La nuova squadra

La nuova squadra

Atletica Franciacorta

Atletica Franciacorta


Il mio credo in queste parole

Il mio credo in queste parole


Il vero leone lo vedi solo fuori dal branco.
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco ed i puntini sulle i piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza pers eguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire dai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualche cosa che conosce. Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo maggiore del solo respirare. solamente l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendita felicità.

(P.Neruda)

RICORDATI DI OSARE, SEMPRE!!!!


mercoledì 29 aprile 2009

Rampigolem news ( 3 )

Nonostante il clima ben poco primaverile porti ancora copiose nevicate ad imbiancare la cima del Monte Guglielmo, il Comitato Organizzatore della Rampigolem non si lascia scoraggiare e continua il proprio lavoro.
Continuano, nel frattempo, ad arrivare telefonate ed email per ricevere informazioni in merito alla convenzione stipulata con gli albergatori della zona che renderà possibile soggiornare in hotel e gareggiare gratuitamente, trasformando cosi la gara in una breve vacanza con la famiglia e sono inoltre arrivate le prime iscrizioni che, al momento, nonostante manchino ancora più di due mesi alla gara, hanno raggiunto le 50 unità.

Il Comitato Organizzatore è certo che saranno in molti ad accettare la sfida ed a conquistare la cima del Monte Guglielmo!!!
Con dispiacere ci vediamo costretti, per direttive della Federazione Ciclistica Italiana, a non organizzare la gara allievi ed esordienti inizialmente prevista dal programma.

Ulteriori informazioni sulle iscrizioni e sulla tipologia del percorso le potrete trovare sul sito della gara stessa: www.rampigolem.it

domenica 19 aprile 2009

Vignalonga da maglia nera!!


Le colline di casa, quei filari di vite dove spesso mi sono fermata per guardare le poiane appollaiate tra i rami delle piante, le strade bianche dove da anni passo ed ascolto il fruscio dei copertoni sulla ghiaia e quelle salite dove il respiro si fa corto ed il cuore accelera fino a diventare un tamburo di guerra nel petto….casa mia.
Un angolo di mondo che non cambierei con null’altro, un orizzonte infinito dove far scorrere lo sguardo e perdermi nei pensieri che passano nella testa con la carezza del vento sulla pelle del viso….la mia Vignalonga è anche questo.
Ogni anno penso… “no non la faccio, è troppo dura” ma poi, ogni volta, mi iscrivo e mi metto in griglia e come va và ed è innegabile ormai che la voglia di pedalare ha il sopravvento sul resto.
Stamattina tutto pronto come sempre ma mancherà il compagno di viaggio di sempre, il mio amico Dado, anzi no, ci sarà comunque perché arriva a prendermi alle 7.30 ma non farà la gara in forma ufficiale ma come Bike Angel per me.
Non ne aveva voglia, non gli andava di iscriversi ma lo avrò accanto come sempre fino alla fine, una scorta speciale assieme a Francesco dell’organizzazione che farà la scopa in bike.
E non immaginate quanto mi piaccia l’idea di non avere la moto dietro che accelera e sbuffa ma la voce ed il viso di un amico che sa che in salita non valgo un accidente e che le discese troppo tecniche mi spaventano ma che, comunque, mi ha incoraggiato dall’inizio alla fine.
Ed inizia cosi una altra giornata in sella a Valchiria, nel mondo della mtb dove mi trovo cosi bene ed i visi conosciuti che fanno un sorriso ed un saluto è d’obbligo per tutti ed è piacevole sentirsi chiamare da Zaglio e sentirsi dire…”leggo i tuoi resoconti di gara…”.
In questo mondo in cui sono entrata in sordina, in punta di piedi anni fa e da cui faccio fatica a staccarmi anche se, ormai lo so, dovrò andarmene prima o poi come ciclista e rimanere come spettatrice, ma è cosi difficile mollare; ed allora attacco il numero 62 alla bike e via a scaldare le gambe su e giù dalla strada ma non voglio neppure esagerare perché la salita all’inizio è dura da matti per me e la conosco e so che devo tenermi le energie, già ne ho poche!
Una ragazza mi chiama e, finalmente, conosco di persona Marika con la quale spesso chiacchiero in rete su Facebook ed una parola tira l’altra e presto danno il via alla gara.
Ci si sgrana su per la salita ed alla torre di Adro inizia una specie di battaglia con le pietre, il terreno sdrucciolevole e la pendenza che non perdona…accetto anche una spinta dai ragazzi del Rodengo Saiano …su su finche riesco e poi piede a terra ed a spinta.
Ed incontro alcuni ragazzi a cui si è rotta la catena e che mestamente tornano verso la partenza, la loro gara finisce qua; poco dopo incontro anche Zambo con il copertone tagliato ma riesce a riparare in qualche modo con Francesco e riparte in salita dicendomi che farà il corto visto il tempo che ha perso…io avevo deciso ancor prima di partire di fare il corto, altrimenti non arrivo più.
Riesco anche a fare alcuni tratti in salita in sella ma su alcune pietre la ruota dietro scivola e cado malamente ed è forse un bene perché mi arrabbio e se poco prima avevo meditato il ritiro ora sono decisa ad arrivare a tutti i costi, ultima ma non mollo!!
Ed arriva la cima e la croce e la vista sul crinale è fantastica ma ora l’attenzione deve andare alla micidiale discesa tra le rocce dove scivolare è un attimo e piano piano scendo a valle; ma finita la parte rocciosa inizia il pantano vero, quel terreno tanto inzuppato d’acqua che risucchia scarpe e caviglie e si pattina e, come sempre, il pensiero del “ma chi diavolo me le fa fare ste robe qua” arriva e rido quasi da sola.
Dado fa strada, mi avvisa quando diventa particolarmente pericolosa ma comincio ad andare e , come dice Francesco, inizio la mia gara.
Passo davanti a casa e la voglia di infilarmi in garage è grande ma via sulla strada e verso la Riserva delle Torbiere e all’improvviso mi accorgo che non siamo sul percorso provato giorni fa ma veniamo deviati su altri sentieri che si conosco, ma che non facevano parte della gara! Sono tranquilla per il fatto che la scopa mi segue e se per lui è ok lo è anche per noi ma pare strana questa deviazione e presto mi rendo corto che per un qualche motivo stiamo deviando parte del percorso originario e ci avviciniamo alle Cantine Berlucchi tagliando quasi 10 km di percorso.
Non capisco ma continuo a pedalare e quando arrivo sul ponte della statale e mi dicono che il traguardo è a 5 km è quasi un sollievo, sono cotta…talmente cotta che quasi taglio la strada ad Ermanno dell’Agnosine….scusa scusa scusa scusa!
Vigne ed ancora vigne e la salita cementata della Ferghettina che taglia le gambe definitivamente, gli ultimi tornanti a piedi e giu nella strada sterrata fino in fondo ed il cartello che indica 500 metri all’arrivo mi sorride.
L’arco del traguardo lo passo ma non ho voglia di alzare il braccio stavolta, sono stanca, forse troppo.
Poi, come ogni singola volta, passa tutto, si ripone la bike sul furgone, una doccia fredda per lavare via il fango e cambiarsi, un panino e le chiacchiere con gli amici fino alle premiazioni ed è bello vedere i volti sorridenti di quanti hanno fatto di questo sport uno stile di vita.
E come ogni anno alla Vignalonga premiano le maglie nere e del percorso corto sono io: sono la maglia nera storica di questa gara e sinceramente ne vado orgogliosa perché essere ultima significa anche che io ero qua in griglia stamattina, che ho pedalato tre ore nel fango, che sono stanca morta ma che stò bene e che ho avuto la fortuna di essere circondata da un sacco di amici e da due angeli in bicicletta.
Se per voi è poco…beh, mi dispiace per voi!
Kathy Pitton

martedì 14 aprile 2009

Rampigolem news( 2 )

La neve brilla ancora sotto i raggi del sole sulla cima del Monte Guglielmo ma il Comitato Organizzatore della 5° Rampigolem non si fa certo intimorire e prosegue con i preparativi.
Riscuote successo, tra i molti bikers che già hanno chiesto informazioni via email o telefonicamente, la convenzione con gli albergatori locali che darà modo agli atleti di gareggiare gratis ed agli accompagnatori di passare un fine settimana all’insegna della natura con uno sguardo sul lago, potendo approfittare delle possibilità escursionistiche offerte dal territorio di Zone e delle sponde del Sebino restando poco lontani dal “campo di gara” e dagli atleti.
Verrà riproposta anche quest’anno una gara parallela per allievi ed esordienti ed è, inoltre, in preparazione un pacco gara che riscuoterà sicuramente un notevole successo.
In distribuzione in questi giorni nelle varie manifestazioni mtb della Lombardia ( e non solo) il volantino esplicativo della gara, dove potrete trovare ulteriori informazioni sull’iscrizione alla stessa, descrizione percorso e dislivelli che sono inoltre consultabili sul sito web www.rampigolem.it.
Siete pronti ad accettare la sfida?

Comunicato stampa

martedì 31 marzo 2009

Rampigolem news!!!

Nonostante manchino ancora tre mesi alla partenza di questa 5° edizione della Rampigolem, il Comitato Organizzatore ha già messo all’opera “uomini e mezzi” per far si che, come ogni anno, la gara sia un successo.
Aperte ufficialmente le iscrizioni mantenendo lo stesso costo dello scorso anno, non verrà comunque meno la qualità dei servizi che hanno contraddistinto le passate edizioni di questa affascinante gara che scala le pendici del Monte Guglielmo a Zone, con uno splendido colpo d’occhio sul lago d’Iseo.
Novità di questo 2009 è la convenzione stipulata con gli albergatori di Zone che darà la possibilità a chi deciderà soggiornare qualche giorno prima della gara del 5 luglio di partecipare alla stessa senza pagare l’iscrizione.
Ulteriori informazioni le potete trovare sul sito ufficiale della gara www.rampigolem.it


Comunicato stampa.
Kathy Pitton

domenica 22 marzo 2009

River Marathon Cup: fatto!!!!!

