La nuova squadra

La nuova squadra

Atletica Franciacorta

Atletica Franciacorta


Il mio credo in queste parole

Il mio credo in queste parole


Il vero leone lo vedi solo fuori dal branco.
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco ed i puntini sulle i piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza pers eguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire dai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualche cosa che conosce. Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo maggiore del solo respirare. solamente l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendita felicità.

(P.Neruda)

RICORDATI DI OSARE, SEMPRE!!!!


sabato 17 maggio 2014

La solidarieta corre con l'Aido a Monterotondo

Visto che per un bel po non potrò pedalare dopo l'intervento perchè avro il braccio al collo e non so bene come sarà la reazione del mio corpo al trapianto di tendini, ho deciso che corro, cammoni veloce, striscio.... insomma  acasa a deprimermi non cui sto!
Ed allora mi sono scaricata un elenco di garette podistiche Aics che fanno nel raggio di 15 km da casa mia e, sempre se non ci lascio le penne nel frattempo, ci andro!
Tipo ieri sera a Monterotondo, dua passi da casa, una 5/10 km su e giu per le colline li attorno, praticamente gli stessi sentieri che ho sempre calcato con la mia Valchiria. Come faccio a non  andare? lo stare li a casa sul divano mi deprime non poco ed allora alle sette via, iscrizione a 3€ mi regalano pure una salviettina di spugna, via che si parte tra una moltitudine di persone, cani che abbaiano, bambini che ridono, due o tre ciclisti che scorrazzano qua e la e controllano che tutto sia ok.... insomma colore, calore e musica.
Ho sudato lungo le salite, ho mangiato la fetta di crostata al ristoro, ho chiacchierato con alcuni, ho mangiato con gli occhi le decine di sentieri su e giu e mi sono, in fondo, anche divertita. All'arrivo un mega ristoro a base di panini imbottiti, bibite di ogni genere e colore, fette di dolce, biscotti e cioccolata... insomma quasi come alle gare in mtb...quasi ho scritto, neeee????
A casa per le nove, doccia, due coccole al gatto e finalmente, dopo notti e notti insonni, la pace del dormire fino alle 8 del  mattino dopo.... E' proprio vero, se si è abituati a fare, lo star fermi stanca quasi di piu---- ed io voglio fare, braccio al collo o meno..... Non potrò pedalare fino all'anno prossimo? ok mi adatto ma non potete impedirmi di camminare, correre ed arrampicarmi per sentieri qua attorno.
E sabato la colored Run  a Verona.....

domenica 27 aprile 2014

Considerazioni

Chissa se mi vedrò ancora cosi!
non ricordo il tempo di attaccare un numero alla mia bici, di pedalare su percorsi di gara dove tutti sfrecciano veloci ed io mi fermo a far foto, dove la gara per me era arrivare in fondo ultima ma chi se ne frega.... e mi divertivo, ero serena, assaporavo l'aria sul percorso di gara che mi bastava per tutta la settimana come una specie di balsamo spalmato sulla pelle e non importava se dovevo lavorare venti ore al gionrno, avevo la mia Valchiria.
Ora non ricordo il tempo di sentirmi cosi bene.
E tutto è iniziato con un malore di mia figlia nell'ottobre del 2012, al mio ritorno dal Rally dell'Oglio, il suo primo ricovero inn ospedale, la sequela infinita di medici e ricoveri, ospedali ed esami e sempre piu spesso stava male, febbre a 40, sfinimento fisico e morale... ed io con lei.
Nessuno che sapeva dirmi perchè e cosa fosse, l'hanno curata x nefrite, pielonefrite acuta, tumore al rene, tac, ecografie, esami invasivi ed ematici e nulla... stava sempre peggio.
Un anno di scuola perso per le troppe assenze, le mie sfuriate ad ogni ricovero perchè secondo i medici ero "la mamma apprensiva che portava la figlia al pronto soccorso per risparmiare i soldi dei ticket"... ed ho spedo quasi 15.000€ in un anno e mezzo senza risolvere nulla.
e poi l'esasperazione di non trovare la soluzione, iniziare a frendermi conto che qualche problema lo avevo anche io ma la priorità era mia figlia e lasciavo perdere....
ho chiesto consulti medico chirurgici a decine di medici ed alla fine avere la risposta da chi pensavo in pensione da anni, il Dottor Morandi.
La visita, la chiamata urgente in clinica, l'intervento di corsa con uno staff di medici in sala operatoria, sei ore e mezza di intervento per prenderla per i capelli e sentirmi dire " ringrazia la tua testardaggine perche hai salvato la vita a tua figlia"!
Si perchè la mamma apprensiva sentiva che era qualcosa di banale che col tempo aveva compromesso l'organismo ed è cosi che una banale appendice infiammata si è trsformata in una peritonite acuta con perfirazione del rene, con conseguente recissione di un lembo dello stesso.....
E la rabbia mi è montata dentro fino ad esplodere perchè sentirsi dire " lei non è un medico..." e vedersi derisa quando chiedevo se per caso non fosse semplicemente un appendiocite...
Ed ora che lei sta bene tocca a me.
4 interventi alle mani e non aver ancora risolto il problema, martedi avrò il responso definitivo per valutare un ulteriore intervento alla mano destra, tendini compromessi da usura, sport, età......
Ed il morale è cosi basso da star male.
Rendersi conto che tutto non va, la schiena che fa un male assurdo sin dal mattino, le ginocchia che cedono, la stanchezza estrema e la voglia di chiudermi da qualche parte e non uscirne piu.
Sono stanca, stufa di veder camici bianchi che parlano di me, a me ma mai con me, di aghi infilati ovunque, di esami che non finiscono mai, di sentire il mio corpo che fa cilecca nelle cose piu banali.... di aver voglia di dormire all'infinito e non riuscirci ed aspettare la notte come un incubo perchè non dormo mai.
Che finisca questa storia una volta per tyutte, sono stanca, estremamente stanca.
Facevo 40 gare all'anno, migliaia di chilometri sulle strade bianche della mia franciacorta ed in giro per l'Italia in camper, a volte in Germania nella Foresta Nera o in Costa Azzurra pwer la Roc, ora per nmon star male dal nervoso non guardo piu neppure il sito di Pianeta Mtb.
Ma che cazzo di vita è???
Tieni duro kate dicono gli amici... tieni duro,n on si molla lo dico anche io ma quante volte ho pensato basta, sono stanca, scoraggiata.
Mi manca il mondo a cui mi ero affezionata, mi mancano gli amici, le pacche sulle spalle e le maglie nere a fine gara, i pasta party,i pacchi gara, le infangate mitiche e le cadute con relative bestemmie, gli argini dell'Emilia en lòe salite del Trentino sempre a spinta, le scorribande con Dado e gli amici sulle ciclabili di mezza Italia, le partenze alle sei del mattino in sella con lo zaino in spalla e non sapere quando sarei tornata, il perderasi per sentieri e tornare a valle seguendo il letto di un torrente, i pabnini mangiati seduti a bordo sentiero in qualche bosco e chiedere nelle malghe la strada x tornare a valle....
e le forme di formaggio comprate nei masi di montagna a far da contrappeso nello zaino in discesa rischiando di schiantarsi tra le piante, i bagni nel fiume quando ero tanto stanca da non poterne più ma sorridevo sempre.
Ora sono solo triste.


domenica 16 febbraio 2014

In pista.......

