La nuova squadra

La nuova squadra

Atletica Franciacorta

Atletica Franciacorta


Il mio credo in queste parole

Il mio credo in queste parole


Il vero leone lo vedi solo fuori dal branco.
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco ed i puntini sulle i piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza pers eguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire dai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualche cosa che conosce. Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo maggiore del solo respirare. solamente l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendita felicità.

(P.Neruda)

RICORDATI DI OSARE, SEMPRE!!!!


domenica 1 agosto 2010

Alone Bike nel mondo di Narnia.



Alone Bike…bicicletta solitaria, più o meno cosi recita il nome in inglese, Memorial Jose Pellegrini che non so chi fosse ma doveva essere una persona importante se hanno deciso di dedicarle una competizione sportiva e Casto, Valle Sabbia, uno dei pochi paesi di questa valle che non conosco e che non ho percorso in mountain bike.
Volantino recuperato da qualche parte, iscrizione e pronti via alle sei del 1 Agosto, non so neppure dove sia di preciso, un puntolino sulla cartina tra la Val Trompia e la Valsabbia, vicino a Lumezzane o poco più giù e decido di affidarmi al navigatore e di ascoltarlo stavolta e non fare di testa mia come al solito….quanto mai!!!
Allora per la strada di Polaveno no perché con il diluvio dell’altra sera c’è stata una frana, Lumezzane non mi piace la strada del Dosso dei Galli o come si chiama ed allora faccio le coste dalla città verso Odolo e fin qua tutto ok.
Seguo la suadente vocina del trabiccolo di bordo e seguo per Agnosine e già li cominciano a venirmi alcuni dubbi, strade tanto strette che vado al rallentatore, ad un certo punto sparisce anche l’asfalto, boschi dappertutto e nessuna anima viva in giro… vero è che sono le sei e mezza ma comincio a preoccuparmi, meno male che parto sempre presto.
Su e giù, un tornante dietro l’altro e scendo su di una strada trafficata finalmente per vedere , poco dopo, il cartello con scritto Alone 4 km.
Ok ci siamo penso al momento, ed inizio a salire su questi stretti tornanti con le pareti a strapiombo; mi ritrovo davanti ad una stretta galleria, sembra un vecchio passaggio per carrozze e dal lato opposto mi accoglie un mondo diverso…
Pareti scoscese a strapiombo, ruscelli, stretti ponti su di cui passa una sola automobile che sembra del tutto fuori contesto nel luogo, rocce che sembrano allungarsi sulla strada ed un continuo salire ed intravedere la vale sottostante che sembra uscita da un film, Narnia appunto..
Sempre piu stretta la strada e nel pensare “ spero di non incontrare un macchina in senso opposto…”, come la legge di Murphy insegna, tacchete che arriva e tutti fermi, retromarcia e manovre varie per passare; e poi su ancora fino al paesino che sembra uscito da un qualche cartolina, non c’è un pezzo di strada dritto a pagarlo, anche i balconi sono in pendenza.
Trovo parcheggio sul sagrato della chiesa accanto alla partenza ed all’automobile di Alfio Montagnoli che ci terrà compagnia con la sua musica e la sua voce durante la gara. Un attimo dopo un'altra macchina si affianca e ne scende il mio campione preferito, Carlo Zaglio a cui regalo subito una copia del mio “libro” come promesso assieme ad un bacio sulla guancia; mi ha fatto un grande regalo rendendosi disponibile a premiare i miei ragazzini del corso mtb della nostra squadra e di certo non è stata colpa sua se il tempo ha deciso di scatenare un mezzo diluvio quel pomeriggio ed abbiamo annullato la garettina del ragazzini, trasferendoci all’oratorio e rinunciando alla sua presenza, sarà per la prossima spero.
La verifica tessere, il 153 mi accompagnerà stavolta, un bellissimo borsone nero porta ruota con il simbolo del gatto giallo dei ragazzi della Odolese come pacco gara e su a preparare la bike.
Silvia e Giorgio mi fanno compagnia, provo un pezzetto del percorso prima della partenza e la prima salita è da brivido….cavolo che arrampicata.
Sembra sempre che il tempo mi scappi di mano ed in un attimo ci chiamano in griglia, si parte alle nove in punto ma i giudici di gara chiedono un minuto di silenzio per i ragazzi caduti in Afganistan e non si sentirà una mosca volare, un silenzio quasi irreale e siamo tutti a testa bassa.
Mi viene solo un pensiero, portate a casa i nostri ragazzi, vanno a combattere e morire per una causa non loro, non nostra; quella parte di mondo non ci vuole e lo dimostra ogni volta scoppia una nuova bomba e torna un aereo con una bara avvolta dal tricolore.
Passa il minuto e tutto torna esattamente come prima, musica a palla e voci concitate, si parte per una nuova sfida: su per quella salita in coda al gruppo, piano piano tanto non scappa nulla e sento una voce che mi dice “ma tu ci sei sempre…”, non so chi sia ma è un viso familiare, ciò significa che pure tu sei sempre in giro per gare….
Giorgio mi invita a continuare e tener duro, inizio il pezzo a piedi e la moto dietro che si ferma e sorride… lo guardo e gli dico: vai pure se vuoi, vado piano io….
Saranno moltissime le volte che mi fermerò a guardare a valle, uno spettacolo veramente bello, mancava solo di veder volare qualche animale preistorico ed ero a posto….una pace che non sentivo da tempo, un silenzio che invitava alla riflessione, a guardare senza parlare per non disturbare.
Il percorso si snoda su di un continuo saliscendi e, ad un certo punto, passa praticamente sulla porta di casa di una cascina, con tanto di nonno seduto fuori appoggiato al bastone che ci guarda passare con un sorriso; anche Big Luciano sta li seduto, ha deciso di fare una gara anomala oggi… e mi siedo con lui a fare due chiacchiere e tirare il fiato rifiutando però il bicchiere di rosso altrimenti torno a valle con l’elicottero altro che bike.
Riparto dopo il passaggio dei primi, con Zaglio al comando e gli altri incollati dietro, scendo a lato del sentiero per non intralciare ed arrivo in paese, passaggio sotto gli archi delle case, un paio di ripidissime discese da ribaltamento e la salita verso il traguardo, con Alfio che mi saluta e chiede come è andata: come sempre, in bike un mezzo disastro ma a guardar panorami ed innamorarmi dei posti benissimo!!!
Valchiria riposta in macchina, una corsa al rinfresco per un po’ d’acqua, due saluti ed io sono pronta a ripartire, non ho il tempo di guardare la classifica ne di aspettare le premiazioni, si perché per ironia della sorte sono anche a premio: materiale tecnico per la bike e sarà Giorgio a ritirarmi tutto mentre io sarò già sulla strada di casa.
A casa, come al solito, tutto di corsa, mangiare qualche cosa, infilarmi l’uniforme e via al lavoro fino alle 19; la classifica l’ho guardata solo ora alle 22, mentre sto scrivendo queste righe.
Ma ci voglio tornare ad Alone, nella Valle Duppo, perché un posto cosi, incantato e silenzioso, era tempo che non lo trovavo e mi piacerebbe poterlo scoprire con calma, con la macchina fotografica per fissare le immagini non solo nella mente per poterle rivedere tutte le volte che voglio, con lo zaino in spalla e fermarmi ed accettarlo quel bicchiere di rosso in quella cascina lassu, magari seduta nell’erba sul crinale, per guardare a valle e volare con i pensieri….
Kathy Pitton

venerdì 30 luglio 2010

Lo Junior Group "Terremoti" del G.C.Iseo!!


Bellissima festa ieri pomeriggio, 29 luglio, all'oratorio di Iseo per la consegna delle maglie e dei diplomi del corso di avviamento alla mtb per piccoli organizzato dal nostro G.C.Iseo.

35 dei 37 partecipanti presenti alla consegna del riconoscimento di fine corso ed al rinfresco seguito subito dopo.
I nuovi Diavoletti Rossi, sorridenti e soddisfatti, hanno salutato istruttori ed aiutanti e posato per le foto ricordo.
Alla prossima.
La foto è stata gentilmente concessa da http://www.fotogliso.com/ sul di cui sito troverete tutti gli scatti di questo mese in sella.