E’ si, si iniziano delle avventure che coinvolgono ogni singola fibra di cui siamo composti e si arriva alla fine delle stesse con la soddisfazione dell’avercela fatta, di aver finito un qualche cosa iniziato quasi per gioco….
Quattro settimane, quattro domeniche tra bassa Lombardia ed Emilia Romagna, su e giù da argini e fossi, nell’erba e nel fango facendo il possibile per finire in tempi decenti percorsi scorrevoli ma tosti, stramaledettamente tosti.. come la Xbionic di oggi, per uomini bionici, donne toste e teste matte come me!
Ed è un film sempre uguale e già visto decine di volte, partenza presto con gli occhi ancora mezzi socchiusi dalla voglia di dormire, un caffè per cercare di connettere ed una colazione più o meno razionale per non rimanere senza benzina a metà strada quando il traguardo è ancora lontano e la deviazione del percorso corto è passato da qualche chilometro e non si può più tornare indietro; e la mia giacca antivento è sempre bombata all’altezza dei reni, barretta che non si sa mai, bustine di miele che magari mi fanno andare avanti qualche chilometro di più, ci scappa anche una brioches che dovrebbe placare la fame se il ristoro non c’è oppure è lontano…
E le borracce con i Sali e non sapere mai quali sono quelli giusti ed alla fine mescolarli un pochino tanto sanno quasi tutti d’arancia!!
Filosofia spicciola di una biker per passione che non ha mai tempo per allenarsi, che litiga col capo in ufficio per i giorni di ferie nel periodo di gare che sono sempre di domenica e che lavora nei festivi…
Sole! Una stupenda giornata dopo la neve di venerdi, terreno scorrevole e veloce, anche troppo veloce per le retrovie; partenza a tutta e poco dopo rendersi conto che i 30 all’ora è meglio mollarli subito se voglio riuscire a finirla tutta questa prima edizione della Xbionic e scendere piano piano ai 20 orari sicura di poterli tenere fino alla fine e poco importa se mi ritrovo subito dietro a tutti, andando piano ho il tempo di gustarmi la strada perché il viaggio vero è il percorso stesso, quando arrivo al traguardo finisce tutto.
Ho visto anche dei falchi lungo la strada mentre si levavano in volo al mio passaggio, disturbati forse dal rumore delle mie ruote sulla ghiaia delle strade bianche; di sicuro so di aver salutato tante persone, quelli che hanno dato il loro tempo per assistere noi biker lungo il percorso di gara e mai, nelle decine e decine di gare che ho fatto in giro per l’Italia, ho visto cosi tante persone lungo il percorso: sembravano dappertutto!
Ed a quel ciclista che mi ha detto: ma perché diavolo li saluti!! vorrei rispondere che loro mi hanno permesso di fare la gara in tutta tranquillità, di attraversare strade con il traffico automobilistico aperto senza dover guardare a destra e sinistra, dando il loro tempo per noi! Eppoi salutare non costa nulla!
Mi sono fermata per vedere come stava uno dei ragazzi Sculazzo, una maschera di sangue tanto si era ferito durante la gara e mi è venuto spontaneo fermarmi e dare la pompa ad un altro ragazzo fermo con le gomme a terra… poi mi ha raggiunto e mi ha ridato tutto ringraziando e ripartendo a razzo tant’è che non l’ho più visto tanto era veloce.
Al ristoro sosta viveri e mi raggiunge la moto! No Kathy, non va bene! Non ultima dai pedala!
E parto e la mia “performance” mi porta a superare cinque persone ed arrivare al traguardo in solitaria in 2h 57 minuti per 54 Km!!! E già vi vedo a sorridere…
Lo so che vado piano!!
Ma il traguardo lo passo col braccio alzato ugualmente e quando mi danno la bottiglia di vino come maglia nera femminile ci faccio anche una risata!
Il vino lo berrò alla vostra salute ragazzi.
Il tempo passa veloce al pasta party circondata da amici, mi guardo le premiazioni, faccio due chiacchiere e guardo Dado infilarsi gli occhiali regalati a tutti gli all finisher e so che anche lui è contento di aver fatto questo Marathon tour anche se, a gennaio, non ne era molto convinto.
Torniamo a casa e la stanchezza si fa sentire oggi più di altre domeniche, una gara veramente dura stavolta ma quello che porto dentro è, come sempre, tutta una serie di sensazioni, di colori ed emozioni; ho nuovamente scoperto una parte di territorio lombardo fatto di strade di campagna lungo gli argini dei fiumi, di chilometri e chilometri di prati e campi dove si può ancora respirare l’aria che non sa di smog e gas di scarico, dove puoi vedere le prime primule selvatiche che sbocciano o semplici fiori di campo bianche che si muovono al vento come danzando… ma per assaporare tutto questo devi essere come me, stare nelle retrovie e lasciar correre gli altri che non hanno il tempo di ascoltare il vento con in sottofondo i Deep Purple!
Ma è una sensazione cosi bella ragazzi…..
Kathy Pitton

domenica 15 marzo 2009

Mi piace stà Fosbike!

5 del mattino ed avrei voluto buttare la sveglia dalla finestra…a già la Fosbike a Carpi.
Meno male che ho preparato tutto ieri sera altrimenti, come minimo, dimentico le scarpe stamattina.
Caffè, ho bisogno di caffè!
Ma come diavolo ho fatto non lo so, sento uno strano sssssssssssss in cucina e la macchinetta del caffe americano fa fumo ed invece dell’aroma dei miei chicchi tostati sento solo odore di plastica bruciata…a cominciamo bene!
Opto per il the e aspetto di sentir arrivare Dado ma se gli offro the storpia il naso ed allora non lo faccio neppure entrare in cucina e si parte subito con l’intenzione di bere un paio di tazze fumanti lungo la strada.
Le solite chiacchiere, un po’ di musica e vediamo, tra la foschia, la palla rossa fuoco del sole che si leva all’orizzonte…e se ne esce con: cos’e’ quello?
Dire che lo guardo strano è poco…ma il sole Dado!!
No che non è il sole ma il Giappone! Guarda li, Sol Levante….
Ussignur cominciamo bene davvero oggi, io brucio la macchina del caffè e lui da i numeri!
Ridendo e scherzando arriviamo fino al solito autogrill ed una sosta è quasi obbligatoria; ci si rimette in marcia e, poco dopo, leggo “attenzione nebbia tra Modena e Carpi”.
Bang, detto fatto, eccoci avvolti da una spessa coltre bianca che fa sembrare tutto ovattato e silenzioso, meno male che siamo partiti presto; si procede lentamente ma piano piano arriviamo al casello di Carpi ed inizia la ricerca della partenza di questa gara in mtb: Fosbike appunto.
226 il mio numero, il saluto ai tanti amici bikers della zona ed ai molti bresciani che come noi, ogni domenica mattina, partono presto per pedalare in giro per l’Italia.
Ci si scalda un po ma le nove e mezza arrivano in un lampo ed il via viene dato a suon di musica a manetta tra una nebbia fittissima che, quasi, non fa vedere il fossato posto poco dopo la partenza… fossato che io aggiro passando a lato.
E mi ricordo ben dello scorso anno in cui quasi non ne esco più, una marea di fango lo rendeva sdrucciolevole ma quest’anno il tempo, quanto meno la pioggia, ci ha graziato: asciutto, scorrevole e veloce, tanto veloce.
Inizia cosi la mia gara, decisa a finirla tutta e facendo il percorso lungo stavolta, facendo del mio meglio per arrivare in fondo canticchiando.
Ci si sgrana velocemente tra gli argini e le strade bianche ma sento le gambe girare bene e la musica del mio ipod mi tiene compagnia; intravedo Dado qualche volta tra un argine e l’altro in mezzo a molti altri e spero di non rimanere troppo indietro o da sola che ,qualche volta, è anche peggio.
Vedo un cartello, lo leggo ed inizio a ridere: ATTENZIONE ATTRAVERSAMENTO RICCI, OCHE E GATTI!!!!
Non mi era mai capitato di leggere un avviso cosi, ma proprio mai.
Poco dopo c’è il primo ristoro e due chiacchiere con le signore addette alla distribuzione sono quasi d’obbligo ed arriva Elvis….. si dai lo so che non è l’Elvis the Pelvis ma lo devo ringraziare perché mi ha fatto compagnia per un bel tratto di strada, mi ha tirato in alcuni punti e mi ha fatto piacere.
Il sapere poi che ha 67 anni e che lo scorso anno è andato in India in bici beh, un pochino di invidia l’ho provata.. chissa’ cosa farò io tra vent’anni!!! Non lo so mica se me ne andrò in giro ancora in bike di qua e di la per il mondo.
Su da un argine, giu da un altro, alcuni a piedi perché sono tipo discesa libera e non me la sento proprio, poi l’ultimo dai che ce la faccio e rataplam a gambe per aria con tanto di fotografo che immortala il volo!
E seduta nell’erba faccio in tempo a vedere le lepri che corrono lungo l’argine, uno spettacolo! Hanno delle orecchie lunghissime e si fermano un attimo e guardare sti pazzoidi con maglie colorate che pedalano nel loro territorio finendo a ruzzoloni giù dagli argini…..
Ho il tempo di guardarmi attorno pedalando e vedo fin dove sono esondati i fiumi ed i canali fino a pochi giorni fa, un sacco di acqua ovunque, fango duro che si stà seccando e si spacca col caldo e forma uno strano effetto tra le radici degli alberi.
Dai Kathy che ci siamo quasi, guardo il contachilometri e mi rendo conto che di strada ne ho macinata parecchia e che manca poco alla fine; lascio il gruppetto che era con me all’ultimo ristoro e pedalo in solitaria fino alla fine, quando entro nell’ultimo km e passo vicino al parcheggio dove molti stanno già riponendo le bike in macchina o nei furgoni e mi accoglie un Vai kathy urlato dai ragazzi dello Sculazzo e da altri di cui non ricordo il nome ma a cui mando un bacio grande cosi!!!! E vedo il traguardo e Dado che mi aspetta e sono di un contento che non potete immaginare: si perché ho finito la mia gara e, secondo le mie capacità, con un buon tempo.
Lo scorso anno avevo fatto la “corta” in 2h e 30 minuti, quest’anno la gara intera, 50 km nello stesso tempo: per me è una vittoria!
Ed anche Dado ci ha messo quasi un ora meno dello scorso anno, ci sentiamo dei draghi! Magari qualcuno sorriderà al nostro tempo ma noi due ci siamo divertiti, come sempre del resto.
Doccia, pasta party in compagnia di amici, la bandana della Aironbike rosa con scritto ONLY FOR REAL CYCLING WOMAN consegnatami da una delle moglie/fidanzate dello Sculazzo Team, ed il sentirsi bene con me stessa sono tutto quello che desidero da queste giornate perché, in fondo, basta poco per volersi bene e stare bene grazie anche ad amici speciali che mi seguono in bici in giro qua e la e che, se non possono venire con me, sono comunque il mio doping personale.
E vi adoro tutti!
Alla prossima domenica ragazzi.
Kathy Pitton

