La nuova squadra

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Atletica Franciacorta

Atletica Franciacorta


Il mio credo in queste parole

Il mio credo in queste parole


Il vero leone lo vedi solo fuori dal branco.
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco ed i puntini sulle i piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza pers eguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire dai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualche cosa che conosce. Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo maggiore del solo respirare. solamente l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendita felicità.

(P.Neruda)

RICORDATI DI OSARE, SEMPRE!!!!


domenica 29 luglio 2012

8° Rampinight



Sono cinque anni di seguito che una sera d’estate, sempre di venerdì, salgo in Valle Sabbia e mi fermo al Motodromo del Galaello per partecipare alla Rampinight.
Non che abbia mai combinato un gran che ma è una garetta che ha il suo fascino e mi dispiace non venirci.
Ho trovato il volantino ondine sebbene non sia ancora presente nel calendario di Pianeta Mtb, ho mandato l’iscrizione ed anche se ho ancora la testa un po’ balorda per la birra che mi circola a fiumi nelle vene dopo la notturna a Nistoc di ieri sera, eccomi per strada alle sei, alle sette verifica tessere ed alle otto regolarmente schierata in griglia.
Fa un caldo tremendo, siamo in pochissimi quest’anno e mi dispiace per i ragazzi che organizzano la gara, ci si mette sempre tempo e cuore in queste cose e se convengono ripagate dalla presenza di atleti dispiace sempre un poco.
La novità di quest’anno è la presenza di Grazia ed Elena, ragazze poco abituate alle gare in montagna con parecchia salita in particolare Grazia che di solito corre solo in pianura ma forse ha voluto provare l’ebbrezza di un qualche cosa di diverso ed eccola qua con Pietro, suo figlio, anche lui ciclista su ruote grasse.
Mezz’ora a pedalare qua e la sentendo le gambe pesanti e dure, alle otto meno dieci in griglia su quelle strane “gabbie” gialle che sono la partenza delle moto nei campionati che qua si svolgono ed alle otto su per quella salita in terra battuta dove non salgo neppure a spinta, discesa poco dopo e salita nuovamente per poi scendere a piedi perché mi spaventa.
Quest’anno poi non vado neppure a pedate.
La salita sterrata poco dopo la faccio con calma col motociclista dietro le ruote che continua a dirmi: tu fai con calma Kathy e non preoccuparti, io sono qua solo se ti serve aiuto!
Eh… ed io non so neppure come si chiama cavolo!
Comunque salgo, piano piano ed arrivo fino alla strada asfaltata che continua a salire fino alla deviazione che raggiunge il percorso della Conca d’Oro e la strada che di solito in quella gara si fa in salita.
Lungo la strada una signora mi guarda e sorridendo dice: ma non è la signora che partecipa ogni ano dicendo che l’anno prossimo non la fa e che scrive quei racconti per valle Sabbia News?
E si sono io quella pirla li.
Penso che quest’anno mi sono dimenticata di mandare l’articolo sulla Conca d’Oro ma non mi dimenticherò di mandare queste righe sulla Rampinight sebbene nel tempo si ripetano sia le parole che le esperienze ma è pur sempre il mio modo di essere e vivere, altro non faccio.
Inizia la discesa che faccio con altrettanta calma visto che ci vedo ben poco nel bosco con gli occhiali da bike ed il motociclista probabilmente ha capito il problema ed accende il faro illuminandomi la strada. Con calma arrivo in cima, alcuni strappi riesco a farli in sella altri a spinta ma vado avanti e non ho nessuna intenzione di fermarmi.
Mi doppiano pressappoco nello stesso punto in cui lo fanno ogni anno e non mi meraviglio più della velocità dei primi, spingo a testa bassa la mia bike in salita e stringo i denti in discesa ed ecco la discesona finale verso il paese e l’arrivo.
Il fatto che tutti credessero che dietro di me non ci fosse più nessuno ha fatto si che ci fosse un momento di caos all’arrivo ma l’avviso di Grazia ai giudici che indicava loro il fatto che dovessero arrivare ancora tutte le ragazze meno la prima ha fatto si che le moto scopa ripartissero facendo il giro e raggiungendo i ritardatari.

Acqua subito, sono assetata.
Andrea Leali della Odolese mi guarda e sorride e dice: ogni volta che ti vedo cosi trafelata penso che sia l’ultima volta che ti vedo in bici….
E sai quante volte l’ho detto e pensato pure io e poi mi ritrovo sempre in slela da qualche parte e non sempre sono gare facili ed in pianura.
Sono contenta per Grazia che è 5° ed a premio e sarà in sua compagnia che finirò la serata, con pane e salamina ed una birra, tra quattro chiacchiere e quel guardarsi in giro cha fa parte dell’atmosfera.
Fino a qualche anno fa venivo qua con Dado e Mauro, spesso mi accompagnava Elsa ma negli ultimi tempi è cambiato tutto, i ragazzi non corrono più oppure si sono dati ad altri sport, Elsa è cresciuta ed ha i suoi amici, giustamente, ma mi mancano e parecchio anche.
Non so ancora se è stato il mio addio al Galaello questa serata ma di certo dovrò iniziare pensarci seriamente.
Intanto però spero che mi sopportino ancora un pezzetto……

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