pacco gara e o riporto in macchina, e poi due chiacchiere con Giorgio fino alla partenza.
Li lascio sfilare come sempre e mi accodo, camminando.
Il percorso è tosto, un mezzo trail reso scivoloso dalle piogge di questa strana estate; mi accrego ad un paio di coppie che viaggiano con i bastoncini  e vado avanti; ad un certo punto, uno dei componenti del quartetto che mi precede si gira e mi fa: ma tu non sei la Pitton?
si sono io...
e poi realizzo chi è, correvamo nelle stesse gare in mtb tempo fa..... ha smesso, dice, perché si sente vecchio..... io ho smesso perché il mio fisico mi ha tradita......
Correresti ancora, mi chiede... si lo farei se potessi.
Ma so che ormai è solo un sogno nel cassetto da tener li e far polvere.
Se ci penso troppo mi viene un nervoso della madonna.
Si arriva alla piattaforma dove saltano i parapendio e da li si sale ancora per poi scendere.
Devio per il corto come deciso alla partenza e poco alla volta me ne torno verso il traguardo dove arrivo morta di sete.
Mi avvicino al ristoro, prendo un pezzetto di anguria e sta stronza galattica inizia a sbraitare che il ristoro è per quelli che corrono....
mi girano a manetta porco mondo e do di matto, ho il cartellino del'iscrizione ho pagato il dovuto e se non corro ci sara magari un motivo!
La ribalto di bestemmie.
mi calmo un secondo e vado a prendere il mio panino, PAGATO CON L'ISCRIZIONE!
MI fanno aspettare un po e poi prendo la lattina di coca cola comprata al banco bar e mi siedo, due morsi al panino e lo butto via. Troppo incazzata per mangiare.
Me ne torno a casa sinceramente con le palle girate, quella che dovrebbe essere una bella domenica è invece un giorno di merda per colpa di chi non solo non si informa prima su chi puo o non puo ma che rompe malamente i toroni alla gente.
La prossima volta la prendo a sberle!
cribbio.

Filaster Run

Che periodo del cavolo
Zoppico sempre di più ma rinunciare alle mie corsette/camminate mi spiace tantissimo per cui non demordo.
Provezze è praticamente attaccato a casa, alle 19 son la. Iscrizione al volo e via, percorso corto perché la caviglia fa un male malefico.
Ed ogni angolo del percorso mi ricorda le scorribande in bici, ripenso a quante volte ci sono passata per quei sentieri nelle calde giornate di sole estivo o nel fresco autunno;  i ragazzi dalla maglia orange corrono davvero, io faccio solo numero.
Ci si ferma al ristoro, mi avvicino ai recinti degli animali ed accarezzo un cavallo che pare apprezzare le mie coccole, e mi rimetto in marcia, il traguardo è li dietro l'angolo e nell'aria si sente l'odore delle salamine ai ferri e della cucina che sta lavorando a più non posso.
Ritiro il pacco gara e vado a sedermi tra le altre tantissime persone che  cenano alla festa.
C'e sempre un sacco di gente alla Filaster, forse perché è organizzata bene o forse ancora perché il caldo estivo ti fa venir voglia di stare fuori casa fino a notte fonda.
Si cena, si chiacchiera e ben presto me ne torno a casa.
Stavolta va cosi, non so perchè....

lunedì 9 luglio 2018

Borgorun


La dietro, semi nascosta da quelli che corrono davvero, sbuco anche io.
Ho fatto l'errore di dire a casa "venite anche voi"? ed ovviamente siamo in ritardo!
Grrrrrrrrrrrr
Non si può partire da casa alle 19 quando la gara chiude le iscrizioni alle 19.15 e parte alle 19.30!
Io son sempre in anticipo, mi da cosi fastidio arrivare in ritardo che preferisco aspettare; stavolta è andata cosi. Devo dire che ho avuto una bella fortuna a trovare il parcheggio praticamente davanti all'ingresso dell'oratorio, attraverso la strada e gia un bel numero di camminatori sta partendo; buona parte del gruppo Atletica Franciacorta stazione nella zona partenza/arrivo, Sandro chiede per fare una foto ed eccoci tutti qua, uno accanto all'altro... alcuni sono defilati ma sebbene non siam tutti raggruppati, l'arancione delle maglie si nota eccome!
Pronti via, si cammina sotto un cielo che non promette nulla di buono tra il brontolare dei tuoni. Poco dopo le prime gocce di pioggia si fanno sentire sulla testa e sulle braccia , ma fa talmente caldo che va bene anche cosi.
Tra una chiacchiera e l'altra non so piu in che parte del percorso sono, decido ti tagliare per un campo e ne troverò più di qualcuno che, persa la strada, decidono di avvicinarsi all'oratorio, in vista anche di un acquazzone che non sembra tanto lontano.
E poi, ovviamente, vuoi non fermarti alla festa?
per cui pane e salamina, patatine, una birrozza e Piergiorgio Cinelli che suona subito dopo i Decanter, gruppo iseoano doc di cui fa parte anche un compagno orange.
La sera passa e d è ora di tornare a casa.
Come atleta valgo mica tanto ma per il terzo tempo son sempre disponibile.
Alla prossima ragazzi.