domenica 8 marzo 2009

Sul fiume col sole

Granfondo dei tre comuni, un ritorno sugli argini del Po da dove mi ero allontanata la settimana scorsa dopo l’Aironbike di Guastalla, e Pomponesco, questo paese della bassa padana, si trova esattamente dall’altra parte del fiume.
Stessa levataccia alle 5.30 del mattino, furgone in arrivo alle 6 e via; ormai una routine consolidata, non abbiamo bisogno di parlare troppo Dado ed io, anzi ci si capisce al volo.
Ormai questa strada la conosce anche il furgone da solo, come se avesse il pilota automatico inserito e noi due abbiamo il tempo di guardarci un po’ attorno, di mettere l’immancabile cd di Elvis e di canticchiare lungo la strada.
Una stupenda giornata di sole, questo è già di per sé un risultato, ora dobbiamo solo cercare di far bene la gara e di portare a casa qualche punto del River Marathon cup.
La sosta lungo la strada per un caffè e poco dopo le otto siamo al parcheggio del centro sportivo assieme alla solita e colorata carovana di auto, camper e furgoni carichi di bike e bikers scalpitanti!
Una lunga fila al ritiro numero ma presto posso attaccare il numero 272 su Valchiria e mi preparo decidendo che è meglio stare leggeri oggi, fa gia caldo ed il sole stà scaldando ancora di più.
E’ un piacere sentire il suo tepore sulla pelle e penso anche che avrà asciugato il percorso dalla pioggia della scorsa settimana rendendolo più veloce e scorrevole.
L’onda nera della “marea” Sculazzo si fa presto vedere, ma quanti siete ragazzi!!! Poi le altre maglie conosciute, gli Mbo, gli Slowbikers e tanti con la maglia gialla del gruppo Rosa Carni, i padroni di casa ed organizzatori della gara odierna; quest’anno hanno intitolato la gara ad uno loro atleta scomparso la scorsa estate, Gianfranco Ugolini, mentre si stava allenando sulle strade di casa da un ubriaco…
Gironzoliamo un poco attorno per scaldarci e mi avvicino alla partenza dove Alfio Montagnoli, lo speaker mi chiama per dire due parole sulla festa della donna: ciò che esce dalle mie labbra è che non ci si deve ricordare delle donne solo nella giornata del 8 marzo ma sempre, come sempre si dovrebbe pensare alle PERSONE in genere, semplicemente rispettando l’unicità di ognuno di noi, uomo o donna che sia.
Decidiamo di entrare in griglia, le 9.30 arrivano in un lampo e ci viene chiesto un minuto di silenzio per Ugolini… mi viene il magone anche se non ho avuto la fortuna di conoscerlo personalmente forse per il fatto che un suo compagno di squadra è accanto a me in griglia e gli si inumidiscono gli occhi ed a questa old lady vengono in mente un sacco di amici che non ci sono più ma vivono nei ricordi di ogni giorno e le lacrime vengono anche a me!
Poi passa tutto, la musica a palla dei Guns ‘ n Roses ed il via e si parte per il giro di lancio di 5 km… ci saranno molti altri km dopo….
Su dagli argini e giu poco dopo, il fango non è molto ma sembra colla sotto le ruote; il gruppo si sgrana e si allunga lungo le strade da percorrere e qualche volta mi pare di girare in tondo e di essere sempre allo stesso punto!!
Ma il tempo passa ed i km si accumulano nel contachilometri e nelle mie gambe e tra non molto sarò arrivata e la voglia di una doccia calda mi fa pedalare più forte per arrivare prima; la mia gara personale contro il tempo, la mancanza di allenamento e molte altre cose la vinco ogni volta a modo mio, non prendendomela se sono tra gli ultimi o se quelle dannate salite mi fanno andare in corto circuito le gambe ed il respiro, tanto quando arrivo in cima riprendo fiato ed ho tempo per guardarmi attorno e vedere quello che tanti, correndo veloci, si perdono.
Un ultimo strappetto ed un urlo da parte del Bacchia: ma amore mio vuoi che ti spinga? E ridendo di rimando gli dico che vorrei solo un bacio!!
Arrivo al traguardo col mio braccio alzato ed ho un sacco di amici da salutare, le pacche sulle spalle distribuite ed avute sono la “paga” di noi bikers per passione.
Via a fare la tanto desiderata doccia calda: sfrattiamo un paio di ragazzi che si erano appropriati della nostra doccia e faccio due chiacchiere con le altre ragazze, quelle che vanno forte da matti e che sono sul podio tutte le domeniche.
Aspetto Dado al traguardo che arriva poco dopo scortato dalle moto di fine gara, è stanco ma so che è contento di aver finito anche questa avventura.
Ho il tempo di fare due foto agli Slowbikers in gruppo e via al pasta party dove vengo ospitata al tavolone dei ragazzi dello Sculazzo Team; battute e risate, quattro chiacchiere in compagnia fanno si che il tempo passi velocemente.
Un viso giovane e sorridente mi si avvicina: ti ricordi di me?io ti ho riconosciuta subito!
Ma certo che mi ricordo di Lisa Bacchiavini, abbiamo fatto la 6ore endurance assieme al parco del Barboj lo scorso anno… è bello rivedere questa ragazza… vola sulle ruote grasse!!! Avete presente un treno? Beh lei è di sicuro il Pendolino Milano Roma!
Piano piano si avvicina l’ora di rientrare, la strada è lunga ma decidiamo di fare una deviazione: un caffè a Brescello, il paese di Don Camillo… ultime parole famose.. si perché dopo aver girolato per un ora di qua e di la del Po, non solo non lo abbiamo trovato (eppure i cartelli stradali li avevamo visti) ma siamo arrivati all’ingresso dell’autostrada per non so quale strada alternativa ed il caffè abbiamo deciso di berlo lungo la strada del rientro.
Lasciandoci la pianura alle spalle ci si è parato di fronte lo spettacolo delle nostre montagne innevate; come un richiamo della foresta per due come noi che hanno l’abitudine di guardare verso nord ogni mattino nell’aprire le finestre ed il cielo cosi terso ed azzurro fa sembrare la neve brillante come argento colato.
Ci sono nubi bianche sparse come pennellate nel cielo azzurro, sono forse quelle nuvole che già domani riporteranno la pioggia ma oggi abbiamo avuto una giornata stupenda a contorno di quello sport che tanto amiamo.
Il posto in classifica? Beh sinceramente non lo so e non è che il saperlo mi cambi molto le cose, va bene cosi, come sempre.
C’è già un'altra gara a calendario domenica prossima…..
Kathy Pitton

domenica 1 marzo 2009

Un Aironbike… senza aironi.