Eccomi nella nuova versione, quella di pilota di kart!!!!
Non so piu come passare il tempo, quattro mesi e mezzo in malattia per 4 interventi alle mani, di andare in bici non se ne parla per altri due mesi ed io non so più come passare il tempo. ed arriva l'invito da parte di Alberto e Dado, ex compagni di squadra passati alla Ftc Equipe, per una serata in compagnia al autodromo di Castrezzato a smanettare in pista... e non riesco a dire di no!
Ed era una marea di tempo che non mi divertivo cosi tanto!
Prove libere, cinque giri, per prendere confidenza col mezzo e smiffare un po di odor di benzina; prove cronometrate per capire in che posizione della grigia di partenza posizionarmi; granpremio a manetta ed arrivo tra gli ultimi dopo che un manico mi ha speronato unnpaio di volte...
Ma sarà un testa a testa con Michele alla fine per la finale di consolazione.
Ma che bello basta!
Magari sarà il mio sport del futuro visto che la bike faccio fatica a riprenderla ancora per un po.....
Vedremo.
A presto gente!

mercoledì 8 gennaio 2014

Befana Bike


Befana Bike






Si comincia o meglio si ricomincia.

O quanto meno la voglia di ributtarsi nella mischia per combinare poco o nulla e’ tanta per cui perché non iniziare con la festa delle befane, me compresa?

Sono parecchi anni che la fanno ma ero sempre via in questo periodo dell’anno ma stavolta, colpa delle tre operazioni alle mani, al fatto che c’e il gatto a casa da solo e mia figlia e’ tra Messico e Miami in giringiro sono a casa anche io per cui ci provo e bon!

Sono giorni che diluvia e sinceramente domenica sera mi sono detta: la sveglia la metto ma se apro la finestra e vedo anche solo una goccia di pioggia mi ricaccio sotto il piumone e buonanotte! Ma la serenata piena di stelle che ho visto mi ha fatto venir voglia di andare ed in mezz’ora ero per strada, bici al seguito, sperando di non aver dimenticato nulla.

San Paolo, frazione Scarpizzolo…. Quasi non so dove sono e seguo le indicazioni del navigatore arrivandoci 45 minuti dopo, giri a vuoto compresi naturalmente!

Parcheggio, saluti e chiacchiere, un caffè, numero da attaccare alla bici…. Tutto come sempre insomma, anno dopo anno sembra non cambiare nulla se non l’eta dei partecipanti. Invecchio io ma tutti gli altri mi seguono a ruota.

Due chiacchiere con Gliso e la Grazia giusto per capire da dove si parte, la decisione di fare solo quello che le mani mi permetteranno, non avrebbe senso forzare se poi devo stare ore col ghiaccio sulle cicatrici che fanno ancora male e che pulsano da matti!

Il percorso è disegnato all’interno del Parco dello Strone, è bello nulla da dire, peccato per il fango che rende tutto scivoloso e difficile, almeno per me.

L’obbiettivo era un giro massimo due ma a meta del primo già ho capito che di piu non avrei fatto.

Le mani non tengono.

Fanno un male bestia e non riesco a capire come posso ovviare a questo problema che sembra piccolo ma vi assicuro è una rogna!

Perfino scrivere con la penna diventa problematico, non ho sensibilità nelle dita, ho le mani intorpidite e quando inizia il dolore diventa un supplizio.
Un giro mezzo a piedi, passo il traguardo mentre gli altri mi sfrecciano accanto per iniziare un altra volta il percorso mentre io mi metto in parte, tolgo i guanti e l’imbottitura e le ferite sono viola, infiammate e dolenti! Meglio fermarsi qua.
La cosa positiva è che al lavaggio bici non c’e nessuno e posso fare tutto con molta calma. Bici lavata e riposta nel baule della macchina, io più o meno presentabile, me ne torno alla partenza e mi scaldo nella sala dell’oratorio adibita a ristoro e ritrovo.
Panini, dolci, the caldo…. Di tutto e di più.
Poco dopo mi raggiungono Alberto e Marco degli Slowbikers, si chiacchiera del piu e del meno, quasi decido di andarmene ma iniziano le premiazioni e sinceramente mi scappa da ridere quando mi chiamano a premio!
Ma ho fatto solo un giro!
Ed Alberto Gliso che dice : il problema non è tuo ma di chi è rimasto a casa!
E mi ritrovo tra le mani un mega pacco con ogni ben di Dio dentro giusto per concludere degnamente una bela giornata.
E ci rifletto sopra mentre guido per tornare a casa e ne sorrido ancora ora…. Io vado piano ma forse la testardaggine aiuta sempre. Non ho voglia di mollare, nonostante tutto.
Ho voglia ancora di mettere quel dannato numero sul manubrio della bici e di provarci, cicatrici dolenti o meno, ho voglia ancora di pedalare e di guardare la classifica al contrario per trovarmi, ho voglia ancora di infangarmi o di prendere acqua e freddo ma stare cosi bene dopo….
Ho semplicemente anco9ra voglia di pedalare con voi….
Alla prossima ragazzi!

martedì 31 dicembre 2013

Gliso Mtb 56

Dopo due mesi esatti dal primo intervento, e ne sono seguiti altri due, il 22 dicembre ho voluto onorare Alberto Glisoni il giorno del suo compleanno, prendendo parte alla Gliso Mtb organizzata da sua moglie Grazia.
Due giro solamente ed alcuni pezzi a piedi, le mani doloranti ma portata a termine onorevolmente. E son finita pure sul podio visto che eravamo solo in tre!
Grazie Alberto per la tua disponibilità, sempre. E grazie amici biker quando sopportate la mia lentezza lungo i sentieri.
Buon anno a tutti, sperando che io abbia finito di girar per ospedali a farmi rammendare questo o quel pezzo rotto!





