La nuova squadra

La nuova squadra

Atletica Franciacorta

Atletica Franciacorta


Il mio credo in queste parole

Il mio credo in queste parole


Il vero leone lo vedi solo fuori dal branco.
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco ed i puntini sulle i piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza pers eguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire dai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualche cosa che conosce. Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo maggiore del solo respirare. solamente l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendita felicità.

(P.Neruda)

RICORDATI DI OSARE, SEMPRE!!!!


venerdì 22 aprile 2016

Ultrafranciacorta 12h

Eccola la sfida 2016
Come dice mia figlia più invecchio più do di matto per cui stavolta ho sfidato la strada, l'asfalto, la fatica, la tenuta di muscoli e scarpette da running.
l'organizza la mia squadra di atletica, L'atletica Fraciacorta appunto, e la sfida mi è parsa subito allettante tant'è che, quando ne ho letto, mando un messaggio a Gabriele e gli chiedo se me la lascerebbero fare anche camminando. Mi risponde che posso farla anche saltellando per cui mi iscrivo e bon... come andrà andrà e non ci penso più... ma il 16 aprile si avvicina sempre di più e comincio a preoccuparmi.
ed eccomi qua alle 6 del mattino, dopo aver dormito poco e male per la preoccupazione, con il baule della macchina con tavolino, sedia, acqua in abbondanza, cibo vario, scarpette e calze di ricambio,
Mi presento alla verifica tessere ritiro pacco gara e gadget vari, porto tutto in macchina e mi siedo, cercando di capire come diavolo farò a camminare 12 ore.
Certo che questi colpi di testa son tipici di un quindicenne, non di certo di chi di quell'età ne ha quasi 4 volte tanto..... comunque son qua tanto vale ballare.
Tanta gente sulla piazza del municipio di Provaglio da dove si parte, tanti gli accompagnatori che guardano e consigliano, l'alba che poco alla volta schiarisce il nero della notte preannunciando una bellissima mattinata ed una giornata di sole.
e via che è ora di partire, dopo un paio di caffè ovviamente.

E via le squadre di 12 persone che , a staffetta, si daranno il cambio durante la giornata; e via i solitari come me che dovranno saper gestire da soli tutta la gara... io penso che sia più o meno come le endurance in bici, parti al tuo passo e gestisci la situazione di ora in ora.
La gente al seguito degli atleti mi guarda stranita come a dire: ma questa perché non corre????
ed io a testa bassa passo e cammino, ripasso e cammino, e poco alla volta vedo le loro espressioni cambiare, da stranite a sorridenti, fino ad arrivare, ore dopo, al sorriso ed all'incitamento.
Il tempo scorre, arriva mia figlia che porta un paio di cambi, mangio qualche cosa con lei e riparto... Il percorso è cittadino, lungo circa 1 chilometro e mezzo e poco alla volta lo assorbo e non lo vedo più.... vai pensando alla musica che mi suona nella testa, vai, pensando al lavoro ed alle tante cose da fare, al convincermi sempre di più che posso farcela a fare tutte le 12 ore.
Ascolto i consigli di un compagno di squadra, Boglioni, che mi dice di bere tanto, un bicchiere a giro, di mangiare poco e spesso per non restare senza benzina sul più bello! e poi arriva Gabry che mi dice: ma on avrai mica intenzione di ritirarti vero? sei messa bene in classifica!
Resto basita, non ho mai capito davvero la storia delle categorie dell'atletica, penso sempre alle due della mtb e scopro che qua, ogni 5 anni, sei in una categoria diversa.....
Un po mi fermo, son stracotta; riparto dopo aver mangiato ancora qualcosa; due parole con Ongaro, coscritto e compagno di corsa, un altro piccolo riposo e la visita in bici di Zamboni, mitico compagno di avventure in bici ed ora Triatleta.
Poco dopo, lungo il percorso, vengo raggiunta da altri due compagni di squadra, di bici stavolta, Dado ed Alberto che prima mi insultano gentilmente sul fatto che li ho traditi per la corsa a piedi e poco dopo mi coccolano facendo il tifo... li adoro questi ragazzi!
Ormai sono stanchissima, i piedi scottano e le vesciche imperano ma se mi fermo ora non parto più. L'ultimo giro è un agonia ed arrivo davanti al traguardo esattamente all'undicesima ora e 57 minuti
Vedo Simone che mi corre incontro e mi ferma... se passo ora, prima dello scadere delle 12 ore devo fare ancora un giro... non ce la faccio più e decido di fare tre passi indietro ed attendere, dietro la linea del traguardo, lo scoccare della 12 esima ora. e cosi sarà----
eppure gli applausi sono per me, una ragazza mi corre incontro e mi da una bottiglia di acqua, un altra mi abbraccia e non ne conosco il motivo.
La mia sfida, solo contro me stessa è vinta. E ne sorrido, ne piango, mi accascio su di una sedia e bevo fin quasi ad annegare, mi tolgo finalmente le scarpe e guardo la desolazione dei miei piedi feriti e gonfi, con le vesciche che tendono la pelle fin quasi a farla scoppiare mentre le unghie degli alluci son nere per il trauma continuo contro la punta della scarpa... che macello! mi incerotto ed infilo, a fatica, un paio di infradito... e con quelle salirò sul podio quando mi chiamano per ritirare il premio che credo di essermi guadagnata.
Ma il premio è poco importante, il mio sorriso al traguardo indica tutto quanto ho dentro me stessa: consapevolezza, determinazione ed una buona dose di incoscienza.
La prossima avventura non ho ancora deciso quale sarà ma gia mi frulla qualche cosa nella testolina.... vedremo..
Alla prossima ragazzi.

Stramonpiano di corsa

Ci becco sempre Giorgio in giro per gare podistiche!
Venerdì sera a Monpiano, dietro la curva nord dello stadio di Brescia ecco il mondo dei running bresciani, tutti in scarpette da corsa e pronti alla sfida. Io no però. Domani ho un impegno grande e vorrei fare la corta stasera, una 5 km in tutta tranquillità.......
Poi però mi lacsio traviare da Giorgio che, asserendo di conoscere il percorso benissimo, mi porta su fino alla polveriera e cosi, invece dei 5 previsti, mi ritrovo nele gambe ben 11 km... che di perse' non sono tanti ma visto che domani avrò una 12h running sono tantissimi"!!!!!
Va beh gli amici non si deludono dai.....ù ed a gambe stanche torno a casa, sperando di dormire qualche ora prima della sveglia che suonerà alle 5 del mattino.....

