La nuova squadra

La nuova squadra

Atletica Franciacorta

Atletica Franciacorta


Il mio credo in queste parole

Il mio credo in queste parole


Il vero leone lo vedi solo fuori dal branco.
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco ed i puntini sulle i piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza pers eguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire dai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualche cosa che conosce. Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo maggiore del solo respirare. solamente l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendita felicità.

(P.Neruda)

RICORDATI DI OSARE, SEMPRE!!!!


lunedì 6 giugno 2016

sabato 28 maggio 2016

Sarnisera

Locandina dello scorso anno ma gara di quest'anno... non trovo l'altra. Son rimbambita ormai!!!!
Comunque è qua a pochi km da casa, non sto ad andare fino in bassa bresciana per macinare pochi chilometri a piedi per cui infilo le scarpette e me ne vado a Sarnico, al lidi Nettuno e parcheggio li acanto. Praticamente mi disputo il posto macchina con Marcello Campana, ex compagno di squadra e di pedalate, ci facciamo due risate assieme e ci avviciniamo al banco dell'iscrizione.
C'e una marea di gente ed il posto è davvero bellissimo, direttamente sul lago, tanto verde, panchine e possibilità di sedersi ovunque.... bello davvero.
Ci sono un sacco di ragazzi dell'Atletica Franciacorta e due chiacchiere si fanno volentieri.
E via che si parte, i piu forti e veloci davanti e tutti gli altri dietro.
Sono giorni che litigo con le scarpe da running, come inizio a camminare o correre la parte frontale della tibia inizia a far male, solo della gamba destra per di più e non capisco perché... un fastidio bestia! che adesso salti fuori che devo smettere anche di correre perché do di bestia cribbio!
Già che devo buttar giu peso e non scendo di un etto, se poi faccio più nulla vedi te che balena che divento....
la strada in salita per un pezzo lungo la provinciale, il lungolago di Sarnico fino alle gelaterie, il giro e ritorno lungo la stessa strada. e mentre andavo in la vedere i ragazzini che già son di ritorno mi fan capire, se mai ce ne fosse bisogno, che son vecchia punto!
all'arrivo due bicchieri di the ed un panino in compagnia di Mara e Marinello, due chiacchiere con dei conoscenti e ben presto me ne risalto in macchina per tornare a casa, non senza aver salutato Marcello.....
Un altra serata andata, vediamo domani che c'è da fare....

giovedì 26 maggio 2016

Zuzuma di corsa

Calassi mezzo etto tutte le volte che faccio una passeggiata o gara podistica dovrei essere pou o meno trasparente.
Libretto di Brescia Running sempre in aggiornamento e stasera me ne vado qua, anche se non è proprio dietro l'angolo di casa, quasi 45 minuti per arrivare fin qua; tangenziale perennemente intasata dal traffico di fine giornata lavorativa ed i lavori in corso non aiutano di certo.....
Poi arrivo a Mazzano e mi fan fare un giro dell'oca che non finisce piu per dei lavori poco prima del centro commerciale.... Va beh, portiam pazienza. Poco dopo eccolo l'arco blu di Brescia Running, un po di gente in giro e trovo parcheggio a 50 metri dalla partenza. Iscrizione al volo ma ormai mi conoscono e il tempo basta per dare un occhiata in giro. Un bel po di miei compagni di squadra con la maglia ufficiale, io come sempre con la maglia nera alternativa visto che  della mia misura non c e mai... HO TROPPE TETTE! e che scatole però.....
Va be.....pronti via.
La strada, lo sterrato...... non mi prende e non mi emoziona.
lascio passare i ragazzi che corrono veloci, mi defilo nel gruppo, salgo il cavalcavia e decido di fare il corto, stasera non ci sono proprio.
In 35 minuti sono al traguardo, un bicchiere d'acqua, sgranocchio una fetta biscottata, ritiro le calze che fan da premio, mi congratulo con uno del franciacortini che è arrivato terzo e risalgo in macchina.
Serata chiusa velocemente, sono a casa poco prima delle 21.30, doccia e divano. Non ero in palla stavolta, sarà per la prossima volta, magari a Sarnico venerdi sera... vediamo come son messa.....

lunedì 23 maggio 2016

De sa e de la del Mela!


Ormai ogni occasione è buona per sgambare qua e la.
e devo dire che anche il camminare o correre a piedi non mi dispiace piu di tanto.
Questa è una delle tante gare che non ho ancora fatto ed il correre lungo il Mella non mi dispiace proprio.
Arrivo in una ventina di minuti in questa zona di Brescia citta, Chiesanuova per la precisione, mi iscrivo e le facce da running qua attorno sono ormai conosciute come quelle da biker.
Due parole con i conoscenti e via lungo la strada in compagnia di Angiolino che, a dispetto del nome, è un gigante di due metri che mi da del bel filo da torcere per stargli dietro. Un cavalcavia, una zona industriale e poi si inizia a costeggiare il fiume di casa, il Mella appunto. Uno strettissimo sentiero largo si e no una spanna con rami ed ortiche li accanto a sfiorarti le gambe. ben presto i rovi iniziano a lasciare i segni e mi pare di aver litigato con un gatto guardandomi le gambe.
Un ora circa di cammino e siamo al traguardo.
Certo non ho le stesse  emozioni delle gare in bike ma poco alla volta mi piace sempre di più questo appuntamento con le scarpette da running.
Il bello è che, una volta arrivata al traguardo, trovo un paio di compagni di squadra e scopriamo di aver "vinto" la 10 posizione come gruppo... in tre gatti!
Ci portiamo a casa una padella con coperchio ed una scatola di bicchieri..... li porto in sede e vediamo che farne va...
Alla prossima...