martedì 27 luglio 2010

1° Remedello Bike



Avrò visto il cartello “Remedello” almeno dieci volte ultimamente mentre passavo sulla tangenziale di Montichiari per andare a correre da qualche parte; l’unica altra volta che ho sentito questo nome è stato quando Gabriele mi ha raccontato di esserci stato in collegio ai tempi della scuola superiore fatto stà che mi ci ritrovo una domenica mattina prestissimo per una delle prove dell’Oglio Chiese Challenge.
Alle sette e mezza sono già qua, verifica tessere ed un caffè al bar dell’oratorio assieme a pochi altri avventori, aria frizzantina tanto che sto bene in machina mentre aspetto che si animi un po’ questo paesino della bassa.
Poco ala volta arrivano macchine e camper, alcuni provano già il percorso, altri si siedono a chiacchierare, c’è un aria rilassata di vacanza, saranno le vacanze imminenti di molti a rendere tutto più soft senza quell’elettricità nell’aria tipica dei parterre di gara.
Preparo la bike, casco e scarpette e sono pronta; la borraccia c’è e saltiamo in sella a pedalare un poco.
Non si parte dal centro del paese ma lungo una stradina bianca appena dopo il cimitero, senza le mie montagne all’orizzonte mi sembra sia tutto più grande e ci sia un sacco di spazio ma so che è solo una sensazione data dalla prospettiva diversa e dalla possibilità dello sguardo di spaziare senza confini visibili sulla linea dell’orizzonte stesso.
Visi conosciuti da salutare, altri volti nuovi che comunque fanno un cenno col capo, un riconoscersi parte dello stesso branco, la sensazione di appartenenza ad una “tribu” che è una specie di biglietto da visita e non è piu importante il nome che porti ma la maglia che indossi, ciò che rappresenti.
Elena del Team Novagli, gentilissima, mi fa avere il pacco premio di domenica scorsa, non avevo potuto fermarmi per una questione di orari e lo ha ritirato per me.
Dai che si parte, scaglionati per categorie come sempre a due minuti un gruppo dall’altro e via lungo le strade bianche fino a quel campo dove è stata tagliata una striscia di erba giusto giusto per far passare noi biker, uno zig zag tra l’erba e quei canalini per l’acqua che tagliano il terreno….. il primo o salto, il secondo anche , il terzo……..mi ci pianto dentro con la ruota davanti e faccio una specie di capriola atterrando sul morbido…il mio morbido però!!! Che botta.
Salto in piedi tipo molla con una serie di @%&//(=?^ che è meglio non ripetere, controllino che sia tutto a posto e via che si riparte fino all’argine dove c’è un muro da salire….cioè loro lo salgono io non ci provo neppure!!!
Scalato il muro si pedala sull’argine in cemento e pietra fino ad un campo, sentierino stretto ed altre strade bianche fino ad un guado dove mi impantano ben benino le scarpe e poi via…
Un pezzo di asfalto ed ecco il traguardo giusto in tempo per ripartire: secondo giro e secondo regalo.
Stavolta il canaletto nel campo so dov’è per cui attenzione Kathy, il morbido fa ancora male da prima; mi superano i primi e da doppiata mi guardo in giro e vedo delle gran belle cascine, dei vecchi casolari tenuti benissimo, vecchi carri bestiame trasformati in giganteschi vasi fioriti da cui cadono gerani colorati, un bel vedere insomma.
Certo che la giornata è proprio l’ideale per pedalare, i temporali delle scorse notti hanno rinfrescato l’aria e questo vento, a parte sollevare un poco di polvere, non da per niente fastidio, anzi è piacevole.
Traguardo, battute scambiate come sempre, un via veloce alla macchina per cambiarmi e riporre Valchiria ed il ristoro è un miraggio gradevolissimo con le sue fette di anguria e le focacce.
Avevo deciso di regalare una copia del mio libro a Matteo dell’Emporio Team, e questo ragazzone che fa?
Vuole la dedica e l’autografo e quando gli racconto del perché l’ho pubblicato, mi mette in mano 20 euro e mi dice:” mettili in cassa Kathy”… ma allora non ti ho regalato il libro, l’hai comprato e non hai voluto neppure il resto!!!!
Anche Fabio Pasquali mi chiede a cosa servono i proventi e gli racconto della nostra nuova avventura come G.C.Iseo, del corso di avviamento alla mtb per piccoli e della straordinaria partecipazione di 37 ragazzi che sono fantastici!!!
Quanto vorrei davvero che il corso diventasse permanente, che i più piccoli imparassero in tutta sicurezza che la mountain bike è bellissima, che il casco in testa è da tosti e non da sfigati come qualcuno erroneamente crede, che la libertà che ti regala la mtb è impagabile…..
Quanto mi piacerebbe davvero avere un posto aperto tutto l’anno dove farli correre e se penso che quattro settimane fa alcuni di loro avevano appena tolto le rotelle e che ora fanno la bascula, saltano il gradino, fanno lo slalom tra i paletti ed i birilli, sanno prendere una borraccia in corsa con una mano sola beh…un pochino di orgoglio lo sento ma non perché io insegno loro( non sono in grado di insegnare proprio niente a nessuno), ma perché Gabriele in prima persona, Mauro, Carlo, Marco, Antonio, Giusy, Luisa, Coffetti ed io abbiamo deciso di regalare loro del tempo nostro ed il vederli sorridere e ridere a crepapelle è la cosa più bella del mondo.
Me ne torno a casa con un altro pacco premio, settima donna e sette donne premiate, un cambio veloce e da ciclista per passione mi trasformo in marinaio per dovere e via al lavoro fino a sera.
Ma la testa è già da un'altra parte, su di un altro percorso ma non so ancora dove.
Kathy Pitton

lunedì 19 luglio 2010

Acquafredda … ed aria calda!!!



Sei e mezza pronti via!
Quel dolorino alla gamba sinistra che non vuole saperne di andar via, magari se avessi fatto scarico sabato invece di lavorare tutto il giorno sarebbe stato meglio ma, considerato che altro non potevo fare, metto la bike in macchina e si parte alla volta di Acquafredda, non ho ben chiaro dove sia ma ho letto il cartello mi pare dalle parti di Carpendolo… andiamo un po’ a naso, prima o dopo arrivo.
Si chiama Chiese Bike questa gara dell’Oglio Chiese, su e giù dagli argini del fiume di sicuro, spero solamente che non abbia piovuto cosi tanto anche nella bassa altrimenti non so come la mettiamo tra fango e zanzare.
Arrivo velocemente, non è che ci sia in giro tanta gente al mattino presto di domenica, piazza del paese con tanto di cartello “verifica tessere” ma lo strano è il non vedere l’arco dell’arrivo… che non c’è proprio.
Capisco solo al ritiro del numero il motivo di quest’assenza: si parte lungo l’argine maestro per cui due chilometri fuori paese.
Ci fosse un cartello almeno, giro a naso, parcheggio davanti ad una chiesa, monto la ruota davanti di Valchiria e faccio un giro per capire da dove si partirà; in effetti è parecchio fuori dal centro abitato, si segue una ciclabile in mezzo alla campagna e si arriva in uno spiazzo vicino al fiume dove ecco finalmente l’arco di Arrivo e Partenza ed il rilievo chip.
Un lungo fettucciato affianca il rettilineo di partenza, inganna non poco perché uno pensa: faccio questo e sono al traguardo!! Invece nada de nada!!! Si è giusto a metà perché il giro tracciato ti riporta sull’argine e via a pedalare in un paio di campi e ci vuole un po’ prima di arrivare al traguardo.
Comunque, dopo le solite chiacchiere pre gara mentre altri si dannano per scaldarsi, eccoci schierati per categorie, si parte ogni due minuti e, praticamente, mentre partiamo noi, da lontano si sente la moto che annuncia l’arrivo dei primi del primo gruppo.
Bella storia.
Via che si parte, sterrato veloce, qualche tratto d’erba ed eccolo quel pezzo che sembra non finire mai nella sabbia dove sprofondo e non vado avanti neanche a spinta.
A piedi faccio prima, corro un pezzetto con la bike in spalla e poi via in quel sentiero nel bosco tutto da guidare, destra sinistra giu su di la e di qua.
Bello!!!
E poi il campo fino alla porcilaia con relativo profumino che non vi racconto, passaggio in apnea per quanto possibile e poi quel campo di soya credo, piantine piccole e basse con le foglie strane, un sentiero largo 10 centimetri che non basta neppure per le pedaline e ne esco con ciuffi di piante anche nelle scarpe; altro fettucciato e un altro argine, giù all’arrivo e via che si parte per un altro giro.
È divertente, niente da dire, magari come panorama non è un granchè ma mi piace e dopo la gara di venerdi un qualche cosa di tranquillo va giusto bene.
Pensavo di fare due giri, ne ho fatti tre, tranquilla e senza fretta, tanto chi deve vincere lo si sa già, io faccio da contorno.
Alla partenza la temperatura era quasi gradevole dopo una settimana a 38 gradi, la pioggia della scorsa notte ha rinfrescato, ma poco alla volta il sole di luglio scalda e l’aria diventa caldissima e respirare diventa pesante ed è ironico il nome del paese: Acquafredda ed aria calda.
Finisce la gara, recupero macchina, cambio maglia e consegna numero, un salto veloce al rinfresco dove due fette d’anguria sono gradite da tutti assieme a the e acqua fresca, saluto Angela e decido di partire senza aspettare le premiazioni, non credo che il mio settimo posto porti a premio…….ma non fare mai i conte senza l’oste….. il premio l’avevo invece e sarà Elena a ritirarlo per me.
Sergio dell’Emporio team mi manderà una mail per farmelo sapere ma purtroppo i miei orari di lavoro strani mi fanno scappare verso il lago e casa, dove lascio sacca e bike e, messa l’uniforme, me ne vado in servizio fino alle 19.00.
Ho venduto un altro libro dei miei a Paolo del Montirone, il ricavato andrà alla scuola di mtb per ragazzi del mio gruppo, e sono contenta perché chi ama la mountain bike capisce anche il motivo per cui faccio tutto questo, il voler trasmettere la mia e la nostra passione ai ragazzini che sono il futuro di questo sport, insegnar loro che il posto in classifica conta fino ad un certo punto, che la lealtà sportiva è importante e che lo sport di per sé è una gran bella cosa.
Domenica prossima sarò da qualche altra parte a pedalare, senza fretta, su qualche sentiero che non conosco e, di sicuro, troverò altri spunti per raccontare o raccontarmi o, semplicemente, guardarmi attorno.
Kathy Pitton

sabato 17 luglio 2010

6° RampiNight…..bella storia!




Ormai la mia macchina conosce la strada per la Valle sabbia da sola, deve solo fare i conti col traffico e col caldo torrido di quest’estate che sembra abbia fatto le valigie dall’Africa e si sia trasferita in Lombardia.
Sono arrivata a casa alle sei, dieci minuti dopo ero in macchina nuovamente con la bike di traverso nel baule e la sacca sul sedile, una barretta in mano e un caldo dell’accidenti che mi fa sudare stando seduta a guidare, direzione tangenziale per Brescia e le coste fino a Preseglie, al motodromo del Galaello.
Continuo a dire che non ci torno, che è ora di piantarla di fare ste cose, che sono una ciclista solo di nome e non di fatto, che magari bisogna allenarsi ed essere in grado di fare un po’ di salite ma poi, chissà com’è mi ritrovo a mandare fax e ad iscrivermi a questa o quella gara e, guarda caso, la Valle Sabbia è sempre sulla mia strada.
Ho pensato di arrivare in ritardo, traffico da fine settimana e lavori in corso, un lento avanzare fino a Concesio per poi, finalmente, riuscire ad uscire dal caos ed iniziare a salire per i tornanti che portano fino ad Odolo.
E mentre guido ho il tempo per ripensare alla prima volta di questa gara, con mia figlia al seguito piccola che passò la serata a guardare ragazzi giostrare con bici da trial; oppure ancora con Dado, amico ciclista che non pedala più ormai, a guardare la salita della partenza come se fosse una rampa di lancio stile Stargate e, mentre penso a tutto questo, eccola la svolta per il motodromo.
Stranamente il parcheggio è mezzo vuoto, vero è che ci sono gli Italiano domani e molti sono a provare quel percorso, e vedo molte delle facce note di sempre, un ciao veloce e raggiungo Zambo al controllo tessere.
105 il mio numero, il chip personale mi evita la coda al ritiro ed è ora di preparare la bike per la partenza.
Le rampe di lancio sono due quest’anno, una di seguito all’altra e non le provo proprio, anzi meglio andare in griglia va che è meglio.
Un sorriso stampato sulla faccia da ragazzina mi accoglie: Roberta Maestri, amica su Facebook e compagna di pedalate in altre occasioni, un saluto e due chiacchiere ed è ora di partire, con pasticcio del giudice che dice “due minuti” e tutti credono sia il countdown e via…..
Cento metri e sono piede a terra assieme a Luisa Palini, altra amica pedalatrice appena tornata dal Camino de Santiago de Compostela….ha fatto tutti gli 800 km…( sono davvero cosi tanti?????) in 40 giorni! Non ho parole… mi vergogno a dire che sono stanca dopo un uscita col caldo di 30 km.
Via che si parte; la conosco, so che alcune salite non riesco a farle e non me la prendo piu di tanto, neppure alle battute di qualcuno che, con un sorriso che sa tanto di presa per i fondelli mi chiede se sono sicura di finirla…
Beh quello che dico sempre è: certo che la finisco, a piedi piano piano, bike in spalla serve, magari anche canticchiando tra me e me, quanto meno io ho la voglia di provarci e se il risultato è quello che è pazienza!
Cosa cambia in fondo?
Non mi paga nessuno, non devo render conto di quello che faccio e se lo faccio è perché mi piace, se agli altri non va giù non so che farci, mi metto da parte nei sentieri per non intralciare chi corre per vincere e poi parto io.
E riesco anche a divertirmi magari guardando proprio le espressioni di quanti, seduti lungo il percorso a guardare ed incitare, lo sport lo fanno a tavolino oppure al bar davanti ad una birra….
Io la birra me la bevo con una pizza in compagnia magari di amici, dopo aver pedalato per ore o aver spinto la bike per arrivare, il resto è solo una storia, parole al vento che mi sfiorano e mi fanno solo il solletico.
Il risultato è sempre quello che è, ma cerco di arrivare in fondo, nel bene o nel male.
Dopo la gara e dopo aver con piacere “venduto” un paio dei miei libricini rossi a Roberta e Sergio ed averne regalato uno al Dottor Formenti, appoggiata con un braccio alle spalle di Alberto Glisoni, abbiamo scherzato sul fatto del “ vincere facile”…
Ma il problema non è andare a ritirare un premio, che reputo sempre meritato se te lo danno, il problema è di quanti non si presentano per cui, se arrivi terzo su tre, oppure quarta su quattro o settimo su sette e ne premiano dieci, chi ci ha rimesso sono quelli che hanno deciso di non essere qua ma di stare a casa perché faceva troppo caldo, oppure che ne so, dovevano andare al mare…
Noi eravamo qua, il premio ce lo siamo meritato e ce lo portiamo a casa.
A tal proposito ho deciso di dare una festa e di offrire una ventina di bottiglie tra Lambrusco e Bollicine perchè a furia di portarle a casa e non berle non so più dove metterle….
Panino e salamina, mezza birra perché l’altra se l’è tenuta il birraio visto che l’ambaradan della birra alla spina è rimasto senza gas, una porzione di patatine, due o tre baci di ciao alla prossima e via a casa, si lavora al mattino presto.
E pensare che c’è Silvia che ha vinto la gara, è anche caduta e deve andare a far notte….eppoi sono io quella un po’ fuori schema.
Ai ragazzi della Polisportiva Preseglie un grazie ed un ciao alla prossima, perché si cari miei, io ci sarò anche l’anno prossimo… credo….. magari fate una rampa di lancio in meno dai…..
Kathy Pitton