Alcune giornate nascono strane, sono imprevedibili e per quanto fai, non riesci ad ottenere quello per cui hai lavorato, con rammarico ed anche un poco di rabbia.
La mia Aironbike è iniziata nel pomeriggio di ieri, sabato, in una sgambata per campi in bike per quello che doveva essere un richiamo muscolare prima della giornata di oggi, la prima granfondo di stagione, ma qualche cosa è andato storto e mi sono ritrovata in un fosso a gambe all’aria e la mia amata Valchiria con il deragliatore a penzoloni ed il forcellino spezzato.
Era come se la sua “ferita” fosse la mia ed un singhiozzo mi è salito in gola: adesso che faccio? E la gara di domani?
Ero ancora mezza impantanata nel fango che già chiamavo il meccanico col telefonino ma era prevedibile il fatto che di sabato pomeriggio tardi fosse impossibile cambiare il pezzo rotto; orgoglio ferito e morale sotto i tacchetti delle scarpe da mtb!
Gli ho portato la bici speranzosa in quel miracolo che già sapevo impossibile e poi, mestamente a casa a leccarmi le ferite, più morali che fisiche dopotutto ma qualche volta sono quelle che non si vedono a far più male.
Erano due mesi che preparavo questa gara ed anche senza velleità di vittoria o piazzamento ero sicura di poter far bene, a modo mio e piano piano ma sarei arrivata al traguardo con il braccio alzato come sono solita fare, una conquista guadagnata pedalando con passione.
Ed allora sono scesa in garage a spolverare Pendragon, il mio “vecchio” cavallo da corsa, quello che lo scorso anno avevo passato a mia figlia, facendolo adattare a lei, alla sua statura e di conseguenza, troppo piccolo per me; ho alzato la sella di quel poco possibile ed ho deciso di non rinunciare a priori a tornare a Guastalla per questa gara che lo scorso anno mia aveva regalato tante emozioni e soddisfazioni….. ma… esiste un ma.
Partiti presto come sempre, un caffe in autostrada e dopo due ore di macchina eccoci al Lido Po, sulle rive del fiume padre per eccellenza della Pianura Padana.
Pacco gara e numero 212 da attaccare alla bike, un saluto agli amici del team Sculazzo e di molti altri conosciuti qua e la e via a provare un po di percorso, leggermente diverso dallo scorso anno, l’esondazione del fiume non ha permesso i passaggi in golena ma solo lungo gli argini, sarà veloce come gara, 44 km da fare a tutta.
Già dalle prime pedalate sento che sono troppo bassa, pensavo di aver risolto ma ora mi rendo conto che la bici non va bene per me, le ginocchia iniziano subito a far male e per quanto faccia non sarà una bella gara.
In griglia le solite battute, gli auguri ed in bocca al lupo scambiati con chi conosci, la pacca a Dado che si sente un leone oggi e via che si parte: i primi km vanno via veloci ma poi, poco alla volta le gambe non girano più e vado avanti troppo lentamente e quei 23 chilometri del primo giro mi sembrano eterni, non riesco neppure a star dietro ad un bambino seguito dal suo papà….
Quando vedo il cartello dell’ultimo km è quasi un sollievo e decido di fermarmi, nessun secondo giro per me, mi fermo e basta ed aspetterò Dado al traguardo.
Ho il tempo di fare la doccia e di riporre tutto sul furgone e lui arriva tutto contento del suo tempo ed io sono contenta per lui.
Tortellino party, le premiazioni dove applaudo i ragazzi premiati che conosco, Fabione, Paola e Giulia, Elena e Laura e, dopo un caffè, ripartiamo verso casa.
Ascoltiamo Elvis e canticchiamo mentre lasciamo Guastalla con destinazione Iseo e mi rendo conto che il grigiore della giornata mi ha contagiata, che la pioggia che ha iniziato a cadere appena prima di mezzogiorno ha reso ancora più triste il mio “non risultato”, un giro solo non conta ai fini della classifica di gara.
Forse mi dispiace solo il fatto di aver gettato al vento tutto il River Marathon Cup, ci tenevo a finirlo…pazienza.
Domenica prossima sarò a Pomponesco per la Granfondo dei Tre Comuni con la mia cavallina guarita, pronta a correre e con una gran voglia di rivalsa.
E spero di rivedere gli aironi stavolta, gli stessi che lo scorso anno mi avevano fatto sorridere.
Kathy Pitton

domenica 15 febbraio 2009

Sull’ottovolante nel Parco dell’Oglio


Tutti noi siamo stati in un parco giochi almeno una volta e, per ognuno, il gioco preferito era diverso ma per me, su tutti in assoluto, il migliore era l’ottovolante o qualunque altro gioco o mezzo che lo ricordasse anche solo da lontano.
E, complice una stupenda e gelida giornata di sole di febbraio, oggi mi sono divertita come una matta scatenata.
Alle 7.30, dopo il caffè di rito nella mia cucina, via alla volta di Orzinuovi per il Gran Premio Mtb Parco dell’Oglio, 4° Trofeo Piemonti Costruzioni, valico come 5° ed ultima prova del campionato Provinciale invernale Mtb C.S.I.
Le vie traverse prese da Dado ci fanno arrivare velocemente ed allora abbiamo il tempo per un caffè nella piazza centrale del paese per poi proseguire verso la frazione di Barco da dove partiremo per questa cross country… e dire che non mi piacciono molto, sono solitamente troppo veloci per me e mi doppiano sempre e mi piacerebbe tanto per una volta finire la gara senza essere doppiata dal primo!!!
Ci sono un sacco di ragazzi già in giro a scaldare le gambe e ci prepariamo come sempre, bardati e freddolosi in questa gelida mattina; tutti i campi attorno sono ricoperti di brina gelata, il terreno è durissimo e, sinceramente m spero rimanga tale… non il fango di domenica scorsa per favore, non reggerei ad un'altra domenica cosi eppoi qua non ci sono le docce, sarebbe un disastro.
Provo il fettucciato nel campo gelato, se il terreno tiene e non si scalda troppo, non sarà poi cosi pesante farlo; il sole rende tutto piu piacevole e si sopporta anche il freddo con meno fastidio.
Ci sono anche un sacco di ragazzi del Mtb Racing oggi, riconosco il colore delle loro tute bianche e verdi e poi i soliti volti noti, i saluti gridati passando in bike sulla strada prima di immettersi nei campi ed è un piacere il sorriso di Natale, classe 1941, che viaggia sulla mtb come un razzo e che oggi “conquisterà” la maglia di campione provinciale 2009 di categoria.
Quasi ora di partire, in griglia e via per il giro di lancio; ho freddo ed il non essermi scaldata a dovere lo pago quasi subito sentendo le gambe dure e non riuscendo a star dietro agli altri ma mi adatto e faccio la mia gara come sempre, senza troppe pretese ma senza rinunciare a combattere per arrivare in fondo.
Il terreno gelato resta tale e via che si viaggia e come sempre, i miei pensieri vagano con me, tra i sentieri che percorro e quello che vedo mi piace: campi, bosco, sentieri e strade bianche, le fettucce bianche e rosse che delimitano il percorso stesso e le persone che ti segnalano dove passare.. qualche passaggio stretto, occhio ai canali e poi via…. Via in uno stupendo sentiero nel bosco, un continuo saliscendi e cambio di ritmo, destra… sinistra, su e poi giu per qualche metro e sempre con l’occhio a registrare il fiume poco lontano, la sponda sabbiosa cosi vicina e le ruote della mia Valchiria su questo stretto passaggio tra rami e tronchi, via veloce e sentire il cuore che pompa e le gambe che finalmente girano e mi sembra di essere tornata ragazzina sull’ottovolante al mare dove mi portava papà.
Quanto mi sono divertita!!
E mi sembra passato un attimo e vedo da lontano il paesino e so che l’arrivo è vicino e mi rendo conto che non mi hanno ancora doppiato e cerco di pedalare piu velocemente per evitare che accada.
Incontro Lazzari Senior in bici contromano che sicuramente va incontro a Stefano per fargli delle foto, e mi grida Daiiiiiiiii Kathy….. e ci sono quasi….
Sento la moto da lontano e mi faccio da parte, arrivano i primi ed è giusto lasciarli passare ma non mi fermo e spingo e via che arrivo vicino al traguardo e sento un braccio agganciarmi ed il sorriso di Charlie della squadra organizzatrice, i Sachesghinghem…arrivo in parata con tanto di bacio “in corsa” sotto l’arco ed il sorriso del giudice che urla il mio numero e la foto fatta al volo dalla Grazia, sarà un bel ricordo.

Quando arrivo al traguardo di una gara è come se la molla del carillon si fosse scaricata tutta di un botto e l’adrenalina che fino ad un attimo prima mi spingeva, piano piano scema e mi prende una strana tranquillità, una serenità che da pace.
Un the caldo per placare freddo e sete, un pezzetto di dolce e due chiacchiere con altri sporchi di fango come me, il chiedere come è andata o il raccontare la propria esperienza è il rito dopo la bagarre; adesso devo pensare a lavare la mia cavallina ed a mettermi qualche cosa di asciutto e caldo,il furgone è poco distante e Dado arriverà solo tra una ventina di minuti.
Al lavaggio bici ci sono Cecco e Sandro e mi chiedono :Kate sei caduta?
Macchè caduta, perché dovrei esserlo? Vado piano ma non cado… o almeno è parecchio tempo che non mi succede.
Carico la bike sul furgone, mi cambio e vado a guardare le premiazioni e la piacevole sorpresa è che sono quarta e che premiano anche me, credevo che spettasse solo alle prime tre…
Foto, applausi, saluti…. Il tempo passa velocemente ed è ora di tornare a casa ma già stò pensando alla prossima volta.
E’ una strana malattia quella dei bikers, non si riesce a fare a meno del fango, del sudore e della fatica, una droga che non fa male, anzi!!!
Quando poi riesci a divertirti cosi come ho fatto io oggi, beh… non ha importanza se sei sporco di fango, stai bene con te stesso e con gli altri attorno perché, in fondo, sono come te.
E la prossima volta il mio obbiettivo sarà non farmi doppiare.
Kathy Pitton

domenica 8 febbraio 2009

Fare la spesa in mtb….