L'unione fa la corsa

Garetta di corsa in citta.
Ho ripreso a macinare chilometri per poter dire di essere allenata... piu o meno.
Quello che mi lascia questa sgambata in città è la presenza di decine di persone non vedenti, accompagnate dalla loro guida che, legati a loro, li portano al traguardo di questa gara podistica. A volte credo non ci si renda effettivamente conto di quanto si sia fortunati ad avere la padronanza delle nostre capacità di vedere, sentire e muoversi come ci piace.... ma sono in tanti i meno fortunati.
ed allora corri, si corri, per arrivare ad un traguardo che altro non è che il dimostrare, se ce ne fosse bisogno, che ci sono anche loro.

lunedì 21 marzo 2016

South Garda Bike - Medole

Ormai ci sono quasi... circa... più o meno dai.
Allora inizio ad iscrivermi alle gare che conosco, dove sono sicura di poter arrivare senza accopparmi.
La South Garda è una di queste. e' la decima edizione, credo di averne fatte almeno sette o otto ed allora decido, chiedo alla squadra di iscrivermi e pronti via son convinta ad andarci.
Anzichè arrivare il sabato pomeriggio col camper, ci vado domenica mattina in macchina, levataccia alle 5 e non son piu abituata, colazione e via che si parte. Lungo la strada i pensieri, come sempre, mi fanno compagnia assieme alla musica di sottofondo.
Povera la mia bici..... aveva ancora il numero di Monteriggioni attaccato, una pulita al volo, due gocce di olio alla catena, la pompa in macchina e via che si parte. Mi troverò la con il resto della squadra, loro per la Marathon io per il corto.
Arrivo, parcheggio al solito posto vicino al campo sportivo e mi avvio a piedi verso la palestra per ritirare il pacco gara ed il numero di pettorale solo che, quando arrivo, mi rendo conto che qua on danno via proprio nulla; quest'anno hanno spostato il tutto al parco per cui mi avvio fin laggiu. Incontro un amico ciclista, Gianmaria, due chiacchiere ed un caffè in compagnia, non lo vedevo da tanto tempo.... a star fuori dal giro per un pò perdi i contatti di tutti e resta quel messaggio via telefono ogni tanto... ma non è uguale come lo scambiarsi due parole prima della gara, raccontare le proprie emozioni o sensazioni alla fine della stessa, è un modo diverso di sentirsi e preferisco di gran lunga quello sui campi di gara.
Ritiro il numero e mi ritrovo un 98 che non mi torna in quanto, in settimana, mi era arrivata una mail con la comunicazione che il mio numero era il 936... boh, avranno cambiato qualche cosa...
si torna alla macchina, attacco il numero alla bici me poi ci penso su e dico: questo è un numero da prima griglia ed io non solo non ci devo entrare ma faccio addirittura un altro percorso per cui ritorno al bancone e chiedo spiegazioni: stia tranquilla signora....
va bene, se lo dite voi.
E si ripete la storia del numero sbagliato anche quando cerco di entrare nell'ultima griglia, Lei deve stare davanti.... ed io: no caro, la partono quelli del marathon , io non la faccio quella.... e spiega che mi hanno cambiato il numero, altri 10 minuti persi..... che du bale!
alla fine entro nell'ultimo gruppo, due chiacchiere qua e la ed arriva l'ora della partenza. Pronti via e son gia dietro la curva, lungo la strada... ed inizia lo sterrato e poi su per il cavalcavia..... e tutto torna alla memoria, percorso famigliare, la salita a Solferino, le poche persone ancora lungo il percorso, alcuni mi salutano, altri mi guardano come se fossi fuori posto...il solito insomma. Il percorso ricalca in parte una delle prime edizioni, le variabili sono poche ed i trenta km passano sotto le ruote con fatica ma io non mollo. Prima o poi arrivo come sempre.
E poi capisco di avere pochi km all'arrivo, il sottopassaggio, la ruota davanti che balla e mi fermo per assicurarmi che vada tutto bene; riparto poco dopo ed i cartelli a susseguirsi indicando 4 km all'arrivo, poi 3.....ed ecco la curva prima del traguardo.
Che sia ultima o meno non ha importanza, è sempre un emozione arrivare, sentire lo speaker dire il tuo nome, alcuni conoscenti urlarti e Brava kateeee e sempre mi emoziono.
Una corsa al ristoro, un abbraccio con alcuni amici, due parole con i genitori di Michy, una compagna di squadra...anzi l'unica visto che siam solo noi due in un mondo di maschi...... e me ne torno verso la macchina.
Rientro veloce oggi, ho un impegno nel pomeriggio per cui manco guardo le classifiche.
Fino a sera, quando scopro che non ci sono... ed una rabbia mi monta dentro.!!!
Come rimpiango quando il cronometraggio lo faceva Sdam, in un attimo ti arrivava il messaggio sul telefono con tempi, posizione in classifica e di categoria. Ora il cronometraggio lo fa Winning time e son gia stufa! Mi fanno passare la voglia di far gare. Ho pagato il rinnovo alla Fosbike per il 2016 ed a Monteriggioni mi è toccato pagare nuovamente perché dicevano che non lo avevo fatto, ora manco mi mettono in classifica... ooooooooooo, datevi una regolata cristo!
Due mail di protesta, la mitica Michy che ne manda una per me, ed ecco la risposta stamane alle sette: rimessa in classifica con tanto di scuse perché avevano frainteso la mail di iscrizione... dandomi numero sbagliato, griglia sbagliata ed attribuzione del percorso errata. meno male, ero furibonda.
E' andata anche stavolta ed anche se non ho ancora deciso quale sarà la prossima, son contenta cosi, mal di gambe compreso.
Ma la filosofia è sempre quella, lo star bene di testa in primis, col corpo subito dopo. Ed allora pedala Kathy che è la tua miglior medicina.
Alla prossima!