martedì 13 luglio 2010

2° Xc in Maddalena



Che disaster!!!
E perché faceva caldo, e perché io in salita non vado neanche con la teleferica, e perché mi sono trovata alla fine del primo giro con quelli del secondo che mi venivano in senso inverso, fatto stà che non ho proprio idea di come avrei fatto a finirla sta garetta qua sulla montagna in mezzo alla città.
Però mi dispiace, si perché lo scorso anno l’avevo finita, un giro solo ma lo avevo fatto, stavolta non ne ho avuto la possibilità.
Che vado piano lo sanno anche i sassi credo, però di solito non mollo e rampichino o a spinta arrivo in fondo, stavolta mi sono trovata Manfredi Zaglio sul sentiero di gara che mi veniva incontro, giustamente visto che lui stava facendo il secondo giro ed io ero al primo ma non avrei mai pensato che una gara di cross country fosse tracciata in modo che un giro andasse in senso opposto all’altro.
Va beh, vorrà dire che alla prossima volta domanderò se vogliono anche quelli lenti che vanno a spasso e, magari, proverò il percorso per capire se gira in un verso solo.
Ma al di là della gara stessa, è stato un bel pomeriggio, caldo da tropici che neppure l’altezza del Monte Maddalena ha stemperato, mia figlia farmi compagnia ( ed è la parte più piacevole del pomeriggio) e mi sono portata a casa delle crostate comprate lassu’, cosi poi dopo averle mangiate andrò ancora più piano…
Ed è stato strano vedere Zambo in cima alla salita ad aspettarmi per farmi la foto, lui che di solito mi da mezz’ora in gara appiedato dal soffitto del suo ufficio che gli crolla addosso mentre lavora, miracolato di turno decisamente visto che il suo collega è messo molto peggio!!!
A guardarlo sembra abbia avuto una brutta discussione con una pantera, graffi a gogo sulle braccia e sulle mani, testa un poco ammaccata ma tutto ok secondo lui.
Ed in veste di spettatore si presenta mentre io faccio una faticaccia della malora ad arrivare in cima alla salita in asfalto sotto un sole che cuoce le bistecche senza gas; giro su di una strada leggermente in discesa in compagnia della solita moto scopa e poi quel sentiero nel bosco, bellissimo come lo scorso anno, in compagnia di uno dei ragazzi dell’ MBO, Massimo.
Sembra un ottovolante, su e giu tra le piante, scorrevole d asciutto a differenza dello scorso anno in cui il fango abbondava…
E sarà lui a scortarmi all’arrivo quando deciderò mesta mesta di ritirarmi; non avrebbe avuto senso aspettare la fine del passaggio di tutti del secondo giro per seguire il percorso di gara, tenere tutti in ballo due ore non mi piace proprio.
Elsa mi fa una foto al passaggio sotto lo striscione Arrivo, anche se è un arrivo che non conta nulla, andremo assieme a prendere i panini e le patatine e ci siamo sistemate su di un tavolo a fare il nostro pic nic guardando quelli che la gara l’hanno finita davvero.
Oggi è andata cosi, pazienza.
Aspetto l’arrivo di Carlo Zaglio per chiedergli una cosa: se se la sente di essere mio ospite, anzi no, ospite del G.C.Iseo, l’ultimo giovedì di luglio, per premiare i nostri ragazzi del gruppo pulcini mtb, la nostra micro-scuola di mtb per bambini, 37 angioletti scatenati che fanno un pandemonio ogni lunedì e giovedì sera per un ora e mezza!!!!
Sarà bello vedere consegnare le maglie della squadra ed il diplomino ai ragazzi da parte di un Campione del Mondo.
Il tempo passa, due saluti alle ragazze e si torna verso il lago; non ho combinato un gran chè oggi ma, qualche volta, staccare la spina fa bene, se non al fisico, all’anima di sicuro.
Kathy Pitton

Rampigolem: 456 volte grazie.




456 iscritti, 409 partenti, 402 arrivati!!!
A Voi, tutti quanti, un grazie di cuore.
Grazie per averci creduto ed un grazie per aver avuto fiducia di noi, un piccolo gruppo di provincia che ha messo anima e corpo in questa avventura e che, poco alla volta, è arrivata alla sesta edizione.
Sono passati 10 giorni dalla gara ma ho ancora negli occhi il sorrido di quanti, arrivati al traguardo, hanno detto: bella!!
Dura lo è, lo sappiamo, arrivare in cima al Guglielmo è lunga e la discesa poco dopo non è uno scherzo, tecnica e tutta da guidare con attenzione ma abbiamo fatto il possibile per rendere tutto più “facile” a Voi bikers, uomini e donne dalla pelle dura e dall’ spirito forte….
Tre ristori ufficiale che sono diventati cinque al mattino della gara, guardando l’azzurro del cielo ed indovinando il caldo che si sarebbe fatto sentire poco dopo; kg e kg di angurie e frutta che assieme alle bottiglie di acqua e bibite Vi hanno tolto l’arsura e la polvere dalla gola, 500 panini ed altrettante porzioni di pasta che, assieme ai dolci, alle focacce e pizzette, hanno cercato di calmare la Vostra fame dopo la corsa.
Abbiamo preparato 170 premi che abbiamo distribuito con immenso piacere a quanti di Voi hanno raggiunto un obbiettivo, dal primo assoluto al gruppetto venuto dall’Emilia Romagna.
Ma dietro tutto questo ci stanno quelle piccole storie che ho raccolto all’arrivo, mentre con altri compagni di squadra toglievo il chip e consegnavo la maglia ricordo, a quei ragazzi arrivati ridendo perché leggermente brilli dopo la sosta all’ultima malga dove hanno avuto dai padroni di casa, un bicchiere di Verdicchio ed un pezzo di formaggio di malga decisamente non parte del ristoro… ed arrivare a valle un poco “canterini” direi.
Ancora quel biker arrivato tutto graffiato per una caduta ed alla mia domanda “ stai bene”? sentirmi rispondere “ Benissimo grazie”!!!
Tutto questo ci ha ripagato dell’immenso lavoro fatto nelle giornate precedenti, le nottate a preparare i pacchi gara sperando che nessun temporale arrivasse a disturbare la festa, alle serate passate a spostare tavoli e panche in palestra a Zone perché tutti potessero avere un posto a sedere per riposare e mangiare qualche cosa dopo la gara, al pensare alle docce delle poche donne per non farle aspettare troppo a lungo, ai parcheggi che sono un grosso problema in un paesino che si inerpica su per la montagna e dove lo spazio è quello che è.
Grazie ragazzi, 456 volte grazie!!!