venerdì 6 luglio 2018

Soc.....corsa..... Mazzano

La conoscevo gia, fatta lo scorso anno, dopo c e festa e panino.
Parto a razzo, il lavorare a Lovere non aiuta se poi la sera presto devo andare verso la città, il traffico è micidiale e basta un camion davanti per metterci 45 minuti per arrivare a casa, mi cambio al volo e parto verso la città e la tangenziale.Il cielo in lontananza è scuro ma spero se ne stia buono, già il temporale di ieri è stato veramente forte.
La tangenziale è intasata come sempre all'ora di punta dell'uscita dal lavoro, ci metto quasi 45 minuti per arrivare a Mazzano; nel frattempo chiamo Ornella, amica di Montichiari, chiedendole se mi raggiunge ma non può per cui, in solitaria come al solito, arrivo e parcheggio nel campo adibito in tal senso.
Cavolo ho dimenticato l'anti zanzare!!!!
Mi mangiano letteralmente, mi punge qualunque cosa, moschini compresi... cavolo che nervi.
I 10 minuti che passo in fila all'iscrizione, lenta lenta, sento le gambe pizzicare per i morsi di sto maledette creaturine che se l'evoluzione non faceva riprodurre era decisamente meglio!
Numero appiccicato alla maglia non d'ordinanza stasera (sob era a lavare), vedo altri orange all'iscrizione mentre mi avvicino alla macchina. Mi lego il braccialetto al polso ( un pezzo di fettuccia che indica che avrò diritto a pane salamina e bibita a fine gara), e mi avvio...
Si mi avvio, 10 minuti prima dello start ufficiale... perché?
perché il cielo è talmente nero che tra un po vien giù un mezzo uragano.
Il vento aumenta portandosi via i moschini e le zanzare (evvivaaaa), diventa sempre più buio...
Quando passa il ciclista che indica l'avanguardia dei partecipanti mi metto in parte, vedo passare anche Omar e Barbara ( il Pres e la first lady), altri dell'Atletica Franciacorta e mi accodo cercando di camminare il piu velocemente possibile pur zoppicando un po. Spero che sto maledetto tendine d'Achille si metta a posto, sinceramente non ho voglia di finire nuovamente sul tavolo operatorio.
E passo dopo passo arrivo, percorso corto, mi presento a prendere il mio panino, credo di essere una delle prime a ritirarlo, mi siedo e ceno.
Arrivano i primi ed io mi avvio alla macchina, con un vento tanto forte da far volare i rami delle piante li attorno. E sulla tangenziale, tra folate che spostano le macchine e gocce di pioggia che cadono come macigni, me ne torno a casa.
Una doccia lava via sudore e lenisce i morsi degli insetti, due coccole al mio bellissimo pelosone che miagola felice e me ne vado a dormire.
Come sempre, anche se a modo mio e lentamente, molto lentamente ultimamente, arrivo al traguardo e sto bene. Quello sta bene dentro che mi fa essere serena per giorni dopo, al lavoro ed a casa...
Ma gia penso a domani sera, vicino a casa stavolta..... un giro tra i vigneti della mia bellissima Franciacorta. Ma quella è un altra storia.


martedì 3 luglio 2018

Pedalata in compagnia


Sono passati 10 mesi dall'ultima pedalata.
E da allora non so piu quante volte sono stata da medici, esami, controllo, intervento, altri esami ed avanti cosi.
e dopo aver passato la giornata di giovedi in ospedale per l'ennesimo controllo decido di accettare l'invito di Elena e Paolo alla loro biciclettata tra amici organizzata dall'Avis di Coccaglio.
Portata Valchiria da Carlo per farla sistemare, (languiva in cantina da tanto, sgonfia e triste), speso una cifra......sob!!!! va beh si campa bene o male solo una volta, alle 6 e mezza di domenica mattina presente a Coccaglio sotto casa loro. In bici si arriva alla sede Avis, si indossa la maglia rossa d'ordinanza, si caricavo le bici su dei furgoni appositi e via autobus si arriva ad Orzinuovi da dove, davanti al castello, alle 8,30 si parte.
Percorso ufficialmente descritto come 34 km di pianura, alla fine saranno 40!
Dopo tanto tempo l'assetto in sella è "complicato", non ho più il cosiddetto callo e dopo un po iniziano i fastidi. Ma ciò che più mi renderà la giornata complicata sarà il caldo torrido ed il dolore sordo alla mano sinistra ed al braccio, reduci dall'ultimo intervento.
Gli ultimi km sono stati una pena, ma on ho mollato neppure un secondo, sebbene mi venisse quasi da piangere dal male.
Alla fine, dopo aver attraversato non so piu quanti centri della bassa, si arriva a Urago d'Oglio dove aspetta il ristoro e dove i furgoni ri accoglieranno le bici da riportare fino a Coccaglio.
Panino, acqua, un dolce e si torna sull'autobus. Le chiacchiere con Elena ( che ha bucato poco dopo la partenza ed è bella fresca e riposata), il guardarsi attorno ed il rendersi conto che mi mancava la bici, tanto. Come mi manca attaccare un numero e correre... cosa che, probabilmente, non riuscirò a fare ne prossimo futuro e, vista la veneranda eta che avanza, non credo farò più. Chissà, vediamo come va....

Fest'Acli-San Polo

Ci vado.
Quest'anno, tra una cosa e l'altra, ho poco tempo, sono spesso in giro e di conseguenza latito nelle partecipazioni alle varie garettine locali.
Di corsa da casa a Brescia, parcheggio, sento Luca Guarneri che mi ha detto di essere presente e vado ad iscrivermi.
Sono tre o quattro anni che ci torno, l'atmosfera è bella e rilassante, due chiacchiere con i soliti presenti e mi accodo al gruppo di Angiolino e sua moglie; si cammina chiacchierando passando sotto il lungo ponte della metro sopraelevata, guardo ed ammiro i bellissimi murales che decorano i piloni e devo dire che il quartiere di San Polo sta un poco migliorando rispetto ad alcuni anni da dove il degrado e l'abbandono erano la normalità.
Chiacchierando un passo dietro l'altro si arriva al laghetto delle cave, il parco locale, veramente bello devo dire. Il periplo completo è di circa 3 km, l'acqua rispecchia i colori del cielo e l'atmosfera è calda come deve essere una sera d'estate.
Un ora dopo siamo al traguardo; il ristoro, il decidere di fermarsi a cena con il gruppo di San Polo, la premiazione come 6 gruppo più numeroso ed il ritiro della coppa....
La serata passa velocemente e mi rimetto in marcia per raggiungere casa.
Solo a metà strada ricordo che ho fatto una stupidata: non ho pagato il mio panino ad Angiolino!!!!
Resto con un debito da pagare e che spero di poter saldare tra non molto.
Alla prossima.