domenica 27 ottobre 2013

1° Mtb Fiera del Grana-Goito


Ti svegli da una lunga notte agitata, ( ho sognato che un albanese rubasse il camper con me dentro e mi svegliavo in un paese sconosciuto), sono solo le sei del mattino ma ti fai un caffé, mangi due biscotti, assetti il camper e parti per Goito, non è cosi distante da Commessaggio, sono solamente 28 km.
Una gara al giorno toglie il medico di torno… magari fosse vero ma stavolta ci voglio provare, due giri del percorso e bon, di più non faro’ di certo!
Arrivo a Goito, parcheggio il bestione poco distante dalla zona partenza e vado a prendere il numero; sono parecchi i volti che ho visto ieri e molti altri sono quelli che conosco, c’è il tempo per un caffé e due chiacchiere ma il tempo scorre veloce e le nove sono vicine per cui via a preparare la bici e me stessa per questa prima edizione della fiera del Grana.
La griglia schierata, i soliti curiosi che non sanno neppure cosa stanno guardando e fanno battute fuori luogo mentre chi invece di sto mondo fa parte li vedi e riconosci subito, i ragazzi che sembrano voler volare via ancora prima dello start ufficiale ed i giudici che faticano a tenere le griglie in ordine prima della partenza… e poi via lungo la strada seguendo il gruppo che si distende in una lunga linea colorata, la svolta nel campo ed il pedalare sull’erba pesante…. Ed è un attimo e scorri lungo la ciclabile e poi giu lungo un piccolo argine ed il bosco dove devi guidare tra le piante…. Bello, mi piace questo percorso.
Come ieri mi ritrovo a guardar in giro mentre pedalo e noto, al centro di un piccolissimo laghetto, degli aironi in cima ad un masso che emerge dall’acqua, stanno danzando in quella che è la loro sinfonia d’amore.
Bellissima!
Avrei fatto le foto se avessi avuto con me il telefonino.
E poi di nuovo sulla ciclabile e via verso l’altro bosco ed il traguardo e da qua inizia un altro giro.
Pochissimo il fango a dispetto del tempo bizzarro che ci ha accompagnato finora, forse solo 500 metri su di un percorso di 11 km e le ruote della mia bici si impolverano solamente.
Ed un altro giro segue al primo, fino al traguardo.
Il piacere di una doccia calda nella mia casa su ruote, un cambio veloce e due passi fino al ristoro dove riconsegno il numero e mangio un panino in compagnia e me ne stavo andando quando mi chiamano… le donne sono poche ed essendo quinta ed ultima mi spetta comunque un premio.
E me ne torno a casa con la spesa!
Ma non è questo che mi piace di questo mondo, è l’aria che si respira o semplicemente la voglia di fare ancora, nonostante tutto.
Dovrò stare ferma parecchio da ora in poi, il mio “involucro” ha bisogno urgente di una revisione ed ho alcuni interventi programmati e la preoccupazione non rilascia dormire tranquilla ma spero di tornare in sella tra qualche mese, con la stessa voglia di pedalare, scoprire, esplorare….
Come dicono i mie amici emiliani, tengo botta, non mollo…
Avrò la compagnia dei pensieri dei miei amici in questi mesi bui, gli amici veri, questo lo so ma comunque mi rattrista non poco poter solo accarezzare la sella di Valchiria senza poterci salire.
Anche lei dovrà per forza riposare aspettando la prossima primavera….
Alla prossima ragazzi!

lunedì 14 ottobre 2013

Master Confindustria


Master Confindustria

Proviamoci!
Prima prova di questo circuito mantovano che adocchio da anni ma che non ho mai fatto, si corre di sabato e sono a casa!
Fantastico, viste le poche occasioni che ho avuto durante la scorsa estate di pedalare ed attaccare il numero alla bicicletta per cui, camper sempre pronto a partire, sabato mattina mi avvio in solitaria verso la bassa in compagnia di un cd e dei miei pensieri.
La strada ormai la conosco a memoria anzi sembra che il camper vada per conto suo , mi rilasso alla guida e canticchio guardandomi attorno, non ho fretta ed arriverò per l’ora di pranzo.
Seguo le indicazioni datemi da Andrea per parcheggiare vicino al campo sportivo, tanto spazio senza intralciare niente e nessuno con il mio bestione su ruote, sistemo le solite due o tre cose che si fanno per la sosta e mi preparo un piatto di pasta, aspettando l’ora dell’apertura delle iscrizioni.
All’una e mezza sono al bar dell’oratorio, ritiro il mio numero, i bevo un caffè e torno alla “base” per preparare me e la bici.
Si parte alle tre per cui ho tempo per gironzolare attorno e con meraviglia scopro che questo paesino ha un torrazzo della famiglia dei Gonzaga del 1500, un fantastico ponte di barche che scende sul fiume e risale dalla parte opposta ( e quando ci passi con la bici sembra che le assi vogliano staccarsi da sotto le ruote ) e da qua parte la ciclabile Destra Po che porta a Venezia!
Gira che ti rigira è ora di partire.
Per categorie come al solito e le donne sono in fondo, cosa che a me non dispiace mai visto che sono lenta e se stò dietro non rompo le scatole a nessuno.

Via lungo la strada e giu in un campo, un susseguirsi di strade di campagna, pochissimo fango a dispetto di quanto mi aspettavo ed un bellissimo pezzo di bosco tutto da guidare che mi ha divertito non poco anche quando , per evitare di rompere le scatole a chi corre per la classifica, ho fatto un dritto attraverso i rami di una pianta che era li, in mezzo e che non si è spostata!
Due giri dei tre previsti per le donne con Elena Zappa che mi ha doppiato all’inizio del mio secondo giro… io più di cosi non vado ed in fondo mi piace cosi, senza troppi affanni, corro già per mille altri motivi, lavoro, casa, figlia, banche , posta, supermercato, lava e stira… per cui in bici mi prendo il tempo che serve per rilassarmi!
E poi l’ultimo giro l’ho fatto in compagnia di SupeerMario che, come sempre vista la mia “mole” mi urla Paserunnnnnnnn.
Come fai a non riderne?
Ed assieme faremo il risotto party dove lui mette il vino nel risotto ed io lo guardo sconcertata mentre bevo acqua ed il vino lo lascio nel bicchiere; mi accompagnerà al camper visto che è vicino alle docce del campo sportivo e, lavato e stirato, mi busserà per un caffè.
Una piacevole mezz’ora a chiacchierare delle sue gare fuori di testa, il Tour de Giant, l’Extreme Run e quelle robe li che durano tre o quattro giorni scalando montagne con altitudini mozzafiato, consumando scarpe da running ed arrivando stremati! Da un lato lo invidio per la costanza e la forza dall’altro lato lo considero matto come un cavallo da corsa ma se cosi non fosse non sarebbe amico mio!
E’ una carissima persona ed ha il potere di farmi sempre ridere.
Caffè e chiacchiere finite, ed è cosi gentile da riaccompagnarmi in paese col furgone, mi scarica in piazza e riparte alla volta di casa sua mentre io entro in una di quelle botteghe di paese a cui non sono più abituata visto che da me son quasi tutti megastore ed ipermercati.
Due panini, un etto di prosciutto tagliato al momento che mi sembra mille volte più buono di quello nelle vaschette del supermercato e me ne torno verso il camper non senza aver prima salutato i ragazzi del Team Rosa seduti in piazza forse a tirar le somme della gara da loro organizzata.
Mi aspetta una serata tra televisore acceso che non ho mai capito perché mi fa vedere i film solo in inglese e le pubblicità in italiano, le pagine di un libro e la notte che attutisce rumori e stanchezza. Dormo qua stanotte, domani attaccherò un altro numero al manubrio di Valchiria, pochi km più in la… non avrebbe senso tornare a casa per poi ripartire alle cinque del mattino…
Il gatto può stare a casa da solo per una volta.
Alla prossima ragazzi!