Uno potrà pensare: chissà cosa centra la spesa con la bike.
Al momento l’ho pensato anche io quando mia figlia mi ha detto: ma vai a fare la spesa in bici mamma?
Poi invece ho capito che la sua voleva essere una battuta per il fatto che, nelle ultime tre domeniche sono sempre arrivata a casa con il pacco premio contenente di tutto e di più…
Non sarà sempre festa, in fondo ho fatto garettine qua attorno con poche donne partecipanti ed allora è quasi scontato il fatto di portare a casa qualche omaggio, ma è un premio ed è bello riceverlo per qualche cosa che amo fare e che costa fatica fisica ma non fatica mentale, anzi…
Si stà cosi bene dopo aver fatto le gare, ci si incontra con un sacco di amici, si scherza e ci si prende in giro e qualche volta mi piace stare al margine di tutto ciò ed osservare, guardare ed ascoltare i discorsi, il continuo raffrontarsi ed il mettersi in gioco.
Vedo il viso di uomini che magari rubano tempo alla famiglia ed al lavoro per sporcarsi di fango, per arrivare a casa bagnati fradici e, forse, con i pantaloncini della tuta rotti da qualche cespuglio dove si è finiti per errore o perché la traiettoria di gara ci ha fatto passare troppo vicini agli stessi oppure ancora donne e ragazze con un filo di rossetto comunque, le unghie smaltate che sbucano dai guanti da ciclista che sono femminili piu che mai nonostante il fango, nonostante il viso sia, qualche volta, reso irriconoscibile dalla polvere o dalla stanchezza accumulata.
Ed ancora guardare le facce di quanti guardano a bordo campo o bordo strada e sorridono e magari pensano che siamo completamente fuori.. ma nonostante questo ti fanno un applauso e ti urlano Bravo!!!
Ma volevo raccontare la gara di oggi, l’8° Memorial Massetti di Leno, una cross country in pianura che sembrava una risaia di Vercelli, acqua ovunque, un fango denso ed appiccicoso che sembrava attaccarsi dappertutto e non mollarti mai ed il pedalare e non andare avanti ed ogni metro guadagnato sembrava una conquista.
Il gesto scaramantico promesso ad un amico di farsi due strisce sotto gli occhi con il fango fa sorridere qualcuno ma per un attimo mi sento un guerriero come gli All Blacks.
Alcuni tratti a piedi con la bike a spalla e mi sembrava di non riuscire a sollevare i piedi dal fango come se lo stesso volesse trattenersi le mie scarpe.
Quante volte ho detto a me stessa: adesso mi fermo, basta!!
Ma poi continui e vai avanti, qualcuno ti sorpassa e ti dice di non mollare e pedalata dopo pedalata arrivi al traguardo.
Un solo giro che mi è costata una fatica grandiosa anche perché la qui presente old lady ieri sera se ne è andata a ciaspolare per la classica in notturna in valle Camonica, un appuntamento a cui non so rinunciare da anni.
Dal candore della neve rischiarata, anche se per poco, da una splendida luna, al fango delle pianure della bassa bresciana, un salto di luogo e di stato incredibile.
Una doccia calda, il semplice cambiarsi d’abito ed ecco che la fatica se ne va via ed aspetti le classifiche ( e ce le faranno aspettare un sacco di tempo) mentre ti bevi un caffè e fai due chiacchiere con gli amici, Dado che fa la spola dentro e fuori del bar per vedere se sono stati finalmente esposti i risultati ufficiali e la premiazione alla fine con i vari premi in natura, pacchi contenenti alimentari di vario genere solitamente molto graditi da tutti.. ed uno spetta anche a me come quinta donna classificata.
Quasi non serve salutare anche perché tutti conoscono i calendari a memoria e gli appuntamenti per la prossima avventura nel fango non si segnano sull agenda ma nella mente e so che la prossima domenica, in un qualche altro campo di gara, ci saranno di nuovo tutti..
E ci sarò anch’io.
Kathy Pitton

Caspolada al chiaro di luna

Ci sono cose che, per ognuno di noi, diventano una piacevole tradizione e si fa di tutto per mantenerle.
Cosi è per me la Ciaspolata a Vezza d’Oglio che faccio da anni e mi dispiacerebbe mancare a questo appuntamento con la neve che vedo dalle finestre di casa mia ogni qualvolta guardo verso la Valle Camonica a nord.
Ogni anno il numero dei partecipanti è aumentato, dalle poche centinaia della prima edizione alle migliaia delle ultime ed il clou è stato oggi, la 9° edizione, con 4500 iscritti.
Conosco il paesino di Vezza e so che i parcheggi sono pochi ed allora parto presto, verso le 14.30 per far si di arrivare prima di molti e parcheggiare vicino all’arrivo.
Qua sul lago piove da giorni, lassu nevica da tanto che la neve raggiunge inaspettate altezze; erano anni che non si vedeva cosi tanta neve che porta con se si la bellezza dei bianchi fiocchi ma quassu anche la paura di slavine e valanghe.
Leggo ogni giorno di piccoli paesi della valle isolati da piccole slavine lungo le strade di collegamento ed è con un poco di timore che guardo le montagne avvicinandomi a loro.
Arrivo alla deviazione per i parcheggi e sono gia tantissime le macchine, meno male che sono partita presto!!
Il posto lo trovo e via a piedi fino in paese, un bel pezzo di strada in salita con ciaspole e zaino al seguito, non scenderò più fin quaggiù fino a quando non sarà ora di ripartire alla volta di casa.
Arrivo alla palestra attrezzata per la distribuzione dei pettorali e delle ciaspole per quelli che non hanno le proprie e mi rendo conto di avere un sacco di tempo a disposizione prima della partenza, andrò a bermi un caffè.
Il traffico si congestiona a tal punto che devono fermare le auto che salgono in valle, le strette stradine del paese di montagna non sono fatte per il passaggio di migliaia di auto in un lasso di tempo cosi breve, trovare un parcheggio ora sarà praticamente impossibile.
Pian piano la piazza si riempie di gente, vedo un sacco di persone che conosco e che a casa non incontro mai, amici di mtb e semplici conoscenti con cui scambiare due battute ed un saluto.
So che parecchi componenti della squadra Mtb racing sono qua stasera ma incontrarli in mezzo a migliaia di facce non è facile, vedo però un vecchio compagno di studi, Roberto, con la nipotina, parteciperà anche lui senza fretta a questa camminata.
Io non ho fretta ma non voglio neppure prendermela troppo comoda, vorrei arrivare velocemente e tornare a casa ad un orario decente, domani Dado passa a prendermi alle 7 per andare in bassa Bresciana a correre in mtb…
L’orario di partenza arriva e bang!! Partono i fuochi d’artificio ed i ragazzi della corsa agonistica, poco dopo tutti noi, una massa enorme di persone che scemeranno dalla piazza fino alla piana dove indossare le ciaspole e via, camminare nella notte sotto la luna che ha deciso di farsi vedere dopo notti e notti nascosta dalle nubi.
Non piove e non nevica, cosa che era prevista per questa nottata… in fondo è meglio cosi.
Inizia questa gara-non gara, questa corsa nella neve con le racchette ai piedi che ti fanno camminare in modo strano, una postura che presto mi farà rallentare perché innaturale e sembra che scottino le gambe ed i piedi.
La mia gamba non vuole saperne di guarire e quando le chiedo poco di più del solito urla vendetta ma tengo duro e dopo 4 km, appena dopo il ristoro, decido che è meglio non forzare e prendo il percorso corto, 7 km anziché 10.
In fondo competo solo con me stessa.
Inizio ad essere stanca e mi rendo conto di rallentare, mi passa anche un bambino col cane… resto un po’ male in verità ma non so che farci.
Quando vedo il cartello 1km al traguardo, beh il sollievo è parecchio, sono cotta.
Mi rilevano il tempo elettronicamente e mi tolgo le ciaspole dai piedi, è un sollievo poter camminare di nuovo con un andatura normale!
Musica, un enorme falò, la telecronaca di Tele Boario ed un sacco di persone fanno sembrare tutto, ed in fondo lo è, un enorme festa.
Mi avvicino al centro Adamello ed entro nella grandissima sala adibita a ristorante per i partecipanti, la mia iscrizione comprende una cena completa e, poco oltre l’ingresso, mi sento chiamare… Kathyyyyyyyyyy!!!
E toh che ti vedo Super Mario, conosciuto a Guastalla lo scorso anno all’Aironbike e che ho rivisto parecchie volte nel corso della passata stagione di gare in mtb.
E’ veramente un piacere e parliamo del più e del meno e scopro che ha fatto niente popo di meno che l’agonistica, la gara degli Iron man, quelli che corrono tra le nuvole…gli Sky runners… a però, bravo!!!
Ci si da appuntamento alla prossima Aironbike del 1 marzo, un saluto ed ora pappa perché sono morta di fame.
Ti siedi e poco alla volta passa la stanchezza e ti rilassi mangiando un piatto caldo in compagnia di moltissimi altri che hanno passato la serata come te a scorrazzare tra la neve.
Ma ora è meglio tornare verso vale, verso casa.
Nell’uscire mi accoglie una nevicata con fiocchi pesanti, che fortuna però che non abbia nevicato durante la gara.
Raggiungo la macchina e parto con calma, ci vorrà un ora e mezza per tornare a casa e mi rilasso mentre guido, le gambe sono pesanti ma in fondo la stanchezza è quanto mi aspetto alla fine di una gara, grande o piccola che sia, significa che ho lottato e che sono arrivata…
I numeri dicono 4391 persone alla partenza, 45 a nella categoria femminile e 101 in classifica generale..
Non male in fondo per una old lady… fino alla prossima.
Kathy Pitton

domenica 1 febbraio 2009

Tra i fiocchi delle terre basse.