martedì 5 giugno 2018

Du pas en so en zo de l mela

Eccomi.
Ho fatto fatica davvero tanto ad alzarmi al suono della sveglia ed è stato proprio un gran sacco di volontà a farmi alzare e partire. Ho finito alle 22 ieri e sono un po stanca.
Comunque avevo promesso di esserci per cui eccomi all'iscrizione, ritiro il cartellino di partecipazione e chiamo Angiolino Abrami che di solito fa i percorsi a piedi in mia compagnia... o io in sua compagnia.... lo chiamo e dice di essere appena partito per cui allungo il passo e lo raggiungo dopo 15 minuti.
Il bello e che ci facciamo 8 km chiacchierando del piu e dl meno come sempre ed ecco che l'arrivo si presenta davanti come per magia, senza che neppure ce ne accorgessimo...
Ristoro, ho tanta sete, ritiro il mio pacco di casoncelli di Barbariga che saranno il mio pranzo poco dopo e bon, mattinata passata, 8 km in piu nelle gambe e si va al lavoro.
Alla prossima, magari senza fretta stavolta!

4 passi per Lilit - Leno

Sabato 2 giugno, festa per tutti ma non per me.
Il pomeriggio devo lavorare presso lo stand del  Festival dei laghi ma ho voglia di camminare è tanta nonostante il nuovo problema alla caviglia sinistra per cui, gambe in spalla come si suol dire e me ne vado a Leno alle 7 del mattino per questa gara per beneficenza.
Si parte dalla bellissima villa in mezzo al paese; iscrizione con maglia commemorativa e via che si parte.
Il percorso ricalca in parte quello della Straleno serale, mi è sempre piaciuto e ricordo anche una gara in bici sulle stesse stradine sterrate.
I chilometri, anche se solo 6, si fanno sentire visto che sono ferma da quasi un mese, ma piano piano la strada si dipana sotto le scarpe, tra chiacchiere con una compagna di camminata e gli addetti al percorso. Alla fine vi è pure un gruppo di addestratori cinofili con dei bellissimi mastini.
Ristoro al volo, la promessa di esserci al mattino dopo ad Azzano mella e scappo a casa, giusto il tempo di una doccia e via al lavoro. Che vita di corsa, sempre!

lunedì 28 maggio 2018

Gusmania

Un mese esatto dall'Ultra Franciacorta, un mese su e giù dagli aerei in paesi sparpagliati sulla cartina ed indossare le scarpette da running mi mancava un poco.
Anche se correre è un verbo che poco mi si addice, il volantino mi gira da un po in casa e lo trovo anche sulle varie pagine Facebook che visito ogni giorno, per cui ci vado, pochi chilometri da casa e sono all'iscrizione.
Le bottiglie di birra da portare in macchina prima di partire ( ed ho ovviamente scelto l'iscrizione big con tre bottiglie, si sa mai che mi venga sete), e via che si parte lungo un percorso già fatto lo scorso anno, i segni sull'asfalto fatti col gesso che segnano la via e ben presto mi ritrovo al giro di boa e mi avvio verso il traguardo. Lo scorso anno c'era musica dal vivo, quest'anno no.
Vedo qualche maglia arancione mescolata tra i tanti che corrono ed io, come sempre, cammino. Non so perché ma non mi è mai piaciuta molto questa gara, la faccio perché vicina a casa, perché posso essere a casa ad un orario decente ed andare a dormire... dormire!!!!
Credo di non aver mai patito cosi tanto la stanchezza, saranno i voli aerei, la depressurizzazione, non lo so ma erano almeno 25 anni che non mi capitava di svegliarmi all'una di pomeriggio!!!!! e sono giorni che è cosi....
Va beh, corricchiamo zoppicando va che è meglio, stile cavallina storna.
Prima o poi sarò in grado di fare un intera gara di corsa.... prima o poi....