martedì 8 ottobre 2013

Urcis con variante Zio Willy




Prima iscritta 2013, l aspettavo con la trepidazione di una sposina novella e vado a combinar casini….. son da rinchiudere va!Cominciamo dall’inizio che è meglio. Preparo il camper una settimana prima, quasi ci dormo anche cosi mi preparo spiritualmente, venerdì dopo il lavoro corro a casa, metto su sacca, bici e due bigoli di pasta e via verso Orzinuovi.Uno penserà  “ ma se ci sono si e no 40 km perché diavolo ci vai il giorno prima”????
Perché l’atmosfera è unica, la compagnia superlativa, si ride, si scherza, si pedala, si beve la birra e si mangia lo spiedo e se vi pare poco siete messi male!
Parcheggio al solito posto a duecento metri dalla partenza, sistemo il bestione in modo da aver tutto in ordine e subito me ne vado alla zona arrivo ed al tendone dove mi bevo una coca cola, guardo attorno ed aspetto…. Ma arriva nessuno!
Me ne torno al camper ed ecco spuntare dal campo Charlye ed Ivan, un abbraccio e due chiacchiere e resto male nel sapere che stasera loro non ci saranno a cena; pazienza, cenerò da sola e leggerò un libro e cosi sarà infatti, due spaghetti, un po’ di televisione e le pagine di un bel libro mi fanno compagnia fino a tardi mentre sento passare sulla strada altre macchine ed altri camper che, come  me, arrivano molto prima della gara stessa, solo per il gusto di essere qua.
La notte passa veloce e sarà l’andirivieni di decine di persone che mi sveglia al mattino dopo, il messaggio di Lory che arriva per colazione e per fare questa gara dopo due anni di fermo ed un brutto infortunio che l’ha obbligata al busto per tanto tempo.
Le tre diavolesse della mia squadra che son qua per mantenere il titolo conquistato tre anni fa e mantenuto tutto questo tempo saranno in arrivo non prima delle due per cui mi faccio una mega moka di caffè ed aspetto che arrivi Lory portandosi dietro la sua immancabile allegria.
Ed eccola, carica tra borse e sacche, parcheggia poco lontano da me ed invade letteralmente il camper con le sue cose e la sua persona, un abbraccio dopo tanto tempo che non ci si vede, le chiacchiere immancabili tra una tazza di caffè ed una fetta di crostata, le notizie di figlia/marito/moroso/lavoro/varie ed eventuali e siamo pronte per andare a ritirare il pacco gara ed il numero; due spiegazioni sul come posizionare il numero posteriore sotto il sellino della bici e si va in trattoria prima per un caffè e poi per pranzare in compagnia davanti ad un buon piatto di pasta ed il dolce a cui non abbiamo nessuna intenzione di rinunciare! Vicino a noi c’è un gruppo di ciclisti, alcuni li conosco di vista come conosco la squadra che…..punge…… e sento dei discorso che mi fanno letteralmente girare le palle!      Uno di loro afferma che “ non me ne frega un cazzo se nel single track ho davanti qualcuno, io non chiamo strada gli passo sopra…”.
E da questa affermazione si capisce che genere di deficiente sta parlando! Poi magari si crede un campione del mondo ma visto che arriva sempre dalle parti di metà classifica tutto sto sentirsi campione non lo capisco proprio.
Via che si torna al camper, purtroppo pioviggina, speriamo smetta presto. La partenza a differenza degli anni scorsi, non sarà in stile Le Mans ma dalla piazza di Orzinuovi visto che mezza Italia conosce sta gara ma i residenti del paese no… forse perché parte dalla frazione di Barco… sta di fatto che alle due e mezza tutti in fila dietro alla macchina apri pista e si va verso il centro per il saluto del Sindaco, un lunghissimo serpentone di biciclette che invade pacificamente il paese tra gli applausi della folla e gli occhi sgranati di chi non ne sapeva nulla. E tra andata e ritorno son 5 km, un discreto riscaldamento, per poi tornare verso Barco ed immettersi nel percorso vero e proprio e partire davvero per una gara lunga ed estenuante, o meglio, questi erano i piani!
Il primo giro va… fino alla variante Zio Willy! Una lunga serie di pancali in legno messi su di un sentiero credo per evitare il fango sottostante; unico neo è che passandoci sopra con le ruote infangate si è fatta una specie di patina stile nutella sporca di biscotti…. Ed io che voglio fare la ganza senza tener conto dell’ età mi lancio sulla variante e faccio tre pedalate tre… son volata per aria a stile libero con carpiato al ritorno, unico problema che peso io e pesa la bici che ha ben pensato di non sganciarsi dal mio piede sinistro!
Perso di aver bestemmiato in sette lingue diverse mentre mi tiravo su e mettevo in parte lasciando passare gli altri…. Con mezza chiappa di fuori per il pantaloncino rotto me ne sono tornata pedalando al traguardo, un uscita al volo verso il camper, cambio pantaloni e sono ripartita zoppicando….. altro giro altro regalo e nella discesa sul pratone in contropendenza  poco dopo la salitella ho ben pensato di farmelo di traverso scivolando fino in fondo! E li ho dato forfait.
Mestamente con la coda tra le gambe me ne sono tornata al traguardo, doccia calda al camper con constatazione dei danni e caviglia gonfia come un melone, kinesio tape a nastro ovunque, due fialette di concentrato d’arnica con una tazza di the e mi sono addormentata per due ore!
E poi a vedere l’arrivo degli altri, aspettare Lory e le ragazze, congratularmi con loro ed aspettare l’ora di cena con la tristezza dentro e cercare di sorridere lo stesso.
La cena tra due risate e le battute, l’applauso ai premiati, le foto alle compagne di squadra per la riconferma a campionesse del circuito e la serata se ne va velocemente tanto che sarà quasi mezzanotte e mezza quando torneremo al camper a riposare. Dormo il sonno dei vinti, agitato e poco ristoratore ma penso a cosa fare per guarire velocemente, voglio tornare in sella, voglio pedalare, voglio sorridere e forse già sabato prossimo c’è una garetta poco lontana da casa, forse, magari……
Alla prossima ragazzi!

martedì 1 ottobre 2013

Gimondibike 2013.... che nostalgia!

Non  c'e storia, gli attacchi di nostalgia sono sempre piu forti.
Ero in servizio durante la gara, dalle otto del mattino alle 14..... ma sentivo la musica del parterre di gara, e gli amici ciclisti e compagni di squadra venuti a trovarmi, chi a domandare come mai non ero in sella, altri che sapevano che non avrei gareggiato passati comunque per un ciao veloce...
ma la nostalgia canaglia, come diceva la canzone di tanti anni fa, mi ha preso lo stomaco e non ce l ho fatta!!! Alle dieci e 29 ho chiuso la biglietteria davanti ai passeggeri attoniti e sono corsa alla partenza, per vederli sfilare, per sentire l energia nell'aria, per incitare i compagni e gli amici...
Sono stata quasi male dalla rabbia!
lo so che non sono per nulla competitiva, che ormai, dopo tanti anni le energie se ne sono andate ma quelle sensazioni, quelle emozioni mi sono rimaste incollate alle mani e sulla pelle.
Le gare che ho fatto questa stagione sono state per cosi dire "tranquille", belle a modo loro naturalmente... ma la gara di casa resta la gara di casa, quello sfilare tra due ali di folla che ti chiamano per nome, che ti fanno sentire parte di qualcosa.
Ho aspettato i ragazzi al traguardo, li ho abbracciati, mi sono complimentata con loro ma dentro mi sentivo vuota, inappagata...
Mi manca la Gimondibike, mi manca da morire.

domenica 22 settembre 2013

6h Lesignano de Bagni-Parma

6h di Lesignano de Bagni






La 6h del Barboj… è cosi che si chiamava prima….