lunedì 16 maggio 2016

17° Aironbike - Guastalla

Non posso mancare, no non posso proprio!
17 edizioni e quante ne ho fatte io? non lo so credo almeno 12 o 13.
I primi anni in compagnia dell'inseparabile Dado Bettoni, gli ultimi anni in solitaria, un paio di edizioni saltate perchè ero nal periodo più nero della mia salute, o scorso anno a Campagnola Emilia dove son partita e ritornata in camper nel giro di mezz'ora..... ma stavolta no, ci sono e ci voglio provare!|
Parto di sabato mattina come ogni anno, la mia casa su ruote mi porta sull'asfalto dell'autostrada verso Verona, seguo le indicazioni ma ormai il camper sembra conoscere la destinazione a memoria. Il grande fiume sembra più immenso del solito, tracimato ai lati ed insinuato tra i tronchi delle piante che segnano il suo confine o meglio, il confine tracciato idealmente dall'uomo. Mi rattrista sempre vedere tutte quelle cascine abbandonate con i tetti sfondati mentre, altrove, mangiano terreno per nuove costruzioni quando si potrebbe recuperare queste proprietà.
ma di certo lavorare la terra non è più tanto appetibile alle nuove generazioni, bisogna abbassare la schiena e sporcarsi le mani e molti, damerini viziati, disdegnano il lavoro dei nonni.
Io pagherei per averne una dove coltivare qualche cosa con le mani....
Arrivo a Pegognaga e la sosta è obbligatoria. Gli amici conosciuti al tempo del terremoto in Emilia e del mio servizio di volontariato quaggiù sono rimasti tali e la conoscenza superficiale di allora si è trasformata in un amicizia solita e speciale e non posso passare da qua senza salutare; un saluto che si trasforma immancabilmente in un pranzo in compagnia, due chiacchiere ed il tempo scorre senza che me ne accorga. Alle 15 riparto ed imbocco la strada che porta verso Guastalla dove arriverò per le 16, parcheggio e sistemo il camper e due passi lungo il Po non me li toglie nessuno.
Maestoso è dir poco. le acque ingrossate dalle ultime piogge lo hanno portato alla portata massima ed è altissimo lungo la riva, metri più su dell'ultima volta che son stata qua a Lido Po.
Mi dicono che l'ondata di piena è passata al mattino ma che nel primo pomeriggio ha superato gli argini a Suzzara per cui meta del percorso di gara se lo è mangiato il fiume. I ragazzi dello Sculazzo son  abituati ai cambiamenti dell'ultimo minuto ed ecco le varianti per far si che la gara di domani sia comunque praticabile in sella alle mtb.
Nuvole nere si addensano in cielo e ben presto inizia a piovere. Il mio intento di mangiare qualche cosa col team locale si trasforma in pigiama, libro e piatto di pasta in solitaria verso le 8 di sera!
Alle 22, con una pioggia scrosciante che fa da ninna nanna spengo tutte le luci e cerco di dormire, domani sarà una giornata tosta.
Il mattino arriva presto, dormito poco e male; la pioggia incessante, il vento e non so cosa altro mi hanno tenuta sveglia per parte dalla notte.
Una colazione veloce, mi infilo la tuta e me ne vado a ritirare numero e pacco gara.
numero 501..... e vai che si ricomincia davvero stavolta! Paco gara strepitoso dove mi infilano un pezzo di parmigiano in più ( mi sento un pò raccomandata in verità), bottiglia di Lambrusco e barrette.
Torno al camper e passo l'ora successiva in lettura, cercando di calmare i battiti del cuore che va all'impazzata e non so il perchè. Mi vesto e preparo, tolgo la bici dal gavone, attacco il numero alla mia Valchiria e son pronta, più o meno, come sempre. Mi avvicino alle griglie di partenza e mi metto in fondo con gli escursionisti... la partenza è sempre stata un problema per me, la paura di cadere subito, di agganciarmi con i pedali o il manubrio con qualcuno per cui me ne sto defilata che è meglio.
Pronti via.
Ed il giro di lancio sgrana il gruppo che invade il viale del Po....girare su di un arginello e via... lungo il percorso... con la moto dietro il fondoschiena. Nulla è cambiato rispetto ad alcuni anni fa in fondo.
le moto i han sempre fatto compagnia e lo faranno ancora ma il tipo è simpatico, una volta ogni tanto si ferma a fare foto al fiume ed agli aironi ed io mi allontano pedalando. Ho il fiato corto all'inizio ma poi, piano piano, rotto il fiato, mi accorgo che va meglio ed inizio ad andare.
Credo sia uno dei più bei percorsi in tanti anni di Aironbike.
Sentieri battuti che svoltano qua e la, lo scenario tipico della golena e dei boschi attorno al fiume, quel continuo saliscendi che non ti fa ammazzare di fatica ma che ti porta  afare chilometri, il fango c'è ma si passa, basta fare attenzione.
Mi sto divertendo davvero. E cosi sarà per tutto il lungo percorso fino alla fine, tra scivolate nel fango e cadute salvate all'ultimo secondo, i sorpassi dei ragazzi più veloci di me ed io che mi sposto con piacere visto che loro han fretta ed io no.... ho il tempo di assaporare il percorso, la luce del sole che a dispetto della pioggia della notte rischiara la giornata e riesce a scaldare l'aria tanto da farmi togliere la giacca anti vento, qualche scorcio del grande fiume che si segue per un bel pò...... ed il rendersi conto che sono quasi arrivata, riconoscere il ponte che passa poco lontano dal traguardo, immettermi nel lungo fiume cementato e vedere l'arco dell'arrivo..... e lo passo a testa bassa, non mi fermo neppure, mi avvio verso il lavaggio bici ed il mio camper, il fango da lavar via non è poco per cui è un piacere lo scorrere dell'acqua calda sulla pelle.
Posso dire di essere felice.
l'ho finita ed era cio che desideravo di più,
Pasta party con i tortelli, due chiacchiere con Christian del Team Sculazzo ed iniziano le premiazioni. Non mi aspettavo di certo di essere premiata ma Tiziano salati, il presidente mi dice " le donne le premiamo tutte" e cosi sarà, col pacco gigante che loro preparano ogni anno per le premiazioni che praticamente ti fan riempire il frigorifero per un bel po.
E' ora di ripartire, il viaggio è lungo fino a casa ma come sempre mi accompagna la musica e le sensazioni lasciate da queste lunghe giornate trascorse tra amici e bicicletta, sorrisi e pedalate, fangoe gocce di pioggia.
Il mio mondo da tanti anni e spero per tanti anni ancora.
Alla prossima ragazzi!

venerdì 13 maggio 2016

Stracastelletto

Diluvia da giorni ma stasera qua ci sono stata!
Si è aperto il cielo giusto il tempo di farmi fare questa corsetta serale in compagnia, di Ornella, Luca ed un suo amico che condivide la passione per l'arrampicata sportiva e la corsa su strada.
Via dall'ufficio alle 15.30, due consegna qua e la, di corsa a casa con il naso per aria a controllare i nuvoloni neri che in questi giorni imperversano, due messaggi con Luca e Company per capire se sarò da sola o ci saranno pure loro, mi infilo le scarpette e via verso leno e la sua frazione. Mi perdo sempre per ste stradine qua ed il navigatore mi dice dove girare; l'ho fatta anche negli anni scorsi ma non ricordo mai la strada per arrivare fino qua ed allora il suono metallico della voce del navigatore mi indica la strada cosi non mi perdo ed arrivo in tempo!
Iscrizione al volo, un caffè, mi raggiunge Ornella e via che si parte, giro alla rovescia rispetto allo scorso anno. Su strade tranquille col tempo di chiacchierare, il giro del laghetto di pesca sportiva con le sue acque placide ed il passaggio accanto ai box dei pony che mi hanno sempre intenerito e che mi fanno sorridere. Nonostante la pioggia copiosa di questi giorni la ghiaia ha drenato bene e non c'è cosi tanto fango come mi aspettavo..
6 km passano velocemente se si cammina di buon passo e poco dopo ci ritroviamo al traguardo assieme a tanti altri.
Ristoro veloce con succhi di frutta, the freddo e qualche dolce e me ne vado al ritiro del pacco gara dove trovo mozzarelle fresche e qualche brioches. Saluto tutti e me ne vado verso la macchina, inseguita da Ornella che mi passa un sacco pieno di insalata del suo orto..... per sta settimama sono a posto!
Me ne torno verso casa con le gocce di pioggia che iniziano nuovamente a cadere; in alcuni punti della tangenziale della città diluvia alla grande e tutti i lavori in corso rallentano il traffico non poco e se aggiungiamo il fatto che un buon 30% degli automobilisti, secondo me, ha trovato la patente nei sacchetti delle patatine, ci metto quasi un ora per fare 40 km e tornare a casa!
va beh, anche questa è fatta, alla prossima ragazzi!