mercoledì 2 maggio 2018

Ultra Franciacorta

Terza edizione e terza partecipazione.
Iscritta tardi rispetto al solito, il piacere di sentire mia figlia che mi chiede di esser iscritta pure lei a questa avventura, va tutto veloce dal giorno dell'iscrizione e mi ritrovo a preparare la sacca con scarpe e maglie il venerdì pomeriggio, portare il camper lungo il percorso come lo scorso anno e passare la sera che precede la gara in camper, la compagnia della tele e di Elsa che arriva verso le 22.
Dormire profondamente a differenza di altre notte in cui mi sveglio mille volte ed al suono della sveglia saltar giu e fare il caffè, far colazione con Elsa e vestirci, pronte o quasi a questa lunga avventura di 12 ore.
Alle 6 e mezza siamo al traguardo sotto l'arco della partenza con tutti gli altri, le parole scambiate con gli occhi ancora pesanti di sonno, l'allacciare la felpa perché fra freddo, aver voglia di the caldo e, come sempre, il pensiero va alla mattana che sta iniziando, senza allenamento alcuno, accanto a campioni veri, ad amatori allenati più dei campioni stessi ....
Via che si parte.
Il sorriso di mia figlia mi piace davvero tanto e vale tutta la fatica che sentirò nelle gambe da ora in poi.
Giro dopo giro, ben conscia del fatto che più tanto non riuscirò a fare, me la prendo con filosofia e le ore passano.
Qualche sosta al ristoro, un giro un bicchiere di sali mentre quello dopo un pezzetto di dolce, più tardi un panino ed arriverà anche l'ora della birra e del piatto di pasta.
Vedo Elsa corricchiare con i miei compagni di squadra ( che ringrazio), se la sono tirata dietro e ne ridevano, ma il mio obbiettivo era quello di far sentire lei bene, parte di un gruppo e credo che ciò sia avvenuto.
le chiacchiere con la gente ed i compagni Orange, la voglia di fare sempre quel giro in più rispetto all'anno prima ( e ci sono riuscita), la preoccupazione di non avere i piedi ricoperti di vesciche come il primo anno, un disastro totale, e l'ammirazione per coloro che a fine giornata avevano nelle gambe qualcosa come 140 km!!!!!! manco in bici li faccio più!
Ma ciò che è bello è la solidarietà dei ragazzi dell'Atletica Franciacorta, il sentirsi parte di un gruppo.
Tra una sosta sul camper per riposare, poco alla volta il giorno passa, il sole cala, la stanchezza si fa sentire sempre di più e quando passiamo per l'ultima volta sotto l'arco dell'arrivo, assieme, sono contenta.
Contenta di esserci stata anche quest'anno, di aver avuto accanto mia figlia, di averla vista ridere e sorridere tutto il giorno e di aver passato un altro giorno di sport, diverso dal salotto di casa e dal divano.
Elsa risulta essere prima della sua categoria ma verrà premiata il lunedi in sede visto che non c 'era alla premiazione.
So cosa pensano i più vedendomi passare, cicciotta e zoppicante.
Ma vorrei che capissero il fatto che io sto bene dentro, e dopo la stanchezza e qualche vescica ai piedi, sto bene per giorni. Come se quel camminare, un passo dietro l'altro, fosse la ricarica di una vecchia batteria che sta finendo potenza; quel camminare che mi fa vedere un pezzetto di futuro colorato e non il grigiore di ogni giorno comune.
La voglia di fare, di andare, di esserci non si è affievolita negli anni, ha solo preso una direzione diversa, ma l'essere ancora qua, con un numero attaccato alla maglia, fa si che il mio veder lontano si allunghi, di un po ogni singola volta.
Alla prossima!


lunedì 23 aprile 2018

Du pas nei cios de Maira!

Gara Brescia Running, gruppo che seguo da qualche anno e con cui mi trovo benissimo. Fanno delle belle garette qua attorno, con più percorsi in modo che ognuno, in base alla propria gamba, possa decidere cosa fare!
fa caldo già alle 8 del mattino, parcheggio e chiacchiero con Angiolino e sua moglie con cui alla fine farò tutta la camminata, sempre chiacchierando del più e del meno!
Il percorso si snoda  su strade bianche e fiancheggia qualche ruscello, lo scorso anno era diverso o quanto meno me lo ricordo io differente.
Il bello è che in compagnia i chilometri si dipanano sotto le scarpette ed anche il mal di schiena te lo dimentichi.
Ben presto si è al traguardo e dopo il passaggio sotto l'arco dell'arrivo si va al ristoro che a confronto di quello di venerdi sera, sembra un pranzo di nozze.
panini di ogni genere e per ogni gusto, focaccia, pizza, qualche dolce, the caldo e freddo, bibite e succhi .....
E mi consegnano il pacco gara, praticamente la speda di qualche giorno!
E proprio vero che ogni gara è diversa. l'organizzazione differisce in base a tante cose.... ma questi sono qualche volta perfino esagerati.
E dopo una mattinata con le scarpette ai piedi me ne torno a casa dove mi aspettano il gatto ed una doccia calda a lavar via sudore e polvere.
La prossima? sarà bella impegnativa ma ne leggerete tra qualche giorno
A presto ragazzi!



Elnos run - Roncadelle

Riesco a portare mia figlia ad una corsetta serale e questi fanno sbagliare il percorso a quelli che corrono davvero la davanti, facendo far loro almeno 2 km in piu!
bah.
L'idea e buona, per beneficenza e per una scuola per ragazzi autistici, seconda edizione che vede alla partenza nell'immenso parcheggio dell'Elnos  a Roncadelle una marea di gente, si possono utilizzare tutti i servizi del centro stesso, parcheggi, bagni, bar etc.
Pacco gara composto da maglia rossa e qualche foglio pubblicitario, musica ed un po di caos alla partenza con gli sbandieratori messi agli incroci a tre a tre mentre all'incrocio successivo non c e nessuno, per cui all'inizio un poco di caos per capire da che parte andare.
Poi si va, si segue il percorso, deciso sin dall'inizio che avremmo fatto la 5 km per popi alla fine averne fatti almeno 8.
Elsa è alla sua prima gara podistica, dice " io non corro mamma" e poi non la vedo più, mescolata tra i tanti che corrono lungo la strada. Ma va bene cosi!
La rivedo quando il gruppone torna indietro dopo aver sbagliato strada e si continua assieme fino al traguardo dove un ristoro aspetta... dovrebbe aspettare in verità. Ma solo acqua non e che vadas molto bene dopo una sudata correndo.
Va beh, stavolta è andata cosi, si torna a casa e si cena a casa....
alla prossima!