2° Gran premio le Magnolie, domenica 1 febbraio.
Questo è quello che si legge sulla scheda gara di Pianeta mtb ma se una domenica mattina d’inverno decidi di farla ti ritrovi nelle “terre basse” della pianura bresciana, quasi un ora di strada da casa mia e ci avviciniamo tra una danza di fiocchi di neve quasi inaspettati.
Le previsioni parlavano di neve in pianura ma non credevo che azzeccassero cosi bene quello che mi si è presentato davanti agli occhi stamattina e ad un certo punto ho pensato che Dado si fosse girato dall’altra parte a dormire anziché vestirsi e caricare la bike sul furgone.
Ma poi sento il rumore ormai famigliare del motore del suo “bolide” bianco e preparo la sua tazza di caffè con 4 cucchiai di zucchero, gli apro il cancellino e prima ancora che sia in casa ha già la tazza fumante tra le mani.
Partenza! E siamo sicuri di non sbagliare strada stavolta? Lo scorso anno ci eravamo trovati da tutt’altra parte ma stavolta tutto liscio e poco alla volta ci avviciniamo a Verolanuova, sede dell’ agriturismo che organizza il 2° Gp di Mountain bike delle Magnolie.
Leggo i cartelli con i nomi dei paesi, alcuni li conosco altri sono completamente sconosciuti e ad un tratto dico: ma non era Offlaga quel paese col detto sulle oche? Una roba del genere: “i fera i oc col martel de paia”…..beh iniziamo a ridere che quasi dobbiamo fermarci per non finire fuori strada! Va beh avrò sbagliato detto o magari paese oppure tutti e due e magari anche il dialetto ma non credevo di sbellicarmi cosi dalle risate.
Vediamo l’agriturismo da lontano, arrivati.
Non sono molte le macchine stamattina, forse la neve ha scoraggiato più di qualcuno che, magari, ha preferito stare a casa al caldo.
Numero di gara: 302, uno in più di domenica scorsa.
Il solito chiamarsi ed il prenderci in giro che fa parte del colore della tribù dei pedalatori mangiatori di fango, un altro caffè per scaldarci e si avvicina l’ora della partenza.
Ci si veste in fretta, la bici giù dal furgone e via a pedalare per scaldarci un poco; non passa molto tempo ed uno dei giudici di gara ci chiama a allo striscione di partenza dicendo: ci siete tutti? Non è che ce ne mancano alcuni come domenica scorsa? Credo stia parlando di noi due quando la scorsa settimana ci siamo presentati allo striscione di partenza con 15 minuti di ritardo sul gruppo!!! Che figure…
Via! a pochi metri dalla partenza vedo un biker a terra, spero non ci siano danni; poco dopo si entra in un fettucciato tipo prova speciale in un campo arato……un pantano dove si sprofonda ed in un attimo si sgrana il gruppo ed i primi davanti già sono in fuga.
La mia gara è come sempre tranquilla, non cerco di fare più di quanto il mio corpo permetta, con calma arriverò ugualmente alla fine.
E sarà bello fare tutta la gara con una ragazza alla sua prima esperienza di gara, in alcuni punti siamo state ruota a ruota a pochi centimetri una dall’altra, assieme abbiamo fatto un paio di centinaia di metri in più sbagliando percorso ma, alla fine, ci siamo aspettate: credo sia stata una specie di solidarietà al femminile in un mondo quasi esclusivamente di competenza maschile dove noi, l’altra metà del cielo, facciamo le nostre piccole intrusioni in rosa.
Sentieri nel bosco resi scivolosi dalle piogge degli scorsi giorni e dalla neve che scende senza tregua stamattina, strade infangate dove le ruote slittano quando passi da un solco all’altro e le zolle di terra rossa e grassa che si attaccano ai copertoni nell’attraversare i campi e dove devi cercare di stare nella scia di chi hai davanti o che è passato poco prima per non sprofondare; percorso reso duro dal clima invernate ed il freddo che poco alla volta rende tutto più pesante e la stanchezza non tarda a farsi sentire.
Un “guado” da passare e le foto di rito lungo il percorso, gente che non conosci che ti incita e ti sembra di andare più veloce con quelle parole gridate da sconosciuti che ti sorridono; poco alla volta ci si avvicina al traguardo e di nuovo si entra nel campo e sembra che la terra voglia trattenerti ma sai che è la stanchezza a farti pensare cosi, a rendere più faticosa una fatica conosciuta ed amica.
I giudici ci aspettano e ci indicano il traguardo, la nostra gara finisce prima degli uomini, un occhio di riguardo per le “quote rosa” che sono pochissime anche oggi.
Un profumo di carne arrosto mi avvolge all’arrivo ed il ristoro accoglie tutti con pane e salamina, vin brulè e tanto altro ma prima lavo Valchiria dal suo carico di fango ed aspetto Dado che aveva un giro in più da fare.
Poco alla volta arrivano tutti, i visi stanchi e resi quasi irriconoscibili dal fango, le maglie delle squadre che sembrano tutte dello stesso colore ma tutti con un sorriso sulle labbra a scambiar battute ed impressioni sull’ennesima domenica mattina nel fango.
Mi cambio e mangio un panino, un paio di battute con Charlie, con Graziano e Luca, Ermanno dell’Agnosine che mi chiede se potrà leggere il resoconto di gara (era lui a terra alla partenza) e ci si avvicina al banco della giuria e si aspettano le classifiche.
Chiamano le due donne al ritiro premi e ridiamo rendendoci conto che siamo nella classifica mista con i ragazzini!!!!
Anche Dado ha il suo momento di gloria con il settimo posto della categoria M5/6 assieme a Natale ed Alberto.
Le foto per ricordare un momento della nostra vita e stavo uscendo quando mi richiamano dentro: alle due signore in mtb un altro premio!!! Per la classifica femminile stavolta.
Si torna a casa e lungo la strada si parla di tutto e di più, si mandano gli sms agli amici per raccontare loro della nostra “impresa sportiva” della domenica e già si pensa alla prossima volta, un altro percorso, altro fango, forse altra neve a raffreddare le mani ed il viso ma, di sicuro, un’ altra serie di risate, un'altra giornata da ricordare con un sorriso.
Ed io ci sarò ragazzi!
Kathy Pitton

domenica 25 gennaio 2009

Partenza… col botto!!


Eh si, nuova stagione e nuove pedalate.
Ed un inizio cosi non me lo aspettavo di certo.
Ieri sera cena dei coscritti ma sono stata brava stavolta, niente abbuffata ma solo un piatto ed un litro d’acqua al posto del vino e, seppur con dispiacere, sono scappata a casa alle 11, abbandonando tutti gli amici e la festa ma la voglia di rimettermi in gioco, di pedalare era forte ed avevo già deciso di venire fino a Desenzano del Garda per questa gara del Csi.
Ed allora pronti via alle sette e mezza stamattina, col Dado di sempre a farmi compagnia.
Poco traffico ed una giornata stranamente serena visto il maltempo che ha caratterizzato tutto il periodo invernale fino ad ora, certo che il terreno sarà un pantano unico ma lo si sa, se scegli la mtb come sport, il fango ti è compagno come le pulci per i cani.
Eccolo in centro sportivo vicino all’ospedale, ci sono già le macchine di molti nel parcheggio e le facce sono quelle di sempre o quasi, qualche saluto ai giudici di gara che conosco da anni ormai e la solita prassi per l’iscrizione e ritiro del numero: 301.
Giù le bike dal furgone, ultimo controllino e vestizione d’ordinanza, fa freddo ma avremo tempo per scaldarci.
Il saluto di Charlie dei Sachesghingem e le sue battute scherzose, il saluto urlato di Natale, un ciao veloce a Giorgio e via per il giro di prova.
Cavoli se tira, uno saliscendi nervoso e molto fangoso ma bello, proprio bello e se lo dico io che sono una schiappa nel cross country ….
Piccolo problemino: non avevamo calcolato di metterci cosi tanto a fare il giro e ci siamo fermati pure con dei ragazzi che avevano bucato per tanto siamo arrivati al traguardo CHE ERANO GIA PARTITI TUTTI!!!! …..botto numero uno!
Oddio e adesso?
Via che si parte ugualmente ad inseguire il gruppo… inseguire magari è un po’ grossa anche perché dopo mica tanto mi passa il primo!
Ah andiamo bene.
Però non mollo ed anche se devo fare qualche pezzo a piedi mi piace stò percorso.
In alcuni punti faccio prima a piedi tanto è il fango ma poi su e giù ed ecco che mi ripassa il primo.
Che lumaca che sono ma non fa niente, va bene cosi, riesco anche a trovare il fiato per scambiare due battute con i giudici lungo il percorso e piano piano mi avvicino al traguardo ma poco prima, in cima alla collina, ho il tempo per intravedere il lago e delle barche a vela che si lasciano guidare dal vento; bello, sembrano farfalle posate sull’acqua.
Uno spettatore in cima ad una salita attira il mio sguardo: Roberto Zappa, il “nostro” dottore volante senza mtb! Da non credere quasi.
Ma dice che la stagione per lui inizierà più avanti, c’è ancora troppo fango e fa ancora troppo freddo. Alla prossima Doc ed un saluto ad Elena per favore.
Ultimo strappo, qualcuno mi incita e poi sento un clanc…. Ma non sono io, è uno dei ragazzi di testa a cui si spacca la catena e stava lottando per il secondo posto.
Non ci penso neppure un secondo, tant’è che sento le mie labbra aprirsi e dire: vuoi la mia bike?
Non servono parole per dire o fare altro: tolgo il numero e lui parte tutta birra con Valchiria e per un attimo sento un vuoto… la mia cavallina vola verso il traguardo senza di me ma so di aver fatto la scelta giusta: arrivare ultima non cambia nulla.
Dado mi sorride e credo mi abbia approvato anche col suo silenzio; al traguardo arriverò spingendo una bike non mia col numero di gara in mano.
Botto due: unica donna per cui prima per forza!
Recupero e do una pulita a Valchiria e vedo qualcuno sorridere e dirmi: ah però, bella cavallina la tua! Certo che è bella, qualche volta mia figlia mi da della matta scatenata e dice a suo padre: la mamma è giù che parla con la bike!!
Non è che le parlo, non sono cosi fuori, è che magari parlo da sola mentre le stò sistemando il cambio o oliando la catena ma gli altri non lo sanno ed allora pensano che parli con la mia bicicletta.
Va beh insomma, stà di fatto che la mia bici non stà in garage ma in lavanderia al caldo perché ho deciso che va bene cosi.
Ristoro e fetta di dolce, un cambio veloce ed aspettiamo la premiazione: uno stupendo mazzo di gerbere gialle ed arancio ed un grande sacco di carta con ogni ben di Dio dentro sono la parte “fisica” che mi porto a casa ma sono solo marginali rispetto a quanto mi resta dentro, quella parte intangibile di sensazioni, di gratificazione e di appagamento che mi danno la forza e la voglia di fare, di provarci ancora, di mettermi in gioco.
Le premiazioni vanno avanti ed io saluto con un “ciao ragazzi” e sono molti i visi che mi sorridono e mi chiedono: domenica a Verolanuova Kathy?
Si ci sarò.
Kathy Pitton