Kathy Pitton
Membro del Comitato Organizzatore G.C.Iseo
Rampigolem 2010

lunedì 5 luglio 2010

Stairway to Night



Nessuna gara ha un nome cosi azzeccato, scalinata verso la notte…..
Quarta ed ultima tappa della Night on Bike, spettacolare circuito cittadino serale di mtb inventato di sana pianta dai ragazzi dell’Emporio Team 2, questa gara a Castiglione delle Siviere era tosta ma tanto però… almeno per me.
Scappata dal lavoro alle cinque di venerdì 2 luglio per riuscire ad arrivare in tempo, bike in macchina e via lungo la tangenziale cercando di passare dalla città prima del caos del fine settimana, arrivo a Castiglione dopo un lungo e tortuoso giro, seguo le frecce e parcheggio poco lontana dal ritrovo e mi accorgo che Zambo ha parcheggiato a cento metri da me e siamo praticamente arrivati assieme.
Verifica tessere, un occhiata al percorso ed alcuni passaggi mi fanno un po venire i brividi, pazienza, li farò con calma.
Raggiungiamo la piazza San Luigi da dove si parte e dove sentiamo la musica e la voce di Montagnoli, un giro in giro e mi fermo a salutare un po’ di gente, quel salotto pre gara che non ti fa scaldare i muscoli ma che ti fa star bene di testa; poi ho visto la salita la in fondo che dovrò fare in gara e mi ha fatto paura, come diavolo faccio a fare una scalinata in salita???
Inizia cosi presto la chiamata in griglia per categorie, sono veramente tante le ragazze stasera e mi fa piacere, un po’ di colore rosa non stà male in fondo tra un folto gruppo di bikers e ci si schiera pronti a partire a tutta…o quasi!
Cento metri, curva secca a sinistra e su per quella lunga salita fino alla scalinata che porta all’orologio del castello, gradini di ciotoli e pietra con a lato una stretta striscia di ciotoli senza gradini, pendenza del 26%, breve ma tanto intensa che pare non finire mai.
A piedi salgo i gradini, qualcuno dice “ perché non tagli di qua, tanto poi devi scendere..” ma non rispondo io, ci pensa un'altra persona che non conosco ma pare lui conosca me…” no lei no, lei le fa tutte e le finisce..”
In cima alla salita mi fermo a riprendere fiato un attimo, risalgo in sella e scendo per la velocissima discesa che porta a delle altre scalinate, in discesa stavolta; q7ualche volo spettacolare lo vedo fare ed allora scendo dalla bike e me le faccio a piedi, tranquilla come non mai.
La piazzetta con la fontana a cui girare attorno, la lunga discesa fino al parco e le scale di legno, bruttissime, saranno in moltissimi a farle a piedi.
Poi via, le stradine bianche del parco pubblico della città, il ponte di metallo ed in un attimo ti ritrovi nella piazza della partenza e via per un altro giro.
Mi hanno già doppiata ma so di dover finire la gara non prima del suono della campana da parte dei giudici per cui di nuovo su per quella scalinata che sembra guardare il cielo, la discesa e le scale fino alla piazza, sembra tutto al rallentatore, forse è il caldo oppure la sete ma continuo perché non si molla, mai.
Quando passo la linea dell’arrivo è sempre un emozione, anche da ultima o penultima che sia; è quanto mi circonda che mi piace, che mi da quello che , in fondo, cerco in questo mondo a due ruote.
Un cambio veloce alla macchina, una sommaria doccia rustica con le bottiglie di acqua minerale che tengo perennemente nel baule ed un passaggio al ristoro dove mi aspetta una montagna di frutta e tante chiacchiere con gli amici.
Le classifiche esposte dicono 12 donna al traguardo e 6° di categoria del circuito… mi sono lasciata scappare il quinto posto per soli 5 punticini, accidenti a me!!! Magari bastava pedalare solo un pochino in più per essere a premio. Pazienza andrà meglio la prossima volta.
Torno a casa dopo aver applaudito le amiche e gli amici a premio, sono stanca e domani comincia un'altra avventura, la nostra Rampigolem, non da ciclista però ma da organizzatore, coordinatore, addetto ai paletti, alle insegne, allo sbandieramento ed a tutto quello che servirà al momento.
Kathy Pitton

giovedì 1 luglio 2010

2° Staffetta del Po’




Bella, come lo scorso anno.
Indimenticabile perché le punture di zanzara che mi tormentano ancora adesso con il loro prurito sono talmente tante che ho rinunciato a contare le toffole una volta arrivata a 40, cerco di non pensarci e mi gusto la bottiglia di Lambrusco fresca con un pezzo del Parmigiano avuti in premio.
Bella soprattutto perché ogni volta scendo quaggiù a trovare i ragazzi dello Sculazzo mi sento un pochino a casa ed il loro “Ciao Kathy” quando arrivo mi fa stare bene ed anche Marina che mi segue ogni volta, si sente ben accetta e si diverte.
Da esperimento della scorsa stagione, credo ormai sia diventata una specie di appuntamento fisso e, cosi come la Aironbike, mi iscrivo come trovo il volantino ondine, mi preparo e scendo in Emilia Romagna.
Marina arriva a casa mia verso le 16, due chiacchiere mentre mettiamo tutto in macchina e si parte, il tempo passa tra risate e musica canticchiata da entrambe, i mitici Genesis che non tramontano mai, e sembra che quell’ora passi tanto velocemente che siam già a Guastalla a parcheggiale al Lido Po’, tra altri runner agguerriti e bikers in assetto da corsa.
181 il nostro numero di coppia femminile, pausa the freddo e due litri di Autan ( che non funziona molto a dir il vero) ed è ora di prepararsi.
La scorsa settimana il grande fiume è nuovamente uscito dagli argini ed i ragazzi del team hanno dovuto cambiare il percorso rispetto alla scorsa edizione; faccio un pezzo del sentiero che costeggia la Crostolina, un affluente e resto un po’ sconcertata: ma non era una strada, piccola d’accordo, ma pur sempre una strada!!!
E’ rimasto un sentierino che in alcuni punti è stato mangiato dalla furia dell’acqua, largo poco più di una spanna, dove si saltella mica male, meglio togliere il lock agli ammortizzatori vah, altrimenti sai le braccia che lavoro avranno da fare.
Inizia lo speaker a chiamare tutti all’ordine, ci si mette sull’erba ma è tutta una gran confusione, si va di qua no di la…. Chi parte e dove……
Me ne stò li a guardare l’agitazione generale tranquilla e pacifica, cosi come ha detto il Bacchia: quando arriva lei inizia la festa, hanno già finito tutti!
E certo, è proprio questo il bello, prenderla con filosofia, tanto che cosa cambia in fondo?
Pronti via partono i runners… ci sono delle ragazze tanto magre che ce ne vorrebbero tre per fare una me, sembrano volare sospese sopra il terreno ed anche Marina è tanto esile che vicino a lei sembro un gigante.
E va bene mi metterò a dieta, che scatole…. Però pedalo lo stesso.
Fanno un primo giro di circa 800 metri per poi si immettono in quello che è il percorso vero….. e quando tornano partiamo noi bikers che, nel frattempo, ci siamo messi tutti belli schierati a pettine sul lato sinistro della strada e nel veder spuntare i corridori sul ponte via a pedalare.
Vedo Marina sbucare ed il giudice urlare 181 e via….. mamma che fatica, tre gare in tre giorni le paghi!
Finisco il giro di 13 km circa e lei parte a tutta birra; ho tempo per riposarmi, bere qualche cosa che la vedo spuntare dal ponte e via…..
Stavolta le gambe girano però; ho accumulato ritardo nella prima frazione ma ci metterò quasi 8 minuti in meno a fare la seconda, accompagnata dai ragazzi dello Sculazzo in bike e Marino che mi spinge per duecento metri lungo la ciclabile prima dell’arrivo!!!
E va bene, sarò anche tra gli ultimi ma sono strafelice come tutte le volte che passo il traguardo e vado incontro a Marina che finisce l’ultima frazione, ci abbracciamo e via a fare la doccia per scacciare le zanzare che, come ti fermi, ti assalgono senza pietà.
Doccia tiepida, bike in macchina, Autan a litri e via al ristoro ed a mangiare il panino con la salamela. Ho una fame del diavolo e me ne mangerò due tra due chiacchiere e gli applausi alle premiazioni.
Mi accorgo che iniziano alla rovescia, di solito premiano gli ultimi e poi i primi invece, facendo ala rovescia, avrò la graditissima sorpresa di saperci a premio, quinte!!!
Bottiglia di Lambrusco rosso, un kg di Parmigiano Reggiano, una polo rossa e tante ma tante risate.
C’è musica a palla e tanta allegria nella notte di Guastalla, il grande Po’ scorre tranquillo li accanto e solo quando guardi il muro della casa di fronte e ti accorgi fin dove è arrivato il livello dell’acqua durante la piena che un pochino di paura, o forse semplicemente rispetto, si fanno sentire.
Nella notte parliamo del più o del meno viaggiando verso casa, dovrò cercarmi un compagno nuovo per la staffetta do Orzinuovi l’11 luglio, Marina sarà in vacanza, ma quella è un'altra storia che solo forse inizierà.
Adesso mi basta ricordare questa per star bene ed aver voglia di correre ancora.
Kathy Pitton

domenica 27 giugno 2010

6° Franciacorta Bike… ed un gancio che rompe e si rompe!!!



A raccontarla mi scappa da ridere.
Ma al momento non è che abbia riso molto in verità e la voglia di scappare a casa e stendermi nella vasca da bagno con dell’acqua bella fresca è stata grande ma tant’è che sono un mulo ed è andata diversamente.
Cotta dalla 6 ore del Golfo e con nelle gambe anche la corsa di venerdì, alle sette e mezza metto la sacca in macchina e vado ad Erbusco, iscritta tempo fa e dai che la faccio lo stesso, stanca o non stanca.
Ritiro il numero ed uno strano chip che sembra una carta di credito da attaccare al manubrio della bicicletta, un caffè con Mauro Zamboni, un saluto a Carlo, Daniele, Mauro e Beppe ( che mi da un calcio nella caviglia grrrrrrrr) e sono pronta o quasi a partire.
In griglia vado in panico, sono dalla parte sbagliata della curva, quelli dietro partono come cavalli da corsa e mi travolgono di sicuro!
Meno male che c’è un ragazzo accanto a me nelle mie stesse condizioni e che mi lascia spazio a sufficienza per non cadere.
Pronti via.
Ghiaia subito, salita in paese e sblang…. Si rompe il gancio del reggiseno! E non mettetevi a ridere perché al momento quasi mi viene da piangere. Che diavolo faccio adesso?
Insomma dai, a 20 anni si può, a 50 no e se magari fosse piccolino ancora ancora ma siccome non lo è….
Invece di girare a sinistra per la prima salita tiro dritto con qualcuno che mi urla” Dove vai…”, arrivo ad Adro a casa di un amica chiamata concitatamente al cellulare, mi presta un salvadavanzale leggermente più stretto ma lo facciamo andar bene e me ne torno indietro, prendo il percorso ad un certo punto, mi fermo, ci ragiono un attimo, torno indietro e ricomincio tutto da capo.
Qualche addetto al percorso di gara avrà pensato che ero ubriaca, devo dire che alla fine lo ero, un po’ il caldo e la sete, un po’ la gara di sei ore di ieri e quella di venerdi non scherzava di certo… e se non sono fuori del tutto ultimamente non stò bene, insomma prendetemi cosi e pace.
Al ristoro con gli alpini che mi offrono un bicchiere di bianco fresco al posto dell’acqua mangio tre albicocche, bevo come un cammello e riparto….
Che strana Franciacorta Bike ho fatto, la ricordo a pezzi; so che un bel po di salita l’ho fatta a piedi, non riuscivo a salire, le discese le ho fatte piano e con attenzione ma la lucidità è rimasta nel letto stamattina per cui qualche derapata l’ho fatta, mi sono messa perfino a parlare con la bicicletta ad un certo punto del tipo: Valchiria portami al traguardo per favore che dopo ti lustro tutta, ti metto l’olio buono che ti piace tanto sulla catena e ti coccolo un po’…,
E il ragazzo che m è passato accanto quando dicevo ste cose qua starà ancora ridendo credo.
Mi sono messa anche a canticchiare ad un certo punto, fuori come un balcone.
Se poi scrivo che la parte di gara che ricordo più volentieri è stato il fettucciato prima di scendere nel parcheggio sotterraneo delle Porte Franche ma perché sapevo che presto avrei visto lo striscione con scritto “fine”, di sicuro qualcuno penserà che ormai sono irrecuperabile.
Traguardo, due bicchieri di the verde, un grappolo di uva e mi sono seduta in terra per aspettare gli altri, che non sapevo se già arrivati o meno ma è stata una tattica, dovevo sedermi e riposare.
Arrivato Beppe ma scappato subito, arrivato Zambo cotto anche lui visto che ieri è andato a segnare tutto il percorso del Rampigolem, Daniele già lavato ed asciugato felicissimo di averla fatta e finita entusiasta del percorso, Mauro contento e Carlo tutto elettrizzato.. beh devo dire che alla fine siamo tutti contenti.
Ma quando hai un tarlo che ti rode non stai bene ed era come mi sentivo io ed allora sono andata da Giangi, l’organizzatore, e gli ho detto cosa avevo fatto….. uscita dal percorso, rientrata, praticamente ho fatto 47 km anzi che 35 ma volevo essere onesta e come l’ho detto a lui l’ho riferito anche a quelli del rilievo tempo…..
Risultato?
L’onestà paga sempre.
Per me non conta il pezzo di carta che dice che ci ho messo tre ore o meno ma il fatto che c’ero, ho pedalato, ho sudato ma mi sono anche divertita.
Sono stanca certo, tre gare in tre giorni sono tante ma ho voluto provare a mettere in gioco durata e resistenza per “testare” me stessa, il resto conta solo per gli altri.
Ho lavato e lustrato Valchiria come promesso, ho messo tutto a lavare, mi sono seduta un momento a pensare e tirando le somme di questo intensissimo fine settimana non posso che essere soddisfatta.
Adesso riposo 24 ore e poi vediamo in che altro posto vado a cacciare il naso.
Kathy Pitton