martedì 15 marzo 2016

25° Castello di Monteriggioni

Era un sogno, un desiderio mai appagato.
La granfondo sulle colline senesi con attorno masserie e castelli ad indicare la storia di una regione italiana, la Toscana, ricca di bellezze naturali, di colline spettacolari ricoperte da ulivi secolari ed attraversate dalla Via Francigena, la strada dei viandanti per eccellenza che da Canterbury arriva a Roma.
Ci ho pensato tanto prima di mandare l'iscrizione; non era una questione di soldi ma di timore nell'affrontare un percorso a detta di molti duro e tecnico ed il farlo dopo quasi un anno e mezzo di stop con pochi km nelle gambe e quei pochi in pianura, sapendo benissimo che per me sarebbe stata dura due volte di piu.
Comunque decido, ne parlo con mia figlia che sorride dicendo: tanto hai gia preso la decisione se ne parli mamma, per cui vai e come va va....
Ed è cosi infatti.
Il venerdi esco presto dall'ufficio, il camper pronto da giorni, carico le ultime cose e via verso l'autostrada e le 4 ore da trascorrere al volante.
Tratti di strada conosciuta, in Emilia Romagna, tratti nuovi una volta arrivata in Toscana, buio e stanchezza a farmi compagnia.
Arrivo a Monteriggioni ma gia da lontano ne vedo le luci illuminare le torri che circondano questo borgo medioevale, uno spettacolo nel vero senso della parola.
Avevo mandato una mail all'ufficio di informazione turistica e mi avevano detto che l'area di sosta camper è chiusa perché serve agli organizzatori e di parcheggiare tranquillamente alle scuole, cosa che faccio, chiudo tutto e me ne vado a dormire.
vengo svegliata al mattino alle sette da dei colpi alla portiera, apro e vedo uno degli organizzatori di Coppa Toscana che mi dice, come ad altri, di spostarmi perche li non si può stare.... scusate ma io ho una mail che mi dice di venire qua!!!!
Va beh, mi sposto e seguo gli altre due camper fatti sgombrare come me.
Strada stretta in salita dove due auto non passano e poi, esattamente sotto le mura, un grandissimo parcheggio pieno a metà!
Parecchi camper gia stazionano e mi sistemo vicino agli altri, assetto da stop per il camper e son pronta a fare due passi verso le mura.
Era davvero tanto tempo che non assaporavo quest'aria di storia talmente densa che ti si appiccica addosso. Bellissimo. Un negozietto di alimentari, un tabaccaio, un piccolo alberghetto, due ristorantini da venti posti ed una pizzeria, qualche piccolo negozio di artigianato vero e non cineserie varie, un hospitale per i viandanti della Via Francigena.... un sapore d'altri tempi nel museo dei templari..... uno spettacolo.
La piazza col pozzo antico, i vicolo che si affacciano sulle mura, la parlata calda e particolare dei toscani...ora capisco perchè molti stranieri hanno deciso di vivere qua.
A pranzo decido di fermarmi al Osteria del Travaglio e meno male che, passandoci davanti al mattino ho prenotato un tavolo... credo di non aver mai mangiato cosi bene! e la cortesia simpatica del titolare, Fabrizio, rende il tutto ancora più buono.
E prenoto un posto anche a cena! mi chiede se per cortesia posso cenare presto visto che dopo le 20.30 ha tutto riservato... ok no problem.
un pomeriggio passato a sistemare la mia Valchiria, a guardare le decine e decine di biker che arrivano da ogni dove, una passeggiata lungo l mura del castello facendo la strada esterna per capire quale sarà la famosa salita verso la porta medioevale che tanto spaventa tutti per la pendenza.... ed effettivamente due sgrisoli mi vengono a guardare la lunga striscia di strada sterrata che sle per finire sui ciottoli scivolosi dell'ingresso...... va beh, prendiamola con filosoferia e domani vedremo..
A nanna presto dopo cena, dormo male come sempre per l'agitazione ed ale sette son gia in piedi, mezza rimbambita e preoccupatissima.
Mi vesto, bevo un goccio di the e mangio due biscotti ( cosa che rimpiangerò piu tardi quando resterò senza benzina), scendo e guardo il mondo colorato delle gare che si anima con decine di auto in arrivo, bici di ogni colore e marca,  maglie colorate di ogni squadra possibile... il mio mondo per anni; non riesco a non sorridere sebbene mi senta fuori posto con i 55 anni sul groppone, il peso che non va d'accordo con le salite in bici ma so anche che questa sarà la mia riscossa perchè ho tanta voglia di tornare in sella per davvero, ributtarmi nella mischia e riprovarci....
al traguardo arriverò, lo so, magari con le lacrime agli occhi ma ci arriverò.
alle 9 e mezza mi avvicino alla partenza, salgo a piedi quella rampa che segnerà anche la fine di questa gara e mi metto in coda con tanti altri.
Alcuni visi conosciuti, altri li intravedo ma molti non so chi siano, mi metto nella mia griglia ma me ne sto in parte... ho un attimo di paura. Un respiro, chiudo gli occhi e cerco di rallentare il cuore che pare impazzito... e via!
la lunga discesa dal castello dopo il passaggio dalla porta d'ingresso, la strada asfaltata dove il serpentone si snoda, l'inizio dello sterrato ed il respiro che si fa corto... ma non mi fermo. Ho due amici accanto, due escursionisti a cui, probabilmente sto simpatica e che decidono di scortarmi fino alla fine. E devo ringraziare loro, per tutto, per la tenacia con cui mi hanno continuamente spinta a parole, dai non mollare, dai dai che ce la fai... e riuscire a superare gente nonostante tutto, nonostante a volte mi mancasse il fiato ma spegnere il cardio per non vedere il continuo fuori soglia. e cosi per tre ore e mezza, tra boschi e panorami bellissimi, lo scendere per dei sentieri che mi hanno sempre spaventata ma loro, Enrico e Mauro, Uno di fronte ad indicare la traiettoria ed uno accanto a rassicurarmi mi hanno portata giù, incolume, stravolta dalla stanchezza ma intera.
E quando ho passato il guado a piedi ed alzato gli occhi ed ho visto il castello li, sopra di me, è stato come se avessi vinto io...
La salita del castello, quasi tutta a piedi, l'entrata per la porta dell'arrivo, il brava detto da un ciclista di non so quale squadra, i miei due angeli che se la ridono e mi offrono un bicchiere di sali che pareva rosolio... e non riesco a non avere il groppo in gola. Si lo so, direte ma perchè, sei arrivata in fondo no???
Ma io la vedo come se avessi vinto una sfida contro tutto, contro i medici che mi han sempre detto      " in sella non ci torni più", contro i sorrisi di quanti mi guardavano in griglia e sorridevano pensando "ma quella dove va"... so che non dovrebbe importarmi di ciò che pensano gli altri, ma a volte certi sguardi fanno male, come se il mondo fosse solo di chi è giovane, magro e bello. Ma ci sono anche io, che giovane e bella non sono più, che magra magari non sono mai stata ma che ha dentro tanta di quella forza, tanta voglia di rivalsa e  voglia di rimettersi in gioco.....
Come sempre me ne sono andata senza guardare classifiche, non me ne può fregare di meno. io ho vinto ciò che reputo più importante, il mio star bene e la voglia di sorridere.
Alla prossima ragazzi!