domenica 11 gennaio 2009

Ciaspoluna

Durante l’anno sono tre gli sport che pratico: bike naturalmente quasi sempre, nuoto tra una cosa e l’altra e nei mesi freddi corsa con le racchette da neve.
Sono divertenti da matti!!
Nelle valli qua attorno al lago ne fanno parecchie ed hai sempre l’imbarazzo della scelta; alcune sono un must di stagione, altre sono novità e cerco sempre di scegliere località dove non ho mai corso.
Lo scorso inverno avevo letto di questa ciaspolata sotto le stelle in Valle Trompia ma non ero riuscita ad iscrivermi per tempo per cui quest’anno ho fatto tutto ancora prima di Natale, cosi non ci sono stati problemi.
Sabato pomeriggio alle tre, ciaspole in macchina, tuta da fondo addosso, zaino con un cambio e due barrette parto alla volta di Bovegno via Polaveno, un ora di macchina ad andatura tranquilla. Risalgo la valle e leggo man mano i nomi dei paesi mentre li attraverso e ripenso ad una lontana estate di 30 anni fa e mi tornano alla mente volti e sensazioni e sorrido….
Che bello essere giovani, con la spensieratezza dei 17 anni, nessun pensiero ,nessuna preoccupazione per quello che ci può riservare il futuro, tutto è li davanti a noi da costruire, come una tavolozza bianca su di cui far scorrere un pennello e colorare il nostro giorno, il nostro domani.
Bovegno arriva presto, non è cosi facile trovare un parcheggio, dovrò camminare un bel po’ prima di arrivare al ritrovo per il ritiro del numero di gara… veramente non è proprio una gara, non verrà stilata una classifica ufficiale ma sono cosi abituata alla competizione anche se in modo tranquillo che diventa una gara anche quando non lo è.
Alcuni visi che conosco mi sorridono, so che c’è Zambo con i colleghi di lavoro, altri amici di Iseo e vecchie conoscenze , alcuni compagni di pedale del G.C.Iseo ed un sacco di altra gente, parlano di 1200 concorrenti, un gran caos insomma.
Ritiro in numero ed intravedo Dario, un ragazzo che gareggia in bike, lo incontro a volte sui campi di gara, sembra Goldrake pronto alla battaglia; lo scorso anno si era piazzato al secondo posto ed è pronto a ripetersi anche questa volta.
Le sei arrivano presto e si parte ad andatura tranquilla, e’ asfalto e si inizia a salire lungo il fianco della montagna: 550 metri di dislivello in un km e mezzo: da matti.
Nelle strettoie del sentiero si formano lunghe file, non è agevole passare, di correre non se ne parla proprio.
L’inizio della neve ed il mettersi le caspole ai piedi segna l’inizio della gara vera e propria e dove riesco corro ma il sentiero è veramente erto e non sempre è facile anche se ho i ramponi.
Su e sempre più su, se guardi verso il basso vedi una serie infinita di lucine nella notte che si muovono come lucciole a segnare il passaggio dei concorrenti e se guardi il cielo vedi le stelle ed una luna stupenda a rischiarare il passaggio.
Quando arrivo in cima, beh lo spettacolo è assicurato; col fiatone mi fermo un attimo a guardare a valle e penso che tutta la fatica che ho fatto è stata ampiamente ripagata dallo scintillio delle luci a valle, dal vedere la neve brillare sotto i raggi tenui della luna.
Non posso fermarmi tanto, fa freddo e voglio scendere a valle per scaldarmi con un the caldo offerto dagli alpini; la discesa tanto desiderata è altrettanto faticosa anzi a volte lo è di più vista la pendenza ma la voglia di arrivare è tanta e ben presto sono a valle: 2h e 45 minuti.
Non so se sia un buon tempo o meno, non avendola mai fatta non ho un tempo di riferimento ma sono contenta cosi; so che Dario Giovanardi è arrivato terzo, Zambo arriva 5 minuti dopo di me, altri li vedo sfilare man mano e seduta con un the bollente in mano mi sento, come sempre , bene!! Un altro giorno facendo ciò che mi piace, correre con il vento tra i capelli ed anche se fa un freddo dell accidenti, mi sento appagata.
E’ ora di tornare verso casa, ci sono parecchi chilometri da fare ed un piccolo passo da fare in macchina per tornare nella valle parallela e verso il mio lago.
Piano piano scorre il paese accanto ai finestrini e non posso non chiedermi “ chissa che fine avrà fatto….”
Un pezzetto del mio passato che riaffiora dai ricordi lontani e sepolti dentro la mia memoria, un antica emozione ormai dimenticata e dilavata dal tempo ma non posso non sorridere quando penso che in un giardino di queste case, su di un muretto di cemento fresco,anni fa una persona incise il mio nome con un bastoncino ed aspettò che asciugasse per essere sicuro che non andasse via con la prima pioggia….
E’ notte fonda quando arrivo a casa e prima di riposare un po’ è normale andare a guardare il mio angelo dai capelli color miele che dorme tranquilla sotto le coperte.
Ed allora il passato torna al suo posto perché il mio futuro è un altro, è lei.
Kathy Pitton

domenica 4 gennaio 2009

Il ghiaccio punge…

15 giorni!!
Va beh che era Natale, poi qualche giorno in vacanza a Barcellona, poi ancora l’ultimo dell’anno ma cominciavo ad essere stufa di fare la pelle di leone stravaccata sul divano e quel che è peggio, tutto stò ozio mi dava il tempo di pensare a quello che tre settimane fa mi ha detto il medico ed, innanzitutto, di stare ad ascoltare questo strano dolore all’anca ed alla coscia sinistra…
No, assolutamente non va bene cosi!
Ci vorrà tempo lo so e la mia testardaggine non aiuta di certo in questo caso, non voglio prendere farmaci, non voglio il cortisone e non importa se ci vorrà più tempo… io alla mia passione non rinuncio!
Anzi sono fermamente convinta che mi possa aiutare ad uscirne più in fretta, la determinazione non mi è mai mancata.
Ed allora stamattina, con un gelido sole dai raggi gelati, mi sono preparata, bardata come un marziano e via nell’aria fredda di gennaio!!
E faccio presto a scaldarmi, la musica a far da contorno alle strade stranamente silenziose, solo il cric croc del ghiaccio che si rompe sotto le ruote oppure il fruscio dei copertoni nella neve; è faticosa, sembra che voglia trattenermi tra le sue fredde spire come una serpe ma la voglia di andare avanti è più forte di tutto questo e spingo sui pedali sorridendo perché procedo a zig zag e, ad un certo punto, faccio pure una specie di testa coda.
Non è una caduta vera e propria ma il ghiaccio è duro e punge attraverso i guanti e la tuta; nessun danno, solo un po’ di freddo.
Ci sono un sacco di altri ciclisti in giro, pochi in mtb ma un cenno di saluto lo si scambia volentieri tra i componenti di questa strana tribù colorata in giro nonostante il freddo e la neve.
Il giro finisce presto, un ora e mezza a cavallo dell’ora di pranzo e torno verso casa facendo strade secondarie con poco traffico, il tempo per pulire Valchiria ed una doccia bollente ma la testa è già altrove… devo andare sul sito di Pianeta Mountain Bike e dare un occhiata ai calendari di gara…..
Kathy Pitton

sabato 20 dicembre 2008

Silenzio…

Turisti, partenze dei battelli, gruppi da accompagnare, visite guidate, promozioni, relazioni sul turismo, riprese televisive sul lago, fiere all’estero… la mia vita di tutti i giorni, un caos di voci e persone, una baraonda di visi, ma ora mi spetta il silenzio assoluto!
Quanto aspetto, ogni anno, quel periodo in cui il silenzio fa da padrone della mia giornata, nulla da fare od organizzare, nessun orologio da guardare e solo silenzio… oppure quel sssssssssssss dei copertoni sui sentieri, sulle foglie bagnate che ovattano tutti i rumori, oppure il tec tic della catena che cambia ruota dentata o il sibilo leggero dei freni.
Ed una giornata come oggi, col sole che scalda poco alla volta il gelo degli scorsi giorni, con la giacca invernale che da quasi fastidio, non posso stare a casa e non serve neppure pensare che sono già in bike fuori dal garage, ipod pronto e via.
Poco asfalto ed ecco i miei sentieri attraverso la torbiera, solo il silenzio a far da padrone in questo angolo di Franciacorta; pozzanghere immense danno l’idea delle piogge incessanti delle scorse settimane, il livello delle vasche naturali è talmente alto che i sentieri sembrano disegnati sull’acqua stessa e quei pochi germani che ancora non si sono rintanati e si godono la calda giornata di sole sono a pochi centimetri dalle mie ruote.
Solo il fruscio dei copertoni a farmi compagnia e non accendo neppure la mia musica oggi perché il silenzio rende tutto attorno a me cosi bello, cosi rilassante che non desidero null’altro.
Mi è mancata cosi tanto la bike in questi giorni passati, mi mancava la sensazione di benessere che mi regala ogni volta ad ogni uscita; mi mancava il non sentire la tensione dei muscoli sotto il tessuto della tuta invernale, mi mancava anche il dolore degli stessi muscoli alla fine di ogni uscita.
Ma oggi la sensazione è diversa, piu intensa, perché un dolore antico e nuovo allo stesso tempo non mi regala la stessa serenità di sempre in quest’uscita.
Un mare di emozioni contrastanti, di rabbia assoluta, di voglia di urlare al cielo, di piangere.
Rabbia assoluta perché dico no, non potete dirmi che non posso più pedalare, perché sarebbe come tagliarmi le gambe e rinchiudermi in gabbia.
Voglia di urlare al cielo che no!!! Non ci stò, ditemi che non tocca a me anche stavolta.
Voglia di piangere perché le lacrime scendono da sole, non riesco a fermarle ed in fondo non voglio fermarle perché io non posso fermarle.. cosi come un nuovo dolore non fermerà me!
I guerrieri combattono in piedi, guardando il nemico negli occhi e, forse, vivranno un giorno solamente, ma da leoni!

lunedì 15 dicembre 2008

Intervista mancata.............