Ora, location cambiata, non ci sono più i vulcani piccolini con il fango termale che sobbollono qua e la lungo il percorso, ricordo che mia figlia ci giocava tutto il tempo; e ricordo la scottata galattica che mi ero presa sulle spalle alla prima edizione fatta a Rivalta di Lesignano, su quelle colline colorate dalla terra strana e calda.

Riesco a farmi dare ferie dal lavoro e me ne vado fin laggiù gia di sabato mattina in camper, con molta calma.

Arrivo a Lesignano, seguo le indicazioni per le piscine Molinazzo, lascio alla mia destra la location dello scorso anno e seguo le indicazioni datemi da Matteo via email ed arrivo al laghetto… cioè a quella pocia grande come un fazzoletto.

Parcheggio accanto all’unico camper presente per il momento e scopro sia quello di Pierino degli Mbo di Brescia; due chiacchiere e detto fatto sono sistemata e pronta per una ricognizione percorso.

La bici è pronta, io pure e via a provare questo nuovo percorso che già dai primi metri si rivela abbastanza duretto per me.

Non amo molto i percorsi su sentieri pieni di radici, sono infide, basta un attimo e sei a terra, il primo pezzo poi presenta una discesina subito con un bell’arco del diavolo, cioè un ramo gigantesco di traverso dove devi stare attendo alla testa…. Testa bassa ovviamente e giu di botto per poi, pochi metri dopo, dover risalire su di una rampa corta ma bella in piedi.

E da li in poi un pò di bosco, sterrato lungo il fiume Parma, sentieri e strade battute, sassi ed un guado… il guado….. il mio disastro tutte le volte.

Praticamente ci ho fatto il bagno ogni volta!

Comunque con il terreno asciutto si va e dopo 40 minuti sono di nuovo alla partenza.

Due chiacchiere con Vania e lo zio Willy, ci si accorda per stasera cioè cena in compagnia e me ne vado al camper per una doccia calda ed un cambio veloce.

Tira vento stasera e devo dire che la felpa non da per nulla fastidio, anzi!

Ed alle otto me ne torno verso il tendone, cerco i ragazzi dell’organizzazione e con loro mi accomodo alla tavolata per cenare.

Torta fritta, che a me sembrano dei ravioloni giganteschi, piatti e piatti di affettato tagliato grippo, pane e birra… cena da atleti davvero direi!!!

E la serata passa cosi, tra due chiacchiere ed un boccale di birra, una risata e gli aneddoti raccontati dallo zio Willy e mi pare passata solo mezz’ora ed è gia notte inoltrata quando me ne tornerò al camper.

Le mie notti in camper sono sempre un mezzo disastro, dormo poco e male ma non per scomodità anzi… quasi quasi il letto è più comodo del mio a casa, ma non so il perché….mi sveglio venti volte, prima ho freddo poi ho caldo, poi ho sete e cosi avanti fino al mattino quando mi devo alzare e naturalmente mi addormento perchè sono stanca.

Meno male che la gara parte a mezzogiorno!

Un caffè, una colazione tardiva cioè mezzo pranzo, preparo tutto quello che reputo necessario per la gara e quando esco dal camper la sorpresa delle nuvole nere non mi piace neppure un po’.

E le prime gocce cadono verso le undici ma sono solo poche e potrebbe andare bene…. Ma appena finisce il breefing capitani ecco che comincia il diluvio vero e proemio, cioè una pioggia insistente e fredda che purtroppo, con qualche piccolo attimo di eccezione, ci accompagnerà per tutte le cinque ore della gara… cinque ore non sei.

Si perché dopo mille scivoloni, cadute più o meno disastrose, ambulanze che correvano di qua e di la, hanno deciso di interrompere l’evento alla quinta ora e di non continuare e devo dire che è stato quasi un sollievo!!

Freddo, tanto freddo ho patito, puoi mettere tutti gli anti acqua che vuoi ma la pioggia ti cola lungo il collo attraverso il casco e ti ritrovi la schiena gelata>; le tre cadute fatte, anche se nel fango, hanno lasciato i segni , ancora ora dopo una settimana ho le gambe ricoperte di graffi e la schiena di ematomi.

Ed i vari passaggi nel guado, la pioggia battente, il fango appiccicato addosso, tutto questo ti lascia un senso di spossatezza addosso che ti porti per alcuni giorni e ci vuole una buona dose di forza di volontà per arrivare in fondo.

L’ultimo gir attorno al laghetto sembrava non finire mai e quando sono passata sulla linea del traguardo con lo zio Willy ( che non è zio di nessuno ma lo chiamano cosi) che mi urla Kathy l’hai finitaaaaaa beh ho fatto un urlo stile gatto incavolato…….liberatorio!

Ma poi, doccia calda fatta e vestiti asciutti addosso, passa tutto e ti pare di essere appena arrivata li e di dover cominciare ancora tutto.

Me ne torno al tendone pulita e lustra per il pranzo e la premiazione, si perché premiano anche me… sono quinta! Ed un bel salame si aggiunge alla bottiglia di Lambrusco ed alla scatola di cosmetici che spetta a d ogni donna, scorta fatta per un anno!

Ma più del premio ciò che resta è quella bella soddisfazione di aver ancora una volta avuto la forza e la voglia di fare qualche cosa di diverso, di unico, di duro ma divertente allo stesso tempo perchè per quanto io faccia non riesco a smettere di pedalare con un numero attaccato alla bike!

Il resto della serata lo passo sul camper in compagnia di un libro, la stanchezza stanotte mi vincerà di sicuro e la mia decisione di partire al mattino dopo si rivelerà vincente.

Dopo una gara cosi non me la sentivo proprio di fare due ore guidando di notte per tornare a casa. Mi sveglio con calma il lunedì mattino, colazione assonnata, partenza verso le nove ed alle 11.30 sono già a casa con il camper già in assetto di viaggio per la prossima volta…

Tra poco c’è la Urcis 6h… non mancherò di certo!

Alla prossima ragazzi!



martedì 17 settembre 2013

Monzambano, Valeggio, Borghetto.....