lunedì 29 febbraio 2016

Fosbike 2016

Si riparte, o meglio, ci provo!
La Fosbike credo sia una delle tante gare che ha segnato i miei lunghi anni di militanza sulla mtb, non so piu quante edizioni ho fatto di questa gara di pianura spezzagambe!
Mi ero fatta mandare il modulo di iscrizione da Stefano via email, pagata l'iscrizione e via, sperando in una giornata clemente.
Ma il viaggio verso San Marino di Carpi inizia il giorno prima, con una sosta a Pegognaga, dove avevo lavorato dopo il terremoto di 4 anni fa; una sosta da amici, Resia e Giuseppe, che mi ospitano a pranzo e mi fanno sentire a casa ogni singola volta.
Ed il tempo vola tra risotto alla mantovana e risate, aneddoti raccontati ridendo da Ivan e Lara, ed è bello rendersi conto che una disgrazia cosi grande come un terremoto mi ha dato la grande ricchezza di quest'amicizia stupenda, che dura da 4 anni e non finirà mai. So che ogni volta passerò di qua sarà sufficiente suonare il campanello per vedere il viso sorridente di persone a cui mi sono affezionata tantissimo. Me ne vado verso le 15 con una bottiglia di limoncello fatto in casa con la promessa di ritornare e portare la bottiglia vuota......
un altra mezz'ora di strada ed eccomi a san Marino di carpi, parcheggio allo stesso posto di sempre e perfino i residenti ormai riconoscono il camper e mi salutano.
Assetto da sosta ed ascolto il diluvio che scende, rendendo l'interno del camper una specie di culla, dormirei volentieri ma decido di sistemare alcune cose e, purtroppo, mi accorgo che la stufa non funziona. Fa freddo!!!!!!
Pensavo di andare a ritirare il pacco gara ed il numero ma mi sa che ci andrò domattina, la pioggia è troppo battente e non ho voglia di bagnarmi
Alle sette e mezza, come ogni anno, arriva Alberto, un amico da anni, con cui vado a cena dal cinese... ogni anno un cinese diverso ma stavolta il ristorante è davvero speciale. Ottima cena ed ottima compagnia, parlando di bici, gare, giri da fare, progetti... e la serata passa in un attimo.
Ritorno al camper ed è ora di andare a nanna-
Alberto se ne va dicendo che arriverà verso le 8 del mattino successivo e che parte della gara la faremo assieme!
ho i miei dubbi, lui viaggia come un treno, io sono ferma da mesi e col tempo che fa on vedo come potrò essere all'altezza della gara stessa.
La notte scorre tra scrosci di pioggia ed un vento teso che scuote il camper talmente forteche sembra spostarsi qua e la.
Il mattino arriva, l'acqua del the  che bolle, la colazione nel silenzio della fredda domenica ed il vestirsi per uscire sotto la pioggia per ritirare pacco gara e numero.
L'incontrare tanta gente che conosco, alcuni salutano, altri non.... il solito mondo insomma, non è cambiato nulla in questi mesi. Due chiacchiere con i ragazzi dello Sculazzo, sempre presenti in massa, due battute con altri lungo la strada e me ne torno al camper.
La bici da preparare e la spiacevole sorpresa di trovare la gomma posteriore a terra nel toglierla dal gavone. Sperare che il fast tenga per la durata della gara, controllare la pressione, attaccare il numero, preparare la borraccia... automatismi acquisiti negli anni ma che sono quasi nuovi dopo tanti mesi di digiuno dalle ruote grasse.
Arriva Alberto ed assieme andiamo verso la partenza. Sono le 9 e mezza ed ho quasi paura.
La pioggia ed il freddo, il fango lungo il percorso che conosco da anni mi spaventano un poco. La novità di quest'anno è un lungo giro di lancio di 8 km, vediamo come va. Tutti partono subito a manetta, io resto ovviamente indietro e poco dopo vengo raggiunta dai due ragazzi in bici che fanno da scopa. Come al solito insomma, piano piano che è meglio. Si chiacchiera del piu e del meno, ci raggiungono dei ragazzi con delle bici che sembrano ferraglia, sono gli organizzatori della Balorda a cui ho partecipato lo scorso anno e quando dico loro che c'ero anche io tra gli scatenati della scorsa edizione mi fanno tanto di ola ed applauso. prometto di tornare, e devo dire che mi ero divertita tantissimo, e si continua assieme.
Km dopo km mi rendo conto che sarà quasi impossibile per me portarla a termine, 55 km di fango sono improponibili col poco allenamento che ho, decido sin da subito di fermarmi alla fine del prim o giro e credo sia stata la scelta migliore visto che poco dopo la pioggia è diventata uno scroscio pazzesco.
Sotto la doccia bollente del mio camper poco alla volta mi sono rilassata e scaldata, avevo ( ed ho ancora) gli alluci blu per il freddo.
un po di pausa a bordo della mia casa su ruote e poi al pasta party.
Ed è la parte piu bella della giornata, tante persone mi danno il bentornata alle gare, tanti altri mi salutano con affetto ed il gesto piu bello è stato quello di Fabio Pasquali che, dopo la sua premiazione, regala a me il suo premio come incoraggiamento a non mollare e vuole rivedermi presto in sella...... L'ho sempre adorato come persona, gentile, umile nonostante le centinaia di vincite ed innanzitutto una persona con la P maiuscola.
Poco alla volta me ne torno al camper, saluto gli amici, un abbraccio ad Alberto e si riparte verso casa.
Stanca certo, ma il cuore è leggero, sembra faccia qualche battito in più ma so che è la soddisfazione di averci provato. Certo nulla di che per quelli che vogliono la posizione in classifica, io non ci sono neppure, ma chi se ne frega! io sono qua, sto bene, ho le dita dei piedi gelate ma sto da dio e spero tanto di poter tornate alle mie 20 o più garettine all'anno.... cosi sarete sicuri di non arrivare ultimi perché ci sarò io a chiudere la fila ma sempre, dico sempre, col sorriso sulle labbra.
Alla prossima ragazzi!