lunedì 9 maggio 2016

360 minuti del Ticino- Golasecca

ci ho provato dai, mettiamola cosi.
Amici ciclisti  mi avevano detto che non era proprio una gara facile, alcune discese molto tecniche stile canalone della Gimondi mi avrebbero messo in crisi e cosi è stato.
Ma non ci ero mai stata e visto che ho deciso di far tutto quanto( o quasi) di quello che no avevo mai avuto modo di fare mi sono iscritta e ci sono andata.
Come va va ed il resto non conta nulla, mi piace l'ambiente e va bene cosi.
Arrivo il sabato mattina presto, parcheggio praticamente a ridosso del campo sportivo e del percorso, vado a ritirare pacco gara e numero e son pronta  a fare due passi per vedere chi c'è... ed ecco i ragazzi della Urcis, Andrea, Domenico etc. che mi invitano a star seduta sotto il loro tendone e ad utilizzarlo come "base" durante la gara!
Poco alla volta arriva l'ora della partenza e la lunga corsa attorno al campo sportivo mi spaventa non poco; vedo Beppe della Tava Bike e con suo fratello decidiamo che la partenza Le Mans la lasciamo fare agli altri, noi andiamo a piedi e come va va... la caviglia ballerina ringrazia, perché correre sull'erba con le scarpe da ciclista è un mezzo incubo"!
Il giro inizia con un lungo sterrato spettacolare in mezzo al bosco, sono circa 6 km, ma il bello inizia dopo.... single track in salita, un lungo toboga in discesa che mi lascia senza fiato e, purtroppo, inizio a fare da tappo a chi, moooolto più giovane di me, ha velleità di classifica e di velocità.
cerco di non rompere le scatole come sempre ma la struttura del percorso non mi consente più di tanto di stare in parte negli strettissimi sentieri, per cui tanta strada la faccio a piedi, con le caviglie che fanno male in salita per la posizione innaturale che le scarpette con i tacchetti ti portano ad assumere in salita.
Ed arrivo ad un certo punto del canalone in cui decido di salire in sella e scendere, per liberare la strada ed andare più veloce.
Bella decisione, vado giù veloce, quasi meravigliandomi del fatto che son ancora capace.... mai parlare prima dell'oste!!!!!
e vedi quel bel montone di rovi li in fondo circondato da sorridenti ortiche alte un metro? hanno deciso di abbracciarmi e darmi un rovente bacio sulle gambe e sulle braccia... hai hai haiiiiiiii!
Finisco il giro sconsolata, arrivo ed esco dal percorso, diretta al mio camper ed a una revisione dei "danni"... graffi vari ed un maledetto pizzicore dato dalle ortiche!
Ci penso su un momento e mi fermo. Per stavolta basta cosi.
La doccia lava via la polvere ed il sudore ma il pizzicore rimane, i graffi li disinfetto, mi infilo una gonna lunga che copre tutto e me ne vado allo stand della Urcis!
Stavolta è andata cosi, leggo un po, applaudo al passaggio di quanti conosco e man mano che si avvicina la sera mi rendo conto che, in fondo, sono contenta anche cosi.
IL pasta party è diverso dal solito, un polenta e brusitt, che praticamente è una specie di ragu di carne da mettere sulla polenta calda.... due chiacchiere e la notte scende sul campo, si spengono le luci dopo le premiazioni e, mentre spengo anche quelle del camper, decido che va bene cosi, son ancora qua a gironzolar per campi di gara a 55 anni, combino poco ma riesco ancora a divertirmi.
Il pizzicore alle gambe si fa sentire ancora per un bel pò ma sarà pur sempre un ricordo di questa giornata un po strana e diversa dalla solita routine.
vediamo la prossima volta dove vorrò andare a cacciare il naso.
Alla prossima ragazzi!

La Paesana di Monticelli

Io ferma non sto!
Mi costa parecchia fatica, anche se torno dal lavoro stanca, lo starmene sul divano. Mi diverte fare l'uncinetto ma preferisco muovermi all'aria aperta, sudare, stancarmi....
Ed ecco che trovo sul sito di Brescia Running il volantino di questa garettina che conosco, l'ho fatta lo scorso anno sotto un mezzo diluvio.
Pochi km da casa, mi infilo le scarpette e ci vado.
Iscrizione con pacco gara, una bottiglia di vino rosso, le due chiacchiere come sempre con i compagni di squadra dell'atletica Franciacorta che inizio a riconoscere, due parole con altra gente di Monticelli che conosco da tempo e via che si parte; faccio la "corta", la 6 km visto che domattina devo andare ad una gara in bici ( o quantomeno ci provo).
Via che si parte; ma mentre lo scorso anno si faceva quasi tutta strada asfaltata, stavolta mi fanno girare subito dietro al centro sportivo e su sterrate si sale verso la madonna della Rosa. bello in piedi il percorso, una lunga cementata che sinceramente mi fa restare senza fiato a metà!
Su e su fino in cima, piano piano e quando scollino son senza fiato per davvero: Si inizia a scendere e mi ritrovo a fare in discesa quella stradina sterrata che lo scorso anno avevo fatto in salita..... cavolo come è dura stavolta, oppure sono io piu polenta del solito!
Il bello è che ad un certo punto vedo Roberta Seneci che mi dice: bisogna correre kathy!!!Pota, son senza fiato cosi camminando, figuratevi se mi metto a correre. Si sale lungo la salita delle Casotte verso la chiesa di Monticelli e a li poi in discesa fino al cimitero; di seguito lungo il provinciale per un pezzo , stradina sterrata lungo un ruscelletto ed eccomi all'arrivo sotto l'arco.
Cavolo sono proprio stracotta stavolta.
Mi metto in fila per il ristoro e, poco dopo, mi raggiunge Giorgio Quaresmini, anche lui in gara prima di correre al lavoro di notte. Seduti a tavola con gli altri ragazzi della squadra si chiacchiera, si commenta... ed il tempo passa velocemente. Bella serata, piacevole compagnia ed il piacere di condividere una passione con gente che capisce ciò che provi e senti....
alla prossima con le scarpette da running!