Diciamo pure he sono scappata.
Scappata due giorni dal lavoro, dalla gente, dal caos assoluto.
Non ne potevo più, avevo una voglia pazzesca di silenzio, di un po' di pace, di aver tempo di leggere alcune pagine di un libro senza dover interrompere continuamente e nonncapire un accidenti di quanto letto, per cui bike sul camper e ciao a tutti me ne vo per due giorni.
Mi aveva parlato  Ivan di questo posto a Monzambano, un paesino sulle rive del Mincio con un oasi camper bellissima per cui imposto il navigatore e dopo aver saltato casa, figlia e gatto, me ne vado nella bassa verso Mantova.
Ci metto poco più di un ora per raggiungere sto posto ed è facile trovare il,posteggio camper segnalato benissimo; il fatto che sia gestito dai locali camperisti fa si che le indicazioni siano essenziali e chiare.
Arrivò ed entrò, scelgo il posteggio nella parte più bassa Dell oasi e mi reo All segreteria per regolare l ingresso e pagare il dovuto e con la ricevuta di pagamento mi vengono consegnate cartine, buoni sconto per le strutture convenzionate del paese e tutte le informazioni che potrebbero essere utili in zona. Quello che mi colpisce è il silenzio rotto solamente dalle oche che starnazzano nel laghetto e dal vento che passa tra i rami delle piante che mi circondano. C'è bel posto, sento già una pace profonda che si impossessa di me mentre sistemò il camper, preparo la mia seggiola di lettura e mi siedo a bordo laghetto con le oche ed i Germani che mi fanno compagnia.
Verso le due decido di mettermi nei panni della ciclista e via verso l ciclabile che già conosco, fatta lo scorso anno con Dado ed Alberto, e la seguo fino a quando non raggiungo Mantova ed i suoi laghetti.
Una coca cola, una barretta ed è ora di tornare indietro, altri 45 km lungo il fiume assieme a tanti altri pedalatori come me.
Una lunga doccia calda lava sudore e polvere, un altra ora con un libro sulle ginocchia ma la testa vola ovunque, spaziando tra pensieri e ricordi....
Decido che per cena mi concederò il lusso di un ristoranti no locale e sarà una scelta eccellente tra i tanti proposti agli ospiti dell'oasi camper, il Caminetto..... Mi propongono delle specialità locali e sarà una delle cene migliori io abbia mai gustato.... È lo sconto riservato ai camperisti mi regala dolce e caffè!
Un ritorno al mio nido su ruote ed un lungo riposo nel silenzio fino al mattino seguente.
Sembra così irreale svegliersi senza il suono della sveglia ma solo quando davvero non si ha più sonno, la colazione con calma ed il decidere di pedalare anche oggi, non sapendo ancora in quale direzione. Mi preparo e parto seguendo le indicazioni per il castello.... È poi Lagusello... È poi Borghetto ed i suoi giochi d acqua, Valeggio, Volta Mantovana con la Villa Gonzaga ed i suoi mulini..... Seguo le indicazioni della via carolingia stavolta ed è bello pedalare così, senza fretta, su strade sterrate e frequentate pochissimo, incontro solamente alcuni cavalieri e pochi altri ciclisti.

Ma come tutte le cose belle ben prego devo invertire la rotta e tornare sui miei passi, tornare al campeggio, riporre la bike nel gavone, farmi una doccia e pensare di ripartire verso casa ed il mio lago.
Ma questi due giorni mi han fatto bene, ho pedalato, ho riposato ed ho lasciato vagare la mente senza gli affanni di ogni giorno.
Ci tornerò in questo posto, bello e rilassante e poco lontano da casa.

lunedì 26 agosto 2013

Cross di Cortegranza

Cross di Cortefranca








Terza edizione di questa figlia del Gliso, turno del 18 agosto favorevole alla gara e via chwe alle sette del mattino aspetto Alberto e Dado fuori casa per andare al Bar Sport di Timoline per iscriverci.

Vuoi che siamo a ferragosto, vuoi che non ci sono altre gare in giro, sta di fatto che c’e una marea di gente e la coda si allunga sotto il portico in attesa del turno per iscriversi.

E dopo il numero un caffe aspettando gli altri, Beppe e Zambo, incredibilmente siamo in cinque oggi, mentre Zanotti ed altri ci seguiranno fuori gara.

L’ho provato piu volte il giro nella scorsa settimana ed il percorso mi piace parecchio, come nelle altre edizioni del resto, c’e solo quello strappetto tra i vigneti che non riesco a fare, per il resto pian pianino me lo faccio senza tribolare troppo.

Ma in gara e’ sempre diverso, respiri quell aria tipica delle competizioni, l’odore dell’adrenalina e’ percepibile tutt’attorno ed hai voglia di andare, pedalare e magari canticchiare.

E pronti via nella strada sterrata a lato delle cantine del barone, nessun attraversamento quest’anno, solo chilometri e chilometri tra i vigneti sulla collina; un lungo serpentone si snoda tra le strade bianche di questa bella e ricca terra ed inizia la bagarre per quanti corrono per la vittoria e le scaramucce tra i compagni di squadra che vogliono arrivare anche solo un secondo prima del rivale.

Ed io mi guardo attorno, saluto gli addetti al percorso, pedalo e faccio cio che posso per stare al passo e se non ci riesco va beh pedalo lo stesso, tanto non cambia molto.

Ma io mi diverto, e giro dopo giro la voglia di sorridere aumenta.

Sorrido ne vedere Beppe che va come un treno, nel sentire l’urlo di Alberto felice come mai per aver fatto tutti i cinque giri previsti per i Master, rido nel vedere Mauro Zambo superarmi e pedalare veloce con sorriso sulle labbra e sono felice quando Dado mi raggiunge tutto contento perché “ cosi doppio qualcuno anche io….”.

Gli amici sono la più bella invenzione dopo i lamponi….

O meglio sono la famiglia che ci scegliamo e che ci fa stare bene.

Ed all’arrivo le risate, le fette di anguria dissetante, le prese per i fondelli e le foto per ricordarci della giornata.

E poi vedo dei ragazzi con una maglia nera con girasole, mi piace da matti.

Scopro cosi che sono tutti in vacanza a Clusane in campeggio ed hanno creato la maglia giusto per l’occasione, The lake Bikers….. praticamente mi sono iscritta come socio sostenitore e l’anno prossimo avrò anche io quella bella maglia…..