venerdì 26 febbraio 2016

Tra India e Nepal- Mostra fotografica di un amico

L'invito è arrivato prima di persona e poi via web, sui social, facebook in particolare.
Ho sempre visto le sue fotografie nei vari album pubblicati di viaggio in viaggio ma una proiezione con il racconto di chi ha vissuto questa emozionante avventura è un altra cosa.
iniziata con le foto del viaggio in India, lo spettacolo dei colori sgargianti mentre in sottofondo il racconto indicava i luoghi e le sensazioni, le esperienze vissute e le emozioni assimilate, mi sono trovata immersa in un mondo poco conosciuto.
Certo, le foto dei monumenti le ho gia viste, le reggie principesche dei Maraja a filo dell'acqua, le scultoree costruzioni affioranti dei fiumi fanno pensare ad un mondo che non esiste più, alle vecchie colonie britanniche che, seppur scomparse da anni, restano nelle memorie di quanti, come me, hanno sufficienti anni sulle spalle per averne letto e studiato.
E scorre il racconto di parole a spiegare i luoghi, le conoscenze, i templi.....
E si passa al Nepal.
Sogno di un viaggio mai fatto che guardo con ancor più interesse.
E sorridere vedendo che la fotografia ha colto tutto ciò che di turistico non c'è, cioè l'essenza stessa del viaggio, il sorriso dei bambini, gli occhi tristi di altri, i colori smorzati dalla polvere sulla pelle di quanti camminano per strada.
Pochi i templi ed i palazzi, alcune rovine eredità purtroppo del tremendo terremoto dello scorso anno che ha lasciato delle ferite sulle costruzioni delle città ma che ha reso il popolo dei Nepalesi ancor più forte.
 Mi ha colpito lo sguardo rassegnato dei bambini nell'orfanotrofio visitato da Marco durante il viaggio e qua si vede la sensibilità dell'uomo dietro la macchina fotografica, cioè il saper cogliere tutto ciò che si cela dietro la facciata del turismo, ovvero la vita reale, cruda e triste ma al contempo calda e giocosa di alcuni scolaretti a cui regalare delle penne per la scuola. Un regalo che sarebbe snobbato nel nostro mondo occidentale mentre per loro diventa un possedere qualcosa di prezioso, un valore grande accanto alle matite che in pochi hanno.
Lo sguardo sgomento poi, sull'ospedale, uno scarno angolo in una struttura scadente, un tavolaccio di legno come sala operatoria, medicinali scaduti che sono l'unica risorsa possibile per tentare di curare malattie e malanni che da noi farebbero sorridere ma che in alcuni paesi significano ancora poter morire per una semplice infezione.
Credo che in questa serata si sia visto un viaggiatore e non un turista, un uomo che ha capito come e cosa cogliere di angoli di mondo lontani da noi, sia per la distanza fisica che per la cultura.
Teniamolo d'occhio questo fotografo perché di strada ne farà, ne sono certa, davvero molta.

giovedì 25 febbraio 2016

A vaiiiiiii di Kart!

Magari a piedi vado piano, in bici faccio pieta ma mi piace tantissimo sfrecciare in pista all'autodromo di Castrezzato!!!!!!!
Mega serata in compagnia della squadra ciclistica per il nostro Trofeo Ftc Equipe, giunto alla terza edizione!
bellissima serata oltre che divertente  gustosa, visto che si festeggiava il compleanno del Gervasoni con salame, torte e una chicca di Aldo, fichi in agrodolce con mascarpone!

lunedì 22 febbraio 2016

California Run -Molinetto di Mazzano

Iniziamo a fare qualche cosa va.
Ed eccomi alle sette del mattino in macchina alla volta di Molinetto di Mazzano e cercare la Palestra California da dove parte questa garetta di corsa a piedi.
Nulla di che, poco allenata, ma la voglia di fare qualche cosa in attesa di riprendere in mano la bici cè per cui mi iscrivo, ritiro il pacco gara, mi bevo un the caldo al bar prima di partire e mi avvio in compagnia del mio vecchio professore di matematica che, alla bella eta di 76 anni, si fa 50 gare podistiche a stagione, in gamba più che mai,
Lui ha i bastoncini, io no, mi accodo e per star dietro a lui devo allungare il passo non poco, quasi di corsa... viaggia come un treno. Avevamo deciso per la corta ma nessuno ci ha segnalato il percorso corto per cui, volenti o nolenti si fa la 12 km.
Sentieri tra le piante, si fiancheggia un maneggio estesissimo; peccato per l'inciviltà degli uomini, ovunque elettrodomestici abbandonati, materassi gettati nei ruscelli, immondizia a kg... siamo delle bestie, altro che storie. Alla fine si arriva, io ansante e dolorante per sto tallone che rompe le scatole, lui arzillo piu che mai..... un ristoro veloce e me ne torno a casa, stanca ma in fondo rilassata.
Un po alla volta sto tornando nella condizione mentale della gara, non per arrivare a punti ma solo al traguardo, quel traguardo che è sempre stato il mio solo obbiettivo.
Alla prossima, in sella magari.


martedì 26 gennaio 2016

tanti anni dopo....