giovedì 28 aprile 2016

6h della Valpolicella

Quante prime edizioni ho fatto negli ultimi 25 anni di bici?
Tante! alcune le ricordo vividamente, altre no, ma i numeri di gara sono tutti a casa a ricordarmi le pedalate qua e la per l'Italia.
Trovo su Pianeta Mtb questa prima edizione, poche notizie in verità ma mi affascina il fatto che si effettui in una splendida villa veneta poco fuori Verona, ad Arbizzano di Negrar, la patria del Valpolicella e dell' Amarone.
Sono fuori forma ed allenamento a la voglia è sempre quella: provarci.
ed allora ecco che scarico il modulo di iscrizione, telefono per due info sul parcheggio del camper e son mentalmente pronta a pedalare... solo mentalmente ovviamente!
Parto il venerdì sera ed in un ora o poco più eccomi in questo paesino sulle colline di Verona; la villa la trovo facilmente visto che l'organizzazione ha ben pensato di mettere frecce segnaletiche ovunque; sebbene sia sera inoltrata lo spettacolo per gli occhi è grandioso! mamma mia che posto, sembra di essere alla corte di un re!
Wow.
Visto che parcheggiare tra le piante secolari senza luci che non mi facciano sbattere qua e la contro i rami, decido di avviarmi verso il paese; poco distante dalla villa c'e un centro sportivo, parcheggio li e mi avvio verso la palestra ed il parco li accanto dove risplende nella notte l'insegna di una pizzeria; cena veloce e visto che non sono riuscita a finire il pasto la ragazza mi offre gentilmente di mettere tutto in un contenitore e portarlo sul camper... ok, colazione carboidrati-ca per domani a posto.
Si va a nanna ed a domani non penso proprio, quel che sarà sarà.
Sveglia alle sette e trasferimento al volante ancora in pigiama verso la villa Bertani Mosconi dove già ci sono decine di auto e di camper.
parcheggio sotto le piante e mi avvio verso la villa cercando di capire dove sarà la segreteria e la partenza. Che spettacolo il parco! Una casetta in pietra troneggia sul laghetto all'interno del parco, sullo sfondo i vigneti ed il bosco poco dopo; scopro che il percorso di gara sarà totalmente all'interno del parco della villa, 4800 metri con 125 mt di dislivello a giro! ammazzate!
Alla segreteria mi avvisano che fino alle 10 non consegnano nulla per cui me ne vo gironzolando qua e la a curiosare. Solo l'aia della villa potrebbe contenere mezza frazione in cui abito; producono vino e le vigne si distendono su per la collina, delimitate dalle mura esterne del parco secolare.

Il bosco poco piu in alto a far da confine.... che spettacolo di posto.
Poco dopo incontro Massimo Cozzoli, compagno di squadra e di gara per oggi; per lui una gara atipica visto che l'endurance è quasi sempre stata la mia specialità, due chiacchiere, il ritiro del chip, del numero e del paco gara e me ne torno in camper per preparare la partenza che sarà alle 12.
mangiare qualche cosa per non restare senza benzina, preparare la borraccia, decidere cosa mettermi, se pesante p leggero visto che le previsioni danno pioggia nel pomeriggio e, poco alla volta, si avvicina l'ora della partenza.

 Stile Le Mans, ovvero correre a piedi per raccattare la tua bici e saltare in sella.
E cosi si inizia, subito con una salita spacca gambe, per raggiungere il "gran premio della montagna"... mi scappa da ridere..... gia a corto di fiato mentre arrivo in cima, mi immetto nel sentiero del bosco e son guai gia da subito. tecnico da matti ed io sono decisamente imbranata. Pedalo dove riesco, mi scanso al sopraggiungere dei ragazzi che volano sui pedali, scendo lungo un sentiero che sembra fatto per le capre ed arrivo alla fine dle primo giro. E mi fermo per riposare!!!! son stravolta ed è solo l'inizio.
Via che si riparte... una gara senza gloria ne infamia, piano piano come ogni mia performance in sella. Non me la prendo per la difficolta, mi soffermo a guardare attorno ed a leggere ciò che vedo, un piacere per gli occhi. Ad un certo punto un drone sorvola la tenuta, ci filmano dall'alto...
sarà un reportage con i fiocchi.
Poco dopo le due ore di gara mi fermo, non ce la faccio più, troppo tecnica la gara e duro il percorso, preferisco fermarmi prima di fare un qualche volo e farmi del male....
ripongo la bici, mi faccio una doccia calda e me ne vado nel negozio della tenuta a far spesa di vini pregiati; spenderò un botto ma un bicchiere ogni tanto lo voglio buono, il tavernello lo lascio bene agli altri.
Aspetto l'arrivo degli altri ma ben presto, causa un temporale da paura, interrompono la gara; Massimo mi fa vedere l'altimetria, in 4 ore ha macinato piu di 1700 mt in altimetria... un botto per una gara endurance.
Il tempo passa, guardo le premiazioni e mi avvio verso il camper aspettando la Cena in Villa, prenotata all'atto dell'iscrizione.
Che spettacolo gli affreschi e la location!
Un aperitivo in cantina, una cena servita al tavolo da camerieri in livrea, un cibo decisamente di altissimo livello ed un eccellente vino in tavola, bottiglia di Pregal Rosso della casa, un vino d'anata da 40 euro a bottiglia...... ed un ottima compagnia, con Giuseppina Coppola ed il suo compagno, altri ciclisti seduti ai tavoli rotondi per cui la serata diventa una piacevole conversazione sulle gare, i percorsi, le avventure su ruote... ed in un attimo arriva mezzanotte, tanti se ne sono già andati, altri come me retano per la notte,
 Me ne riparto il mattino dopo con calma, sotto un cielo bigio e plumbeo ma addosso resta la sensazione di sempre, quel piacere di aver condiviso la voglia di pedalare in un luogo fantastico e quasi magico, uno scorcio di Veneto che non avevo mai visto e che ho avuto il piacere di conoscere e di scoprire. Ci tornerò di sicuro, probabilmente da turista e non da ciclista ma dovrò sempre ringraziare la bici che mi ha fatto scoprire angoli di Italia davvero bellissimi e che mi hanno lasciato ricordi e sensazioni che porto dentro con immenso piacere.
Perchè, come ho sempre detto, il bello del viaggiare, con la bici o in camper, è il viaggio stesso e se i luoghi che hai visto e vissuto, seppur per poco, ti lasciano delle emozioni significa che nei tuoi ricordi quei luoghi e quei viaggi non avranno mai fine.
Alla prossima ragazzi.


venerdì 22 aprile 2016

Ultrafranciacorta 12h

Eccola la sfida 2016
Come dice mia figlia più invecchio più do di matto per cui stavolta ho sfidato la strada, l'asfalto, la fatica, la tenuta di muscoli e scarpette da running.
l'organizza la mia squadra di atletica, L'atletica Fraciacorta appunto, e la sfida mi è parsa subito allettante tant'è che, quando ne ho letto, mando un messaggio a Gabriele e gli chiedo se me la lascerebbero fare anche camminando. Mi risponde che posso farla anche saltellando per cui mi iscrivo e bon... come andrà andrà e non ci penso più... ma il 16 aprile si avvicina sempre di più e comincio a preoccuparmi.
ed eccomi qua alle 6 del mattino, dopo aver dormito poco e male per la preoccupazione, con il baule della macchina con tavolino, sedia, acqua in abbondanza, cibo vario, scarpette e calze di ricambio,
Mi presento alla verifica tessere ritiro pacco gara e gadget vari, porto tutto in macchina e mi siedo, cercando di capire come diavolo farò a camminare 12 ore.
Certo che questi colpi di testa son tipici di un quindicenne, non di certo di chi di quell'età ne ha quasi 4 volte tanto..... comunque son qua tanto vale ballare.
Tanta gente sulla piazza del municipio di Provaglio da dove si parte, tanti gli accompagnatori che guardano e consigliano, l'alba che poco alla volta schiarisce il nero della notte preannunciando una bellissima mattinata ed una giornata di sole.
e via che è ora di partire, dopo un paio di caffè ovviamente.