6 ore del Golfo


Praticamente potevo dormire in macchina che era la stessa cosa.
Devo giusto cambiare le salviette e mettermi addosso un completo da ciclista pulito e partite, la bike è in macchina da ieri sera, sveglia presto che devo fare colazione e via alla volta del lago di Garda e di Salò.
Avevo chiamato Mirko dell’organizzazione per chiedere se potevo arrivare fino alla chiesetta degli alpini con il camper ma melo ha vivamente sconsigliato e, nell’arrivare quassu capisco anche il perché: devo risalire con la macchina lungo la ciclabile che da salò va a Lonato, stretta e molto ripida ed una volta arrivati in cima si gira in una sterrata molto sconnessa, faccio quasi fatica con la macchina, non so come l’avrei messa con il bestione di sette metri.
Non c’è ancora molta gente quando arrivo quassù e guardare il panorama è spettacolare, tutto il golfo di Salò si stende ai miei piedi… guarda il panorama Kathy và che è meglio, al percorso ci penserai dopo.
Verifica tessere, pacco gara corposo ed il tempo di bighellonare in giro con un nuovo amico, Fabrizio, bergamasco e ciclista per passione come me.
Avevo sbagliato a leggere la locandina ed ero convinta che la gara partisse alle 10 mentre sarà solo alle 11 che verrà dato il via; arrivano i ragazzi Slowbikers ( che ringrazio di cuore ancora adesso), abbiamo tempo per chiacchierare e per spaventarci del percorso… per quanto riguarda me naturalmente.
Trovo Big Luciano della Odolese e sembra che non sia passato nemmeno un giorno dalla 24h di Idro ed è lui a dirmi che lo scorso anno le salite erano più toste di queste… ma a me spaventa quella discesa tipo canalone, tutto pieno di sassi e con quelle curve strette a gomito che mi spaventano non poco.
Ma quello che mi lascia un po’ sconcertata è la zona cambio, un prato in pendenza con un percorso obbligato…credo di aver vinto il Premio Paperissima 2010 con i miei tentativi di fare il giro in sella, se non era uno era l’altro ma mi toccava fermarmi oppure facevo dei dritti pazzeschi…imparerò mai prima di appendere la bike al chiodo a curvare a destra senza schiantarmi????
Mentre preparo la bike arriva un camper piccolo e fa una fatica del diavolo a parcheggiare, meno male che ho ascoltato Mirko ed ho lasciato a casa il mio; ne scende una coppia, fanno la verifica tessere e mi si avvicina la ragazza: Ciao sei Kathy giusto?
E finalmente conosco Angela Angi, anche lei tra le conoscenze di Facebook ed ora non solo amica virtuale; due chiacchiere e scopro che non vorrebbe correre ma solo far da assistente a suo marito ma, alla fine, il richiamo della bike sarà irresistibile, si iscriverà all’ultimo momento e parteciperà alla gara.
Partenza stile Le Mans, pronti via e sono già in salita!
Le pendenze non sono da capogiro ma continue salite e poi il bosco con quel sentiero tracciato a lato di quello che è o era il letto di un torrente, arrivati in cima si gira in un campo ( e meno male che a furia di passare resta la traccia altrimenti sai che ridere la terra arata), e di nuovo su per una strada piena di sassi.
Non me la prendo, piano piano arrivo in cima e da qua il lago sottostante è ancora più bello; è anche una giornata fantastica, calda e soleggiata.
Poi si scende.
Ed qua vinco Candid Camera credo, per cui tutti i premi per le grandiose stupidate della televisione me li porto a casa: sterrato con un poco di ghiaia, da guidare, curva a destra sui bordi della quale ci sono quelle balle di paglia tonde grandi grandi… ed io mi ci infilo in mezzo per due giri di seguito prima di capire che devo impostare la curva prima di come faccio!
Meno male che dopo c’è solo un prato e non una scarpata. Robe de mac!!
Dai e dai finisco un giro ed inizio un altro, stessa storia, le curve le faccio diritte perché oggi mi gira cosi.
Il sole scalda e sebbene il percorso sia per la maggior parte all’ombra del bosco ben presto inizio a sentire la pelle del viso e delle braccia pizzicare, sosta acqua e crema solare e via per una latro round.
Al terzo passaggio le ragazze/compagne/mogli degli Slowbikers mi chiamano e chiedono se voglio mangiare con loro e mi offrono un piatto di riso freddo, verdure al vapore e torta salata!!!
Pranzo luculliano.
Grandiose, grazie ragazze!!!
E gira che ti rigira passa il tempo, faccio anche una pausa pisolino nel baule della macchina, ancora qualche giro e sosta panino dagli alpini.
Ultimo giro ed alle 16.30 decido di fermarmi, sono cotta.
Praticamente ho pedalato tutte le salite e le discese le ho fatte tutte a piedi, per cui una sei ore di tre ore sulla bici e le altre a piedi…più o meno.
La prima ha fatto 22 giri: stratosferica!!!
Angela 11 giri ed io 7.
Gli altri non lo so ma di più proprio non riuscivo.
Vado a fare la doccia e l’acqua è talmente calda da dar fastidio ma non riesco a rinfrescarla, hanno tarato le manopole cosi e non ci sono santi, resta calda a dispetto di tutte le giravolte che faccio fare al tubo ed ai rubinetti.
Adesso rido: sono sul podio, ho fatto un giro in più di un'altra ragazza e sono terza.
Quando finisco una gara di solito trovo un posto dove sedermi e penso a quello che ho fatto, a quello che magari impegnandomi di più avrei potuto fare, alle parole che mi si accavallano nella testa e diventano questi scritti e qualcuno me lo ha chiesto: hai già in mente un articolo Kathy???
Beh si, non è difficile; se poi guardo verso la vallata sottostante e vedo questo spettacolo come fai a non aver voglia di scrivere che mi sembrava di essere in una specie di paradiso?
Chissà giu sulla Gardesana che traffico essendo sabato pomeriggio, mentre quassù c’è il vocìo della gente e le risate dei bambini ed un poco di musica, nulla di più..
Mi dispiace solo di non aver portato la macchina fotografica, le foto col telefonino non sono poi un granchè.
Aspetto le premiazioni in una sorta di limbo tutto mio, due chiacchiere con Simona ed è ora di andate a casa.
Torno verso la macchina con un gran pacco di roba, stanca ma contenta di esserci stata.
Forse non ci tornerò a gareggiare ma di sicuro ci torno per ammirare il Garda dall’alto, stendermi in un prato e guardare le nuvole passare.
Alla prossima ragazzi
Kathy Pitton

Medioeval Night Race




Che bella!!!
Terza prova del circuito serale Night on Bike in un paese della provincia di Cremona, San Giovanni in Croce, ci metto un sacco di tempo per arrivare quaggiù e più di una volta ho pensato di aver sbagliato strada, una lunghissima tangenziale con un traffico praticamente inesistente, qualche trattore una volta ogni tanto e basta.
Non chiedetemi che strada ho fatto perché non lo so’….
Piccola parentesi: io adoro la Litizzetto e le sue battute all’acido corrosivo e quando fa una delle sue pubblicità in cui tira in ballo i navigatori che non dovrebbero parlare ma metter fuori una manina per andare a destra o a sinistra condivido in pieno… si perché io il mio non lo ascolto mai… lui dice “ girare alla prossima ed immettersi nella rotonda, limite di velocità a 45 all’ora…proseguire dritto per 5 km…” ed io ingrano la marcia e seguo il naso e faccio quello che mi pare ed arrivo quasi sempre a destinazione, è quel quasi che mi frega…; se il navigatore fosse vivo si sarebbe già suicidato da un po’…
Arrivo a destinazione, trovo un parcheggio piu o meno tattico a 150 metri dalla zona ristoro e ritiro il mio numero, il 902.
Saluti e baciotti a tutti, monto la ruota di Valchiria, distribuisco un po’ di volantini della Rampigolem in giro e faccio due chiacchiere col vicino di parcheggio che mi invita a provare il percorso con lui.
Arriva una ragazza che con un sorriso mi si avvicina e dice “Ciao!!! Sono Rosanna, tua amica su Facebook”.
Che bello però quando il tanto bistrattato mondo virtuale diventa realtà, è piacevole conoscere di persona le persone con cui condividi una passione e con cui “chiacchieri” ondine di mtb, gare, questo o quel percorso.
Ci avviciniamo al campo di gara ed alla partenza e che bello il palazzo del 1200 descritto dall’articolo su Pianeta Mountain bike; si dice che qua abbia vissuto niente meno che la Dama con l’ermellino dipinta da Leonardo da Vinci nel 1490, al secolo Cecilia Gallerani che qua visse con il “Bergamino” , Ludovico Carminati, feudatario del castello.
Il parco del palazzo poi è stupendo ed è in questo bosco che è stato tracciato il percorso di gara con il bosco a fare da volta, su sentieri che fiancheggiano un laghetto e tra costruzioni disseminate e nascoste tra le piante.
Alle 20 pronti via, a scaglioni di un minuto, gara di 40 minuti piu un giro, verso le 21 dovrei aver finito.
Mi piace, scorre veloce sotto le ruote ma rimanendo in dietro mi ritrovo nel polverone sollevato dagli altri; poi nel bosco mi guardo attorno e come sempre gli addetti al controllo fanno un sorriso, si chiederanno cosa ci fa una signora tranquilla in sella mentre gli altri si dannano l’anima.
Ma è solo guardandomi attorno che scopro che quella costruzione circolare attorno alla quale giriamo è un vecchio tempietto con tanto di colonne doriche; mi fermo a guardarlo mentre il fotografo mi dice “ ma Kathy….”!!!
E va beh dai, cosa cambia in fondo; poi c’è un pezzo di bosco che non ho ben capito, sembrava di essere nella giungla, sentivo dei versi, sembravano scimmie, poi dei suoni come quelli emessi dai pappagalli.
Forse sarà stato il caldo, però li ho sentiti tutte e quattro le volte che sono passata da li.
Eppoi quelle due salite da matti, un muro di 5 metri dritto come un fuso che non andavo su neppure a spinta e la discesa subito dopo, altri 5 metri a capofitto…..
E un giro e poi un altro e suona la campana per cui parto per l’ultimo.
Credo di essere ultima ma gli ultimi 15 minuti nel bosco sola sono forse i piu belli di tutti: la notte sta scendendo, le foglie delle piante secolari che già prima nascondevano il sole ora rendono tutto più scuro, intimo quasi.
Arrivo al traguardo con Matteo Pedrazzali che mi fa l’applauso e mi urla un brava, ultima del gruppo ma con intervista inclusa da parte di Alfio.
Lo so che agli occhi di tanti sembra cosi strano che intervistino me e magari non altri ma credo che sia il modo con cui vivo la mountain bike che mi rende non speciale, ci mancherebbe, però diversa, un pò fuori schema.
Di solito si corre per vincere o per ben piazzarsi, a me di tutta sta roba non frega niente, io pedalo e mi guardo attorno ed immagazzino nel cervello le idee e le immagini che i servono per assecondare la mia seconda passione, la scrittura.
Torno alla macchina, una lavata sommaria con le bottiglie di acqua minerale ed una salvietta, un cambio veloce e vado al pasta party dove mi aspetta un piatto di gnocchi al formaggio e la porchetta, che sono buonissimi…
Adesso forse capisco il nome del paese, San Giovani in Croce… è che in croce mi ci stanno mettendo me le zanzare, ne sono praticamente ricoperta!!!
Mangio velocemente usando il tovagliolo a mo’ di mazza ammazza zanzare, che incubo.
Ho le gambe che sembrano un colabrodo.
Va beh, ripartiamo dai che è ora. Voltando la macchina verso nord vedo i lampi verso la valle e lungo la strada qualche goccia di pioggia bagnerà il vetro, spero solo che sia un temporale di passaggio, domani vorrei fare la pazzia di andare a salo per una 6 ore.
Vediamo domani ok?
Adesso a nanna.
Kathy Pitton