INTERVISTA ALLA BIKERS KATHY PITTON. DA ALFIO MONTAGNOLI SPIKERS DI PIANETAMOUNTAINBIKE


Sarebbe esagerato, attribuirgli il titolo di "personaggio" del 2008, ma di certo, non crediamo di sbagliare definendola una delle più originali interpreti dello scenario Off Road del nord Italia.Di lei, conosciuta prima, per i suoi diari,attraverso i quali ci ha reso "correi",delle sue imprese agonistiche,e poi sui campi di gara,ci ha colpito l'aspetto un po’ teutonico: bionda,occhi azzurri,fisico,non ce ne voglia un po’ robusto, ma sopratutto la grande passione e la grande serenità, con cui vive la “ sua” mountain bike, alla luce di tutto questo,abbiamo voluto saperne di più,ad iniziare dal nome ..Kathy PittonK…Kathy da Katrine, sono nata ad Arau (Svizzera),ma risiedo a Iseo (Bs) ,da quando avevo 12 anni, divento Caterina quando nel 1979 prendo la cittadinanza italiana, ma tutti mi conoscono come Kathy, in quanto al cognome,mio padre è di origini friulane, da cui o da qui ..Kathy PittonD.. quando la folgorazione per la MTB ...K….la passione per la mtb, è cresciuta in me poco a poco, tutto ha avuto inizio dieci anni fa dopo un brutto periodo di malattia, mi ha aiutato ad uscirne,mi ha dato nuove motivazioni, mi ha aiutato inoltre, a perdere i trenta chili in meno che attualmente mi ritrovo, o meglio che non mi ritrovo,ne ho ancora parecchi da smaltire , ma non ho fretta con il tempo se ne andranno….D…Marathon o Cross Country, e che biker sei?K….Marathon…decisamente, non sono tagliata per l’XC ,qualche volta ci ho provato,ma spesso quando io concludevo il primo giro,gli altri avevano finito la corsa,..no,senza esitazioni dico Marathon, li riesco a trovare il mio equilibrio,li riesco a trovare la carburazione giusta,(mi ritengo un diesel),e poi la lunga distanza mi fa scoprire nuovi scenari,e mi fa conoscere tanta gente con cui condividere la fatica, e la gioia di vivere questo meraviglioso sport…
D…..stagione 2008…e come ti stai preparando per il 2009K….stagione 2008..vorrei dimenticare la brutta caduta di Odolo( Bs) ,nella Conca d’Oro,per il resto è stata una stagione che vorrei rivivere,ho conosciuto tanta gente,ed in particolare ho instaurato un bel rapporto di amicizia,con il Team Sculazzo, per il 2009 mi sto preparando alternando palestra, piscina e sci da fondo , ma principalmente cerco di star bene con me stessa,senza forzature,divertendomi, se non ci fossero questi presupposti cadrebbe tutto…… nel 2009 vorrei correre il River Marathon Cup, ripercorrere la 24 ore della Val Rendena e di Idro, poi la Via dei Saraceni,… mi ci vorrebbe una settimana per elencarle tutteD…..sogno nel cassetto?K…..tanti sogni…cosa vuoi vivo alla giornata, il domani è una cosa sconosciuta,preferisco affrontarlo man mano,sogni…quello che ogni genitore vorrebbe: vorrei vedere mia figlia sorridere,saperla felice…credo sia il sogno principale, poi magari qualche raid nel deserto…la muraglia cinese…il ponte sul fiume Kway ,il deserto del Mohhwe..e tante altre mete, tutto ovviamente in stile Kathy , zaino in spalla e via…..D…..riflessione finale….K….so’ che molti mi considerano un po’ “fuori”, mi guardano con un sorriso della serie” ma perche non te ne stai a casa”,io so’ solo che faccio quello che mi piace e che amo,senza illusioni,conosco i miei limiti, la considero se vuoi una sfida con me stessa,…seguo le emozioni del momento,mi commuovo, quando taglio il traguardo e mi dico “Kathy anche stavolta è fatta”,mi commuovo alle premiazioni, insomma tante emozioni, ed un mare di forze dentro che mi spingono ad andare avanti, ed avanti ancora….quindi bikers, rassegnatevi….vedrete ancora per molto questa inguaribile Old Lady, ho ancora tanti sentieri, da scoprire…………Bikeralf

3 commenti:

MARZIANO ha detto...
GRANDE KATHY SEI VERAMENTE UNA BIKER COME SI DEVE.

AUGURI DI BUON NATALE A TUTTI I CINGHIALI NOVESI
Anonimo ha detto...
Kathy ho riletto più volte l'articolo, beh che dire, smaltisci ancora un pò quei kiletti di troppo, sei bionda occhi azzurri... UNA BELLA CINGHIALOTTA! ciao
Anonimo ha detto...
mi hanno detto che e una gran pedalatrice verra' a trovarci da queste parti?

mercoledì 20 gennaio 2016

Corsetta nel freddo

Ed ecco la prima podistica del 2016, a Cogozzo, tra Villa Carcina e Sarezzo. Otto km in compagnia di Giorgio Quaresmini, compagno di squadra dell'Atletica Franciacorta. Io cammino o corricchio, lui corre, ha fatto 15 mezze maratone lo scorso anno piu una valanga di podistiche tra gli 8 ed i 12 km...
Io ci provo.
Mal di schiena ed acciacchi vari permettendo.
Ma il fondo quei passaggi lungo il Mella non sono male, l'atmosfera seppur fredda gelida si scalda all'arrivo, al ristoro, ai saluti con le persone conosciute nel corso degli ultimi anni dove, anziché sui pedali, ho inforcato le scarpette da corsa.
Buona la prima seppur con un mal di schiena potente all'arrivo.
Alla prossima ragazzi.

giovedì 14 gennaio 2016

Cominciamo va....

Ricominciamo a muoverci va che è meglio!
l'8 dicembre scorso mi hanno premiato alla festa Brescia running per aver fatto 25 gare podistiche nel corso del 2015, ora è meglio darsi una mossa per il 2016.
Lentamente.
Di piu non posso con tutti sti cavolo di problemi medici....
almeno ci provo, un po di bici, la palestra, le camminate e forse la corsa, il nuoto...
dai Kate, non mollare... me lo dico da sola......

venerdì 9 ottobre 2015

Semplicemente me stessa

Who am I?