E via le squadre di 12 persone che , a staffetta, si daranno il cambio durante la giornata; e via i solitari come me che dovranno saper gestire da soli tutta la gara... io penso che sia più o meno come le endurance in bici, parti al tuo passo e gestisci la situazione di ora in ora.
La gente al seguito degli atleti mi guarda stranita come a dire: ma questa perché non corre????
ed io a testa bassa passo e cammino, ripasso e cammino, e poco alla volta vedo le loro espressioni cambiare, da stranite a sorridenti, fino ad arrivare, ore dopo, al sorriso ed all'incitamento.
Il tempo scorre, arriva mia figlia che porta un paio di cambi, mangio qualche cosa con lei e riparto... Il percorso è cittadino, lungo circa 1 chilometro e mezzo e poco alla volta lo assorbo e non lo vedo più.... vai pensando alla musica che mi suona nella testa, vai, pensando al lavoro ed alle tante cose da fare, al convincermi sempre di più che posso farcela a fare tutte le 12 ore.
Ascolto i consigli di un compagno di squadra, Boglioni, che mi dice di bere tanto, un bicchiere a giro, di mangiare poco e spesso per non restare senza benzina sul più bello! e poi arriva Gabry che mi dice: ma on avrai mica intenzione di ritirarti vero? sei messa bene in classifica!
Resto basita, non ho mai capito davvero la storia delle categorie dell'atletica, penso sempre alle due della mtb e scopro che qua, ogni 5 anni, sei in una categoria diversa.....
Un po mi fermo, son stracotta; riparto dopo aver mangiato ancora qualcosa; due parole con Ongaro, coscritto e compagno di corsa, un altro piccolo riposo e la visita in bici di Zamboni, mitico compagno di avventure in bici ed ora Triatleta.
Poco dopo, lungo il percorso, vengo raggiunta da altri due compagni di squadra, di bici stavolta, Dado ed Alberto che prima mi insultano gentilmente sul fatto che li ho traditi per la corsa a piedi e poco dopo mi coccolano facendo il tifo... li adoro questi ragazzi!
Ormai sono stanchissima, i piedi scottano e le vesciche imperano ma se mi fermo ora non parto più. L'ultimo giro è un agonia ed arrivo davanti al traguardo esattamente all'undicesima ora e 57 minuti
Vedo Simone che mi corre incontro e mi ferma... se passo ora, prima dello scadere delle 12 ore devo fare ancora un giro... non ce la faccio più e decido di fare tre passi indietro ed attendere, dietro la linea del traguardo, lo scoccare della 12 esima ora. e cosi sarà----
eppure gli applausi sono per me, una ragazza mi corre incontro e mi da una bottiglia di acqua, un altra mi abbraccia e non ne conosco il motivo.
La mia sfida, solo contro me stessa è vinta. E ne sorrido, ne piango, mi accascio su di una sedia e bevo fin quasi ad annegare, mi tolgo finalmente le scarpe e guardo la desolazione dei miei piedi feriti e gonfi, con le vesciche che tendono la pelle fin quasi a farla scoppiare mentre le unghie degli alluci son nere per il trauma continuo contro la punta della scarpa... che macello! mi incerotto ed infilo, a fatica, un paio di infradito... e con quelle salirò sul podio quando mi chiamano per ritirare il premio che credo di essermi guadagnata.
Ma il premio è poco importante, il mio sorriso al traguardo indica tutto quanto ho dentro me stessa: consapevolezza, determinazione ed una buona dose di incoscienza.
La prossima avventura non ho ancora deciso quale sarà ma gia mi frulla qualche cosa nella testolina.... vedremo..
Alla prossima ragazzi.

Stramonpiano di corsa

Ci becco sempre Giorgio in giro per gare podistiche!
Venerdì sera a Monpiano, dietro la curva nord dello stadio di Brescia ecco il mondo dei running bresciani, tutti in scarpette da corsa e pronti alla sfida. Io no però. Domani ho un impegno grande e vorrei fare la corta stasera, una 5 km in tutta tranquillità.......
Poi però mi lacsio traviare da Giorgio che, asserendo di conoscere il percorso benissimo, mi porta su fino alla polveriera e cosi, invece dei 5 previsti, mi ritrovo nele gambe ben 11 km... che di perse' non sono tanti ma visto che domani avrò una 12h running sono tantissimi"!!!!!
Va beh gli amici non si deludono dai.....ù ed a gambe stanche torno a casa, sperando di dormire qualche ora prima della sveglia che suonerà alle 5 del mattino.....

L'unione fa la corsa

Garetta di corsa in citta.
Ho ripreso a macinare chilometri per poter dire di essere allenata... piu o meno.
Quello che mi lascia questa sgambata in città è la presenza di decine di persone non vedenti, accompagnate dalla loro guida che, legati a loro, li portano al traguardo di questa gara podistica. A volte credo non ci si renda effettivamente conto di quanto si sia fortunati ad avere la padronanza delle nostre capacità di vedere, sentire e muoversi come ci piace.... ma sono in tanti i meno fortunati.
ed allora corri, si corri, per arrivare ad un traguardo che altro non è che il dimostrare, se ce ne fosse bisogno, che ci sono anche loro.