Certo la mia squadra rimane la solita, sono un Diavolo Rosso, ma per le escursioni metterò questa bella maglia come ciclista del lago, perchè in fondo lo sono…..

venerdì 2 agosto 2013

Corrighedi 2013

Sto garette di corsa a metà settimana cominciano a piacermi parecchio.
Valgo niente a correre, mi fanno male le ginocchia, le anche e la schiena ma chi se ne frega il corro, al massimo cammino veloce, molto veloce.
Di riposo, parola che non conosco quasi visto che corro dalla mattina alla sera comunque tra spesa, banca, posta, benzinaio, meccanico, brico center etc., ho fatto anche un giro in bici al mattino partendo da casa alle dieci col sole già bello caldino ma o così o pomi.....
Nulla di che, una trentina di km qua e la con una sosta caffè ma pedalare mi rilassa ed anche se i km sono pochi preferisco quel poco al nulla.
Ed alle sei ed un quarto mi sono infilata i pantaloncini ed una maglia, le scarpe da ginnastica che ancora non sono quelle da Running ( ma devo trovare il tempo di arrivare in città da Forrest Gump per comprare), metto in tasca due soldi e la patente e via verso Ghedi.
Ci metto meno del previsto, seguo le indicazioni ben visibili sin da fuori paese e parcheggio a cinque entrò metri dalla partenza, già girata verso il senso di marcia del ritorno, due passi e sono all'iscrizione, un bel rebelot come sempre a queste gare podistiche! Mi consegnano un biglietto che serve per il ritiro del pacco gara a fine corsa, vado a bermi  un caffè e son più o meno pronta.
La strada molla il calore assimilato durante tutta la giornata e si fa sentire, come semp ho una bottiglietta di acqua in mano..... Lo so che faccio ridere ma il corricchio così.... Muoio di sete altrimenti. I maratoneti seri hanno una spugna in mano io sono una che cammina veloce, mi tengo la bottiglia. Poco alla volta però mi sono accorta che iniziò a fare meno fatica, le ginocchia fanno sempre male e quando arrivò sono un po' ko ma vado e mi sembra di andare meglio.
Comunque pronti via e si va. Asfalto caldo e sterrato poco dopo, stradine nascose dl mais alto, qualche pozzanghera data dall'ireigazione forzata di questi campi,,, ed i cartelli con i km passano veloci, devo vederne sette prima di arrivare.
È quando correre non mi riesce più faccio l ultimo pezzo con una ragazza che marcia ad una velocità impressionante e che tira anche me fino al traguardo. Non è come in bici dove ho tempo di guardarmi attorno, qua devo apre fin dove posso spinger,i senza farmi male, regolare il respiro, ascoltare il cuore che batte forte e cercare di  respirare giusto.... Un mondo un poco diverso dalla mia Mtb.....ristoro con quintali di frutta fresca, tre freddo ed acqua... Torte casalinghe e biscotti.....wow!!
Pacco premio ritirato e rientro verso casa... Le gare in bici portano via mezza giornata ed. Volte il giorno intero, qua in tre ore sono andata, ho corso e sono tornata....
Comincia a piacermi sta cosa.......

sabato 27 luglio 2013

Straleno 2013

Se cammono veloce veloce quasi corro e se quasi corro prima o poi correrò più velocemente e se correrò più velocemente riuscirò a mantenere la promessa fatta a Roger tanti anni fa.

Lui se ne è andato ma io sono ancora qua e quel traguardo con la bandiera Svizzera sulla schiena prima o poi lo passerò.
Ed allora quest’anno mi sono messa a fare un sacco di corsette serali, alcune competitive altre no, prima 4 poi 5 ora 7 km e piano piano ci arriverò…..
E stasera c’è la corri Leno e finito di pedalare tutto il giorno come un automa sotto un sole cocente, eccomi in versione scarpe da running e pantaloncini alla ricerca della Villa dive parte sta gara qua.
Iscrizione 3€ e pacco gara che in certe competizioni in bici ti sogni, pronti via per le strade tra i campi dove farò una bella battaglia con le zanzare che mi hanno tormentato tutta sera e con il sudore che cola facevano festa sui miei polpacciotti.
Non so ancora perché ma corro con la bottiglia di acqua in mano, la paso dalla destra alla sinistra quando inizia a pesare, credo sia una specie di feticcio non so ancora contro cosa fatto sta che la bevo tutta ed al ristoro, anziché buttarla, la riempio nuovamente e riparto. Credevo di metterci di più vista la serata torrida ma dopo 40 minuti ero al traguardo, soddisfatta della mia “prestazione” nonostante tutto.
Anguria per rinfrescarmi, gli yogurt di un agriturismo da portare a casa ed alle nove e mezza sono gia sotto la doccia ed in pigiama poco dopo, ripongo il mio libricino-gare che faccio vidimare ogni volta segnandomi sul calendario la prossima data. Ne vorrei correre almeno dieci entro ottobre, non sarà granchè come risultato ma alla mia età, senza aver mai corso a piedi e con il dolce peso da portarmi appresso vi assicuro che è una bella storia.
E giovedì si replica, a Ghedi stavolta.

2h del Forest



Eccola, come lo scorso anno.


Solo che io avevo la data del calendario pubblicato ad inizio stagione per cui mi sono trovata a risultare in servizio questa mattina anziche libera come programmato anzitempo … Devo dire che stavolta la mia collega è stata oltremodo collaborativi ed eccomi qua, alle sette e mezza del mattino a cercare Dado, Alberto e Beppe in paese. Ma visto che di loro nessuna traccia all’iscrizione ci vado da sola; ci sono gia parecchie persone sebbene manchi ancora un quarto d’ora all’inizio ufficiale delle iscrizioni, due parole qua e la e me ne torno in paese col numero attaccato alla bike.
Km nelle gambe ben pochi, il solo pensiero che poi stavolta si sale fin dopo il gimondino mi fa venire la febbre e poi sono stanca, stanchezza data dal lavoro, dagli orari impossibili che quest’anno ci fanno fare in nome della crisi, orari che non ti lasciano il tempo per nulla se non tornare a casa e dormire un po’ per popi ripartire al mattino dopo.
Va beh, ci posso fare ben poco, io almeno il lavoro ce l’ho mentre tanti altri non ne hano neppure mezzo per cui andiamo avanti e vediamo come andrà a finire.
Pedalata di qua e di la, Beppe arriva quasi all’ultimo minuto, insomma ci si ritrova all’inizio della salita che è pure la partenza della gara ed ho già il fiatone al pensiero….
Via che si parte!
E su subito con pendenze da piangere per me, 1450 metri che mi sembrano un eternità, un pezzo sui pedali ma il resto a spinta.
La schiena che fa gia male da giorni non aiuta ed arrivare in cima è una specie di calvario, lo capirà anche il Gliso quando mi raggiunge in moto… almeno un giro lo devo fare!
E vai che lo finisco il giro di lancio e via per un altro, con calma, di più non posso fare. Pedalo dove posso, lascio strada dove non riesco, spingo dove diventa impossibile per me stare in sella ma comunque vado avanti, incitata da chi mi conosce, doppiata dai velocissimi primi, accompagnata da chi, come me, di fatica ne fa tanta ma poco alla volta arrivo all’inizio della lunga salita cementata che riporta al Gimondino ed all’inizio della discesa e qua mi si guasta la giornata.
Un tipo, spettatore, credo accompagnatore di qualcuno, mi inveisce contro a male parole dicendomi di lasciar strada a chi corre e di andar fuori dalle scatole….non ci ho più visto!!!