Bella domanda.
Di sicuro non lo so neppure io con precisione, fatto sta che son ciclista scarsa per passione ed amore, nuotatrice per diletto e runner per scappar via una volta ogni tanto.
Quando iniziai a pedalare sulle ruote grasse le stesse erano cosi rare che ti guardavano con sospetto e meraviglia al contempo ma presto si resero conto che con quelle ruote artigliate potevi andare un po’ ovunque, cosa che con una bicicletta normale non potevi fare. Perché ho iniziato? Per paura, per riscatto, per voglia di farcela dopo un brutto periodo di malattia che mi aveva lasciato cicatrici visibili sul corpo ed invisibili nell’anima, un anima che non ha voluto saperne di arrendersi e che, ancora oggi, non molla di un centimetro sebbene vi siano moltissimi motivi per iniziare a pensare ad andare in “pensione” dall’agonismo.
Andare in bici mi faceva star bene quando nessun farmaco riusciva a farmi stare in piedi e, poco alla volta, mi sono ritrovata a rincorrere ragazzi sulla ciclabile delle Torbiere, raggiungerli e superarli, con meraviglia mia innanzitutto e loro naturalmente. E da allora son passati 20 anni e sto ancora pedalando.
Le mtb per me è avventura, scoperta e voglia di esplorare; non so neppure io quanti km ho fatto in tutti questi anni, zaino in spalla, spesso da sola con le cartine in mano per capire dove girare ed andare, alcune volte con il mio più grande amico, Dado, che mi ha accompagnato praticamente ovunque in giro per l’Italia pedalando al mio fianco. Facevamo centinaia di chilometri senza parlare, dividendo borracce e barrette, fermandoci a far qualche foto nei punti in cui vedevamo scorci meravigliosi, cascate e fiumi in piena o picchi rocciosi sui quali salivamo con la bici in spalla arrancando, sedendoci poco dopo sulle sommità a guardare la valle sottostante sempre in silenzio, non volendo disturbare quello spettacolo immenso che è la natura.
E poi le gare arrivando tra gli ultimi ma col sorriso sulle labbra, i panini rubati ai ristori e le risate in compagnia, le decine di persone conosciute negli anni diventate amici a cui non potrei rinunciare. Le cadute, le botte e le escoriazioni portate con orgoglio come medaglie anche se con le lacrime agli occhi… tutto questo era ed è ancora la mia mtb!
Quante volte mi hanno chiesto “perché lo fai?” e non saper cosa rispondere se non “perché mi piace”. Oppure quando mi dicono “ …ma alla tua età…” storcendo il naso….. beh a loro non do neppure risposte, non è necessario farlo, solo loro che se le devono dare da soli, che devono capire cosa possa essere importante per loro stessi senza dover giustificare scelte o passioni ad altri che si fossilizzano su “usi e costumi” costruiti da una società che poco pensa all’individualità ma solo alla massa; io ho scelto per me stessa di stare bene con il mio io, cioè ciò che reputo importante.
E se questo star bene significa sudare ed avere il fiato corto per arrivare in cima ad una salita che sembra non finire mai, beh allora va bene cosi. Nulla mi appaga di più di un alba vista sul lago da Polaveno o di un tramonto visto dal monte sopra Sale Marasino, non vi è nulla di più bello di un lungo faticare sulla Valeriana o sulla strada di Zone per arrivare al Redentore in Guglielmo per pestare la neve quando a valle si gira ancora con le maniche corte.
Le immagini immagazzinate nella mia testa, nei cassettini dei ricordi del mio cervello, resteranno con me per sempre. Ho avuto la fortuna di pedalare in quasi tutto il nord Italia, in lungo ed in largo; ho visto la fantastica foresta nera in Germania dove i castelli che sbucavano tra i tronchi massicci facevano da contorno a paesaggi da fiaba e la fantasia faceva il resto, immaginando cavalieri in corazza su cavalli possenti e potevi davvero pensare di essere nel Medioevo tanto tutto pareva immutato; oppure ancora le montagne lungo la Costa Azzurra dove ho passato una settimana intera pedalando sui tracciati della Roc d’Azur in compagnia di migliaia di altri appassionati come me.
E come posso scordare le risate fino al mal di pancia quando, sempre in compagnia di Dado, mi son persa provando un percorso di gara e siam arrivati al traguardo del giro di prova che la gara era partita da un ora! O quando alla Aironbike Dado ha bucato e si è nascosto dietro ad una pianta per far pipi nel mentre passava il quad mandato da me a cercarlo visto che la gara era finita da mezz’ora e dicevano che sul percorso non c’era più nessuno? quasi interviene l’esercito pensando fosse caduto nel Po mentre lui era tranquillo al bar del paesino accanto a mangiarsi un panino perché quasi morto di fame….. ed ancora al ristoro di non so più quale gara dove abbiam bevuto un calice di Lambrusco e siamo arrivati cantando a squarciagola Mandolossa di Charlye Cinelli….
Questa è stata ed è la mia mtb, e di sicuro fin quando riuscirò a stare in sella ed avrò voglia di arrivare in cima ad una salita, a vedere l’alba o un tramonto o semplicemente per vedere se le nuvole corrono davvero quando sono più in alto sarà la mia filosofia di vita.