lunedì 21 marzo 2016

South Garda Bike - Medole

Ormai ci sono quasi... circa... più o meno dai.
Allora inizio ad iscrivermi alle gare che conosco, dove sono sicura di poter arrivare senza accopparmi.
La South Garda è una di queste. e' la decima edizione, credo di averne fatte almeno sette o otto ed allora decido, chiedo alla squadra di iscrivermi e pronti via son convinta ad andarci.
Anzichè arrivare il sabato pomeriggio col camper, ci vado domenica mattina in macchina, levataccia alle 5 e non son piu abituata, colazione e via che si parte. Lungo la strada i pensieri, come sempre, mi fanno compagnia assieme alla musica di sottofondo.
Povera la mia bici..... aveva ancora il numero di Monteriggioni attaccato, una pulita al volo, due gocce di olio alla catena, la pompa in macchina e via che si parte. Mi troverò la con il resto della squadra, loro per la Marathon io per il corto.
Arrivo, parcheggio al solito posto vicino al campo sportivo e mi avvio a piedi verso la palestra per ritirare il pacco gara ed il numero di pettorale solo che, quando arrivo, mi rendo conto che qua on danno via proprio nulla; quest'anno hanno spostato il tutto al parco per cui mi avvio fin laggiu. Incontro un amico ciclista, Gianmaria, due chiacchiere ed un caffè in compagnia, non lo vedevo da tanto tempo.... a star fuori dal giro per un pò perdi i contatti di tutti e resta quel messaggio via telefono ogni tanto... ma non è uguale come lo scambiarsi due parole prima della gara, raccontare le proprie emozioni o sensazioni alla fine della stessa, è un modo diverso di sentirsi e preferisco di gran lunga quello sui campi di gara.
Ritiro il numero e mi ritrovo un 98 che non mi torna in quanto, in settimana, mi era arrivata una mail con la comunicazione che il mio numero era il 936... boh, avranno cambiato qualche cosa...
si torna alla macchina, attacco il numero alla bici me poi ci penso su e dico: questo è un numero da prima griglia ed io non solo non ci devo entrare ma faccio addirittura un altro percorso per cui ritorno al bancone e chiedo spiegazioni: stia tranquilla signora....
va bene, se lo dite voi.
E si ripete la storia del numero sbagliato anche quando cerco di entrare nell'ultima griglia, Lei deve stare davanti.... ed io: no caro, la partono quelli del marathon , io non la faccio quella.... e spiega che mi hanno cambiato il numero, altri 10 minuti persi..... che du bale!
alla fine entro nell'ultimo gruppo, due chiacchiere qua e la ed arriva l'ora della partenza. Pronti via e son gia dietro la curva, lungo la strada... ed inizia lo sterrato e poi su per il cavalcavia..... e tutto torna alla memoria, percorso famigliare, la salita a Solferino, le poche persone ancora lungo il percorso, alcuni mi salutano, altri mi guardano come se fossi fuori posto...il solito insomma. Il percorso ricalca in parte una delle prime edizioni, le variabili sono poche ed i trenta km passano sotto le ruote con fatica ma io non mollo. Prima o poi arrivo come sempre.
E poi capisco di avere pochi km all'arrivo, il sottopassaggio, la ruota davanti che balla e mi fermo per assicurarmi che vada tutto bene; riparto poco dopo ed i cartelli a susseguirsi indicando 4 km all'arrivo, poi 3.....ed ecco la curva prima del traguardo.
Che sia ultima o meno non ha importanza, è sempre un emozione arrivare, sentire lo speaker dire il tuo nome, alcuni conoscenti urlarti e Brava kateeee e sempre mi emoziono.
Una corsa al ristoro, un abbraccio con alcuni amici, due parole con i genitori di Michy, una compagna di squadra...anzi l'unica visto che siam solo noi due in un mondo di maschi...... e me ne torno verso la macchina.
Rientro veloce oggi, ho un impegno nel pomeriggio per cui manco guardo le classifiche.
Fino a sera, quando scopro che non ci sono... ed una rabbia mi monta dentro.!!!
Come rimpiango quando il cronometraggio lo faceva Sdam, in un attimo ti arrivava il messaggio sul telefono con tempi, posizione in classifica e di categoria. Ora il cronometraggio lo fa Winning time e son gia stufa! Mi fanno passare la voglia di far gare. Ho pagato il rinnovo alla Fosbike per il 2016 ed a Monteriggioni mi è toccato pagare nuovamente perché dicevano che non lo avevo fatto, ora manco mi mettono in classifica... ooooooooooo, datevi una regolata cristo!
Due mail di protesta, la mitica Michy che ne manda una per me, ed ecco la risposta stamane alle sette: rimessa in classifica con tanto di scuse perché avevano frainteso la mail di iscrizione... dandomi numero sbagliato, griglia sbagliata ed attribuzione del percorso errata. meno male, ero furibonda.
E' andata anche stavolta ed anche se non ho ancora deciso quale sarà la prossima, son contenta cosi, mal di gambe compreso.
Ma la filosofia è sempre quella, lo star bene di testa in primis, col corpo subito dopo. Ed allora pedala Kathy che è la tua miglior medicina.
Alla prossima!

martedì 15 marzo 2016

25° Castello di Monteriggioni

Era un sogno, un desiderio mai appagato.
La granfondo sulle colline senesi con attorno masserie e castelli ad indicare la storia di una regione italiana, la Toscana, ricca di bellezze naturali, di colline spettacolari ricoperte da ulivi secolari ed attraversate dalla Via Francigena, la strada dei viandanti per eccellenza che da Canterbury arriva a Roma.
Ci ho pensato tanto prima di mandare l'iscrizione; non era una questione di soldi ma di timore nell'affrontare un percorso a detta di molti duro e tecnico ed il farlo dopo quasi un anno e mezzo di stop con pochi km nelle gambe e quei pochi in pianura, sapendo benissimo che per me sarebbe stata dura due volte di piu.
Comunque decido, ne parlo con mia figlia che sorride dicendo: tanto hai gia preso la decisione se ne parli mamma, per cui vai e come va va....
Ed è cosi infatti.
Il venerdi esco presto dall'ufficio, il camper pronto da giorni, carico le ultime cose e via verso l'autostrada e le 4 ore da trascorrere al volante.
Tratti di strada conosciuta, in Emilia Romagna, tratti nuovi una volta arrivata in Toscana, buio e stanchezza a farmi compagnia.
Arrivo a Monteriggioni ma gia da lontano ne vedo le luci illuminare le torri che circondano questo borgo medioevale, uno spettacolo nel vero senso della parola.
Avevo mandato una mail all'ufficio di informazione turistica e mi avevano detto che l'area di sosta camper è chiusa perché serve agli organizzatori e di parcheggiare tranquillamente alle scuole, cosa che faccio, chiudo tutto e me ne vado a dormire.
vengo svegliata al mattino alle sette da dei colpi alla portiera, apro e vedo uno degli organizzatori di Coppa Toscana che mi dice, come ad altri, di spostarmi perche li non si può stare.... scusate ma io ho una mail che mi dice di venire qua!!!!
Va beh, mi sposto e seguo gli altre due camper fatti sgombrare come me.
Strada stretta in salita dove due auto non passano e poi, esattamente sotto le mura, un grandissimo parcheggio pieno a metà!
Parecchi camper gia stazionano e mi sistemo vicino agli altri, assetto da stop per il camper e son pronta a fare due passi verso le mura.
Era davvero tanto tempo che non assaporavo quest'aria di storia talmente densa che ti si appiccica addosso. Bellissimo. Un negozietto di alimentari, un tabaccaio, un piccolo alberghetto, due ristorantini da venti posti ed una pizzeria, qualche piccolo negozio di artigianato vero e non cineserie varie, un hospitale per i viandanti della Via Francigena.... un sapore d'altri tempi nel museo dei templari..... uno spettacolo.
La piazza col pozzo antico, i vicolo che si affacciano sulle mura, la parlata calda e particolare dei toscani...ora capisco perchè molti stranieri hanno deciso di vivere qua.
A pranzo decido di fermarmi al Osteria del Travaglio e meno male che, passandoci davanti al mattino ho prenotato un tavolo... credo di non aver mai mangiato cosi bene! e la cortesia simpatica del titolare, Fabrizio, rende il tutto ancora più buono.
E prenoto un posto anche a cena! mi chiede se per cortesia posso cenare presto visto che dopo le 20.30 ha tutto riservato... ok no problem.
un pomeriggio passato a sistemare la mia Valchiria, a guardare le decine e decine di biker che arrivano da ogni dove, una passeggiata lungo l mura del castello facendo la strada esterna per capire quale sarà la famosa salita verso la porta medioevale che tanto spaventa tutti per la pendenza.... ed effettivamente due sgrisoli mi vengono a guardare la lunga striscia di strada sterrata che sle per finire sui ciottoli scivolosi dell'ingresso...... va beh, prendiamola con filosoferia e domani vedremo..
A nanna presto dopo cena, dormo male come sempre per l'agitazione ed ale sette son gia in piedi, mezza rimbambita e preoccupatissima.
Mi vesto, bevo un goccio di the e mangio due biscotti ( cosa che rimpiangerò piu tardi quando resterò senza benzina), scendo e guardo il mondo colorato delle gare che si anima con decine di auto in arrivo, bici di ogni colore e marca,  maglie colorate di ogni squadra possibile... il mio mondo per anni; non riesco a non sorridere sebbene mi senta fuori posto con i 55 anni sul groppone, il peso che non va d'accordo con le salite in bici ma so anche che questa sarà la mia riscossa perchè ho tanta voglia di tornare in sella per davvero, ributtarmi nella mischia e riprovarci....
al traguardo arriverò, lo so, magari con le lacrime agli occhi ma ci arriverò.
alle 9 e mezza mi avvicino alla partenza, salgo a piedi quella rampa che segnerà anche la fine di questa gara e mi metto in coda con tanti altri.
Alcuni visi conosciuti, altri li intravedo ma molti non so chi siano, mi metto nella mia griglia ma me ne sto in parte... ho un attimo di paura. Un respiro, chiudo gli occhi e cerco di rallentare il cuore che pare impazzito... e via!
la lunga discesa dal castello dopo il passaggio dalla porta d'ingresso, la strada asfaltata dove il serpentone si snoda, l'inizio dello sterrato ed il respiro che si fa corto... ma non mi fermo. Ho due amici accanto, due escursionisti a cui, probabilmente sto simpatica e che decidono di scortarmi fino alla fine. E devo ringraziare loro, per tutto, per la tenacia con cui mi hanno continuamente spinta a parole, dai non mollare, dai dai che ce la fai... e riuscire a superare gente nonostante tutto, nonostante a volte mi mancasse il fiato ma spegnere il cardio per non vedere il continuo fuori soglia. e cosi per tre ore e mezza, tra boschi e panorami bellissimi, lo scendere per dei sentieri che mi hanno sempre spaventata ma loro, Enrico e Mauro, Uno di fronte ad indicare la traiettoria ed uno accanto a rassicurarmi mi hanno portata giù, incolume, stravolta dalla stanchezza ma intera.
E quando ho passato il guado a piedi ed alzato gli occhi ed ho visto il castello li, sopra di me, è stato come se avessi vinto io...
La salita del castello, quasi tutta a piedi, l'entrata per la porta dell'arrivo, il brava detto da un ciclista di non so quale squadra, i miei due angeli che se la ridono e mi offrono un bicchiere di sali che pareva rosolio... e non riesco a non avere il groppo in gola. Si lo so, direte ma perchè, sei arrivata in fondo no???
Ma io la vedo come se avessi vinto una sfida contro tutto, contro i medici che mi han sempre detto      " in sella non ci torni più", contro i sorrisi di quanti mi guardavano in griglia e sorridevano pensando "ma quella dove va"... so che non dovrebbe importarmi di ciò che pensano gli altri, ma a volte certi sguardi fanno male, come se il mondo fosse solo di chi è giovane, magro e bello. Ma ci sono anche io, che giovane e bella non sono più, che magra magari non sono mai stata ma che ha dentro tanta di quella forza, tanta voglia di rivalsa e  voglia di rimettersi in gioco.....
Come sempre me ne sono andata senza guardare classifiche, non me ne può fregare di meno. io ho vinto ciò che reputo più importante, il mio star bene e la voglia di sorridere.
Alla prossima ragazzi!