mercoledì 4 aprile 2018

Trenzanolonga

Volantino tra tanti che raccatto qua e la, sono libera mezza mattina ed alle sei e mezza mi alzo e preparo, salgo in macchina in una fresca pasquetta e me ne vado a Trenzano, non molto lontano da casa, circa 15 minuti in macchina.
Parcheggio ed alcuni ricordi vengono alla mente, gare in mtb da queste parti, il podio con le vecchie compagne di squadra.... ma quella è storia ormai.
Mi iscrivo chiacchierando con Sandro ed altri al banco delle iscrizioni, mi metto il braccialetto identificativo e poco dopo decidiamo di partire... forse, se sapessimo da che parte andare.
La cartina gigante che si trova a meta della piazza non mi chiarisce moto le idee, seguo Sandro e gli altri e si va lungo la strada; lo speaker continua a dire di seguire i colori corrispondenti ai vari percorsi, ma non riesco a capire dove diavolo devo guardare.
Loro corrono, io resto indietro e ad un certo punto me ne sono anche tornata indietro.
Richiedo ai presenti sotto l'arco e mi indirizzano da tutt'altra parte!!!!!!! va beh seguiamo la strada, male che vada me ne ritorno nuovamente indietro.
Dopo circa mezzo chilometro vedo una freccia rossa sull'asfalto fatta con della vernice spry, sperando sia una di quelle giuste la seguo e poco dopo mi raggiungono dei ragazzi che di corsa per cui sono sicura stavolta di essere sul percorso corretto. Volevo seguire il percorso giallo ma visto il tempo limitato che ho perchè devo essere in servizio alle 11, preferisco il percorso da 8 km.
Poco più avanti iniziano a vedersi le frecce colorate che tanto venivano decantate alla partenza ed ora proseguo sicura, tra corsa leggera e camminata veloce.
Il percorso lo conosco, alla fine ricalca in buona parte quello della gara in mtb ed ancora mi viene in mente la gentilezza di Gaetano Miraglia, collega ed amico, che mi sostituiva al mattino in biglietteria per lasciarmi correre, senza dimenticare Franco che fece più o meno un paio di volte la stessa cosa.
Ricordo ogni singola pedalata, ogni segno lasciato sul fango dalle mie ruote artigliate, un poco di nostalgia mi prende sempre quando ci penso.
Arrivo al traguardo tra pensieri che mi si affacciano alla mente, saluto alcune persone tra di cui Vanna e suo marito di Brescia Running e di corsa me ne vado alla macchina non senza aver prima ritirato la medaglia ricordo. Non sono neppure passata dal ristoro, ma devo andare di corsa ad Iseo per un impegnativa Pasquetta tra i turisti.
Non ho avuto neppure il tempo di salutare i tanti compagni di squadra ed un poco mi dispiace, ma li vedrò su altri percorsi, in altri paesi e saranno altre storie da raccontare.
perchè ogni volta è una storia diversa.

lunedì 26 febbraio 2018

Trofeo Autismando - San Polo

Non trovavo neppure piu i pantaloni invernali da mettere quando andavo a correre o camminare in questo periodo!
E dopo ben 3 mesi di inattività mi rimetto in posta, più o meno.
Il sito di Brescia Running dice che c e questa garetta a san Polo, organizza Angiolino Abrami ed il suo gruppo, ci vado volentieri anche perché loro raccolgono fondi per un associazione che segue i ragazzi autistici.
Alle sette sono in piedi mezza balorda dopo la cena di ieri sera a cui non volevo andare ma va beh, un caffe al volo, mi vesto e meno male che mi sono infilata un ulteriore gilet di pile.... mai avuto tanto freddo.
Arrivo in via Cimabue a Brescia in una ventina di minuti, parcheggio e nello scendere dalla macchina mi sento gelare! un vento teso che porta con se fiocchi di neve gelata mi sferza il viso, giuro che cosi freddo era tempo che non lo sentivo.
Mi iscrivo e ritiro il pacco gara, saluto un po di gente e con Giorgio Quaresmini mi avvio verso il percorso. Gia deciso per il corto, non esiste che sta due ore in giro con sto freddo.
Chiacchierando cerco di tenere il passo, l'inattività si fa sentire e sto gelo non aiuta, non sento piu le dita delle mani.
Mani in tasca, testa bassa fino al bivio lungo-corto. Giorgio gira per i 12 ed io continuo per i 5 e mezzo che mi segnerà alla fine Strava.
Mi e piaciuto il pezzo, che mai avevo fatto, del passaggio sotto il ponte dela metro dove ogni pilone di sostegno è dipinto con murales artistici, alcuni imbrattati dai soliti cretini, altri intonsi e bellissimi.
Il traguardo e poco lontano, arrivo infreddolita e con una gran voglia di the caldo.
Poco alla volta arrivano in tanti, il ristoro si arricchisce di torte e frittelle, qualche focaccia e pezzi di pizza. Verso le 10.30 me ne torno alla macchina e vado verso casa dove una doccia bollente mi aspetta. Il pomeriggio sul divano porta anche un po di muscoli dolenti e schiena che si fa sentire ma va bene cosi. Avevo voglia di tornare a camminare, corricchiare e poco alla volta spero di riprendere il ritmo dello scorso anno.
Per ora va bene cosi, piano piano e poco alla volta andrà bene cosi.