K. Pitton

martedì 6 ottobre 2015

6h di Urcis

Come si fa a non andare alla Urcis?
non posso non andarci, buttarmi nella mischia, provarci, bermi la birra al ristoro e star bene di testa per due o tre giorni!
Ed aspetto il post sulla pagina Facebook che dice che aprono le iscrizioni, mando il tutto il più velocemente possibile, prima iscritta ogni anno, categoria solitari cosi, se vado piano, non rompo le scatole a nessuno.
Gia il venerdì sera dopo il lavoro butto sacca e bici sul camper e mi avvio verso Orzinuovi e la frazioncina di Barco dove, da sette anni, parte questa bellissima gara che sembra una festa spettacolare di fine stagione per il mondo della Mtb.
Arrivo, parcheggio più o meno nello stesso posto di sempre, oscuro i vetri e mi avvio verso la zona check in dove ritiro numero e pacco gara; amici da salutare, battute da scambiare e poi mi rintano nella casetta su ruote in solitudine, leggo un poco, guardo la tivu, ceno pensando a domani, chiedendomi come altre mille volte "ma ce la farò"?
Il tempo scorre lento, sento altri arrivare e parcheggiare nella serata inoltrata accanto a me, ma io ormai sono in modalità off.
Mi sveglia il ticchettio della pioggia durante la notte, nulla di che ma mi abbatto, gia non vado, se poi trovo fango non vado del tutto... speriamo smetta va! e cosi sarà infatti. Le gocce si diradano man mano ed al mattino nuvole si ma pioggia zero.
Iniziano ad arrivare tutti presto, alcuni addirittura in autobus privato; macchine stracariche di bici, borse e ragazzi, furgoncini trasformati in piccole officine meccaniche, un sacco di facce sorridenti e la voglia, palpabile nell'aria che si respira, di mettercela tutta in quest'ultima prova dell'Endurance tour.
Sono indomabili questi ragazzi. Non vedo Charlye in giro e lo chiamo al telefono, lui è l'addetto al percorso ed oggi seguira la gara dei bambini nel campo che per tanti anni è stato il punto di partenza di questa gara atipica, con ristori fatti da birra alla spina e spiedo finale.
Ed è ora di mettersi le scarpette ai piedi, preparare la bici e provare a combinare qualche cosa.
I miei nuovi compagni di squadra hanno posizionato il gazebo sul percorso dove anche io potrò mettere le mie borracce o ciò che riterrò opportuno per la gara; loro vanno come treni, io faccio da vagone ristorante va che è meglio. Ed è ora di partire, tutti schierati al centro di Barco per la novità di questa edizione, un lungo giro di lancio che farà comunque parte della gara per poi immettersi nel percorso vero e proprio e pedalare lungo i 12 km che caratterizzano questa gara nel parco dell' Oglio.
E le prime pedalate portano le immancabili lacrime di chi ama la mtb alla follia ma che  ha poco o nulla più da dare a questo mondo se non qualche apparizione sporadica qua e la.
Potrei farlo ad occhi chiusi il percorso, fatto sia in un senso che nell'altro nel corso degli anni ancor prima che fosse la mitica Urcis! Solo i due nuovi single ricavati nel bosco mi mettono in difficoltà ma li faccio a piedi scusandomi mille volte quando penso di intralciare qualcuno.
Ma il lungo single storico, quello nel bosco, tracciato anni fa dai ragazzi della Sacheschinghem, battuto e durissimo tra le piante quello.... beh quello lo amo! largo abbastanza per far passare due bici per cui a chi chiama strada ed ha fretta non rompo le scatole. Quanto è bello ragazzi.
E poco alla volta finisce il primo giro con birra obbligatoria, il secondo idem e seconda birra... ed il terzo con relativa bionda... e basta per me.
Stanca, con le vesciche ai talloni perchè non più abituata alle scarpette rigide da ciclismo, con la schiena che fa un male cane mi avvio verso il camper e la rinfrancante doccia calda che lava via polvere e parte della stanchezza.
Poi la compagnia dei miei compagni al gazebo a far il tifo a chi corre ancora con le luci accese nella notte. Miky e Jeky che arrivano per stare in compagnia portando una torta al caffè che divideremo al tavolo dopo gara, le chiacchiere su tutto e tutti come amici veri che dividono passione e tanto altro.... e la serata va a concludersi poco alla volta fino a quando, tutti stanchi, si torna verso le macchine e si parte per tornare a casa. Ma quello che resta di questa giornata è la consapevolezza di essere parte di un gruppo, di qualche cosa di più grande, il piacere di aver riso e condiviso parole ed emozioni, pedalata dopo pedalata, goccia di sudore e manciate di polvere che hanno arrossato e colorato la pelle e che ci hanno resi uguali seppur diversi ma tutti, proprio tutti, col sorriso sulle labbra.
Alla prossima ragazzi!





sabato 26 settembre 2015

Nostalgia

Credevo non mi capitasse piu, invece stamane, mentre passavo dal paese prima di andare in ufficio, il carrozzone colorato della Gimondi era li, ammiccante, coinvolgente.
Sebbene non ci siano ancora le transenne a delimitare il percorso di gara, non ci siano gli striscioni qua e la, gia si vede il fermento della preparazione dei gazebi, uomini ai lati strada con corde, cavi etc.
Bevo il caffè in compagnia di Dado, il mitico amico da 40 anni, lui ci sarà domani in griglia tra i 1500 alla partenza, ma io no.
Ne ho fatte 9 di Gimondi, con la pioggia o il sole, fango ovunque o polvere che inaridisce la bocca e non fa respirare, le cadute e le botte, i lividi che restavano settimane ma al traguardo sempre. Poi la decisione, basta Gimondi, la posso fare ogni singolo giorno dell'anno sul percorso permanente. E poi tutte le problematiche di salute che mi hanno portato ad abbandonare la bici, la mia amata Valchiria, se non per qualche apparizione sporadica qua e la più per goliardia che altro.
Ormai hanno tutti la 27 e mezzo o la 29, obsoleta la mia vecchia 26, fedele compagna di mille avventure;  quasi 900 gare in vent'anni, prima con Pendragon, la vecchia 26 Full Dinamic e poi lei, la mia Valchiria in titanio, fatta su misura per me dalle mani sapienti di un Signor meccanico di bici.
Ma ogni anno, quando il colorato mondo della mtb si colora accanto a casa rieccola la nostalgia che morde gola e stomaco; ancora voglia di fango addosso, di polvere tra i denti, di mal di schiena per i troppi km e di mal di gambe per lo sforzo in salita. Ed i ricordi si sovrappongono gli uni agli altri, le discese nel canalone dove penso di aver fatto decine di voli, dove mi sono spaccata costole e naso ma dove ho tenuto duro arrivando ultima a luci quasi spente sulla gara, quando nessuno era più ad aspettare gli arrivi se non mia figlia, piccola allora, che mi chiamava e mi abbracciava come se avessi vinto io.
I passaggi al castello di Passirano, a volte dentro il castello a volte fuori e la botta finale, la Madonnina del Corno, palestra per eccellenza dei biker locali, dove o hai ancora birra nelle gambe o te la fai a piedi ma quando scendi sai che ormai è fatta, che sei arivato e che manca pochissimo allo striscione d'arrivo passando prima in piazza, nella passerella finale dove sai ti aspetta mezzo paese.
Dio quanto mi manca! non so cosa darei per poterci essere ancora.
Ma il mio corpo ha deciso diversamente; ora corro, nuoto e la bici è li, ferma, in garage....
Ancora una volta Valchiria, che dici, ce la faremo>? ancora solo una volta.... facciamo che sia l'obbiettivo dei miei 55?
Ancora una volta....

un po qua un po la




A casa non riesco a stare, o meglio, non riesco a stare sul divano.... Tanta voglia di tornare in bici, ma tanta tanta

giovedì 10 settembre 2015

San Ba Run - Brescia

La trovo su facebook, decido d'andarci ed eccola fatta!
Una parte della città che non conosco, un parco decisamente bello da percorrere di corsa, un rinfresco a base di frutta e devo dire che, nonostante all'inizio avessi quasi deciso di tornare a casa senza correrla, ho fatto bene a restare.
Solo 5km, corsi quasi tutti nonostante il mal di schiena che rompe le scatole ultimamente, un pezzo a piedi con passo di marcia, un punto in cui quasi mi perdo ma tutto sommato positiva dai.


martedì 8 settembre 2015

Correndo qua e la

In attesa di tempi migliori con la mia mtb, corricchio qua e la
Venerdi sera a Borgo trento, brescia, per una 6 km in tutta tranquillità, mentre domenica a Flero
 per la corsa con l'Avis di 5 km.
Ferma non sto!