domenica 20 giugno 2010

Sunset Bike 2010 …. tra diluvio e fragole.



Che volessi tornare quassù era chiaro, ne avevo parlato con i compagni di squadra e lo avevo promesso ai ragazzi di Pertica Bassa su Facebook ma speravo che il sole spuntasse da dietro le montagne della Valle Sabbia ma niente da fare, le previsioni davano acqua ed acqua è stata, a secchiate per di più!!!
Iscrizione ondine, tanto comoda che non cambierei col passato, spiedo e tavolo prenotato per sei, ci sarà anche Zambo con la tribù, al lavoro al mattino presto grazie al cambio turno con il collega Gaetano ed alle 13 sono a casa, un cambio veloce, Valchiria in macchina, sacca pronta, due farfalle al pomodoro per riempire la pancia ed alle 14.30 si parte per le coste e la valle.
Che la provincia di Brescia sia la pi estesa d’Italia d’accordo, ma per arrivare fin quassù ci vuole veramente tanto tempo e, da quando si legge il cartello con la deviazione per Pertica Bassa, si inizia a salire per quei tornantini stretti che sembrano non finire mai e sali e sali continuamente verso il cielo che nasconde il suo colore perché nascosto da batuffoli di bianco carichi d’acqua.
Nuvole talmente basse che ti avvolgono, è come se stessimo vagando per una landa nebbiosa che non finisce mai.
Che peccato non poter vedere quei campi inerpicati e verdi; intravedo le cascine e ed i vecchi fienili sparsi lungo i crinali, alcuni trasformati in case vacanza, altri ancora abitati da anziani che paiono senza tempo, donne con un fazzoletto annodato sotto il mento e uomini col cappello, seduti sotto il portico a guardare verso valle… chissà quali pensieri passano loro per la testa; e quelle poche macchine che incrociamo rallentano per far passare noi “stranieri”, quelli di fuori….
Eccola la in cima la chiesa del paese e, nel risalire l’ultimo tornante, dalla strada opposta sbuca la macchina di Mauro Zambo e famiglia, se ci fossimo dati appuntamento non saremmo riusciti ad arrivare assieme, sembriamo cronometrati al secondo.
Parcheggiamo lassu nel campo già reso pesante dalle piogge dei giorni scorsi e, sinceramente, spero di uscirne facilmente finita la gara, sembra già ora tutto un pantano.
Numero di gara da attaccare, le solite chiacchiere con quanti conosco ed il resto del tempo lo passo a preparare me e la bike per questa nuova avventura un po’ da incosciente: conosco il percorso. È duro, e con questa pioggia non sarà una passeggiata di sicuro…ma voglio finirlo il giro a costo di farlo a piedi e cosi sarà poi alla fine.
Conosco i miei limiti e queste gare sono fuori dalla mia portata ma la voglia di esserci è sempre grande ed allora accetto la sfida con me stessa, con la paura delle discese e , magari, con una buona dose di ironia verso gli sguardi di quanti un sorriso lo fanno nel vedermi ma a me va bene cosi, il resto conta ben poco.
Un attimo ed è già ora di partire…ed inizia a piovere più forte di prima; mi sa che ho fatto bene a mettere la giacca anti-acqua, tiene caldo e, sinceramente, visti gli 11 gradi che segna il termometro della mia macchina, non mi dispiace affatto anzi evito anche di bagnarmi la schiena.
Su per la salita fino alle fontane, poi nella stradina stretta che porta in centro al paese sempre in salita ed arranco già ma non mi fermo, fettucciato in salita rigorosamente a piedi con il ragazzo della moto che con una pazienza infinita mi segue piano piano; uno dei ragazzi della polisportiva che mi fa la foto “per la totale incoscienza” dico io….. o per il coraggio di provarci comunque dice lui….. eh ragazzi, dovete tenermi cosi!!!
Finita l’erba inizia la salta tosta sterrata, arrivo in cima ma lo scendere con quel viscido è una cosa diversa: a piedi che è meglio, giu fino ai gradini della chiesa dove più di qualcuno ha fatto un volo e dove mia figlia mi sorride dicendo” mamma stai stressando il ragazzo con la moto…”
Ed inizia la lunga salita fino al Granpremio della montagna dove c’è anche il ristoro idrico ed ecco in lontananza la moto del primo che arriva sparato; mi metto in parte, non voglio intralciare loro in discesa, vanno troppo veloci e per me non cambia nulla.
Ed è li che ho il tempo di guardarmi attorno: guardo giù come mi aveva detto Zaglio poco prima di partire “guarda Kathy, hai materiale per scrivere un tuo racconto…”.
Si è vero, nonostante l’acqua non dia tregua e cada sempre più forte, il guardare a valle ti da esattamente l’idea della bellezza di questo posto, non finirò mai di scriverlo e dirlo, sembra incantato; le nuvole basse non mi lasciano vedere il colore dei pascoli e dei declivi ma si stendono come veli da sposa rompendosi sulle cime, come impigliate da uncini invisibili e ti fanno sembrare tutto sospeso, ovattato, protetto ed il silenzio, rotto solamente dalle gocce di pioggia che cadono sulle foglie delle piante in fiore, sembra dirti… respira piano… non rompere quest’incantesimo…..
Ed è in questi momenti che mi rendo conto che nulla mi importa più di quanto vedo , di quanto sento e percepisco con ogni singola particella di me, e che le gocce che mi cadono sul viso sono parte di qualche cosa di molto ma molto più grande che ci circonda e che fa parte di noi, della nostra vita e del nostro essere.
Sempre in parte al sentiero, scendo piano per non scivolare ed all’incitamento di alcuni dei ragazzi che mi conoscono rispondo con un sorriso, con un “ tu vai… ci vediamo giu…”.
Mi fermo in una curva e cerco di star fuori traiettoria, è brutta e scivolosa ed ecco che vedo delle perle rosse che spuntano tra le foglie e l’erba…. Fragole selvatiche.
Quanto tempo è passato dall’ultima volta che ne ho mangiate alcune e ricordo che ero in mtb in compagnia di un amico quando le abbiamo trovate; non posso non fermarmi ed assaggiarne alcune, lavate dalla pioggia incessante di queste ore.
E sarà mentre assaggio questo regalo della natura che mi passa accanto come una saetta Cristina Dusina e capisco che è meglio risalire in sella e scendere a valle.
Poco dopo imbocco l’ultima salita che porta al traguardo, lo passo con le parole di Bikeralf che mi salutano; ora cerco il viso di Elsa che vedo poco dopo sotto una tettoia ad aspettarmi…..
Una doccia calda per lavare via il fango ed un poco di stanchezza mentre Elsa trova il nostro tavolo prenotato e finalmente mi siedo, è finita anche stavolta, un solo giro ma era quello che pensavo di fare in fondo, nulla di più o di meno.
Arrivano gli altri, arrivano i panini con le salamine e lo spiedo e tra chiacchiere e musica, passa il tempo, iniziano le premiazioni e la serata si avvicina alla fine.
Ho portato con me una copia del mio libro con la foto dei Diavoli Rossi in copertina e ne regalo una copia a Manuel Bacchetti, Sindaco di Pertica Bassa ed organizzatore della Sunset… la foto ci ritrae proprio alla partenza della gara del 2008 e sono contenta che apprezzi il mio piccolissimo omaggio ma lui farà di più…. Mi farà salire sul palco e presentare questa mia “nuova avventura”, come la definisce Alfio Montagnoli, e mi farà omaggio di un pacco premio………
Un'altra copia la regalo a Giorgio el Medicano ed a Silvia con una piccola dedica ed in cambio ne ricevo un abbraccio ed un bacio.. che bello!!!
Non valgo un granchè come ciclista ma mi sono fatta un sacco di amici nel corso degli anni e non cambierei nessuno di loro con tutto l’oro del mondo.
Ho imparato ad amare questo mondo cosi tanto da considerarmi parte di esso e non ho proprio voglia di appendere la bike al chiodo…diventerei una vecchia brontolona, stresserei la vita a tutti e sarei decisamente infelice!
Alla prossima ragazzi

Kathy Pitton

domenica 13 giugno 2010

Coypus Cup… ovvero trofeo delle Nutrie, aerei compresi!!!