giovedì 1 febbraio 2018

Dopo un bel po

Dopo tre mesi esatti riapro questa pagina virtuale.
Da scrivere ho poco, se non l'ennesimo intervento. il 16esimo per l'esattezza, che lascia strascichi duri da mandar giu.
Si è vero che si invecchia, si è vero che c e di peggio, ma porco mondo la sfiga ha proprio voglia di rompere i maroni solamente a me.
Mi ritrovo a guardare i calendari di Pianeta mtb  sapendo che sara ben dura partecipare a qualunque cosa.
Scarico il calendario di Iuta Italia Ultra maratone, ma non so neppure se avrò il fiato per fare la corsetta podistica degli alpini.
Scaricato il programma dei Nobili dei laghi, le traversate di mezza penisola.... bah vedremo.
Mi manca la forza per fare qualunque cosa.
Anche andare in palestra è pesante e torno devastata dalla stanchezza e dal dolore.
Guardo la mia bici, stando seduta sui gradini che scendono in garage, li appoggiata alla parete della taverna, con le gomme sgonfie, con la polvere che la ricopre, triste ed abbandonata che pare dirmi: mi fai fare un giro nel fango?
Le accarezzo la sella ma non riesco neppure piu a parlarle, come facevo e ne ridevano tutti.
NOn riesco quasi piu a parlare con me stessa, pensieri sul futuro non riesco a farne, vivo e penso solo alla giornata.
Triste sta cosa.
Avvilente e devastante.
Riarmiamoci e cerchiamo di tirar fuori un poco di grinta, ammesso e non concesso che ve ne sia ancora dentro di me.
Forse.

giovedì 2 novembre 2017

Starter run - 1 novembre

Rinviata da settembre al 1 novembre per pioggia, ieri mattina alle 8 ero nel piazzale della palestra per l'iscrizione; una lunga fila già alle 8 e la gara partira' solo alle 9, mi fa piacere per il fatto che è organizzata dai ragazzi della Starter, la mia palestra da anni, ed è per beneficenza, più precisamente per raccogliere fondi per la ricerca sulla fibrosi cistica.
5€ l'iscrizione e ti danno un bel pacco gara, in più alla fine potrai utilizzare le docce della palestra ed accedere al ricchissimo ristoro.
Arrivano Dado, Ghido e Claudia, Inve e Laura, Coffe ed è bello riunire il gruppo del Fork! Ovviamente ci sono tantissimi dell'Atletica Franciacorta di cui faccio parte, una marea di magliette colorate che sfidano il freschino pungente del mattino, nonostante la giornata sia splendente con un sole alto nel cielo.
Si chiacchiera del più e del meno e ben presto arrivano le 9 e la partenza, un fiume colorato lungo la strada che scende verso l'ospedale ed il lungolago. Arrivati in Viale Repubblica vediamo Gabriele che , dalla porta del bar, ci aspetta con una bottiglia di Sambuca in mano.... ci facciamo due risate e si sale verso la Madonna della Neve, Via Mirolte e Via Roma.
In fondo alla via principale si prende la salita verso il Forest, la strada che tante volte ho fatto in bici quando in bici ci andavo tutti i giorni; ora faccio fatica a farla a piedi tanta è la pendenza. La lunga cementata, la curva prima del Gimondino dove troviamo il ristoro e dove volgo lo sguardo verso la strada sottostante ed il lago. E' uno spettacolo da quassu!
Quante volte scendendo dalla Madonna del Corso, arrivavop qua sparata in sella alla mia mtb, per poi fare questo ultimo tratto di sentiero tecnico che decretava la fine della Gimondi prima di tornare in paese; il farlo a piedi riporta alla memoria le tribulate in gara, le cadute a volte brutte e le ferite da leccarsi alla fine. Ma ne ho nostalgia, tanta a volte.
Si chiacchiera del piu e del meno, Dado che accende l'immancabile sigaretta sull'ultimo tratto di sterrato, ci si spalleggia come facciamo da anni, amici davvero, legati da quella passione per la bicicletta che ci ha portato ovunque in giro per l'Italia, gite e scorribande di cui ancora parliamo davanti ad un caffè al bar, con gli occhi velati di nostalgia e con al  voglia di rifare alcune di quelle girate magari con più calma e con lo zaino a spalla, come allora.
Magari.
Inizia la discesa verso il traguardo, mi superano quelli del percorso lungo che l'han fatta tutta di corsa, si passa sotto l'arco blu dell'arrivo ed è fatta anche stavolta.
Il ristoro, le chiacchiere, due foto in compagnia ed è ora di tornare a casa.
Resta la foto di noi che ridiamo, il ricordo di una splendida giornata, di una bellissima passeggiata e del luccichio del sole sul lago visto dall'alto.
E come sempre sto da dio.