lunedì 29 febbraio 2016

Fosbike 2016

Si riparte, o meglio, ci provo!
La Fosbike credo sia una delle tante gare che ha segnato i miei lunghi anni di militanza sulla mtb, non so piu quante edizioni ho fatto di questa gara di pianura spezzagambe!
Mi ero fatta mandare il modulo di iscrizione da Stefano via email, pagata l'iscrizione e via, sperando in una giornata clemente.
Ma il viaggio verso San Marino di Carpi inizia il giorno prima, con una sosta a Pegognaga, dove avevo lavorato dopo il terremoto di 4 anni fa; una sosta da amici, Resia e Giuseppe, che mi ospitano a pranzo e mi fanno sentire a casa ogni singola volta.
Ed il tempo vola tra risotto alla mantovana e risate, aneddoti raccontati ridendo da Ivan e Lara, ed è bello rendersi conto che una disgrazia cosi grande come un terremoto mi ha dato la grande ricchezza di quest'amicizia stupenda, che dura da 4 anni e non finirà mai. So che ogni volta passerò di qua sarà sufficiente suonare il campanello per vedere il viso sorridente di persone a cui mi sono affezionata tantissimo. Me ne vado verso le 15 con una bottiglia di limoncello fatto in casa con la promessa di ritornare e portare la bottiglia vuota......
un altra mezz'ora di strada ed eccomi a san Marino di carpi, parcheggio allo stesso posto di sempre e perfino i residenti ormai riconoscono il camper e mi salutano.
Assetto da sosta ed ascolto il diluvio che scende, rendendo l'interno del camper una specie di culla, dormirei volentieri ma decido di sistemare alcune cose e, purtroppo, mi accorgo che la stufa non funziona. Fa freddo!!!!!!
Pensavo di andare a ritirare il pacco gara ed il numero ma mi sa che ci andrò domattina, la pioggia è troppo battente e non ho voglia di bagnarmi
Alle sette e mezza, come ogni anno, arriva Alberto, un amico da anni, con cui vado a cena dal cinese... ogni anno un cinese diverso ma stavolta il ristorante è davvero speciale. Ottima cena ed ottima compagnia, parlando di bici, gare, giri da fare, progetti... e la serata passa in un attimo.
Ritorno al camper ed è ora di andare a nanna-
Alberto se ne va dicendo che arriverà verso le 8 del mattino successivo e che parte della gara la faremo assieme!
ho i miei dubbi, lui viaggia come un treno, io sono ferma da mesi e col tempo che fa on vedo come potrò essere all'altezza della gara stessa.
La notte scorre tra scrosci di pioggia ed un vento teso che scuote il camper talmente forteche sembra spostarsi qua e la.
Il mattino arriva, l'acqua del the  che bolle, la colazione nel silenzio della fredda domenica ed il vestirsi per uscire sotto la pioggia per ritirare pacco gara e numero.
L'incontrare tanta gente che conosco, alcuni salutano, altri non.... il solito mondo insomma, non è cambiato nulla in questi mesi. Due chiacchiere con i ragazzi dello Sculazzo, sempre presenti in massa, due battute con altri lungo la strada e me ne torno al camper.
La bici da preparare e la spiacevole sorpresa di trovare la gomma posteriore a terra nel toglierla dal gavone. Sperare che il fast tenga per la durata della gara, controllare la pressione, attaccare il numero, preparare la borraccia... automatismi acquisiti negli anni ma che sono quasi nuovi dopo tanti mesi di digiuno dalle ruote grasse.
Arriva Alberto ed assieme andiamo verso la partenza. Sono le 9 e mezza ed ho quasi paura.
La pioggia ed il freddo, il fango lungo il percorso che conosco da anni mi spaventano un poco. La novità di quest'anno è un lungo giro di lancio di 8 km, vediamo come va. Tutti partono subito a manetta, io resto ovviamente indietro e poco dopo vengo raggiunta dai due ragazzi in bici che fanno da scopa. Come al solito insomma, piano piano che è meglio. Si chiacchiera del piu e del meno, ci raggiungono dei ragazzi con delle bici che sembrano ferraglia, sono gli organizzatori della Balorda a cui ho partecipato lo scorso anno e quando dico loro che c'ero anche io tra gli scatenati della scorsa edizione mi fanno tanto di ola ed applauso. prometto di tornare, e devo dire che mi ero divertita tantissimo, e si continua assieme.
Km dopo km mi rendo conto che sarà quasi impossibile per me portarla a termine, 55 km di fango sono improponibili col poco allenamento che ho, decido sin da subito di fermarmi alla fine del prim o giro e credo sia stata la scelta migliore visto che poco dopo la pioggia è diventata uno scroscio pazzesco.
Sotto la doccia bollente del mio camper poco alla volta mi sono rilassata e scaldata, avevo ( ed ho ancora) gli alluci blu per il freddo.
un po di pausa a bordo della mia casa su ruote e poi al pasta party.
Ed è la parte piu bella della giornata, tante persone mi danno il bentornata alle gare, tanti altri mi salutano con affetto ed il gesto piu bello è stato quello di Fabio Pasquali che, dopo la sua premiazione, regala a me il suo premio come incoraggiamento a non mollare e vuole rivedermi presto in sella...... L'ho sempre adorato come persona, gentile, umile nonostante le centinaia di vincite ed innanzitutto una persona con la P maiuscola.
Poco alla volta me ne torno al camper, saluto gli amici, un abbraccio ad Alberto e si riparte verso casa.
Stanca certo, ma il cuore è leggero, sembra faccia qualche battito in più ma so che è la soddisfazione di averci provato. Certo nulla di che per quelli che vogliono la posizione in classifica, io non ci sono neppure, ma chi se ne frega! io sono qua, sto bene, ho le dita dei piedi gelate ma sto da dio e spero tanto di poter tornate alle mie 20 o più garettine all'anno.... cosi sarete sicuri di non arrivare ultimi perché ci sarò io a chiudere la fila ma sempre, dico sempre, col sorriso sulle labbra.
Alla prossima ragazzi!