Dove diavolo vanno a cercarle non lo so ma di fatto un nome più strano di questo non lo potevano trovare, doppi sensi da parte dei maschietti presenti compresi.
Va beh comunque eccomi qua alla settima prova dell’Oglio Chiese Challenge in quel di Mezzane di Calvisano.
Quasi mi perdo tra le stradine della bassa e meno male che ho trovato un signore in giro presto in motorino altrimenti non la trovavo più questa frazione.
Parcheggio un po’ di traverso di fronte alla casa del prete ( lo scoprirò solo più tardi), numero 905 da attaccare alla bike, un caffè con due bustine di zucchero ed eccomi pronta in versione ciclista per passione.
Meno male che c’è Gaetano, un tesoro di collega che mi cambia volentieri il turno e posso correre la domenica mattina lavorando poi nel pomeriggio; per anni ho dovuto mediare i riposi festivi oppure prendere ferie quando volevo fare qualche gara nel periodo estivo e visto che sono quasi tutte d’estate potevo combinare ben poco!!! Non è che combini poi cosi tanto neppure adesso ma almeno ci posso provare un po’ più spesso e mi diverto un sacco.
Sento le altre ragazze parlare di argini stretti, fossi pieni d’acqua, un lungo single track dove sorpassare è impossibile…beh io decido che non provo niente, gironzolo senza meta qua attorno per scaldarmi un po’ e basta, avrò tutto il tempo che voglio per pedalare dopo il via.
Arrivano molti altri nel frattempo, alla fine saremo circa 120 alla partenza, ecco anche Ezio in compagnia di Eugenio che fanno “scarico” in questa gara dopo l’Mtb Race di ieri a Navazzo.
Purtroppo già prima della partenza della gara, in prova, un ragazzo si fa male sul serio cadendo dall’argine in controtendenza, cavolo mi dispiace ma non sarà l’unico oggi.
Via che si parte, chiamata nominale, griglie separate e partenza ogni due minuti; noi siamo le ultime assieme ai super gentleman ed è subito polverone, ma che polvere che non vedo più niente e mi entra nel naso ed in gola e dovrò bere mezza borraccia per riuscire a deglutire normalmente.
Da ora in avanti farò la mia gara in solitaria, senza fretta; un lungo tratto di strada bianca fino al bosco, il prato fino all’argine da scavalcare, di nuovo il sentiero nel bosco e qualche pezzetto di strada asfaltata, i campi coltivati da fiancheggiare in fila indiana e qualche ponticello di assi da superare eppoi eccolo quel sentiero di cui sentivo parlare: sconnesso, ci passi sopra saltellando, i sassi, le radici e la sabbia, da un lato la scarpata, dall’altro lato il mais e mi incito da sola: e dai kathy non mollare, hai fatto di peggio, e vedi di tirare fuori le palle, e non cadere e pedala che sei quasi in fondo……
I ragazzi addetti al percorso non sapevano se ridere o piangere!!! Però l’ho fatto tutto a manetta e niente tonfi.
Poi l’argine più largo con la ghiaia ed i sentiero che passa tra gli alberi, un poco stretto e devo stare attenta a non agganciarmi con il manubrio, i saltelli sulle radici, le moto che mi raggiungono e vediamo di non intralciare nessuno…
Piano piano finisco il primo giro e via per il secondo, stessa storia ma leggera deviazione e guado in un qualche cosa che sembra fango, letame di vacca ed acqua mescolati tra loro ed a giudicare dalle mosche che mi hanno inseguito fino al traguardo non credo di aver sbagliato di molto, un profumino che non ti dico però meglio quello dello smog di Milano.
Secondo giro secondo regalo.
Passando accanto al campo di volo del locale aereo club sento un vroooooooommmmmmmm dietro la schiena ma non è dietro è sopra…. Provate voi ad alzare la testa ed a vedere un aereo, che per piccolo che sia è sempre un aereo, che atterra nel campo accanto a quello che tu stai percorrendo in bicicletta; è enorme!!! E la mia testa che va già di suo da sola ha fatto tremila pensieri più o meno logici del tipo: adesso mi spiattella….. mi mitraglia………l’ala destra mi centra e mi taglia in due…….ma porco mondo stò qua doveva atterrare proprio adesso…….. e se perde il carburante e mi cade addosso???????
Lo so che sono pensieri senza senso ma diavolo mi sono un momento spaventata, solo un pochino dai; e poi li accanto c’è un tiro al piattello o al piccione non lo so ed il sentire tutti quegli spari un po’ mi ha inquietato . e se sbagliano mira????? Sono mica una quaglia io, magari un paserun gigante come dice il mio amico mezzo matto Super Mario ma non c’ho mica voglia di farmi impallinare ….
Torniamo seri e pedaliamo vah che siamo quasi alla fine del secondo giro e della gara per me ed ecco che sull’argine lungo il Chiese ( dove ho guardato anche le cascatelle artificiali ), nel sentiero con le piante a lato sento un: stai ferma li che passo a destra… ed un secondo dopo un'altra voce che dice passo a sinistra.. ed adesso che faccio??? Stavo anche saltellando su quelle belle radichette ed allora concentrazione, tieni ben salda la cavallina e sta dritta e pedala… uno per parte mi sono passati, praticamente all’altezza delle orecchie.
Certo che mi fanno prendere delle strizze…. E va bene che poi dicono Grazie Kathy!!!
Poi eccolo il traguardo, la gente che ti fa le feste ed è tutto finito e ti sembra appena iniziato.
Vado alla macchina, metto Valchiria nel baule e mi guardo attorno, nessuno in vista, mi tolgo velocemente la maglia fradicia di sudore e faccio per infilarmi la polo della squadra, alzo gli occhi e toh che c’è un tipo alla finestra che si sta facendo il segno della croce!! Ussignur andiam bene.
Una signora passa in bicicletta e mi dice: è la casa del prete……e va bene, dirà un rosario in più stasera, so mica cosa farci.
Due fette di melone al ristoro assieme ad un bicchiere di coca cola, non posso aspettare le premiazioni, di solito le donne ricevono sempre tutte un omaggio, stavolta devo rinunciare, il lavoro mi aspetta e devo fare parecchia strada fino a casa per rendermi presentabile ed infilare la divisa.
E’ stata come sempre una bella giornata, una gran bella pedalata da sola ma in compagnia di altre persone che come me amano la mountain bike e non hanno paura di sporcarsi un poco.
Guidando verso casa cerco di liberarmi delle mosche che inseguendo il profumino delle mie scarpe e della mia maglia, hanno deciso di emigrare dalle pianure della bassa fino sul lago utilizzando la mia macchina, cosi, tanto per cambiare aria….
Alla prossima ragazzi

Kathy Pitton

sabato 12 giugno 2010

1° Carpenbike-Night on Bike




1° Carpenbike in the night.



Ed eccola la seconda prova della Night on Bike!!
Carpenedolo, quasi non so dove sia, guardo la cartina della provincia di Brescia per scoprire che è dopo Montichiari e giu di la….
Venerdì al lavoro ed alle cinque pronti via, al volo a casa a cambiarmi ed a buttare la bike in macchina e girare verso la città e la tangenziale; sono poco più di 40 km ma il traffico è parecchio e, nello stare in colonna, guardo verso l’’autostrada e sono tutti fermi! Meno male che non ho ascoltato il navigatore ed ho tirato diritto altrimenti sarei li ferma, a guardare continuamente l’orologio ed a maledire i lavori in corso e le automobili incolonnate.
Un caldo afoso ed opprimente mi fa pensare che sarà una gran sudata stasera, non credo che nella bassa bresciana il vento spazzerà il percorso di gara e meno male che ho sempre una gran scorta di bottiglie d’acqua in macchina.
Fino all’ultimo ho sperato che venisse anche Beppe ma gli impegni di lavoro lo fatto tardare e fa delle levatacce mattutine che te le raccomando, del tipo che alle 4 ha gia fatto colazione, ingranato le marce al camion e caricato la frutta al mercato generale di Brescia…. Se mi sento ancora lamentare dei miei orari mi prendo a pedate da sola, giuro…..
Arrivo a Carpendolo e c’è un traffico pazzesco, non pensavo che fosse un paesotto cosi movimentato; parcheggio di fronte alla chiesa ed a piedi raggiungo la verifica tessere, saluto un po’ di gente e torno alla macchina per preparare la bici e mettermi le scarpette da ciclista.
Ho anche il tempo per un caffè prima di tornare verso l’arco della partenza e fermarmi a fare due chiacchiere con BikerAlf e regalargli una copia del mio libro con una dedica molto personale; mi ha spesso accompagnato con le parole durante le gare e mi piacerebbe accompagnare lui, magari seduto comodamente in poltrona, a fare due risate leggendo le mie storie… anche se alcune le conosce già!
Vorrei provare il percorso ma so che le salite sono spaccagambe e preferisco restare in piazza ed ecco che vedo sbucare una maglia come la mia… Beppe!!!!
E’ arrivato anche lui, senza avvisarmi di proposito, per farmi una sorpresa e scopro che, poco dopo, arriverà anche Daniele Costa; bella sta cosa, finalmente mi sento parte di una squadra che corre davvero… di solito sono in solitaria!!!
Detto fatto sono le sette e mezza e ci chiamano in griglia e pronti via, la rotonda in piazza e la prima salita in una stretta stradina; la gente a guardare incuriosita, alcuni a fare il tifo altri che forse non hanno capito che è una gara e che saltano a lato strada quando si rendono conto che arrivano i primi al volo…. Io no però, cavolo se è tosta la salita fino lassù al castello ma non voglio mollare mettere il piede a terra, devo arrivare fino in cima e cosi sarà… brava me lo dico da sola!! Mi sembra di aver scalato la Madonnina di Provaglio ed in cima mi ci vuole un momento per riprendere fiato ma non ne ho il tempo e subito dopo la strada bianca eccolo il tranello….un bel muro da scalare fino ad un monumento poi giu per delle scalette di legno con i tronchi che sbucano qua e la e poi su un'altra volta ed altre scale….
Sono morta!!!
Esco dal percorso tra le fettucce a piedi tra gli sfotto degli “amici” bikers” che mi urlano di salire in sella e le frasi incoraggianti di Catia ed io, sguardo fisso davanti a me ascolto nessuno, arrivo fino alla discesa su erba, la faccio a piedi e poi salgo in sella e scendo in paese piu veloce che posso!!! E dai che comincia il secondo giro.
Il fiato corto, il bip bip del cardio che sembra urlarmi “ ma che cavolo fai…” ma è bello sentire la voce di Beppe e Daniele che urlano Vaiiiiiiiii
Sembro quasi una ciclista vera.
Altro giro altro regalo, su fino alla cima e poi giu, il pezzo a piedi e piu in discesa fino alla piazza e si riparte… giri fotocopia l’uno dell’altro fino a quando non sento la campana che decreta il fine gara.
Sono già pronti i ragazzi, ora tocca a loro mentre io mi mangio fette di anguria per placare la sete e panino per la fame.. e che fame!
Ad ogni giro urlo il mio incitamento ai ragazzi, a Beppe che è partito con una ruota semi frenata ed a Daniele che sembra volare. Se avesse più tempo per allenarsi sarebbe un vero drago ma ha tanto tempo davanti a se per migliorare…. Vai Daniele, vola… tocca a te ora.
Sono le nove passate quando finiscono la loro gara ed assieme ci avviciniamo al ristoro, acqua e frutta per scacciare la sete ed il caldo ed aspettare le classifiche.
Due chiacchiere con Roby, il mio istruttore di spinning e ciclista con la C maiuscola e la serata passa cosi, tra amici che condividono la stessa passione.
Adesso si deve tornare a casa. Beppe inizia nuovamente a lavorare alla 4 del mattino, Daniele ha le sue piscine ed il campeggio da controllare ed io ho la sveglia che suona presto perché i miei battelli partono, gara o non gara della sera prima.
Lungo la strada ho però il tempo di vedere dove sta Calvisano perché domenica mattina, se va tutto bene, verrò di nuovo da queste parti… Valchiria ha voglia di correre e le sue briglie le tengo solo io.
Kathy Pitton

lunedì 7 giugno 2010

24h di Idro, una endurance un po’ cosi…..