Se gli mettevo le mani addosso lo disfavo e credo che ,alla mia reazione, si sia reso conto di aver valicato un confine sottile, quello che sta tra la battuta e l’offesa.
Addirittura alcuni ragazzi in gara mi han detto : lascia perdere, è un povero cretino---
Ma mi ha fatto male, male dentro.
Non credevo di dover chiedere l’autorizzazione per partecipare a qualche gara, special modo nel paese in cui vivo.
Ho sempre lasciato strada a tutti, fermandomi addirittura se necessario, lasciando spazio a chi alla classifica ci teneva davvero ma il sentirmi dir dietro tutte quelle parolacce mi ha ferita, profondamente e dire che io la mia gara l’ho finita, un giro di lancio piu un giro, come stabilito all’inizio prima della partenza parlandone con i miei compagni di squadra.
Passato il traguardo mi sono messa in parte ed ho atteso lo scoccare delle due ore e la fine ufficiale della gara. ne ho visti tanti fermi dopo due giri, per la durezza della gara o vuoi per il caldo davvero intenso ma tutti, me compresa, han detto che il percorso era duro si, ma bellissimo!
Arrivati anche Dado, Beppe ed Alberto abbiamo ben pensato di mangiare anguria e melone al ristoro e poi di far man bassa di pane e salame all’agriturismo Forest che ospitava la gara, due calici di bianco ed una bottiglia di acqua ad annaffiare il tutto e fine della storia. Ognuno di noi quattro aveva un obbiettivo e credo sia stato raggiunto.
Beppe due giri, Dado anche, Alberto sempre in sfida con Sbardo ed io di arrivare in fondo per cui, alla fine tutti contenti. Si torna a casa in bici perché nel pomeriggio sarò di nuovo al lavoro con quel poco di rammarico a ricordare le male parole di quel tipo senza saperne veramente la motivazione. Peccato perché è riuscito a rovinare qualche cosa di bello per me, lasciandomi un poco di amaro in bocca.
Fa niente, tanto pedalerò ugualmente ancora un bel po’!

sabato 20 luglio 2013

El gir dei Funtani



Mercoledì sera e me ne vado a Torbole Casaglia e quasi mi perdo.
Si perché con sto Brebemi hanno spaccato su tutte le strade e non mi ritrovo più!
Dove prima giravo a destra ora devo girare a sinistra, la tangenziale è tutta un cantiere e giro per quasi mezz’ora prima di trovare la giusta direzione comunque ecco che arrivo alla zona partenza, fatico non poco per parcheggiare visto che è tardi e corro ad iscrivermi a questa garetta a piedi di 7 oppure 13 km.
Direi 7 questa sera va….
Pronti via, non ho quasi il tempo di capire da che parte devo andare, seguo il gruppo di persone che mi precede e via lungo una stradina sterrata che passa tra i campi a lato di alcuni ruscelli.
E si passa tra cascine abbandonate ed altre che paiono regge, fossati e canali irrigatori, lungo sterrate davvero piacevoli da vedere e percorrere, senza fretta stasera.
Diciamo che corricchio piano piano, ho la schiena un poco scricchiolante per cui con calma che tanto cambia nulla.
Ad un certo punto, dove i due percorsi si dividono tra corto, medio e lungo, si entra nel cortile di una cascina enorme dove vengono allevate galline ed oche ed uscendone poco dopo, leggo il cartello AVIO SUPERFICE.
Al momento ho pensato si trattasse di un errore visto che prima il cartello diceva Avicoltura.. ed invece no, mi ritrovo in pieno aeroporto!!!!!
Ho meglio su di una distesa infinita costellata da hangar in cui si intravedono quegli aeroplani microscopici a due posti, tutti colorati, maniche a vento ovunque, sacchi si sabbia a destra e sinistra, un vero aeroporto in piena campagna. E li trovo il ristoro dove bevo acqua e the e riparto verso il percorso disegnato con fettucce tra i campi che seguono.
Alcuni mi sorpassano, altri hanno il mio passo sta di fatto che, dopo 43 minuti, ero al traguardo sudata fradicia ma soddisfatta di me stessa! Arrivata anche stavolta.
Mi ritirano il cartellino e mi danno il pacco dono, c’e dentro di tutto, mi avvicino al ristoro per bere e mangiare qualche cosa e trovo due persone di Iseo che gia avevo trovato a San Polo scoprendo cosi che seguono questo circuito AICS di gare podistiche, sono in pensione e si tengono in forma cosi.
Torno verso la macchina e faccio mente locale sul fatto che devo proprio trovare il tempo per andare da Forrest Gump per comprarmi delle scarpe da running nuove, queste non vanno più bene.
La strada in macchina scorre velocemente mentre me ne torno a casa ed i muscoli fanno male in modo diverso ma fa niente, domani farò due pedalate in compagnia e passerà tutto di nuovo.



Le Risorgive Padane Trenzano


Una delle tante gare del Gliso e del suo circuito 4C.
L’avevo fata lo scorso anno e mi ero divertita, la rifaccio quest’anno con moltissimi chilometri in meno nelle gambe ma ho voglia di pedalare ed è qua vicino a casa per cui via alle sete e mezza del mattino con la bici nel baule ed i pantaloncini da ciclista addosso.
Una lunghissima fila per l’iscrizione, tantissime ragazze finalmente e la cosa mi fa piacere… quanti anni sono stata l’unica presente no una delle pochissime che gareggiavano, ora vederne ben 12 schierate alla partenza in una gara da 150 partenti è un successone direi.
Il numero da attaccare alla bici, un caffè al bar, due parole con Beppe che, finalmente, è tornato alle gare dopo tanto tempo di latitanza, un po’ per colpa del lavoro un po’ per mancanza di voglia sta di fatto che mi fa piacere vedere alcune delle mie maglie in giro qualche volta a farmi compagnia.
Un giro in giro per scaldare le gambe decisamente arrugginite e ben presto è ora di partire e pedalare per davvero.


Pronti via e vai sulla strada per qualche chilometro per poi entrare nelle stradine tra i campi e non uscirne più.
La moto mi fa compagnia per un poco, mi chiede se va tutto bene e quando gli rispondo che è tutto ok mi precede e non lo vedrò piu cosi comincia la mia pedalata in solitaria.
Mi piace guardarmi attorno mentre pedalo e sebbene abbia piovuto negli ultimi giorni in alcuni punti vi è addirittura polvere; certo un po di fango lo trovo ma fa parte del gioco altrimenti come faccio a sporcarmi???
Comunque pian piano il giro finisce, i primi 13 km li ho macinati e via per il secondo giro.
E mentre pedalo penso che , in fondo, anche s e con pochissimi chilometri nelle gambe macino strada ugualmente e mancherà veramente poco al traguardo quando il gruppone dei primi mi doppierà.
Il sorriso di Beppe al traguardo, arrivato poco prima di me, le solite battute ed il cambiarsi seduta nel baule della macchina chiacchierando con i vicini di parcheggio, solo i biker lo fanno.
Le fette di anguria e melone per dissetarsi, la coca cola divisa con Beppe come se fossimo compagni di banco a scuola ed il tornare a casa di corsa, come sempre, perché nel pomeriggio lavoro.
Quanto mi manca il tempo libero trascorso in sella…… sembra che quest’anno il lavoro abbia preso possesso delle mie ore, tutte e 24, lasciandomi pochissimo spazio per le passioni, per me stessa.
Spero che passi in fretta questo periodo, rivoglio la mia vita di prima!!!!!

A presto ragazzi.