venerdì 26 febbraio 2016

Tra India e Nepal- Mostra fotografica di un amico

L'invito è arrivato prima di persona e poi via web, sui social, facebook in particolare.
Ho sempre visto le sue fotografie nei vari album pubblicati di viaggio in viaggio ma una proiezione con il racconto di chi ha vissuto questa emozionante avventura è un altra cosa.
iniziata con le foto del viaggio in India, lo spettacolo dei colori sgargianti mentre in sottofondo il racconto indicava i luoghi e le sensazioni, le esperienze vissute e le emozioni assimilate, mi sono trovata immersa in un mondo poco conosciuto.
Certo, le foto dei monumenti le ho gia viste, le reggie principesche dei Maraja a filo dell'acqua, le scultoree costruzioni affioranti dei fiumi fanno pensare ad un mondo che non esiste più, alle vecchie colonie britanniche che, seppur scomparse da anni, restano nelle memorie di quanti, come me, hanno sufficienti anni sulle spalle per averne letto e studiato.
E scorre il racconto di parole a spiegare i luoghi, le conoscenze, i templi.....
E si passa al Nepal.
Sogno di un viaggio mai fatto che guardo con ancor più interesse.
E sorridere vedendo che la fotografia ha colto tutto ciò che di turistico non c'è, cioè l'essenza stessa del viaggio, il sorriso dei bambini, gli occhi tristi di altri, i colori smorzati dalla polvere sulla pelle di quanti camminano per strada.
Pochi i templi ed i palazzi, alcune rovine eredità purtroppo del tremendo terremoto dello scorso anno che ha lasciato delle ferite sulle costruzioni delle città ma che ha reso il popolo dei Nepalesi ancor più forte.
 Mi ha colpito lo sguardo rassegnato dei bambini nell'orfanotrofio visitato da Marco durante il viaggio e qua si vede la sensibilità dell'uomo dietro la macchina fotografica, cioè il saper cogliere tutto ciò che si cela dietro la facciata del turismo, ovvero la vita reale, cruda e triste ma al contempo calda e giocosa di alcuni scolaretti a cui regalare delle penne per la scuola. Un regalo che sarebbe snobbato nel nostro mondo occidentale mentre per loro diventa un possedere qualcosa di prezioso, un valore grande accanto alle matite che in pochi hanno.
Lo sguardo sgomento poi, sull'ospedale, uno scarno angolo in una struttura scadente, un tavolaccio di legno come sala operatoria, medicinali scaduti che sono l'unica risorsa possibile per tentare di curare malattie e malanni che da noi farebbero sorridere ma che in alcuni paesi significano ancora poter morire per una semplice infezione.
Credo che in questa serata si sia visto un viaggiatore e non un turista, un uomo che ha capito come e cosa cogliere di angoli di mondo lontani da noi, sia per la distanza fisica che per la cultura.
Teniamolo d'occhio questo fotografo perché di strada ne farà, ne sono certa, davvero molta.

giovedì 25 febbraio 2016

A vaiiiiiii di Kart!

Magari a piedi vado piano, in bici faccio pieta ma mi piace tantissimo sfrecciare in pista all'autodromo di Castrezzato!!!!!!!
Mega serata in compagnia della squadra ciclistica per il nostro Trofeo Ftc Equipe, giunto alla terza edizione!
bellissima serata oltre che divertente  gustosa, visto che si festeggiava il compleanno del Gervasoni con salame, torte e una chicca di Aldo, fichi in agrodolce con mascarpone!

lunedì 22 febbraio 2016

California Run -Molinetto di Mazzano

Iniziamo a fare qualche cosa va.
Ed eccomi alle sette del mattino in macchina alla volta di Molinetto di Mazzano e cercare la Palestra California da dove parte questa garetta di corsa a piedi.
Nulla di che, poco allenata, ma la voglia di fare qualche cosa in attesa di riprendere in mano la bici cè per cui mi iscrivo, ritiro il pacco gara, mi bevo un the caldo al bar prima di partire e mi avvio in compagnia del mio vecchio professore di matematica che, alla bella eta di 76 anni, si fa 50 gare podistiche a stagione, in gamba più che mai,
Lui ha i bastoncini, io no, mi accodo e per star dietro a lui devo allungare il passo non poco, quasi di corsa... viaggia come un treno. Avevamo deciso per la corta ma nessuno ci ha segnalato il percorso corto per cui, volenti o nolenti si fa la 12 km.
Sentieri tra le piante, si fiancheggia un maneggio estesissimo; peccato per l'inciviltà degli uomini, ovunque elettrodomestici abbandonati, materassi gettati nei ruscelli, immondizia a kg... siamo delle bestie, altro che storie. Alla fine si arriva, io ansante e dolorante per sto tallone che rompe le scatole, lui arzillo piu che mai..... un ristoro veloce e me ne torno a casa, stanca ma in fondo rilassata.
Un po alla volta sto tornando nella condizione mentale della gara, non per arrivare a punti ma solo al traguardo, quel traguardo che è sempre stato il mio solo obbiettivo.
Alla prossima, in sella magari.