Alle cinque in piedi, su dai che è tutto pronto, camper a posto e Valchiria ancora impolverata dalla corsa di ieri sera a Cavriana, sacche pronte, frigorifero pieno di cibarie varie, una cassa di acqua e di the freddo e via che si parte alla volta della Valsabbia ed il lago d’Idro e della sua 24h.
Ricordo ancora la mia prima endurance, tanti anni fa proprio su questo piccolo lago, sotto un diluvio universale e con talmente tanto fango che, una settimana dopo, stavo ancora togliendolo dagli angoli degli occhi. Ho ancora una di quelle vecchie maglie, una delle prima della mia squadra, l’ho lavata talmente tante volte ma le macchie scure che ancora si vedono sono di quel fango,non sono mai riuscita a toglierlo.
Era stata un impresa, vuoi per il fatto che non avevo mai fatto una gara del genere e non sapevo come gestirmi vuoi anche per il fatto che non avevo mai passato tante ore in sella.
Che bei ricordi però.
Ora, dopo anni, so come gestire la gara e me stessa, queste lunghe cavalcate mi portano a dover gestire fatica, fame e sete lungo un lasso di tempo dilatato dal tempo stesso anche se non sempre è facile farlo, in particolare quando l’età avanza, i kg in più non se ne vogliono andare e la sera prima te ne vai a fare una gara di Xcountry in notturna!!!
Alle sette del mattino sono già parcheggiata in posizione strategica per poter scappare domenica mattina presto, credo di essere tra i primi alla segreteria per il controllo tessere ed il ritiro del pacco gara e lo faccio anche per Zambo che arriverà più tardi.
Una passeggiata fino sul lungolago di Crone per ritirare il chip elettronico da tenere alla caviglia; è già molta la gente in giro, ferve l’attività tipica dei paddok di gara ed i ragazzi del gatto giallo si muovono frenetici qua e la…
Opto per un caffè seduta al bar ed ecco un ciclista molto particolare, il Dottor Formenti in sella ad una mtb dopo quasi un anno dal suo brutto incidente; è bello rivederlo in sella sorridente.
Il tempo sembra sempre volare più velocemente prima di una gara come se volesse dirti: Hey tu, muoviti e preparati che è ora…”
Incontro Ausilia Vistarini sulla sua mtb dalle ruote grandi e, poco dopo, Lorenza Menapace con uno splendido sorriso sulle labbra, stà decisamente meglio la sua spalla malandata se è qua pronta a dar battaglia a suon di pedalate.
Arriva anche Mauro Zambo, gli do una mano per la tenda e siamo pronti per il breefing capitani e per il primo piatto di pasta in compagnia del Gliso e della Grazia, armata di macchina fotografica.
Dai che è ora di partire, bike posizionate lungo il tracciato sotto gli striscioni di partenza e di corsa, in stile Le Mans… a piedi non di corsa, tanto avrò tanto di quel tempo per correre.
Vania e Patrizia a tenermi compagnia lungo il primo tratto fino all’inizio della salita che farò piu e più volte, molte delle quali a piedi.
E’ diverso il percorso rispetto allo scorso anno, alcuni tratti sono al contrario ed è quasi meglio visto che c’è lo spazio per sorpassare, anzi per farsi sorpassare visto che sono io quella che va piano!!!
Due giri all’ora, due ore di seguito poi pausa; le borracce si vuotano velocemente visto il sole a picco caldissimo che mi fa pizzicare la pelle, scotta cosi tanto che mi ritroverò con braccia, gambe e naso scottati.
E dire che la classica abbronzatura da ciclista mi faceva sorridere qualche anno fa, ora invece sono tutta a strisce e sembra che abbia i calzini bianchi anche quando non li ho.
Quante volte sono scesa lungo quel sentiero in single track fino alla cascata ed ho pensato di farci un tuffo dentro; e quante volte ancora arrivando sul lungolago e guardando tutte quelle ragazze in costume da bagno fare il bagno nel lago ho avuto voglia di farlo anche io….
Alle sei del pomeriggio ecco l’urlo di Super Mario che mi invita per la grigliata e non manca il solito abbraccio spiaccica costole che mi fa rimanere senza fiato.
Non andrò a quella grigliata ma farò compagnia a Zambo per una pizza!!! E dire che gli ho anche rotto le scatole sul fatto che siamo in gara e che non si mangia la pizza, cosi lui non l’ha mangiata optando per un piatto di pasta mentre io, oca giuliva, ho mangiato la pizza e di conseguenza ho avuto una lentissima digestione con conseguente sonnolenza e debug ciclistica totale!!!!
Alle 22.30 lui è ripartito per pedalare tutta notte o quasi mentre io ho pedalato nel letto del camper; che atleta che sono, una pollastra altro che balle!!!
La sveglia mi riposta alla realtà alle 4 del mattino, un caffè per cercare di svegliarmi un po’, una litigata furibonda con i cavi delle luci notturne e riparto in sella mentre il cielo si schiarisce poco alla volta.
E’ bello guardare l’alba pedalando, è un bel modo di riappacificarsi con il mondo.
Alle sei e mezza mi fermo per una doccia, un cambio veloce ed i saluti agli amici, la mia 24h di Idro si interrompe qua stavolta;alle 10 del mattino devo essere in servizio sul pontile di Iseo con una divisa che nulla ha a che vedere con quella da ciclista.
I colori della squadra li difenderà egregiamente Mauro per altre cinque ore e l’ironia della sorte è che lui macinerà decine di km ancora ma quella premiata sarò io, seppure non presente sul palco mi verrà assegnato il premio per la decima posizione tra le solorider femminili e sarà il mitico Gliso a ritirarlo per me.
Come sempre, quando torno da queste galoppate, dico a me stessa che è l’ultima volta, che non ne farò più…ma poi, sistematicamente, mi ritrovo iscritta a qualche altra gara e l’unica colpevole di questa o quella iscrizione è questa riccia e ciccia signora.
Ricordo una frase dettami in gara da un ragazzo di cui non ricordo il nome ma solo il viso: “ Chi vince Kathy, quello che arriva primo o quello che continua e va avanti con il suo passo?”
Non so dare una risposta esatta, so solo che, nonostante i pochi giri fatti ed i pochi chilometri percorsi io ho vinto, ma non quel premio tangibile bensì quelle belle emozioni, le sensazioni e l’assoluta ed impagabile libertà di essere me stessa.
Alla prossima avventura ragazzi
Kathy Pitton

Night on Bike- Cavriana





Non so chi sia più fuori, i ragazzi di Matteo dell’Emporio team che ne inventano una più del diavolo oppure io che, a ruota, li seguo in bike o quanto meno ci provo.
Era nell’aria da tempo questa novità ed eccola li, sulla homepage di Pianeta Mtb, quattro prove in notturna in centro abitato, nel cuore dei paesi tra stradine di ciotoli, giardini e violetti.
Ci vuole mica tanto a convincere Old Lady Kate e mi abbono al circuito, un poco per curiosità e molto per il fatto che, essendo di venerdì sera, non devo chiedere permessi al lavoro;
ma si deve fare sempre il conto con l’oste e se finisci di lavorare alle 17.30 e devi andare fino a Cavriana in provincia di Mantova devi correre, ma correre proprio tanto ed allora come si fa?
Si mette la divisa da ciclista sotto la divisa da marinaio sperando che non se ne accorga nessuno, carichi Valchiria e la sacca in macchina durante la pausa pranzo e via che si parte, imbocchi l’autostrada e tiè!!! Tutti fermi in colonna per lavori vari, vacanzieri in giro e traffico del fine settimana.
Andiamo bene.
Come faccio ad arrivare prima delle 19.00?
Appena riesco esco dall’autostrada e via lungo la tangenziale direzione Montichiari e poi giù di oi fino a Cavriana.
Parcheggio facile, verifica tessere con il sorriso di Matteo come saluto, due chiacchiere con Laura Moretta e Cristina Dusina, un saluto ad Alfio Montagnoli alle prese con microfono e casse ed è già ora di partire.
Mi dicono sia tosta…
E dopo 200 metri dalla partenza me ne accorgo da sola, stradine ciottolose e violetti rigorosamente in salita, discese velocissime con tanto di copertoni ammonticchiati per rallentare l’andatura dei più scalmanati, ghiaia dove devi galleggiare e la bici va dove vuole lei e non dove vorresti, un passaggio in piazzetta con un sacco di gente a guardare sti pazzoidi in mtb, due rampe di lancio da fare in apnea in salita ed altre in discesa che lascio fare agli altri e me le “scivolo giù” a piedi.
Un bel mix insomma, da fare e rifare fino al suono della campana che decreta l’inizio dell’ultimo giro al passaggio sotto lo striscione dell’arrivo.
Bella !!!
Non per me, (troppo “gnecca”) ma bella, mi sono divertita ed il risotto party alla fine è stato la ciliegina sulla torta.
E’ ora di sbaraccare Kathy, verso casa in un ora circa per dormire un pochino, ma solo un po’, anche perché alle cinque la sveglia suonerà di nuovo…
Chissà come mai non mi pesano mai queste levatacce quando c’è di mezzo la mia mtb…. Dai ora, a nanna, domani sarà un altra storia, una lunghissima storia di 24 ore in mtb.
Kathy Pitton

martedì 25 maggio 2010

Ho scritto un libro....un quasi libro.... questo qua insomma!!


Se non son matti non li vogliamo e chi mi conosce mi ha sempre classificata un pò fuori di melone.....
Però non mordo mica sapete? solo se mi fanno arrabbiare, allora scateno una guerra che Rambo sembra un pupetto dell'asilo nido in confronto.
Per tornare al titolo, ho raccolto quelli che definisco i miei raccontini piu belli di mtb( e che amici hanno definito tali)e li ho raccolti in questa pubblicazione.
Ai posteri l'ardua sentenza, io intanto continuo a pedalare, piano ma pedalo.