martedì 17 ottobre 2017

La mia Urcis 6h

Un anno dopo le stampelle rieccomi qua, magari non troppo convinta, con l'ansia di chi non ha la piu pallida idea di cosa possa fare con la bici dopo mesi di stop.
Mi ero iscritta come solitaria, lo faccio da anni ormai, ma poi mi rendo conto che non ne farei nemmeno mezza di ora ed allora accetto l'invito di Enrico Panza, ex compagno di squadra ora in forza alla Cicli Bettoni e chiedo ad Andrea Ferretti se mi cambia l'iscrizione da singola a duo Lui Lei.
Gentilissimo come sempre mi cambia l'iscrizione, concordo sul fatto che pagherò la differenza al check in per il compagno di pedalate e sono a posto.
Il venerdi sera, dopo un workshop a Milano, butto un po di robe sul camper e parto alla volta di Orzinuovi e la frazione di Barco.
Sono anni che vengo quaggiù, la strada si srotola sotto le ruote da sola, ed io accompagno questo piccolo viaggio con la musica e canticchiando non ricordo neppure che cosa.
Arrivo a Barco, parcheggio il bestione e dopo averlo messo in "assetto da notte" scendo a fare due passi.
Il campo adibito a parcheggio e gazebo squadra inizia a colorarsi, il percorso già fettucciato è il solito di sempre, almeno alla partenza. So che ci sono stati dei cambi nel percorso, zona centrale, con più single track e più tecnicità, ma vedrò domani, stasera assaporo e respiro il sapore della Urcis.
Decido di cenare in solitaria sul camper, evitando il tendone e la gente, a volte la solitudine serve a riallineare i pensieri; so che saranno le ultime pedalate, ancora non so se per sempre o solo fino alla prossima primavera, devo capire che fare e decidere quanto finora rimandato....
La sera scende, mi fa compagnia la tele e presto il sonno avvolge tutto e spengo le luci. Altri camper sono arrivati nel frattempo, sale un po di vento e sento il brontolio lontano di qualche tuono... speriamo non piova.
Il mattino arriva presto, colazione in solitaria e verso le 9 vado al banco del check... ritiro il tutto, pago la differenza "coppia" e me ne torno al camper dopo aver salutato un po di gente. Un libro mi fa compagnia fino all'ora di pranzo quando arriva Enrico e, con lui, si va  a mangiare un piatto di pasta al tendone dell'organizzazione.
Lui se ne sbafa due!!! fame tanta.
Le 15 arrivano veloci, lui partirà per primo come a Castenedolo, visto che poi alle 18 dovrà scappare per andare al lavoro, fa il fornaio, il lavoro principe per gli orari sballati e strani.
Guardare la partenza è sempre un piacere, la musica a volume alto, i sorrisi e le chiacchiere, i miei compagni di squadra che fremono dalla voglia di dare il meglio di se  e pedalare verso il traguardo.... il mio mondo per tanto tempo.
Mi sposto verso il castello di Barco per vederli arrivare ed affrontare la discesina del castello ed il single poco dopo, ed i primi sfrecciano ad velocità sostenute, seguiti poco alla volta da chi, come me, se la prende un poco più comoda.
Torno poi verso la zona gazebo e faccio compagnia a Michy e Carlo, aspettando il passaggio dei ragazzi.
Il tempo scorre piano, il pomeriggio avanza ed è ora che mi prepari un poco anche io.
Torlo la bici dal gavone, attacco il numero, preparo la maglia " fuori ordinanza" come dice il Presidente del Ftc Equipe, salto in sella e ben poco convinta mi avvicino verso la zona cambio.
Enrico è già li che aspetta, pensavo facesse ancora un giro, se non comincio con un casino non sono contenta io..
Lui va  a fare la doccia ed io parto a piedi, come richiesto dal regolamento, salto in sella verso il castello ed inizia il primo giro. Alla discesa mi rendo conto che mi tremano le gambe, ho sempre avuto paura di quella piccola striscia di terra; ora l'hanno allargata, si gira attorno alla pianta che sta nel mezzo e non si fa la curva secca a sinistra appena scesi; cerco di stare in piedi sul sentiero, arrivo incolume alla fine, e mi ritrovo sullo sterrato e sul ponticello poco dopo. Come sempre lascio spazio a chi ha fretta e decido che con molta calma farò il mio giro e, se riesco, ne farò due.
Tanti tratti fatti mille volte, un single track tutto nuovo, le radici da schivare, le piante da non abbracciare e, poco alla volta, mettendomi in parte ogni qualvolta qualcuno mi passa accanto, arrivo al ristoro. Stanca morta. Eh si, se non ti alleni non vai, non ci sono storie. Mi chiedono se voglio una birra, come si fa a dire di no?
e riparto poco dopo, avendo ancora in mano un pezzo di biscotto.
E mi scappa da ridere. Certo che la Urcis è ben strana come gara, mi fa star bene solo al pensiero anche se combino ben poco in sella.
Piano piano passo attorno al campo dei gazebo, scendo la discesa resa scoscesa dai tanti passaggi e risalgo verso il traguardo poco dopo per ripartire subito dopo. Qualcuno mi chiama, non so chi, mi giro e manca poco che cada.
Ussignur...
Accendo il faro della bici e la luce sul casco, mi avvio verso l'ultimo giro con una lentezza da lumaca che fa quasi pena ma l'obbiettivo è arrivare in fondo e nulla più.
Passo il traguardo dopo quasi un ora, mi avvio verso il camper ed una doccia calda, mi cambio e torno al gazebo dei compagni di squadra che lottano ancora per rubare secondi qua e la. Ben presto iniziano a smontare il gazebo e ci avviciniamo alla zona festa dove lo spiedo ci aspetta.
E la serata passa ridendo e scherzando fin quando un messaggio sul telefono non mi chiede: ma come siamo in classifica? non lo so, come al solito.
Vado a vedere e non mi trovo.
Chiedo a qualcuno dello staff e mi dicono di dirlo a Riggiriello.
Alle 11 io me ne torno al camper, sinceramente della classifica non me ne sono mai interessata neppure quando di km ne facevo un botto all'anno, figurati ora. Solo la domenica mattina, appena sveglia, manderò un messaggio ad Andrea per chiedere come mai e salta fuori che ieri sera Riggi mi ha cercata, il nostro chip aveva un problema.
Devo dire che in quattro e quattr'otto hanno messo a posto tutto e siamo in classifica, 8° Lui Lei, nulla di che, per colpa mia ovviamente, ma va bene cosi.
Non ho mai fatto faville in sella neppure 20 anni fa, figurati ora, ma la voglia di essere qua è sempre grande; il rivedere gli amici, Grazia, Sonia, Angela, i ragazzi che si dannano per avere un posto in piu in classifica, quelli che se la son sempre tirata da matti e che ancora oggi, dopo anni, fanno la stessa cosa, quelli che come me hanno solo voglia di mettersi in sella e far due giri bevendo una birra e sedersi la sera per lo spiedo in compagnia. Tutto questo è la Urcis da sempre.
Forse tornerò da spettatore oppure ancora in sella, questo ancora non lo so, ma il sapore di Urcis, l'aria magica ed unica di questo piccolo pezzo di pianura in mezzo ai campi, con le mucche della cascina li accanto che vagano e l'odor di letame, le mosche che non ti lasciano mai in pace, quel profumo di spiedo che ti accompagna tutto il giorno e le facce col sorriso stampato sopra sono quelle cose che rendono uniche questa gara che gara non è, questa festa che festa è anche se in una gara, questo miscuglio di tutto e tutti che amo e che chiunque sia stato qua una volta non può non amare.
In ognuno di noi resta sempre qualche cosa di speciale, un ricordo, un luogo, un amore; dentro di me c'è una U che resta li e non se ne va. Mai.