Qualche volta capita che qualcuno voglia farti un intervista... e ti scappa da ridere.. almeno a me è successo cosi! chi vai ad intervistare? un illustre sconosciuta che, in fondo, non ha assolutamente nulla di speciale.
Chi me lo ha chiesto è una persona conosciuta durante le mie scorribande in mtb in giro per l'Italia ed, in fondo, mi ha fatto piacere anche se mai verrà pubblicata.
Ma va bene cosi.
La metto qua sul mio blog per mia futura memoria, per quel solo secndo in cui sono stata "importante".



Sarebbe esagerato, attribuirgli il titolo di "personaggio" del 2008, ma di certo, non crediamo di sbagliare definendola una delle più originali interpreti dello scenario Off Road del nord Italia.
Di lei, conosciuta prima, per i suoi diari,attraverso i quali ci ha reso "correi"delle sue imprese agonistiche,e poi sui campi di gara,ci ha colpito l'aspetto un po’ teutonico: bionda,occhi azzurri,fisico,non ce ne voglia un po’ robusto, ma sopratutto la grande passione e la grande serenità, con cui vive la “ sua” mountain bike, alla luce di tutto questo,abbiamo voluto saperne di più,ad iniziare dal nome ..Kathy Pitton

K…Kathy da Katheryne, sono nata ad Aarau (Svizzera),ma risiedo a Iseo (Bs) ,da quando avevo 12 anni, divento Caterina quando nel 1979 prendo la cittadinanza italiana, ma tutti mi conoscono come Kathy, in quanto al cognome,mio padre è di origini friulane, da cui o da qui ..Kathy Pitton

D.. quando la folgorazione per la MTB ...
K….la passione per la mtb, è cresciuta in me poco a poco, tutto ha avuto inizio dieci anni fa dopo un brutto periodo di malattia, mi ha aiutato ad uscirne,mi ha dato nuove motivazioni, mi ha aiutato inoltre, a perdere i trenta chili in meno che attualmente mi ritrovo, o meglio che non mi ritrovo,ne ho ancora parecchi da smaltire , ma non ho fretta con il tempo se ne andranno….
D…Marathon o Cross Country, e che biker sei?
K….Marathon…decisamente, non sono tagliata per l’XC ,qualche volta ci ho provato,ma spesso quando io concludevo il primo giro,gli altri avevano finito la corsa,..no,senza esitazioni dico Marathon, li riesco a trovare il mio equilibrio,li riesco a trovare la carburazione giusta,(mi ritengo un diesel),e poi la lunga distanza mi fa scoprire nuovi scenari,e mi fa conoscere tanta gente con cui condividere la fatica, e la gioia di vivere questo meraviglioso sport…
D…..stagione 2008…e come ti stai preparando per il 2009
K….stagione 2008..vorrei dimenticare la brutta caduta di Odolo( Bs) ,nella Conca d’Oro,per il resto è stata una stagione che vorrei rivivere,ho conosciuto tanta gente,ed in particolare ho instaurato un bel rapporto di amicizia,con il Team Sculazzo, per il 2009 mi sto preparando alternando palestra, piscina e sci da fondo , ma principalmente cerco di star bene con me stessa,senza forzature,divertendomi, se non ci fossero questi presupposti cadrebbe tutto……
nel 2009 vorrei correre il River Marathon Cup, la 24 ore della Val Rendena e di Idro, poi la Via dei Saraceni,… mi ci vorrebbe una settimana per elencarle tutte
D…..sogno nel cassetto?
K…..tanti sogni…cosa vuoi vivo alla giornata, il domani è una cosa sconosciuta,preferisco affrontarlo man mano,sogni…quello che ogni genitore vorrebbe: vorrei vedere mia figlia sorridere,saperla felice…credo sia il sogno principale, poi magari qualche raid nel deserto…la muraglia cinese…il ponte sul fiume Kway ,il deserto del Mohhwe..e tante altre mete, tutto ovviamente in stile Kathy , zaino in spalla e via…..
D…..riflessione finale….
K….so’ che molti mi considerano un po’ “fuori”, mi guardano con un sorriso della serie” ma perche non te ne stai a casa”,io so’ solo che faccio quello che mi piace e che amo,senza illusioni,conosco i miei limiti, la considero se vuoi una sfida con me stessa,…seguo le emozioni del momento,mi commuovo, quando taglio il traguardo e mi dico “Kathy anche stavolta è fatta”,mi commuovo alle premiazioni, insomma tante emozioni, ed un mare di forze dentro che mi spingono ad andare avanti, ed avanti ancora….quindi bikers, rassegnatevi….vedrete ancora per molto questa inguaribile Old Lady, ho ancora tanti sentieri, da scoprire…………

martedì 9 dicembre 2008

Mountain bike lato B

Adesso c’è tutta stà roba, chiavette, hard disk tascabili, cd, mini disk…ma vi ricordate i vecchi Lp? Ne ho ancora una montagna in una scatola in cantina e continuo a rimandare ad un altro giorno il trovare un vecchio giradischi funzionante, un vecchio stereo come il mio vecchio Akai, (chissà che fine ha fatto) cosi, solo per vedere se la musica è uguale a quel tempo e capire se, qualche volta il lato B del disco è meglio del lato A, quello ufficiale…
E quel lato B magari ti regala un sacco di emozioni, cosi a pelle, e non le dimentichi.
Come la Mtb.
Griglie di partenza, pettorale, chip, tempo in gara, tempo in prova, freni nuovi, telaio piu leggero e che se non è in titanio non va bene, posizioni in classifica e di categoria…questo è il lato A.
Ma il lato B, quello si che è uno spasso!!!!
Si, anche quello che guardano i maschietti..
Ma vuoi mettere le risate del rubare il panino a Dado al ristoro perché era l’ultimo ed avevo una fame dell’accidenti? E lo spiedo a fine gara che se avevo perso due etti ne rimetto quattro o la pizza prima della 12 ore a Pordenone alla tavolata dei Vigili del Fuoco?
Oppure quella volta a Guastalla alla Aironbike che mi ero persa Dado sul percorso ed alla fine me lo hanno trovato quelli con il quad che arrivava a piedi e ci siamo abbuffati di tortellini freddi ma di un buono che basta; o lo scompisciarsi dalle risate perché quasi si schianta su di un albero perché una ciclista si stava spogliando a lato strada con il suo lato B in bella mostra abbellito da uno strepitoso perizoma bianco?
Quanti km in giro per l’Italia quest’anno noi due, una coppia di vecchi amici da sempre con una sola cosa in comune, la Mountain bike.
Sono stata ovunque; in Veneto, in Friuli, Piemonte e Liguria, la mia Lombardia e in Emilia Romagna.
Ho scoperto paesi e posti che non dimenticherò facilmente ed ho avuto la fortuna di conoscere un sacco di persone; di molte ricordo il nome, di altre solo il viso ma fanno parte di me adesso, della mia vita come ciclista.
Chissà perché poi non è mai pesato il fatto che la domenica mattina la sveglia suonasse alle sei, ore in macchina o sul furgone per arrivare in paesi sconosciuti, pedalare per ore a volte nel fango e sotto la pioggia per poi ritornare a casa ed alla vita di tutti i giorni, ma dentro avere la consapevolezza di aver scoperto un altro angolino di mondo in sella.
Adesso la stagione non favorisce le scorribande tra i campi e, qualche giorno, il freddo è cosi intenso da scoraggiare anche le pedalate più brevi ma la mia mente stà già pensando alla prossima stagione; ci sono un sacco di posti dove andare e dove ritornare.
Ho voglia di rivedere alcuni amici, imparare a conoscerne altri ed a condividere con loro quella bella sensazione di quando attraverso il traguardo e penso: E vai Ka che sei arrivata anche stavolta!!!
E la festa poi al pasta party, le foto ricordo e la maglietta della gara e dimenticarsi di guardare la classifica cosi capita che, se per un qualche strano caso vinco qualche cosa, vado a casa senza ritirare il premio…. Oppure di risultare prima in classifica solo perché non si sono presentate altre ragazze alla partenza…
Sarà anche il lato B della mia Mtb ma è divertente.
E nessuno potrà mai portarmi via quelle bellissime immagini impresse nella mente, quei tramonti rosso fuoco a cui ho assistito solo perché mi sono fermata a riposare in cima ad una salita troppo dura per le mie gambe, oppure quell’arcobaleno sul lago perché non avevo fatto in tempo a rientrare ed avevo preso una lavata sotto un acquazzone estivo ed ancora quelle albe rosse e rosa perché non avevo tempo di allenarmi anche solo quel poco ed allora levatacce alle cinque per macinare qualche km nei campi.
Metto nel lato B anche lo sguardo divertito di qualcuno che mi vede arrivare in bike sporca di fango e scuote il capo ridendo, oppure il “mamma sei fuori” della mia Elsa che non si meraviglia più se le dico: “mi piacerebbe andare la…..” e si preoccupa se per tre giorni non esco a pedalare.
Capita di scoprire che una canzone ti piace più di un'altra anche se è sconosciuta e che sa regalarti un sacco di emozioni ed è questo che mi da questa parte del mondo su due ruote artigliate; non sarà agonismo e la voglia di vincere ma è tutto il resto, ed è a questo “resto” che non voglio rinunciare, perché è divertente, perché mi fa sorridere, perché mi fa stare bene.

Kathy Pitton