lunedì 25 settembre 2017

6h Azzano San Paolo

La trovo su Facebook, ci penso tre secondi e mezzo e decido di mandare la mail d'iscrizione.
Ci ho provato ad iscrivermi sul sito Endu ma non capisco perché non ha funzionato per cui, se va bene cosi bene oppure mi iscriverò la al mattino.
Arrivo dal workshop di Colonia alle due del mattino, Ryanair rompe un po le palle ultimamente, alle sette e mezza suona la sveglia, son rimbambita più che mai e faccio colazione non capendo bene cosa sto bevendo o mangiando.
Mi infilo le scarpette e via che parto, autostrada fino a Bergamo e da li seguo il navigatore. Ci arrivo abbastanza facilmente a sto paesino qua, e mi tengono sveglia le decine di aerei che ci passano sopra partendo da Orio al Serio.
Parcheggio vicinissimo al parco, praticamente 20 metri, banco di iscrizione sotto il porticato della sede egli alpini e son pronta, o meglio quasi pronta, a bermi altri due o tre caffé cercando di svegliarmi del tutto.
E realizzo finalmente di aver fatto la cazzata dell'anno!!!! sei ore !
Senza allenamento, sono in giro da una settimana per fiere mangiando schifezze e dormendo poco fes....
Kate sei fuori di melone.
Due passi nel parco, qualche viso familiare, i ragazzi del Sulzano a salutarmi, mi fermo a far due parole e me ne torno in macchina, tolgo i pantaloni della tuta e son pronta, piu o meno.
La gara ha lo scopo benefico di far conoscere l'ipovisione, infatti nel pacco gara troviamo una mascherina oscurante con cui faremo un giro al buio, accompagnati da un volontario di cui ci dovremo fidare ciecamente, nel vero senso della parola.
Via che si parte.
Io camminerò fino a quando la mia schiena non dirà alt! oppure fino a quando, come sempre, mi verranno le vesciche ai piedi.
Allenamento zero assoluto, la ciccia abbonda, il tempo tra una fiera e l'altra di allenarmi è pari a zero, per cui quello che viene viene e pace.
Certo che per i 15 euro di iscrizione me ne hanno messa di roba nel pacco gara! c'è di tutto.
E non si vede il buono pasto che darà diritto alla pasta oppure al panino con la salamella.
Un ricchissimo ristoro tutte le volte che passi dal traguardo è li che ammicca con frutta, integratori biscotti, fette biscottate etc. Ogni volta che passo una fetta di mela, o un biscotto, oppure un sacchetto di frutta secca, giusto per non restare senza benzina.
certo io sono una piccola cosa a confronto di quanti, e sono davvero tanti, si macinano chilometri su chilometri correndo tutte le sei ore.
Io mi impegno e fin dove arriverò bene, il resto conta poco... lascio chiacchierare quelli che lo sport lo fanno davanti al televisore criticando una volta questo ed un altra quello oppure quelli che, seduti al bar, ti guardano passare e se la ridono... avrò la faccia buffa???? oppure è la mia ciccia che ti fa sorridere? almeno io ci provo, tu stravaccato sulla seggiola del bar con un calice davanti alle due del pomeriggio di affari ne farai ben pochi.
Le ore passano, sono stanca e le gambe sono dolenti....
E ti vedo spuntare Sandro Boglioni in compagnia della moglie.
Mi offre un caffe, facciamo due chiacchiere e me ne riparto mentre lui scatta delle foto.
Dopo quasi 5 ore faccio due giri e mi fermo, riposo un attimo e riparto e cosi fino alla fine dell'ultimo giro o meglio, di quello che credo sia l'ultimo... ma passo il traguardo che mancano 7 minuti alle sei ore e che faccio? mi fermo? macché riparto e mi faccio l'ultimo chilometro, arrivando nel parco dove mi infilano una mascherina e mi faccio il famoso giro al buio, accompagnata da un ragazzo..... devo dire che è sbilanciante non vedere assolutamente nulla e doversi fidare ciecamente di chi ti accompagna per mano....
E sento il suono del chip quando passo sul tappeto per l'ultima volta, finita. Nel bene o nel male 28 giri lo ho fatti, sono a meta classifica delle solitarie ma l'importante è che va bene cosi.
Mi siedo in macchina, faccio fatica a togliermi le scarpe... torno alla sede degli alpini, mi mangio un panino in compagnia di altri ed è ora di andare a casa.
Dolorante guido lungo la strada verso l'autostrada e la doccia bollente di casa  che cercherà di portar via un poco di stanchezza; sto sognando il letto e l'allungare le gambe e riposare..... Eppure sono contenta sebbene non abbia fatto nulla di che.
Mi fa piacere poi ricevere un messaggio da Monica, mi segue sul blog. Non la conosco personalmente ma mi fa piacere il fatto che mi abbia scattato una foto e, chissà, magari la prossima volta berremo un caffe assieme.
Ora penso che mi fermerò un attimo, troppe fiere da fare in giro per l'Europa, e pochissimo tempo per me stessa.
Poi vedremo....